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Domenica 28 Giugno : 2009 Luisa Roda, GdB
Microcentrale a biomasse,
debutto a Travagliato
debutto a Travagliato
L’impianto, realizzato da «Energia futura», conferma una nuova era nel campo delle energie rinnovabili
La microcentrale di Travagliato
Limiti che impediscono ai burocrati di comprendere come la soluzione dei problemi di dipendenza dal petrolio, ad esempio, sia sotto i nostri occhi: in natura. «Qui produciamo energia elettrica e riscaldamento dalle materie prime del territorio - spiega Klotz -. L’agricoltura è la chiave di accesso a un sistema energetico ecosostenibile, ed è qui, davanti a noi».
L’impianto, costato 6 mln di euro (ammortizzabili in circa 5 anni), si alimenta infatti, a cippato, biomassa legnosa ricavata da colture dedicate di pioppi a rapido accrescimento. In pratica la pianta viene coltivata, tagliata e ridotta a cippato (scheggia di legno di circa 2/5 cm di lunghezza), bruciata per produrre energia e poi ricoltivata.
Ad oggi Energia futura produce circa il 40% della biomassa necessaria al funzionamento a pieno regime dell’impianto di Travagliato, entrato in funzione nel gennaio scorso. Cuore della struttura è la turbina a condensazione, posta alla fine della filiera di cogenerazione, che trasforma il vapore, generato dalla combustione del legno, in energia elettrica.
Energia che viene messa in rete e che rende autonome fino a 450 unità abitative. L’impianto però non produce solo elettricità, ma anche calore immesso nella rete di teleriscaldamento realizzata dalla stessa società. Il vapore, infatti, dopo aver «servito» la turbina che produce elettricità, ritorna acqua grazie a uno scambiatore di calore. Le 450 unità abitative potranno avere così anche riscaldamento e acqua calda assicurate. «Siamo a circa il 78% della potenza - spiega Lorini -. A regime produrremo 1 MW ogni ora». In un anno l’impianto funzionerà a ciclo continuo per 8mila ore, bruciando circa 16mila tonnellate di biomassa. Le ceneri del legno sono vendute a cementifici, impianti siderurgici, o smaltite da ditte specializzate.
«L’idea è quella di poter garantire la progettazione, fornitura, installazione e messa in marcia di centrali cogenerative come questa, ognuna con peculiarità legate al proprio territorio - continua Klotz -. Attraverso le più innovative tecnologie, legno, paglia, pollina e altri prodotti vergini di origine agricola rappresentano una risorsa energetica pulita, affidabile, e reperibile localmente».














































