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Domenica, 1 Novembre 2009: Accadde Oggi metropolis
SPORT
SONDAGGIO: Dieci punti in 4 gare: dove può arrivare il Napoli di Mazzarri?
TORINO - L´Inter può stare tranquilla: la sua più accreditata rivale, la Juventus, è tornata in soli quattro giorni ai propri livelli abituali, cioé non all´altezza di un campionato di vertice, dopo l´illusoria cinquina con la Samp.
I bianconeri, peraltro bersagliati dalla sorte in modo incredibile (ko anche l´uomo migliore, Camoranesi, dopo mezzora), sono riusciti comunque a superarsi in negativo, disputando la peggior partita stagionale, con l´aggravante di essere passati in vantaggio 2-0. Sono bastati però sette minuti alla squadra di Mazzarri per riacciuffare la Signora e un altro fulmineo minuto per batterla. Ora nessuno potrà esorcizzare la parola crisi, perché oltre alla fragilità tecnica e tattica del gruppo bianconero, si sono confermati limiti vistosi di organico e addirittura si vedono peggiorare i cosiddetti uomini faro, come strasera è accaduto a Diego, del tutto inconsistente. E, soprattutto, non si percepiscono miglioramenti nel gioco, sempre assente. E´ stata una sconfitta bruciante soprattutto per Ferrara, che dopo il doppio vantaggio (propiziato anche dalle distrazioni difensive partenopee) non ci ha capito più nulla e non è riuscito ad arginare le ripartenze velocissime degli uomini di Mazzarri, ma è andato letteralmente nel pallone dopo il pari, togliendo l´uomo migliore (Poulsen, è tutto dire) per mettere Tiago nel suo ruolo. Non a caso ne è nata una respinta corta dalla testa di uno che di mestiere fa il fantasista e Hamsik ne ha facilmente approfittato.
Un discorso a parte merita la campagna acquisti avallata dallo stesso Ferrara, soprattutto in Felipe Melo, che ha confermato nell´occasione lentezza, inadeguatezza a costruire, presunzione tutta brasiliana. Malissimo anche Grosso (dalla sua parte di nuovo un gol e tante fughe di avversari, in avanti mai una illuminazione, una fuga, un cross) e il solito Giovinco, che dopo venti secondi si è mangiato un gol da brivido e da scuola elementare, segnandone poi uno facilissimo, ma confermando per tutta la gara di essere inadeguato per una squadra anche solo media di serie A, sia per la stazza fisica imbarazzante, sia per la caratteristica di farsi rimontare inesorabilmente dall´avversario.
E´ una brutta caduta, quella di stasera, che rischia di aprire crepe vistose nella Juventus, ormai macchina dall´assemblaggio indefinibile di pezzi inadatti e dall´identità incerta. I nervi, è comprensibile, sono a fior di pelle e nel finale ci è scappato anche il rosso per Amauri.
Con questo spirito da tregenda la squadra parte lunedì per Tel Aviv, dove con gli uomini contatissimi (Camoranesi è in forte dubbio) tenta di salvare la faccia in Champions. Del Napoli del primo tempo c´era pochino da salvare: difesa a tratti distratta, centrocampo senza grande ritmo, ma gli azzurri erano riusciti ugualmente a rendersi pericolosi in tre occasioni. Nella ripresa, però, la squadra di Mazzarri, oltre ad azzeccare i cambi (il primo su tutti, Datolo), ha capito che doveva pressare l´avversario e ripartire in velocità. Un pizzico di fortuna l´ha aiutata all´inizio, con quel gol mancato di Giovinco che grida vendetta, ma la qualità e il carattere degli azzurri sono apparsi stasera indiscutibili. C´é una sola certezza in casa bianconera: che domani le radioline non saranno accese per conoscere il risultato dell´Inter.
SONDAGGIO: Dieci punti in 4 gare: dove può arrivare il Napoli di Mazzarri?
Napoli sotto di due gol,
travolge la Juve suicida
travolge la Juve suicida
I bianconeri, peraltro bersagliati dalla sorte in modo incredibile (ko anche l´uomo migliore, Camoranesi, dopo mezzora), sono riusciti comunque a superarsi in negativo, disputando la peggior partita stagionale, con l´aggravante di essere passati in vantaggio 2-0. Sono bastati però sette minuti alla squadra di Mazzarri per riacciuffare la Signora e un altro fulmineo minuto per batterla. Ora nessuno potrà esorcizzare la parola crisi, perché oltre alla fragilità tecnica e tattica del gruppo bianconero, si sono confermati limiti vistosi di organico e addirittura si vedono peggiorare i cosiddetti uomini faro, come strasera è accaduto a Diego, del tutto inconsistente. E, soprattutto, non si percepiscono miglioramenti nel gioco, sempre assente. E´ stata una sconfitta bruciante soprattutto per Ferrara, che dopo il doppio vantaggio (propiziato anche dalle distrazioni difensive partenopee) non ci ha capito più nulla e non è riuscito ad arginare le ripartenze velocissime degli uomini di Mazzarri, ma è andato letteralmente nel pallone dopo il pari, togliendo l´uomo migliore (Poulsen, è tutto dire) per mettere Tiago nel suo ruolo. Non a caso ne è nata una respinta corta dalla testa di uno che di mestiere fa il fantasista e Hamsik ne ha facilmente approfittato.
Un discorso a parte merita la campagna acquisti avallata dallo stesso Ferrara, soprattutto in Felipe Melo, che ha confermato nell´occasione lentezza, inadeguatezza a costruire, presunzione tutta brasiliana. Malissimo anche Grosso (dalla sua parte di nuovo un gol e tante fughe di avversari, in avanti mai una illuminazione, una fuga, un cross) e il solito Giovinco, che dopo venti secondi si è mangiato un gol da brivido e da scuola elementare, segnandone poi uno facilissimo, ma confermando per tutta la gara di essere inadeguato per una squadra anche solo media di serie A, sia per la stazza fisica imbarazzante, sia per la caratteristica di farsi rimontare inesorabilmente dall´avversario.
E´ una brutta caduta, quella di stasera, che rischia di aprire crepe vistose nella Juventus, ormai macchina dall´assemblaggio indefinibile di pezzi inadatti e dall´identità incerta. I nervi, è comprensibile, sono a fior di pelle e nel finale ci è scappato anche il rosso per Amauri.
Con questo spirito da tregenda la squadra parte lunedì per Tel Aviv, dove con gli uomini contatissimi (Camoranesi è in forte dubbio) tenta di salvare la faccia in Champions. Del Napoli del primo tempo c´era pochino da salvare: difesa a tratti distratta, centrocampo senza grande ritmo, ma gli azzurri erano riusciti ugualmente a rendersi pericolosi in tre occasioni. Nella ripresa, però, la squadra di Mazzarri, oltre ad azzeccare i cambi (il primo su tutti, Datolo), ha capito che doveva pressare l´avversario e ripartire in velocità. Un pizzico di fortuna l´ha aiutata all´inizio, con quel gol mancato di Giovinco che grida vendetta, ma la qualità e il carattere degli azzurri sono apparsi stasera indiscutibili. C´é una sola certezza in casa bianconera: che domani le radioline non saranno accese per conoscere il risultato dell´Inter.














































