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Mercoledì, 23 Settembre 2009: Accadde Oggi
IL CASO. Bragaglio (Pd) contro la giunta
Per il consigliere comunale il regolamento rischia di far precipitare nel ridicolo la polizia municipale
«Quello che è paradossale, oltre che preoccupante, è che il nuovo regolamento di polizia urbana genera insicurezza e inciviltà tra chi dovrebbe sentirsi invece tutelato». Alza la voce Claudio Bragaglio, consigliere del Partito democratico in Loggia, dopo la storia dei due operai - uno italiano, l’altro croato - multati dai vigili sabato sera perché bevevano una birra fuori da un locale di via Milano. Il loro legale, Manlio Vicini, aveva chiesto alle forze politiche di opposizione di non tacere di fronte a una «simile ingiustizia».
Bragaglio si fa sentire: «Questo episodio è l’ennesima conferma delle assurdità contenute nel regolamento voluto dalla giunta Rolfi-Paroli. Disposizioni non solo assurde, ma ambigue». E proprio nel margine di discrezionalità applicativa, per Bragaglio, risiede la natura sbagliata del provvedimento, «perché il rischio più grave è che il corpo di polizia municipale cada nel ridicolo agli occhi dei bresciani».
Dalla teoria alla pratica è un attimo: «Come si può sanzionare una signora marocchina seduta su un gradino, o due operai, appunto, che sorseggiano una birra senza lasciare in giro bottiglie e rifiuti? Ho sollevato più volte, nelle sedi istituzionali del caso, forti obiezioni alla discrezionalità con cui queste norme si prestano ad essere applicate. Rolfi, dal canto suo, aveva assicurato che entro un anno avremmo discusso di modifiche». Un confronto che non è ancora arrivato. «Per come è stato scritto questo regolamento - sottolinea Bragaglio -, chi lo legge deduce non ci si possa sedere su una panchina in Castello o in riva al Mella, o giocare a pallone senza autorizzazione. Ma quindi è vietato anche mangiare un gelato per le vie del centro vicino agli edifici di forte valore monumentale tanto quanto non si può fare un pic nic in Maddalena, considerata area verde della città?».
Episodi ingiustificati e discriminatori che si ripetono - continua Bragaglio - «inaccettabili, però, come l’assuefazione dei cittadini che degenera nel silenzio. Associazioni, politici e semplici residenti devono rompere il silenzio e opporsi a questo modello leghista che sul tema della sicurezza sta creando in città inaccettabile rassegnazione».
«Multati per la birra in strada
che assurdità»
che assurdità»
Per il consigliere comunale il regolamento rischia di far precipitare nel ridicolo la polizia municipale
«Quello che è paradossale, oltre che preoccupante, è che il nuovo regolamento di polizia urbana genera insicurezza e inciviltà tra chi dovrebbe sentirsi invece tutelato». Alza la voce Claudio Bragaglio, consigliere del Partito democratico in Loggia, dopo la storia dei due operai - uno italiano, l’altro croato - multati dai vigili sabato sera perché bevevano una birra fuori da un locale di via Milano. Il loro legale, Manlio Vicini, aveva chiesto alle forze politiche di opposizione di non tacere di fronte a una «simile ingiustizia».
Bragaglio si fa sentire: «Questo episodio è l’ennesima conferma delle assurdità contenute nel regolamento voluto dalla giunta Rolfi-Paroli. Disposizioni non solo assurde, ma ambigue». E proprio nel margine di discrezionalità applicativa, per Bragaglio, risiede la natura sbagliata del provvedimento, «perché il rischio più grave è che il corpo di polizia municipale cada nel ridicolo agli occhi dei bresciani».
Dalla teoria alla pratica è un attimo: «Come si può sanzionare una signora marocchina seduta su un gradino, o due operai, appunto, che sorseggiano una birra senza lasciare in giro bottiglie e rifiuti? Ho sollevato più volte, nelle sedi istituzionali del caso, forti obiezioni alla discrezionalità con cui queste norme si prestano ad essere applicate. Rolfi, dal canto suo, aveva assicurato che entro un anno avremmo discusso di modifiche». Un confronto che non è ancora arrivato. «Per come è stato scritto questo regolamento - sottolinea Bragaglio -, chi lo legge deduce non ci si possa sedere su una panchina in Castello o in riva al Mella, o giocare a pallone senza autorizzazione. Ma quindi è vietato anche mangiare un gelato per le vie del centro vicino agli edifici di forte valore monumentale tanto quanto non si può fare un pic nic in Maddalena, considerata area verde della città?».
Episodi ingiustificati e discriminatori che si ripetono - continua Bragaglio - «inaccettabili, però, come l’assuefazione dei cittadini che degenera nel silenzio. Associazioni, politici e semplici residenti devono rompere il silenzio e opporsi a questo modello leghista che sul tema della sicurezza sta creando in città inaccettabile rassegnazione».














































