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Giovedì 11 Giugno : 2009 GdB
Odissea tra gli ospedali
per fare una Tac al collo
per fare una Tac al collo
Un apparecchio per effettuare le Tac
«Ma noi non facciamo questi esami»
«Ad aprile uno specialista otorinolarigoiatra degli Spedali Civili mi ha consigliato di eseguire una Tac al collo con mezzo di contrasto - racconta Elio -. Mi sono recato subito al reparto di radiologia per prenotare l’esame, ma i tempi d’attesa che mi sono stati prospettati (giugno inoltrato) mi parevano troppo lunghi. Ho quindi deciso di telefonare all’Ospedale S. Orsola, dove mi hanno fissato un appuntamento per il 5 maggio. Un paio di giorni prima dell’esame, con una telefonata, la struttura sanitaria mi ha informato che un guasto all’apparecchiatura imponeva un rinvio nell’esecuzione dell’esame, che sarebbe stato invece effettuato il 14 maggio. Purtroppo però il 13 dello stesso mese una cortese dottoressa mi ha chiamo nuovamente per avvertirmi che l’appuntamento veniva annullato perché al S. Orsola non è presente un reparto di otorinolaringoiatria e non vengono eseguite Tac al collo».
Elio non si è però dato per vinto e ha cercato un’altra struttura attrezzata per l’esecuzione dell’esame. «Mi sono recato personalmente al Presidio Ospedaliero di Montichiari (facente capo all’azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia) - continua - in quanto questa prestazione deve essere accompagnata da esami del sangue specifici e da una dichiarazione del medico di famiglia, nella quale devono essere elencate eventuali patologie del paziente che possono arrecare complicazioni. L’esame è quindi stato prenotato per giovedì 21 maggio. Bene, in una settimana posso risolvere il mio problema, ho pensato, ma i miei problemi non sono finiti qui: il 19 maggio ho ricevuto una telefonata dal Presidio di Montichiari. Mi hanno informato che l’apparecchiatura si era guastata e non era possibile prevedere in quel momento una nuova data per l’appuntamento».
Dopo due guasti...
Potete quindi immaginare lo sconforto di Elio dinnanzi a questo disservizio. Un avvilimento che tuttavia, fortunatamente, è durato davvero poco. «Il giorno 22 maggio ho ricevuto una telefonata dal Presidio di Montichiari, per fissare un nuovo appuntamento per il 3 giugno, data in cui è stato eseguita la Tac e già il 5 giugno, ho potuto ritirare l’esito».
Fortunatamente, quindi, la «corsa ad ostacoli» di Elio si è risolta per il meglio. Se l’ospedale di Montichiari ha riparato prontamente al disguido, resta la domanda su cosa sia successo al Fatebenefratelli. Abbiamo così contattato la dottoressa Valeria Zacchi, direttore sanitario dell’Ospedale S. Orsola. «Siamo sinceramente dispiaciuti per il disagio involontariamente causato al redattore della segnalazione - afferma -, ma in questo caso si è verificata una inadempienza da parte del personale che ha effettuato la prenotazione della Tac. Per quanto attiene invece al guasto verificatosi all’apparecchiatura facciamo rilevare che si tratta di evenienza rara, ma non prevedibile, nei confronti della quale questo presidio non ha possibilità di intervenire in quanto non dotato di apparecchiatura alternativa».
Siamo consci della mole di prestazioni che quotidianamente una struttura sanitaria della portata dell’Ospedale S. Orsola si trova ad espletare e delle relative eventuali difficoltà organizzative che si possono occasionalmente verificare. È comunque sempre auspicabile che i pazienti che incorrono in disguidi di questo tipo li segnalino prontamente ai relativi Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp) mettendo le strutture sanitarie nelle condizioni di porre rimedio, ove possibile, e di attivare ogni azione di miglioramento dei servizi prestati. Anche così si può ridurre la probabilità che future inefficienze si verifichino.














































