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Nel rifugio-lager di Rosarno "Viviamo tra i topi e la p
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Sabato, 13 Dicembre : 2008  La Repubblica, dal nostro inviato CARLO CIAVONI

Viaggio nella baraccopoli tra i raccoglitori di agrumi, sfruttati
per 12 ore al giorno per 20 euro. E si pagano pure il trasporto


Nel rifugio-lager di Rosarno
"Viviamo tra i topi e la paura"

> SCANDALOSO : a chi presentare la fattura di povertà?....

Per i lavoratori nessun contatto con le istituzioni.
Unici interlocutori i medici di MSF
Image

ImageROSARNO (Reggio Calabria)- I sopravvissuti alle odissee che hanno dovuto affrontare per arrivare fin qui, in fuga da paesi in guerra o stremati da ingiustizie e povertà, derubati e minacciati dalla teppa internazionale che governa il traffico dell'emigrazione africana, ora sono qui. Alloggiano alla "Rognetta", dentro baracche di cartone e bambù, nell'ex deposito alimentare diroccato, senza neache il tetto, in pieno centro di Rosarno - paese commissariato per infiltrazioni mafiose - a poche decine di metri dalla scuola elementare, in mezzo al fango, ai topi e a una carcassa di montone, sgozzato qualche giorno fa da un macellaio magrebino.

Sono qui a centinaia, tutti giovani dell'Africa sud sahariana e magrebini solo perché, in questo periodo dell'anno, sono la mano d'opera più ambita nella zona, dove è tempo di raccolta di agrumi. Ogni mattina i pullmini dei caporali si presentano davanti alla "Rognetta", o nell'ex cartiera abbandonata di S. Ferdinando (paese vicino, anche questo commissariato) dove vivono assiepati come maiali da macello più di settecento persone, in condizioni igieniche spaventose dentro baracche puzzolenti, due metri per tre, con quattro, cinque o sei letti.

Ognuno di loro, a parte le revolverate di qualche cittadino locale, ha finora imparato a conoscere il nostro Paese senza mai incontrare neanche un rappresentante delle pubbliche istituzioni. Gli unici presenti sul posto sono quelli di Medici Senza Frontiere (MSF), qui da settembre con un presidio sanitario d'emergenza, identico a quelli che sono abituati ad allestire in tutto il mondo nelle zone più difficili, impervie e pericolose, come lo Zimbawe, il Mianmar, il Nord Kivu, il Darfur. Distribuiscono sacchi a pelo e garantiscono l'assistenza sanitaria a gente che letteralmente non ha più nulla, se non le braccia per lavorare fino a 12 ore al giorno per 20 euro, in mezzo ai campi di arance, dove per arrivarci devono anche pagare il trasporto: due euro e mezzo all'andata e altrettanto per il ritorno.

"Le patologie più frequenti - dice Saverio Bellizzi, un giovane medico di MSF, ematologo, ma già con lunga esperienza sul campo in Vietnam - sono le difficoltà di respirazione, dovute al freddo, ma soprattutto al fumo prodotto dal fuoco che accendono nel capannone, tra le baracche di cartone, per cucinare e riscaldarsi". Diffusi anche problemi di depressione: "Molti di loro - dice Cristina Falconi, responsabile del progetto MSF nella zona - vicono questo degrado come una sconfitta dalla quale non si riprenderanno più. quando telefonano a casa dicono che va tutto bene e sono proprio queste bugie che dicono anche a se stessi, a renderli ancor più tristi".

"Se venite in Ghana, nel mio paese, siate certi che non vi tratteremmo così" dice con orgoglio Edward, 27 anni, di Accra, che si elegge a portavoce. "Se ci devono far vivere come animali in gabbia, tra i topi e la paura della gente che fuori di qui ci spara pure addosso, perché ci chiamano per raccogliere le arance? Si decidano: o serviamo, e allora vorremmo essere trattati un po' meglio e lavorare dignitosamente, oppure ce ne torniamo nei nostri paesi. Qui non ha più senso stare".

 





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Domenica, 14 Dicembre : 2008

NO, collega di Repubblica Carlo Ciavoni, quale cittadino di Rosarno non posso permettere che ti esprima in questi termini offensvi e diffamatori sulla nostra Città e la nostra gente!

Hai fatto una "volata" superficiale ed approssimativa ed hai attinto notizie da malevoli voci di parte che hanno dipinto a fosche tinte gli abitanti di questa laboriosa città.

A Natale c'è sempre qualcuno che si ricorda dei "poveri extracomunitari schiavizzati" dalla trucida popolazione rosarnese, novella stirpe di schiavisti.
Poco c'è mancato ti convincessero che nella campagne si usano gli scudisci ed il Gatto a Nove Code!

Lo ha fatto qualche tanno addietro Rai 3 Regione, lo fai adesso tu!  

ROSARNO NON E' RAZZISTA! ma  gli extracomunitari che sono presenti sul territorio NON POSSONO essere aiutati in nessun modo perchè la Legge italiana li considera COME CONSIDERA I LATITANTI per cui aiutarli da parte della popolazione significa andare inconto alle stesse pene previste per chi aiuta un superlatitante.
Non si possono fittare loro case e non gli si può dare loro lavoro.

Sono insediati in quella maledetta ex Rognetta e nella ex industria della cartiera in forma abusiva perché ripeto, nessuno può fittargli un alloggio.

L'ex Sindaco di Rosarno, avvocato Carlo Martelli, ha tentato di portare avanti lo scorso anno un progetto per poter rendere la ex Cartiera un centro assistito di accoglienza, ma la burocrazia lo ha bloccato (ne ha discusso spesso con noi della stampa) e la Regione e lo stesso Prefetto di Reggio non hanno trovato come sciogliere i nodi legali per realizzare il progetto.

In quanto alle paghe di 20 euro per 12/13 ore di lavoro al giorno sono solo balle demagogiche ... favole metropolitane.

Chi trova il coraggio di infrangere la legge ed assumerli al lavoro paga 30 euro e gli orari di lavoro sono 7/8 come tutti gli altri operai indigeni regolari.

Sappi, collega, che 32,91  euro sono la paga sindacale  che spetta ai lavoratori regolari in forza ai contratti provinciali di lavoro per i raccoglitori di frutta.
Da questa somma va tolta la quota che spetta al lavoratore e fa scendere la paga a meno di 29 euro.

Comunque, visto che non sono regolari e non si pagano i contributi, gli si potrebbe dare interamente 32,91 euro al giorno.

In quanto a 2,50 euro per viaggio di andata ed altrettanti per viaggio ritorno al giorno, anche qui hai preso solo notizie approssimative ed hai dimenticato di verificarne la veridicità.

In primis tieni presente che il viaggio normalmente non esiste dal momento che trattandosi di lavori in zona ristretta (una media di 2/3 km), sono i datori di lavoro normalmente a prelevarli e riportarli, ma se si organizzano fra loro 10 euro in genere sono di rimborso spese per il carburante che pagano a settimana al collega/comapagno di lavoro  che ha la vettura.

Questo normalmente avviene per "i comunitari dell'est" fra cui molti hanno una vettura, mentre extracomunitari, come detto sono prelevati dai datori di lavoro.

Perciò, caro collega di Repubblica, sarebbe gradita da parte tua una più attenta analisi ed un articolo di chiarificazione.

Lo devi, Collega, a tutta la laboriosa popolazione rosarnese che non intende essere additata al pubblico ludibrio quale schiavista, anzi è in genere molto ben disposta e tollerante nei loro confronti.

In quanto ad alcuni eisodi delittuosi (alcuni anche gravissimi) contro questi stranieri ci sono, ma come in tutta Italia si verifiano da parte di frange delinquenziali di cui, purtroppo l'Italia tutta è afflitta.

Una nota di plauso va all'organizzazione Medici Senza Frontiere ed alle Organizzazioni di Assistenza delle due parrocchie cittadine (Caritas) che dispensano ogni giorno un grosso numero di pasti caldi.

Fromor ( Franz Rodi-Morabito)

 





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Domenica, 28 Dicembre : 2008 di Giuseppe Lacquaniti

La Gazzetta del Sud, prestigiosa testata nata oltre 50 anni addietro a Messina, oggi diffusissima in Sicilia, Calabria ed in molte altre regioni italiane anche del centro e del nord Italia, mi ha intervistato relativamente alla mia risposta al collega di Repubblica (di cui sopra) ed ecco qui di seguito l'articolo:  

Gazzetta del Sud  27-12-08
Rosarno Lo afferma Franz Rodi Morabito vice presidente Acus

«La nostra città non è razzista
I migrantes non vengono oppressi»


Image Rosarno - «La nostra città non è razzista e non è vero che gli extracomunitari vengono oppressi dalla popolazione rosarnese, dipinta a tinte fosche come novella stirpe di schiavisti». Lo afferma Franz Rodi Morabito, vice presidente dell'Acus (Associazione coltivatori uliveti storici), figura famosa di imprenditore agricolo pianigiano, che rimanda al mittente l'accusa che a Rosarno i migrantes sono sfruttati da agricoltori senza scrupolo, che per pochi euro al giorno li costringono a lavori massacranti, con la complicità della popolazione locale.

«Che Rosarno non sia razzista – sostiene Rodi – non sono io a dirlo, ma la dirigente di Omnia, l'associazione di volontariato formata dagli stessi migrantes, Despina Ivasenco, che da anni si batte, assieme ai "Medici senza Frontiere", per creare condizioni migliori di vivibilità per questa povera gente. La coraggiosa donna moldava, prodigatasi nei giorni della sommossa dei migrantes africani per dare loro voce presso le autorità italiane, appena pochi giorno or sono, in un convegno dell'Arci locale ha sostenuto che tra i cittadini di Rosarno e gli immigrati non esiste alcuna conflittualità.
Se gli extracomunitari non possono trovare ospitalità nelle abitazioni del centro, se non possono essere assunti regolarmente dai datori di lavoro, la responsabilità – rimarca Rodi – è dello Stato, «che li considera come fossero latitanti, per cui aiutarli da parte della popolazione significa andare incontro alle stesse pene previste per chi favorisce un superlatitante. Sono insediati in quella maledetta ex Rognetta e nella ex industria della cartiera in forma abusiva perché, ripeto, nessuno può fittargli un alloggio e nemmeno ospitarli gratuitamente».
Il vice presidente Acus ricorda che l'ex sindaco Carlo Martelli aveva tentato di portare avanti un progetto per poter rendere l'ex cartiera un centro di assistenza e di accoglienza, «ma la burocrazia lo ha bloccato per l'impossibilità di sciogliere i nodi legali per giungere alla sua realizzazione».
Altra "leggenda da sfatare" per Rodi, il fatto che gli extracomunitari vengano impiegati nella raccolta degli agrumi per 12-13 ore al giorno e retribuiti con paghe di appena 20 euro. «Chi trova il coraggio di infrangere la legge ed assumerli, paga loro 30 euro e le ore di lavoro sono 7-8 equivalenti a quelle degli altri operai indigeni regolari. La stessa paga all'incirca che spetta ai lavoratori regolari in forza dei contratti provinciali di lavoro per i raccoglitori di frutta. In Puglia ci sono i permessi di lavoro stagionali (i permessi verdi) perché nessuno dei politici fa sì che si possano avere anche in Calabria?»
Altra cosa invece sarebbe, secondo Rodi, «l'eventuale fenomeno del caporalato, che, se provato, costituirebbe un reato a sé stante non imputabile ai cittadini di Rosarno».
Da stigmatizzare con forza anche gli episodi delinquenziali a danno degli stranieri - perpetrati purtroppo in ogni angolo d'Italia -, opera di frange teppistiche, delle cui gesta criminose sono anche vittime gli incolpevoli cittadini rosarnesi, e che vanno assolutamente isolate e perseguite, grazie all'intelligente opera dispiegata dalle forze dell'ordine.
Rodi conclude il suo assunto con una nota di plauso per l'opera meritoria svolta a beneficio dei migrantes da Medici senza Frontiere, da Omnia e dalle organizzazioni di assistenza delle due parrocchie cittadine - San Giovanni Battista e Maria Santissima Addolorata -, che attraverso anche la Caritas diocesana, dispensano viveri e pasti caldi

 





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Domenica, 28 Dicembre : 2008

Grazie per l'info, Franz.

È bello constatare che c'è qualcuno che da seguito ai tuoi scritti e, per di più, su una gloriosa testata del sud.

Ciao,

Stan

 





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