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Lunaria
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Sabato 25 Aprile : 2009

RASSEGNA ALTRI PERCORSI

TEATRO SOCIALE
Martedì 28 e mercoledì 29 aprile 2009 (ore 20.30)


    Esperidio e Palermo Teatro Festival
presentano

Lunaria
Di Vincenzo Consolo

Regia
Vincenzo Pirrotta

Con
Vincenzo Pirrotta, Nancy Lombardo, Luca Mauceri

Musiche eseguite dal vivo
Luca Maceri

Disegno luci
Alessandro Conte

Prodotto da
 Esperidio e Palermo Teatro Festival

Prima rappresentazione: Palermo Teatro Montevergini, 28 novembre 2007
Citazione:

Image Lunaria è una favola teatrale, è un racconto dotato del ritmo e dell’aerea grazia di un “divertimento” mozartiano. In questo testo Vincenzo Consolo narra la storia di un vicerè malinconico, afflitto da una moglie esuberante e da uno stuolo di parenti avidi e cortigiani infidi, “costretto” suo malgrado a vivere in una Palermo settecentesca solare e violenta, di cui lui solo sembra intuire, dietro il fasto della facciata, il degrado profondo. Una notte questo lunatico e misantropo personaggio sogna la caduta della luna. E, tra lo stupore dei villani, in una remota contrada la luna cade davvero, sgomentando la corte e gettando scompiglio nela comunità degli accademici chiamati, con le povere armi della loro scienza, a spiegare il prodigio. Un tema letterario antichissimo diventa così metafora del disfacimento del potere ma anche della cultura e della poesia come illusione necessaria contro la precarietà della vita, capace di rinascere sempre in luoghi imprevedibili e in forme nuove e pure.
Vincenzo Pirrotta
                
Città caduta affranta, misericordia di quiete dopo il travaglio, silenzio, pace. Velata visione, in trasparenza, di cielo che palpita di astri, profili di palazzi, chiese, monasteri, cupole moresche, chiome di ficus e di palme, archi di porte chiuse nella notte. E ancora, se si chiede, lanterne, passi di ronde in movimento, tocchi dell’orologio al Sant’Offizio, versi di Luigi D’Eredia per le musiche d’Emanuele d’Astorga oppure questi:

Origine del tutto,
fine d’ogni cosa,
eco, epifania dell’eterno,
grembo universale,
nicchia dell’Averno,
sosta pietosa, oblio,
loto che nutre e schiude la semenza.
Nutta, nuce, melània,
vòto, ovo sospeso,
immoto.

                            
Citazione:
La Repubblica
1 dicembre 2007
Pirrotta si fa in tre per un inno alla luna

Image È un inno alla luna, variegato e multiforme, ma anche un omaggio alla lingua e alla scrittura di Vincenzo Consolo, questo “Lunaria” riletto drammaturgicamente da Vincenzo Pirrotta al teatro Montevergini per il Palermo Teatro Festival. L’attore ha costruito una performance ricchissima, utilizzando un continuo e simultaneo passaggio di ruoli e un continuo mutamento di registri linguistici, per far rivivere la curiosa vicenda del viceré malinconico che prima sogna la caduta della luna e poi assiste da testimone al suo crollo, in un’oscura contrada del regno che da allora prende il nome di “Lunaria”. Pirrotta dà vita febbrile a tutte le voci di un universo simbolico: il viceré protagonista debole e disilluso, che recita con la maschera sul viso, la sua grintosa signora Dona Sol che danza ritmi gitani, fino al baldanzoso schiavo nero Porfirio. E con lui in scena c’è il soprano Nancy Lombardo nel ruolo e dell’asmatico cerimoniere e della poetica voce della luna e il musicista Luca Mauceri che esegue dal vivo le sue musiche e interpreta messer Lunato, prodigioso costruttore di mongolfiere. Ma poi il sogno svanisce, il viceré rimette a posto la luna anche se “è finzione la vita, malinconico teatro”. Tanti meritati applausi.
L. N.


 





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