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NEVICATA A BRESCIA: secondo anno Laboliano, secondo inganno
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 NEVICATA A BRESCIA: secondo anno Laboliano, secondo inganno
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Domenica, 27 Dicembre 2009
NEVICATA A BRESCIA:
secondo anno Laboliano,
secondo inganno
Che dire, per il secondo anno consecutivo la "prevista" neve su Brescia è occasione di grandi proclami e dichiarazioni roboanti - prima dell'evento - da parte di una amministrazione che si dichiara, come il governo, non solo "del fare" ma anche "del fare bene" salvo poi, puntualmente, ritrovarsi ad essere clamorosamente smentiti dagli eventi.
Persone normali chiederebbero scusa , gli attuali Loggisti non solo non ci pensano nemmeno ma eccoli lì pronti, Sig. Sindaco in testa, ad elogiarsi e ad appuntarsi finanche medaglie tra di loro nel classico: tutto va bene, siamo grandi ed operiamo al meglio e con efficienza! E su questo ritornello - con una gran faccia di bronzo - ci fanno anche conferenze stampa.
Ed allora vediamola un attimino una minima parte di questa "efficienza" e questo brillante operare trascurando altri clamorosi trascorsi proclami del tipo: - "con me i lavori pubblici saranno eseguiti presto e a regola d'arte. Basta con ritardi sugli stessi e magari anche il doverli rifare"
QUALCHE referenza a riprova?:
- corso Palestro ed il suo manto, colorato, "ecceziunale veramente" .... si è visto, fatto e rifatto e, ormai, anch'esso macchia tra le macchie delle strade bresciane
- strade mai ridotte in condizioni disagevoli e disastrose come oggi con finanche massetti di porfido che volano "pizzicati" dal SUV frettoloso di turno e che solo per miracolo non ammazzano qualcuno (le mandano solo in ospedale)
- arlecchinate (volute?, era forse questa la novità) e pressapochismo nel rattoppare interi tratti di strada per altro ne secondaria e ne di poco traffico: Via Mazzini docet. Una arlecchinata unica da via F.lli Lombardi a via Cattaneo con un alternarsi di macchie di catrame poste qua e là su una strada con selciato in porfido. Mina cantava "una Zebra a puà" ... Labolani canta (efficacia) con una "una strada a puà" e tutta la giunta, Sindaco in testa, cantano (contano) "meraviglie di se" e sprizzano felicità perché, se la città si rompe, si ha la riprova di Città viva: proprio come essi la sognavano e, per agevolarla ancora di più, laddove esisteva un divieto (anche se di transito) lo tolgono tanto... nessuno lo rispetta.
- piantine penzolanti nei soliti posti non ancora garage a cielo aperto ed altrove ..... altrove ci si arrangia come si può. Non è che ovunque si può mettere del belletto a coprire le piaghe (che comunque restano ed anzi si incancreniscono) ed allora ecco che spesso si lascia l'onere dell'arredo a sacchetti dello sporco posti un po ovunque - attorno ed anche lontani dai cassonetti - che così bene "arredano e corredano" il paesaggio di quello che, evidentemente, considerano "il bagno" della Città ed alla fin fine, visto il concetto che hanno del "salotto" ... va ancora bene così!
Si potrebbe procedere oltre con infiniti esempi ma ci limitiamo a questi che sono i "meno eclatanti" con una sola nota: dato che si riferiscono a zone del Centro ... del salotto insomma (chiaramente del salotto secondo loro ... altri, con ben altre case magari anche più modeste, una cosa così la chiamano "garage" o "locale di disbrico" ... al massimo: "locale per far giocare i ragazzini" ed evitare che sporchino ed arrechino danno altrove) lasciamo a voi immaginare (ma anche vedere se vorrete andare in giro) le condizioni delle altre zone.
Basterà andare anche a sole poche decine di metri dal "salotto". Ad esempio in Via Tosio! I più temerari poi potrebbero avventurarsi nella "giungla bresciana" popolata ormai da "fiere" di razza Automobilistica dove sempre più si incontrano indigeni che si autoproclamano "essere di razza" ma, in realtà, mostrano di essere "senza pedigree" almeno quanto senza capacità sono i Loggianti del momento ai quali si dedicano i seguenti riscontri che stridono un tantino (si fa per dire) con i loro proclami pre e post eventi:
Citazione: LA NEVICATA a Brescia
secondo i Bresciani
Il piano antineve sono quattro spalatori
Qualche settimana fa, l’assessore Labolani annunciava le novità del piano «antineve».
All’atto pratico, la mattina del 22 dicembre alle otto ho attraversato il centro città a piedi. Ho incontrato quattro spalatori. Due con un carrello spargisale vuoto. Due che spalavano la neve nientemeno che ai bordi del portico dell’hotel Vittoria. Nient’altro.
Celestino Panizza
Brescia
Chi in passato invocava dimissioni...
nLa neve di questi giorni e le richieste di dimissioni del passato.
Il piano neve del Comune di Brescia è fallito alla prima vera prova. Una forte nevicata prevista con larghissimo anticipo.
Incredibilmente gran parte della città non ha visto alcun tipo d’intervento a distanza di oltre 24 ore. Salvo i cittadini che volonterosamente hanno pulito tratti di marciapiede. Ma molti marciapiedi sono di collegamento e non hanno frontisti. I pedoni potevano allora scegliere: camminare in mezzo alla strada o in mezzo alla neve.
In passato, all’approssimarsi di ogni nevicata, chi oggi amministra la città, e magari ricopre anche la carica di assessore, preparava in anticipo comunicati che chiedevano le dimissioni del sindaco Corsini e di qualche altro assessore. Più spesso l’assessore Brunelli.
Le interrogazioni e le conferenze stampa abbondavano, prima durante e dopo le nevicate.
Oggi nessuno ha nulla da dire?
Aggiungo, in questi frangenti un sistema di trasporto pubblico efficace può ridurre le difficoltà ed i disagi che tra l’altro producono danni economici e sociali importanti, ma deve essere curato e sostenuto tutto l’anno, non solo nei momenti dell’emergenza neve. Inoltre in questi giorni era facile constatare come i mezzi pubblici riuscissero con facilità a transitare lungo le corsie ad essi riservate, che si sono trasformate nell’unico percorso pedonale percorribile, frequentatissimo.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere chi ha pensato ed operato per rimuoverle.
Claudio Buizza
Brescia
Una protesta un incitamento una speranza
Scrivo queste due righe, che spero possano essere pubblicate, per sottolineare l’estrema inefficienza e sufficienza da parte di chi di dovere nel valutare la «nevicata straordinaria» dei giorni scorsi.
Il mio primo pensiero è stato, per fortuna sono solo 5 centimetri e non siamo nemmeno in Svizzera, altrimenti chissà il panico che si sarebbe creato nelle strade.
Altra domanda, un po’ più piccante, e non me ne vogliano i signori del Comune. Tutti sapevano, perfino mia nonna di 90 anni che passeggia ogni giorno al parco di S. Anna, che avrebbe nevicato, ed infatti si è premunita. Un po’ di sale per le strade? Leggo ora le news sul vostro sito, «Alle 18.30, sulle strade della città erano in azione 30 mezzi spargisale, alle prese però con i problemi causati dal traffico». Non so, forse avrebbero potuto consultare la famosa maga Brunella per riuscire a capire con anticipo che il sale bisognava buttarlo prima e non quando il traffico si era ormai esteso a macchia d’olio. Ma se i signori della Loggia non riescono a tener pulita la città nemmeno da pochi centimetri di neve come faranno mai a tener fede a tutto quello che ci hanno e ci continuano a ribadire sul rendere la città di Brescia più pulita?
Chiudo, e spero realmente di potermi veder pubblicato, con un’incitazione, che è anche una speranza. Caliamoci un po’ di più in quello che è la nostra città e soprattutto rispettiamo di più i cittadini (tutti), altrimenti perdere la fiducia nelle istituzioni, già peraltro non così forte, diventerà realmente un problema che non sarà più possibile affrontare «alle 18,30 quando ormai la neve ha intaccato tutta la viabilità» (e le coronarie di tutti quelli che dopo una giornata di lavoro vogliono tornare sereni dalle proprie famiglie).
Un cittadino che vota, ha votato e vuole continuare ad avere fiducia nella propria città.
Lettera Firmata
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Dom 27 Dic, 2009 10:14 |
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