Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 27 Ottobre 2009: Accadde Oggi Massimo Lanzini, GdB
Morgano:
basta finzioni su A2A
basta finzioni su A2A
L’ex vicesindaco e assessore al Bilancio replica alle «scorrettezze sentite in questi giorni» Il Patto di stabilità? «Applica parametri decisi da questo governo di centrodestra»
«Da semplice cittadino sono interessato a capire come il sindaco Paroli intenda coniugare gli interessi del Comune con quelli di A2A. Da ex amministratore temo che il mio silenzio possa essere scambiato per assenso, e invece alcune delle cose che in questi giorni ho sentito dire sui conti della Loggia hanno bisogno di essere rimesse in ordine». Luigi Morgano adesso non ha più ruoli politici, ma nella scorsa Giunta Corsini si è occupato proprio dei temi oggi in discussione: Bilancio e A2A (sedendo fino al giugno scorso nel Consiglio di gestione dell’azienda).
Tra competenza e cassa
Sulla gestione dei dividendi A2A il sindaco Paroli dice di dover affrontare «non le difficoltà che abbiamo costruito ma quelle che ci troviamo». E Morgano non ci sta. Racconta: «Sento criticare la scelta di contabilizzare i dividendi A2A per competenza e non per cassa. Si tratta di una scelta assunta nel 1999 da Corsini e Onofri e comportava la responsabilità politica di fornire indirizzi precisi alla società controllata in ordine al risultato di dividendi che Asm doveva garantire per ciascun esercizio». Non solo. «Le responsabilità politiche si sono concretizzate in un comportamento prudenziale nei bilanci di previsione del Comune, con una previsione di anno in anno significativamente contenuta. Una scelta che permetteva alla Loggia di svolgere una funzione di controllo della gestione dell’azienda e di poter intervenire sul bilancio comunale qualora si fossero verificati dati accadimenti gestionali negativi nel conto economico di Asm. Cosa che peraltro non si è mai verificata».
Un criterio prudenziale «che è stato abbandonato dalla Giunta Paroli nel bilancio preventivo 2009, dove i dividendi A2A relativi allo stesso 2009 sono stati stimati in 84 milioni e cioè al massimo della potenzialità dell’azienda». Per di più - sottolinea Morgano - nei bilanci 2007 e 2008 i dividendi della multiutility erano stati utilizzati «prevalentemente per gli investimenti o per la drastica riduzione dello stock di debito residuo del Comune, operazione virtuosa in sè perché ha liberato 53 milioni di economie di spesa fino al 2036 e circa 4 milioni annui per i primi dieci anni». L’attuale Giunta destina invece «73 degli 83 milioni di euro derivanti dai dividendi alla parte corrente del bilancio (quindi alle spese per il funzionamento dei servizi) e solo 10 milioni agli investimenti».
Ma quel dividendo straordinario - frutto della fusione tra Asm e Aem e finito nel bilancio 2007, che oggi rende difficile rispettare il Patto di stabilità - non è stato un errore? «Nessuno a quel tempo poteva immaginare che la normativa del 2009, decisa peraltro dall’attuale Governo di centrodestra, avrebbe preteso il raggiungimento del saldo 2007. La verità - sottolinea Morgano - è che nonostante l’alto numero di parlamentari locali di centrodestra e la rappresentanza autorevole dei bresciani nel Governo nazionale, il Comune di Brescia non è riuscito a rientrare nel novero delle eccezioni al patto. Al contrario di Roma, Catania e Palermo».
Sui dividendi vota l’assemblea
Morgano conclude con una perplessità: «A onor del vero credo sia giunto il momento che nei confronti della città la politica, quella vera, cessi le finzioni. Tra l’altro fatico a convincermi che il sindaco Paroli sia in disaccordo con il presidente del Cds Tarantini sulle scelte di A2A. Dividendi compresi. Peraltro Gestione e Sorveglianza possono licenziare il bilancio di A2A ma i dividendi vanno approvati dall’assemblea, e la Loggia ha un pacchetto azionario del 27,4%. L’argomento è troppo serio: vi dipende sia il futuro di Brescia sia la qualità di vita dei suoi cittadini».
Massimo Lanzini














































