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Mike Bongiorno, il padre della tv
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> Dolce, mesto ricordo di quell' 8 settembre 1943!
Martedì, 8 Settembre 2009: Accadde Oggi    / La Stampa


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Mike Bongiorno, il ricordo per immagini

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I mille volti di Mike negli spot con Fiorello
Mike Bongiorno, aneddoti e gaffe di una carriera

Mike Bongiorno, gli spot con Fiorello
RAI TECHE: ADDIO A MIKE BONGIORNO L'UOMO SIMBOLO DELLA TELEVISIONE ITALIANA

AUDIO: Mike Bongiorno, il ricordo degli amici vip



LA BIOGRAFIA DEL RE DEL QUIZ

ImageROMA - Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, nato a New York il 26 maggio 1924, insieme a Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora e Raimondo Vianello, è stato tra i più noti volti della televisione italiana fin dalla sua nascita e l'indiscusso re del quiz tanto che la sua carriera prevedeva a novembre un nuovo programma a 85 anni su Sky, Riskytutto.

Tornato a Torino, città natale di sua madre, durante la Seconda Guerra Mondiale viene impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, si salva perché gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Portato nel carcere di San Vittore a Milano, viene deportato prima a Bolzano poi a Mauthausen. Viene liberato prima della fine del conflitto grazie a uno scambio di prigionieri di guerra. Tornato a New York, dal 1946 lavora presso la sede radiofonica del quotidiano Il progresso italo-americano. Con Corrado è stato il presentatore più popolare in Italia, dove, nel 1953, si trasferisce per contribuire alla nascita della televisione.

E' lui a presentare la prima trasmissione in onda dalla Rai, 'Arrivi e partenze'. Tra le sue trasmissioni più note, Lascia o raddoppia e Rischiatutto, oltre a ben 11 edizioni del festival di Sanremo. Alla fine degli anni Settanta contribuisce alla nascita della tv commerciale. Il suo ultimo programma Rai è Flash (1980-1982), poi passa a Mediaset (Bis, Superflash, Telemike). Dal 1989 al 2003 conduce la Ruota della Fortuna. Nelle ultime stagioni conduce vari programmi su Retequattro, ed è testimonial di alcune campagne pubblicitarie con Fiorello (Wind), con il quale aveva instaurato uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia. Stava per condurre un nuovo programma su SkyUno, una nuova versione del celebre Rischiatutto.



La Stampa ha scritto: 
PERSONAGGIO

Mike Bongiorno,
Image
il padre della tv

Nato a New York da madre torinese, nel 1954 presentò "Arrivi e partenze": la prima trasmissione della rete Rai

Image TORINO - Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, nato a New York il 26 maggio 1924, insieme a Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora e Raimondo Vianello, è stato tra i più noti volti della televisione italiana fin dalla sua nascita e l’indiscusso re del quiz tanto che la sua carriera prevedeva a novembre un nuovo programma a 85 anni su Sky, Riskytutto.

Tornato a Torino, città natale di sua madre, durante la Seconda Guerra Mondiale viene impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, si salva perchè gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Portato nel carcere di San Vittore a Milano, viene deportato prima a Bolzano poi a Mauthausen. Viene liberato prima della fine del conflitto grazie a uno scambio di prigionieri di guerra.

Dal 1946 rientra a New York dove lavora presso la sede radiofonica del quotidiano Il progresso italo-americano. Con Corrado è stato il presentatore più popolare in Italia, dove, nel 1953, si trasferisce per contribuire alla nascita della televisione. È lui a presentare la prima trasmissione in onda dalla Rai, "Arrivi e partenze". Tra le sue trasmissioni più note, Lascia o raddoppia e Rischiatutto, oltre a ben 11 edizioni del festival di Sanremo.

Alla fine degli anni Settanta contribuisce alla nascita della tv commerciale. Il suo ultimo programma Rai è Flash (1980-1982), poi passa a Mediaset (Bis, Superflash, Telemike). Dal 1989 al 2003 conduce la Ruota della Fortuna. Nelle ultime stagioni conduce vari programmi su Retequattro, ed è testimonial di alcune campagne pubblicitarie con Fiorello (Wind), con il quale aveva instaurato uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia. Stava per condurre un nuovo programma su SkyUno, una nuova versione del celebre Rischiatutto.





I ricordi su Torino del presentatore
all'Unione Industriale

Riproponiamo l'articolo del 2003 di Roberto Pavanello sulla gioventù del presentatore tra il capoluogo subalpino, che nel 2007 gli aveva attribuito la cittadinanaza onoraria, e la val di Susa

Mike Bongiorno durante l'incontro
del 2003 all'Unione Industriale
    
Image
TORINO - Ha salutato con il suo classico «Allegria!» e chiesto scusa per il ritardo (oltre mezz'ora) ai soci dell'Unitre che lo attendevano, in tanti, ieri pomeriggio, all'Unione Industriale.

Cosi', Mike Bongiorno, completo carta da zucchero e passo malfermo per l'ultimo incidente sugli sci, ma grinta da vendere, ha iniziato a raccontare. Ha ricordato come il padre, ufficiale dell'aviazione americana, conobbe a Torino Enrica Carello, l'amore tra i due, il matrimonio e l'America come casa. Poi la separazione e il piccolo Michele che sceglie di trasferirsi a Torino con la mamma.

La sua vita torinese e' stata, cosi', quella dell'infanzia e dell'adolescenza, prima in Via Marenco e poi in corso Marconi, allora corso Valentino. I giorni all'Istituto Rosmini («Mi spiace sia chiuso»), l'amore per la Juve «di Combi, Rosetta, Caligaris e Orsi» e i primi passi alla Stampa: «Quando vinsi i campionati nazionali di salto in alto, venne a intervistarmi Luigi Cavallero, capocronista, che poi morira' nella tragedia di Superga. Mi trovo' sveglio e mi propose di fare il ''galoppino'' per le pagine sportive. Una gioia, avevo il mito del giornalismo. A 16 anni mi fece firmare i primi articoli».

Allora si firmava Michi Bongiorno e fu solo dopo la guerra che Vittorio Veltroni gli fece cambiare il nome in Mike. «La mia esperienza alla Stampa mi fece imparare a parlare velocemente e in modo chiaro, perche' lavoravo anche nell'ufficio corrispondenti dove dovevo dettare gli articoli agli stenografi dei giornali affiliati sparsi in Italia. Una palestra fondamentale per i miei inizi in radio sul finire della guerra».

Bongiorno ricorda le corse in bicicletta sotto i bombardamenti per andare in Stampa e la fuga, lui, cittadino americano, in montagna tra Bardonecchia e Salice d'Ulzio («Dove imparai a sciare»), e la sua avventura come messaggero tra gli alleati e i Comitati di Liberazione di Torino e Milano. Fino all'arresto in Val d'Ossola, mentre tentavano la fuga in Svizzera: «Nel tragitto fino a San Vittore mangiai, pagina per pagina, un'agenda con gli indirizzi delle famiglie ebree di Torino con parenti in Svizzera». Poi la lunga detenzione in carcere: «Il mio primo lavoro dopo 64 giorni di isolamento fu svuotare i pitali», l'incontro con Indro Montanelli e il trasferimento in vari campi di prigionia fino allo scambio di prigionieri tra americani e tedeschi che lo porto' a New York.

La' inizio' la sua fortunata carriera, prima come speaker per La Voce dell'America, poi, finita la guerra, alla radio italiana di New York, quindi i pezzi di colore e sport per il Giornale Radio Rai diretto da Veltroni e il salto nella nascente televisione con «Arrivi e Partenze» fino alla creazione del mito con «Lascia o Raddoppia». Era il 19 novembre 1955.


 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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