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Mille luci per la città «Ma i led costano poco»
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  Venerdì, 11  Dicembre 2009    Paola Gregorio, GdB


Mille luci per la città
«Ma i led costano poco»  

Per le feste investiti 250mila euro col contributo dei commercianti L’assessore Labolani: «Corrente? Aumento limitato della bolletta»

Passeggiando per le vie della città in queste settimane che separano dal Natale, non si può sfuggire alla tentazione di indovinare i disegni celati nelle luminarie natalizie.

Il fascino di piazze e strade cittadine che si vestono di luce è innegabile ma suscita pure la curiosità circa i costi necessari per abbellire la Leonessa in attesa dell’arrivo di Babbo Natale. Palazzo Loggia, che oltre al centro storico ha deciso di addobbare con le luminarie pure alcune zone periferiche o confinanti con il cuore cittadino, anche quest’anno ha puntato sul risparmio energetico.

Si punta sul risparmio energetico
Le luminarie che campeggiano in più quartieri, tra «figure sospese» e alberi agghindati, sono quasi mille. Ottocento per la precisione. Entro domenica saranno collocate anche le ultime luci. Un’operazione per la quale il Comune ha stanziato complessivamente 250mila euro. «Abbiamo potuto contare pure sulla collaborazione e il supporto, oltre che di altre realtà, delle associazioni di commercianti e di singoli negozianti», ricorda l’assessore al Centro Storico, Mario Labolani. Sempre per restare sul fronte dei dati concreti, il consumo delle luci e degli alberi illuminati si aggira sui 200 kilowatt all’ora. Con un aumento limitato in bolletta». E ciò grazie alla tecnologia «led». «Per quanto riguarda le figure sospese, 600 sono a led e 150 a incandescenza - precisa Labolani - . Quanto agli alberi natalizi, la loro illuminazione è invece per una ventina a incandescenza e per quattro a led. Bisogna poi considerare che le luci a led sono sempre accese, quelle a incandescenza invece solo da mezzogiorno all’una di notte».

Oltre al centro storico, come detto, i festoni luminosi addobbano anche vie periferiche e a ridosso delle mura venete. Pure la stazione, quest’anno si staglia illuminata nella notte. «Quest’anno - spiega l’assessore al Centro Storico - abbiamo ampliato la mappa delle strade e delle piazze interessate e in alcuni casi l’abbiamo fatto - analogamente a quanto avviene in centro - col supporto e il contributo dei commercianti che vi svolgono la loro attività».

Per fare qualche esempio, la luce natalizia avvolge pure via Veneto - dove gli esercenti riuniti nell’associazione AscoMarte, come rammentano Labolani e l’assessore al Commercio, Maurizio Margaroli, hanno supportato economicamente l’iniziativa - ma anche piazzale Golgi, via Ducco e via Galilei. «In corso Palestro, ad esempio - aggiunge Labolani - abbiamo tolto le fioriere e per iniziativa dei commercianti della via sono stati collocati alberelli illuminati».

Leonessa d’Italia vestita di luce
Il commercio cittadino, come dicevamo, ha contribuito per vestire di luce la Leonessa d’Italia. Ascom, Confesercenti, Consorzio Brescia Centro e Compagnia delle Opere, hanno promosso una raccolta di contributi singoli, pari a 50 euro, tra gli esercenti che operano nelle vie dove sono state installate le luminarie natalizie.
L’obiettivo era raccogliere risorse destinate ad estendere analoghi addobbi in altre aree della città. L’esito, dicono i promotori, «è stato molto soddisfacente» perché, l’invito è stato accolto da quasi 350 negozianti». Il numero, sottolineano ancora gli organizzatori «risulta elevato se consideriamo che nelle 29 vie e piazze del centro interessate dalle luci, delle 1.064 attività registrate, un quarto è risultato chiuso».




C’è chi dice no / 1

«Gottolengo risparmia»
«Patto di stabilità sì, patto di stabilità no». Sembra giocarsi così la partita che i Comuni italiani si trovano ad affrontare con il Governo in questi giorni.

Le spese vengono ridotte, talvolta portano l’amministrazione a rinunciare ad investimenti che giovano e arricchiscono il tessuto sociale. Tagli anche sulle luminarie natalizie? Ebbene sì. I Comuni non sanno come fare per rientrare nei limiti imposti dal patto e, quindi, riducono le spese legate all’abbellimento natalizio. «Abbiamo ridotto al minimo qualsiasi tipo di decorazione - spiega il Sindaco di Gottolengo, Giuliana Pezzi Zacco -. Nella nostra piazza c’è solo un albero di Natale, regalato da un privato, e che abbiamo poi addobbato con luci che avevamo in deposito da tempo, mentre all’ingresso del paese ci sono due insegne di "Buone feste" piuttosto datate. Sarà un Natale austero per i nostri cittadini».

È chiaro; nel bilancio del comune di Gottolengo non c’è posto per lucine e decorazioni. «Abbiamo preferito non tagliare le spese necessarie, come quelle legate ai servizi sociali, che sono sempre tante e urgenti, e quelle relative ai servizi scolastici», continua il primo cittadino.

Un Natale trascorso all’insegna della sobrietà e del non spreco di risorse nel rispetto di una linea etica che il comune di Gottolengo ha deciso di sposare.

«Settimana prossima incontreremo i commercianti e chiederemo loro di farsi carico dell’illuminazione dei propri negozi.
Le singole attività stanno vivendo un periodo economico poco positivo a causa della concorrenza dei centri commerciali, per cui lasceremo a loro la decisione di mettere le luminarie oppure no». r. b.




C’è chi dice no / 2

«Sprechi insostenibili»

Gli abbellimenti natalizi sono al centro dell’attenzione di molti bresciani, suscitando consensi e anche un po’ di malcontento.
«In un momento in cui si discute di risparmio energetico e di crisi economica che stenta ad esaurirsi e che continua a colpire prevalentemente i bilanci di migliaia di persone, l’Amministrazione ha deciso di finanziare a spese proprie, cioè con i soldi dei contribuenti, le luminarie natalizie».

L’indignazione di Maurizio Bresciani del «Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro» è rivolta «all’ingente spesa comunale» e «all’eccessiva presenza di decorazioni in città», in particolar modo, nel centro storico. «Guardandomi attorno ho notato che quest’anno sono addirittura triplicate rispetto a quelle dell’anno precedente».

«Sono perplesso oltremodo anche da un altro aspetto - continua il presidente del Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro -: non capisco perchè queste luminarie debbano rimanere accese anche al mattino, quando la luce del giorno è sufficiente ad illuminare le strade». E ancora: «Che senso ha quando poi neppure si vedono? Così facendo queste luci contribuiscono al surriscaldamento di un ambiente già fortemente compromesso come quello del centro storico di Brescia».
Non si tratta solo di un problema legato allo sperpero di denaro pubblico quindi, come sostiene Maurizio Bresciani, ma il rischio è anche quello di compromettere la qualità della vita nel centro della città.

«Siamo sicuri che le famiglie bresciane preferiscano questa ostentazione di falsa opulenza ad un reale contributo a sostegno delle loro magre entrate, specie in questo momento di crisi»? conclude Bresciani. ro. bell.




Arrivano i pannelli salva-vetrine  
Pubblicità per coprire la vista dalle «brutture» dei negozi chiusi del centro storico

Saracinesche abbassate
sotto il Mercato dei grani

Image Quanto sono tristi le vetrine imbrattate dei negozi chiusi del centro storico di Brescia? Tristissime. È proprio per ovviare a questa deprimente sensazione che l’assessore al Centro storico, Mario Labolani, ha lanciato l’iniziativa «Salviamo le vetrine».
In pratica, alcuni pannelli illustrati con campagne istituzionali del Comune (tra le altre, la mostra sugli Inca) andranno via via a coprire quei negozi sfitti e abbandonati che qua e là puntellano il centro cittadino. Le prime installazioni sono arrivate nei giorni scorsi sulle vetrine dei negozi, chiusi da tempo immemorabile, dell’ex Mercato dei grani di piazzale Arnaldo. «Obiettivo della campagna - hanno spiegato ieri Labolani e l’assessore al Commercio Maurizio Margaroli - è quello di garantire il decoro delle vetrine di negozi momentaneamente dismessi, per evitare il loro degrado dovuto all’imbrattamento o all’accumularsi di immondizia gettata all’interno delle inferriate o accumulata nel negozio stesso».

La scelta è stata quindi quella di «tamponare» con pannelli le vetrine in modo da impedire il deposito d’immondizia; ogni spazio avrà un pannello studiato con un’apertura che consenta l’accesso nei locali. Per quanto riguarda i costi, i pannelli costano circa 300 euro l’uno (50 quelli da posizionare in questa prima fase del progetto) «il particolare momento non consente di addebitare ulteriori spese a carico dei commercianti; il Comune si assume quindi l’onere della messa in opera e della manutenzione dei pannelli stessi, a fronte di ciò si riserva di utilizzarli per pubblicità istituzionale».

«Siamo consapevoli - hanno concluso gli assessori - che l’operazione non risolve la questione delle attività commerciali del centro, l’operazione di “presidiare” le vetrine le vetrine coi pannelli sarà quindi accompagnata da mirate operazioni di marketing per offrire agevolazioni e stimoli affinché le attività commerciali riprendano slancio».
Francesco Alberti

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

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