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Venerdì, 18 Dicembre 2009 metropolis
> Fincantieri: premio produzione agli operai, 750€ per Natale
CRONACA
NAPOLI - Non ci sono soltanto la Fiat e la Fincantieri a tenere con il fiato sospeso gli operai della Campania, e non ci sono soltanto le cifre diffuse l’altro giorno dall’Istat, che parla di 508mila posti di lavoro in fumo e di altri 150mila a rischio nel 2010, a rendere amaro il Natale del 2009. C’è la triste realtà economica di una sfilza di aziende in ginocchio ad alimentare le incertezze e le proteste. Ieri è stato un giorno caldo, l’ennesimo. Uno di quelli in cui si percepisce chiaramente il clima di tensione in una regione che rischia di vivere un’emergenza sociale senza precedenti.
Per le strade del capoluogo si sono mossi 5 cortei di disoccupati. Da piazza Duca degli Abruzzi è partito un corteo del “Coordinamento di lotta per il lavoro” e del “Mca” di Acerra, diretto in prefettura. Da piazza Cavour è partito, invece, il corteo degli ex Don (Disoccupati organizzati napoletani), direto alla sede della Provincia, in piazza Matteotti. E ancora, marcia dei “Banchi Nuovi” dal Museo Nazionale, anche questo diretto in prefettura, dove fin dalla mattina c’erano due presidi del Movimento di lotta Pontenuovo e dei movimenti Udo e Don (circa 150 persone). In poche ore, davanti al portone della Prefettura si sono concentrati circa 1500 disoccupati proprio poche ore prima della riunione del tavolo istituzionale sui 3500 precari del “progetto Bros” (budget individuali per il reinserimento). Una riunione che in primo momento era stata prevista a Roma, ma che poi è stata spostata a Napoli.
Al tavolo hanno partecipano il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, gli assessori al lavoro di Regione e Provincia, Corrado Gabriele e Marilù Galdieri ed il delegato del sindaco di Napoli Gennaro Mola. Un intreccio di proteste, una miriade di richieste, una pioggia di cori e di contestazioni, tutte però con lo stesso scopo: “Vogliamo la certezza di un lavoro dignitoso”, urlano i disoccupati e gli operai precari che vivono con l’incubo della cassa integrazione. Il loro grido di rivolta si alza proprio nei giorni più delicati della questione occupazione in Campania, mentre a Pomigliano continua l’occupazione delle tute blu in Municipio per difendere lo stabilimento Fiat, mentre a Cicciano il Comune è assediato dagli ex dipendenti del pastificio Russo, mentre i dipendenti dell’Alenia fanno i conti con un futuro incerto fatto di ammortizzatori sociali e dubbi e mentre a Roma si discute del destino della Fincantieri di Castellammare di Stabia.
E mentre, proprio da Napoli, parte una campagna di solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia, in lotta per la difesa del posto di lavoro, realizzata dalla federazione provinciale di Napoli di Rifondazione comunista. L’appuntamento è per questa mattina in Piazza Trento e Trieste dove saranno organizzati dei banchetti per la vendita di arance ‘metalmeccaniche’ “il cui ricavato andrà a sostenere la lotta di questi lavoratori”. Le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia sono in lotta per la difesa del proprio posto di lavoro contro l’ennesimo smembramento della società e i massicci licenziamenti (circa 117 occupati solo nella sede di Napoli,1192 in tutta Italia). Da luglio non ricevono lo stipendio e da ottobre hanno occupato la sede di Napoli, in contemporanea con tutte le altre sedi che ci sono in Italia”. Intanto, le istituzioni rispondono ciò che possono, ma la realtà è difficile e delicata.
Una buona notizia arriva dalle parole il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli. “Il governo ha confermato la disponibilità di 10 milioni di euro per finanziare “l’inserimento in occasioni produttive” dei disoccupati dell’ ex progetto Isola. La somma coprirà fino a giugno l’erogazione degli assegni mensili di 596 euro per 3 mila e 300 partecipanti al progetto. Il sottosegretario lo annuncia ai disoccupati sul piede di guerra. “La somma verrà erogata, tramite la convenzione in atto con la Regione Campania, in quattro tranches a partire da gennaio, dopo il via libera della Corte dei Conti previsto a giorni”. E’ l’unica promessa che restituisce un pizzico di buon umore ai manifestanti carabinieri, e solo allora davanti al portone della Prefettura ritorna un po’ di tranquillità.
“Si tratta di risorse destinate all’ inserimento produttivo e non all’assistenzialismo - ha detto il sottosegretario Viespoli - abbiamo fatto con il progetto Isola un investimento nella formazione, che non ha ancora avuto esito positivo”.
Per i disoccupati dell’ ex progetto Isola (Inserimento sociale attraverso il lavoro), poi divenuti precari del progetto Bros (budget per il reinserimento occupazionale e sociale) si ipotizzano “occasioni di lavoro” grazie al monitoraggio della neo-costituita Agenzia regionale per il lavoro e la scuola (Arlas) tra le società partecipate. Positivo il commento dell’ assessore Corrado Gabriele: “la riunione del tavolo ha evidenziato un clima positivo di collaborazione con il governo per creare occasioni di inserimento produttivo. L’ Arlas darà il proprio contributo”. Faccia distesa, alla fine del tavolo tecnico, anche quella del governatore Antonio Bassolino che ieri ha incontrato anche i 55 idonei appena assunti in Regione.
“Abbiamo lavorato intensamente per raggiungere questo obiettivo”.
Risolto un problema, “adesso restano in attesa dell’assunzione altri 74 idonei. Stiamo lavorando per risolvere anche la loro situazione: 24 saranno chiamati nei prossimi giorni, mentre per i restanti 50 aspettiamo che il Consiglio Regionale approvi la legge per l’esodo incentivato. In questo modo - evidenzia Bassolino - contiamo di immettere in ruolo tutti gli idonei della categorie C e D del concorso svolto nel 2004”.
NAPOLI - Non ci sono soltanto la Fiat e la Fincantieri a tenere con il fiato sospeso gli operai della Campania, e non ci sono soltanto le cifre diffuse l’altro giorno dall’Istat, che parla di 508mila posti di lavoro in fumo e di altri 150mila a rischio nel 2010, a rendere amaro il Natale del 2009. C’è la triste realtà economica di una sfilza di aziende in ginocchio ad alimentare le incertezze e le proteste. Ieri è stato un giorno caldo, l’ennesimo. Uno di quelli in cui si percepisce chiaramente il clima di tensione in una regione che rischia di vivere un’emergenza sociale senza precedenti.
Per le strade del capoluogo si sono mossi 5 cortei di disoccupati. Da piazza Duca degli Abruzzi è partito un corteo del “Coordinamento di lotta per il lavoro” e del “Mca” di Acerra, diretto in prefettura. Da piazza Cavour è partito, invece, il corteo degli ex Don (Disoccupati organizzati napoletani), direto alla sede della Provincia, in piazza Matteotti. E ancora, marcia dei “Banchi Nuovi” dal Museo Nazionale, anche questo diretto in prefettura, dove fin dalla mattina c’erano due presidi del Movimento di lotta Pontenuovo e dei movimenti Udo e Don (circa 150 persone). In poche ore, davanti al portone della Prefettura si sono concentrati circa 1500 disoccupati proprio poche ore prima della riunione del tavolo istituzionale sui 3500 precari del “progetto Bros” (budget individuali per il reinserimento). Una riunione che in primo momento era stata prevista a Roma, ma che poi è stata spostata a Napoli.
Al tavolo hanno partecipano il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, gli assessori al lavoro di Regione e Provincia, Corrado Gabriele e Marilù Galdieri ed il delegato del sindaco di Napoli Gennaro Mola. Un intreccio di proteste, una miriade di richieste, una pioggia di cori e di contestazioni, tutte però con lo stesso scopo: “Vogliamo la certezza di un lavoro dignitoso”, urlano i disoccupati e gli operai precari che vivono con l’incubo della cassa integrazione. Il loro grido di rivolta si alza proprio nei giorni più delicati della questione occupazione in Campania, mentre a Pomigliano continua l’occupazione delle tute blu in Municipio per difendere lo stabilimento Fiat, mentre a Cicciano il Comune è assediato dagli ex dipendenti del pastificio Russo, mentre i dipendenti dell’Alenia fanno i conti con un futuro incerto fatto di ammortizzatori sociali e dubbi e mentre a Roma si discute del destino della Fincantieri di Castellammare di Stabia.
E mentre, proprio da Napoli, parte una campagna di solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia, in lotta per la difesa del posto di lavoro, realizzata dalla federazione provinciale di Napoli di Rifondazione comunista. L’appuntamento è per questa mattina in Piazza Trento e Trieste dove saranno organizzati dei banchetti per la vendita di arance ‘metalmeccaniche’ “il cui ricavato andrà a sostenere la lotta di questi lavoratori”. Le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia sono in lotta per la difesa del proprio posto di lavoro contro l’ennesimo smembramento della società e i massicci licenziamenti (circa 117 occupati solo nella sede di Napoli,1192 in tutta Italia). Da luglio non ricevono lo stipendio e da ottobre hanno occupato la sede di Napoli, in contemporanea con tutte le altre sedi che ci sono in Italia”. Intanto, le istituzioni rispondono ciò che possono, ma la realtà è difficile e delicata.
Una buona notizia arriva dalle parole il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli. “Il governo ha confermato la disponibilità di 10 milioni di euro per finanziare “l’inserimento in occasioni produttive” dei disoccupati dell’ ex progetto Isola. La somma coprirà fino a giugno l’erogazione degli assegni mensili di 596 euro per 3 mila e 300 partecipanti al progetto. Il sottosegretario lo annuncia ai disoccupati sul piede di guerra. “La somma verrà erogata, tramite la convenzione in atto con la Regione Campania, in quattro tranches a partire da gennaio, dopo il via libera della Corte dei Conti previsto a giorni”. E’ l’unica promessa che restituisce un pizzico di buon umore ai manifestanti carabinieri, e solo allora davanti al portone della Prefettura ritorna un po’ di tranquillità.
“Si tratta di risorse destinate all’ inserimento produttivo e non all’assistenzialismo - ha detto il sottosegretario Viespoli - abbiamo fatto con il progetto Isola un investimento nella formazione, che non ha ancora avuto esito positivo”.
Per i disoccupati dell’ ex progetto Isola (Inserimento sociale attraverso il lavoro), poi divenuti precari del progetto Bros (budget per il reinserimento occupazionale e sociale) si ipotizzano “occasioni di lavoro” grazie al monitoraggio della neo-costituita Agenzia regionale per il lavoro e la scuola (Arlas) tra le società partecipate. Positivo il commento dell’ assessore Corrado Gabriele: “la riunione del tavolo ha evidenziato un clima positivo di collaborazione con il governo per creare occasioni di inserimento produttivo. L’ Arlas darà il proprio contributo”. Faccia distesa, alla fine del tavolo tecnico, anche quella del governatore Antonio Bassolino che ieri ha incontrato anche i 55 idonei appena assunti in Regione.
“Abbiamo lavorato intensamente per raggiungere questo obiettivo”.
Risolto un problema, “adesso restano in attesa dell’assunzione altri 74 idonei. Stiamo lavorando per risolvere anche la loro situazione: 24 saranno chiamati nei prossimi giorni, mentre per i restanti 50 aspettiamo che il Consiglio Regionale approvi la legge per l’esodo incentivato. In questo modo - evidenzia Bassolino - contiamo di immettere in ruolo tutti gli idonei della categorie C e D del concorso svolto nel 2004”.














































