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Omicidio Tommasino, consigliere a C.mare di Stabia (dossier)
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Omicidio Tommasino, consigliere a C.mare di Stabia (dossier)
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Martedì 3 Febbraio : 2009  di Irene De Arcangelis, La Repubblica

Ucciso consigliere comunale
Image
a Castellammare di Stabia

E' stato ucciso con numerosi colpi di pistola il consigliere comunale della Margherita a Castellammare di Stabia Luigi Tommasino. Avrebbe compiuto 43 anni tra cinque giorni. Illeso il figlio quindicenne seduto accanto a lui in auto, una lancia musa bicolore grigio-nero, davanti alla ex pretura in viale Europa.

MAPPA Il luogo dell'agguato

Image I sicari lo hanno affiancato in sella a un Beverly di colore scuro, entrambi indossavano caschi integrali.  Sono stati trovati tredici bossoli di una stessa arma lungo cinquanta metri di strada. L'auto del consigliere è finita contro le vetrine di un negozio Unieuro.

"Era un uomo incensurato, senza macchia", è il primo commento del procuratore capo della Repubblica di Torre Annunziata, Diego Marmo. La procura corallina ha però trasmesso immediatamente gli atti all'Antimafia.

I pm Filippelli e Siragusa si stanno recando sul luogo dell'agguato con il capo della polizia scientifica Fabiola Mancone e gli agenti della squadra mobile, mentre per ora resta fuori dall'indagine sull'omicidio la Digos. Dunque il movente - sarebbe chiaro fin d'ora - è maturato in ambienti di camorra. Tommasino, ex assessore, aveva un negozio di abbigliamento.

Gino Tommasino era stato visto stamattina verso le 10 a Palazzo Farnese, sede del Comune di Castellammare di Stabia. Tranquillo, sorridente come d' abitudine, era passato per la commissione politiche sociali.

Verso le 8.30 aveva preso un caffè nei pressi del Municipio con il sindaco Salvatore Vozza. "Appariva assolutamente tranquillo, non c' era nessun segnale di quanto è poi accaduto", ha fatto sapere il sindaco.
Al Municipio stanno affluendo gli assessori ed i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.
Pochi i commenti raccolti finora, ma diversi sottolineano che Tommasino era un politico poco esposto e poco in vista, che non si era distinto per nessuna battaglia e che non gestiva potere. Pochi, dal 2005 ad oggi, i suoi interventi in consiglio comunale.

Luigi Tommasino, chiamato da tutti Gino, era stato eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 2005, prendendo, in pratica, il posto del fratello, Giovanni, medico al "San Leonardo" di Castellammare di Stabia ed ex assessore all' urbanistica con la giunta guidata da Ersilia Salvato nel 2001. Gino Tommasino, prima di confluire nel Pd, era stato segretario cittadino della Margherita. In consiglio comunale era componente della commissione politiche sociali.

Poco in vista, descritto come una personalità non forte, il consigliere ucciso sosteneva l' amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Vozza, della Sinistra democratica, appoggiata da una parte del Pd, e dall' Udeur.

[*] Venerdì scorso, quando al Comune di Castellammare di Stabia stava per aprirsi la crisi politica, Tommasino era stato tra i firmatari, con altri 17 consiglieri, di un documento di appoggio al sindaco Vozza.

 





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Martedì 3 Febbraio : 2009  di ce.bu.

Le battaglie di Tommasino
contro cemento selvaggio

Luigi Tommasino, da tutti chiamato Gino, era presidente di una associazione per la difesa del territorio chiamata Itaca che in numerose occasioni si era battuta contro la continua cementificazione dell'area stabiese.

Image“A Castellammare dove i problemi idrogeologici, per le numerosi falde acquifere sono tanti – diceva un documento di Itaca dell'ottobre scorso – si è aggiunta anche la costruzione in collina (sulla strada statale sorrentina) del tunnel che dovrebbe alleggerire il traffico verso la penisola. Una realizzazione che sta creando non pochi problemi".

"Ci vengono segnalati – continuava Tommasino – dagli abitanti del borgo Madonna di Pozzano e della strada che porta al Monastero della Madonna della Libera, problemi agli edifici, smottamenti dei terreni, vibrazioni durante gli scavi degli edifici, non ultima la scoperta di una villa romana. L'associazione Itaca si domanda, se, prima di iniziare quest'opera, sono stati fatti i dovuti controlli dai vari enti competenti per: falde acquifere, visto che a valle ci sono le terme; eventuali smottamenti delle zone sottostanti visto che con le grosse piogge, il centro antico è soggetto ad alluvioni; eventuali reperti archeologici, come è successo in questi giorni la scoperta di una villa romana”.

Tommasino proponeva la creazione di una commissione di vigilanza, con tecnici dei vari enti competenti, per fare chiarezza e monitorare tutta l'area interessata, sia a monte che a valle, compresa quella del centro antico. Ma ora, quella battaglia non potrà portarla a termine.

 





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Messaggio Castellamare: appello del sindaco, chi ha visto parli 
 
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Martedì 3 Febbraio : 2009 AGR

Castellamare: appello del sindaco,
chi ha visto parli

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NAPOLI - Appello del sindaco, della Giunta e di tutto il consiglio comunale di Castellammare di Stabia dopo l'assassinio del consigliere Gino Tommasino.

"Tutti i cittadini che possano essersi trovati nelle vicinanze del luogo, al momento dell' omicidio, forniscano agli inquirenti elementi utili alla ricostruzione del fatto - si legge in una nota - davanti alla tragedia della morte di Gino Tommasino, siamo convinti della necessità che l'intera città di Castellammare di Stabia gridi il suo no alla camorra". (Agr)

 





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Messaggio Scala: "Reagiamo. Dimostriamo che la città è da un'altr 
 
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Mercoledì 4 Febbraio : 2009  di Redazione StabiaChannel.it

Scala: "Reagiamo.
Dimostriamo che la città è da un'altra parte"

"Oggi come nel lontano 1992, la città deve reagire".

Quando si presentano grandi problemi, di quelli che appaiono insormontabili, irrisolvibili, l'unico modo per cercare una soluzioni ad essi è fare quadrato, unire le forze e dare ognuno il proprio contributo.
Ed è questo il messaggio che da più parti si sta lanciando, sperando che venga recepito da chi ha la possibilità di dare una mano. In questo caso, il messaggio è rivolto a tutti gli stabiesi. "Parlare con lucidità di ciò che è accaduto nella città di Castellammare di Stabia - spiega Scala, consigliere regionale SD - è qualcosa di difficile. E’ qualcosa di difficile perché ciò che è accaduto lascia sgomenti. E’ giunto il momento che ognuno, in qualunque ruolo o condizione si trovi, deve fare la propria parte. Nelle prossime ore si consumeranno parole e pagine di inchiostro sulla sicurezza in città, ci confronteremo tra di noi su quali decisioni prendere e su quali politiche mettere in campo perché sia garantita la sicurezza ed il vivere civile nella città di Castellammare di Stabia. Fin da ora, però, voglio dire che il nostro lavoro sarà tanto più efficace quanto più sarà in sinergia con l’impegno civile, volontario, quotidiano, delle forze attive della città sul terreno della legalità. La lotta per la legalità sarà vincente se sapremo comunicare tra di noi e sostenerci a vicenda, consapevoli che la speranza comune, l’impegno condiviso, la costruzione di nuove opportunità per la coesione sociale e l’occupazione sono il vero argine alla violenza e alla criminalità. E’ questo il momento di segnare il confine netto tra camorra e affari perché la lotta alla criminalità organizzata non è solo una battaglia morale ma è la condizione prima per potere parlare seriamente di un futuro possibile".
Va indietro con la mente, Tonino Scala. Ritorna a quel lontano 1992, allora studente del Liceo Scentifico "Severi", per ricordare un episodio analogo e testimonaria le reazioni di allora.
"A distanza di diciassette anni- racconta Scala - la camorra sfida di nuovo le istituzioni e ammazza un consigliere comunale. Nel 1992 io ero uno studente e insieme a tante altre ragazze e ragazzi, studenti come me, sentimmo l’esigenza di riunirci e metterci in movimento. Sfilavamo quotidianamente con gli striscioni colorati e la resistenza alla maglietta. Le strade ogni giorno, per mesi, si riempirono di voci festanti di ragazze e di ragazzi accomunati da una sola speranza: il riscatto possibile della nostra città, baciata dal sole, martoriata dalle leggi della camorra. E’ tempo, oggi come allora, di dire che la città di Castellammare di Stabia è da un’altra parte".
"Al di la del lavoro egregio fatto dalle istituzioni - conclude il consigliere Scala - il vero riscatto deve ora essere quello della città, delle sue cittadine e dei suoi cittadini, distratti e assuefatti. Devono essere questi i giorni del riscatto sociale e civile, del risveglio delle coscienze. Apriamo con tutte le forze sociali e sindacali un confronto serio e serrato, pensando ad una nuova resistenza “non violenta” che rompa il silenzio, che dica ad alta voce che tutte le forze sane, che tutte le forze democratiche sono da un’altra parte".

 





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Messaggio Il consiglio comunale si costituira'parte civile in giudizio 
 
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Mercoledì 4 Febbraio : 2009

Il consiglio comunale
si costituira'parte civile in giudizio

@@ (ANSA) - CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 4 FEB - Saranno celebrati domani alle 15.30 in Cattedrale i funerali del consigliere comunale Luigi Tommasino.Per l'omicidio del consigliere del Pd, ucciso in un agguato camorristico a Castellammare di Stabia, il comune ha indetto il lutto cittadino. ''La camorra ha rialzato la testa nella nostra citta' - ha detto il sindaco, Salvatore Vozza - noi non abbassiamo la nostra.''Il consiglio comunale ha annunciato la costituzione di parte civile in giudizio.

 





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Mercoledì 4 Febbraio : 2009 La Gazzetta del Mezzogiorno

Omicidio Tommasino
a Potenza le risposte

NAPOLI - Saranno celebrati domani pomeriggio in Cattedrale i funerali del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, ucciso martedì in un agguato di stampo camorristico. Il Comune ha indetto il lutto cittadino ed ha annunciato che si costituirà in giudizio contro i responsabili dell’omicidio. Per venerdì mattina è stata convocata una manifestazione che partirà da Palazzo Farnese, sede del Municipio. E intanto gli inquirenti seguono la pista di tangenti nel settore dei rifiuti. Per il Consiglio comunale, che stasera si è riunito in seduta straordinaria con la presenza di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci dell’area vesuviana, quella di Tommasino è «una morte inspiegabile che sconvolge tutti».

Un documento unitario è stato approvato da tutte le forze politiche. «La camorra ha rialzato la testa ed ha sferrato un attacco a Castellammare di Stabia – ha detto in aula il sindaco - noi non abbassiamo la nostra». Dopo la riunione il sindaco Vozza si è recato in Procura per essere sentito dai pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, che conducono le indagini.

Ieri alcuni consiglieri comunali e regionali vicini a Tommasino, ex della Margherita, sono sono stati interrogati fino a tarda sera. Scandagliando nel passato del consigliere del Pd gli inquirenti hanno puntato l’attenzione sul lavoro svolto in una municipalizzata per lo smaltimento dei rifiuti del Comune di San Giorgio a Cremano, fallita a causa di un pesante passivo. Il timore che Tommasino potesse fare nomi in un’inchiesta su rifiuti appalti e camorra potrebbe avere armato la mano dei sicari, secondo una delle ipotesi al vaglio della Dda.

Per approfondire questo scenario il procuratore aggiunto della Dda Rosario Cantelmo ed i pm hanno incontrato in serata il pm di Potenza Henry John Woodcock, che ha trasmesso alla Procura di Napoli un’informativa su un’indagine su ditte legate a clan camorristici e ad un giro di tangenti su appalti nella quale comparirebbe Tommasino insieme ad altri 13 amministratori stabiesi. Il consigliere ucciso avrebbe versato una tangente ad un politico di riferimento da parte di una ditta che aveva eseguito lavori in una discarica.

La ferocia e la professionalità dell’agguato – 13 colpi, quasi tutti a segno, esplosi da una moto in corsa – costituirebbero secondo gli inquirenti un avvertimento nei confronti di chi intendesse contrastare i clan. Il legale della famiglia Tommasino, Elio Palombi ha rivolto un appello alla collaborazione con gli inquirenti.

Oggetto di attenzione anche le Terme di Castellammare Stabia, da sempre appetite dalla camorra. Il presidente in scadenza della Sint, che gestisce l’impianto, Luigi Vingiani, è cognato di Tommasino ed il consigliere ucciso aveva parlato proprio delle Terme con il sindaco Salvatore Vozza, incontrato martedì mattina poche ore prima dell’agguato. Per chi lo conosceva Tommasino, che ha un fratello poliziotto, era un uomo pacifico, che amava il cinema e si preparava ad interpretare in un film il ruolo di un consigliere gambizzato. Una persona tranquilla, che faceva beneficenza ai bambini rom e su «Facebook» aveva indicato tra i propri modelli Giovanni Paolo II.

 





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Giovedì 5 Febbraio : 2009

VIDEO SULLA MORTE DI LUIGI TOMMASINO Image

CASTELLAMMARE, CACCIA AI KILLER DEL CONSIGLIERE DEL PD   Image

DELITTO TOMMASINO, A CASTELLAMMARE TORNA LA PAURA  Image

ALTRI ARTICOLI QUI
 



 
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Giovedì 5 Febbraio : 2009  Francesco Ferrigno, Il Gazzettino Vesuviano

"Castellammare non ha paura"

Questo uno dei messaggi chiave lanciati ieri sera in consiglio comunale

Rabbia, Dolore, Solidarietà. Queste le sensazioni avvertite ieri sera nell’aula consiliare di Palazzo Farnese, dove decine e decine di persone sono accorse per assistere al consiglio comunale indetto in seduta straordinaria in seguito all’efferato omicidio del consigliere comunale stabiese Gino Tommasino (i funerali sono previsti oggi, giornata di lutto cittadino, presso la Cattedrale di piazza Giovanni XXIII). In un documento firmato da tutto il consiglio comunale, intanto, è già stata annunciata una manifestazione anticamorra prevista per la mattina di venerdì 6 febbraio. A mobilitarsi nelle ultime ore sono state la Provincia, la Regione, i Comuni limitrofi di Gragnano, Lettere, Casola, Agerola, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, ma anche Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano, Cava dè Tirreni. Tanto dolore e rabbia, dicevamo, espressi dal sindaco nel suo intervento iniziale, nel quale ha affermato che se la camorra ha saputo rialzare la testa, le istituzioni non abbasseranno certo la propria. “La camorra ha sferrato un attacco a Castellammare – ha detto il sindaco – a tutti i suoi cittadini, alle tante persone oneste e coraggiose che vivono in questa città. Un attacco allo Stato e alle istituzioni davanti al quale noi tutti non ci arrendiamo. Non possiamo arrenderci. La camorra ha rialzato la testa, noi non abbassiamo la nostra. Continuiamo a tenere la testa alta e a dire no alla violenza. Castellammare si ritrova unita stasera, come lo è stata tante altre volte, quando si è trattato di contrastare la criminalità organizzata e di affermare i valori che costituiscono l'identità della nostra comunità: il lavoro, la democrazia, il rifiuto della violenza”. Vozza si è poi soffermato sulla figura del consigliere Tommasino, prima di lanciare un altro appello alla città. “Io so che Luigi Tommasino ha sempre svolto in modo corretto e trasparente il suo ruolo di consigliere comunale. So che l’intero consiglio comunale, con l’insieme delle forze politiche, costituisce un baluardo di democrazia e legalità, un argine contro la camorra. So anche che quest’amministrazione comunale ha usato tutte le armi a sua disposizione per contrastare la camorra e le sue sempre possibili infiltrazioni nella parte onesta della città. Castellammare ha la sua forza nei lavoratori, nei ragazzi e nei giovani, nelle tante persone oneste che ci vivono. Questa città, come tutto il Sud Italia, con i suoi giovani ha bisogno di lavoro e di nuove speranze. In questa città, in tante altre città vicine, in tanti punti del nostro Mezzogiorno si è tornato a sparare. Qui e in tante altre città non possono esserci quartieri dove non si può entrare, lo Stato deve riaffermare qui e in tutto il Sud la sua presenza. Da qui, questa sera, la città di Castellammare lancia un messaggio di unità a tutto il Sud e il Paese: noi non abbiamo paura della camorra. Restiamo insieme”. Significativo anche il successivo intervento della consigliera Ida Scarpato, che ha richiesto la forza per continuare a lottare ai cittadini, chiedendo poi di arrivare alla verità, di arrivare a sapere, insomma, cosa e perché Gino Tommasino ha pagato con la vita. Il presidente del consiglio Gennaro Iovino, poi, ha dato lettura del documento sottoscritto dall’assise, nel quale è stato ribadito il “no” alla criminalità organizzata. “Il sindaco, la giunta e il consiglio comunale – si legge nel documento – esprimono la condanna più piena e risoluta della camorra e della violenza. Lo fanno quali rappresentanti dell'insieme delle forze politiche del consiglio comunale e della comunità stabiese. E lo fanno assieme a tutta la città, alle sue migliori energie, ai giovani, ai lavoratori, al mondo della scuola, all’associazionismo, agli imprenditori, alle organizzazioni sociali, alle forze dell’ordine e alla magistratura. Si tratta di un attacco alla città, alle istituzioni, allo Stato. Castellammare è una città che non ha paura. È una città dalle grandi e forti tradizioni democratiche, che ha fatto della lotta alla criminalità organizzata un suo tratto identitario. Castellammare non si piega alla camorra: lo ripetiamo con forza e nettezza questa sera. Presente in aula anche il mondo delle associazioni, e il presidente di “Città Viva”, Enzo Guadagno, che ha ricordato Tommasino descrivendolo come un fermo sostenitore di tante battaglie. “Gino aveva già capito – ha spiegato Guadagno – l’importanza delle associazioni come collante fra istituzioni e cittadini”.

 





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Messaggio Rabbia e lacrime ai funerali del consigliere assassinato 
 
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Giovedì 5 Febbraio : 2009 La Repubblica

Rabbia e lacrime ai funerali
del consigliere assassinato

L'arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia: "Un episodio di ferocia disumana"

Folla e commozione ai funerali del consigliere comunale del Pd Luigi Tommasino, ucciso martedì in un agguato di stampo camorristico, che sono in corso nella Cattedrale di Castellammare di Stabia. Circa 500 persone si sono raccolte in chiesa ed un altro paio di centinaia attendono all'esterno della Cattedrale. La cerimonia funebre è stata concelebrata dal vescovo di Sorrento e Castellammare di Stabia, monsignor Felice Cece, con sette parroci della città. Presenti in chiesa i gonfaloni e gli amministratori di diversi comuni vesuviani.

L'arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons. Felice Cece, ha chiesto una "condanna ferma della violenza camorristica" nell'omelia pronunciata ai funerali del consigliere comunale del Pd, Luigi Tommasino, in corso nella Cattedrale della città vesuviana. Mons. Cece ha definito "un episodio di ferocia disumana" l' agguato di martedì scorso ed ha invitato ad una reazione. "Ci vuole un rinnovamento dello stile di vita - ha detto - che deve tradursi anche nella condanna ferma della violenza camorristica".

Tre applausi della folla hanno salutato la bara di Luigi Tommasino al termine dei funerali. Poi un corteo di alcune centinaia di persone guidate dal sindaco Salvatore Vozza , da amministratori e consiglieri comunali, e con i gonfaloni di Castellammare di Stabia e Torre del Greco e ha percorso il lungomare per poi giungere al Corso Vittorio Emanuele, dove si trovano il negozio di abbigliamento maschile di proprietà del consigliere ucciso e la boutique gestita dalla moglie. La città durante il funerale si è fermata, e i negozi hanno abbassato la saracinesca.

Alcuni di essi sono rimasti chiusi nel pomeriggio. Al termine della cerimonia religiosa Luigi Tommasino è stato ricordato al microfono da un esponente locale del Pd, Pasquale Ragone, medico, e dal fratello Giovanni, cardiologo ed ex consigliere comunale della Margherita.

 





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Sabato 7 Febbraio : 2009 di Dario Del Porto e Conchita Sannino, La Repubblica

Castellammare, in migliaia in corteo
Il Sindaco: "Fermiamo queste bestie"

Un numero, una data, un termine: ecco le chiavi per decifrare un delitto eccellente. Il numero è 300, come i milioni in appalti che stanno per piovere sul territorio di Castellammare e fanno gola ai politici, alle imprese e alla camorra. La data è il 3 febbraio scorso, spartiacque per le sorti dell´amministrazione e non caso, ipotizzano gli inquirenti, giorno scelto dai killer per assassinare il consigliere comunale Luigi Tommasino.

Castellammare di stabia - La sera dell´omicidio era stato convocato in Comune un vertice di maggioranza decisivo per valutare la possibilità di mandare la città alle elezioni prima della scadenza naturale. Il termine infine è quello fissato entro il 24 febbraio: se l´amministrazione avesse rimesso il mandato nelle stesse ore del delitto, le nuove elezioni - in base alla norma che richiede venti giorni di tempo per rendere effettive le dimissioni - si sarebbero svolte a giugno. In caso contrario, il Comune sarebbe stato commissariato per almeno un anno. E dunque addio appalti.
È questo lo scenario che si sta delineando nelle indagini sul brutale omicidio di Luigi Tommasino, l´esponente della Margherita ucciso martedì scorso a Castellammare da quattro killer che gli hanno sparato sotto gli occhi del figlio adolescente.

L´inchiesta condotta dalla squadra mobile diretta dal vicequestore Vittorio Pisani con il vice Andrea Curtale e coordinata dai pm del pool anticamorra Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa con i procuratori aggiunti Rosario Cantelmo e Franco Roberti, sembra aver imboccato una strada ben precisa: quella che conduce agli appalti milionari. Lavori sui quali aveva messo gli occhi un cartello di cosche con in testa il clan D´Alessandro. Obiettivo, stringere un patto con la politica e le aziende.

Gli investigatori sono convinti che il giorno dell´omicidio non sia stato scelto a caso. Anzi, il piano sarebbe stato accelerato e messo a segno il 3 febbraio non perché, nelle stesse ore, il pm di Potenza Henry John Woodcock aveva in programma alcuni interrogatori nell´ambito dell´inchiesta sugli appalti che dalla Basilicata era arrivata fino a Castellammare. Ma perché quella data era divenuta decisiva per il futuro della città e soprattutto per gli investimenti sui quali il "triangolo" politica-imprenditoria-camorra puntava con tanta decisione.


La torta da 300 milioni. Castellammare è una delle città che ha aperto più cantieri negli ultimi anni. Sono in corso lavori pubblici per 80 milioni e mezzo di euro. I più importanti sono il porto turistico della Marina di Stabia e la risistemazione della rete stradale. Ma gli interessi principali riguardano gli appalti che saranno banditi da qui al prossimo anno. Il programma "Più Europa" prevede 30 milioni di fondi europei per la creazione di infrastrutture e risorse da destinare ai privati. Altri 30 milioni sono destinati all´intesa istituzionale di programma con la Regione Campania per la realizzazione di un grande bacino di carenaggio e la valorizzazione della risorsa Fincantieri. È già stato approntato il piano di caratterizzazione e bonifica dell´arenile per il recupero della linea di costa nel tratto compreso fra il fiume Sarno e nuovo porto, passando per la Villa Comunale: entro un anno devono partire i lavori. Ma queste sono solo alcune delle opere. Altri affari, e altri soldi, interessano la città. Dalle Terme del futuro ai parcheggi. E in consiglio comunale si discuteva sulle scelte migliori da adottare.

Questioni politiche che si sovrappongono solo cronologicamente all´agguato di viale Europa e ora passano in second´ordine alla luce dei tragici eventi di martedì. Il Comune però non nasconde la testa sotto la sabbia. «Non ho mai creduto alla tesi che indicava negli affari sui rifiuti la matrice dell´omicidio - afferma il sindaco Salvatore Vozza - Tuttavia non vorrei che ora si rischiasse di passare da un eccesso all´altro, facendo pagare a questa città un prezzo troppo alto. Sia chiaro che la città è preoccupata ma non ha paura, Castellammare si difende dicendo la verità. E io dico che la camorra qui esiste, è da estirpare, da abbattere, con tutti i suoi appetiti. Ma occorre l´unità di tutte le istituzioni e da parte nostra la massima collaborazione con le forze dell´ordine e i magistrati». Vozza ricorda che esiste già un piano per tenere fuori i clan dalla partita degli appalti e sarà ratificato entro una settimana: la creazione, d´intesa con il Comune di Torre Annunziata, della stazione unica appaltante, lo strumento richiesto dal pool antimafia per assicurare trasparenza alle gare pubbliche.

Il mondo di Tommasino. Perché uccidere proprio lui? Per rispondere all´interrogativo gli inquirenti scavano nella rete di amicizie e relazioni intrecciata dal consigliere comunale in tanti anni di vita pubblica e politica a Castellammare. «Era un consigliere, ma contava molto di più», sostiene un investigatore. Per legami di natura politica e con il territorio. Ma non solo. Aveva stretti rapporti con Luigi Vingiani, attuale presidente delle Terme di Stabia, interessate da un bando per la privatizzazione del servizio già andato deserto due volte. Ed era vicino ai vertici della società che gestisce i parcheggi nella città. Inoltre, vantava amicizie con ambienti istituzionali romani e della sicurezza, oltre a un fratello poliziotto e un altro ex assessore. Colpire lui poteva dunque avere, nelle intenzioni dei mandanti, uno straordinario valore simbolico. Questo al di là di possibili rifiuti che la vittima potrebbe aver opposto alle persone sbagliate o della volontà di chiudergli la bocca prima che potesse denunciare qualcosa.
Il clan dei trent´anni. Nessun dubbio sulla matrice camorristica dell´agguato. E non si può pensare che un´azione tanto eclatante possa essere stata portata a termine senza il consenso e l´interesse ultimo del clan D´Alessandro, egemone da oltre trent´anni sull´area stabiese, capace di superare faide sanguinose e diverse offensive dell´antimafia. Almeno due dei quattro killer potrebbero essere stati riconosciuti da un testimone. Ma le indagini restano difficili al punto che il procuratore aggiunto Roberti dice: «Finora ci sono state solo omertà e complicità. In queste ore - ha aggiunto - stiamo cominciando a squarciare un po´ questo muro di omertà e lo stiamo facendo solo grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Se non possiamo più fare questo, allora, è meglio che ce ne andiamo a casa».

 





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Sabato 7 Febbraio : 2009 Il Mattino.it

Omicidio Tommasino, gli inquirenti:
«Forse un segnale al sindaco Vozza»

Il sindaco di Castellammare
Image
CASTELLAMMARE (7 febbraio) - Forse i mandanti dell'omicidio di Luigi Tommasino volevano colpire il sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza. Potrebbero avergli inviato, in questo modo, un segnale preciso.

È una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, alle prese con l'agguato di Castellammare di Stabia (Napoli). Le indagini si concentrano dunque sul momento delicatissimo che vive l'amministrazione comunale, divisa sul programma urbanistico della città e sull'investimento di ingenti fondi europei, ed entrata in crisi. Dalla giunta comunale erano usciti tre assessori recentemente e l'omicidio è avvenuto proprio nei giorni in cui il sindaco avrebbe dovuto decidere se dimettersi o andare avanti.

Tommasino, come è noto, era dsubentrato al fratello Giovanni - assessore ella giunta di Ersilia Salvato - che aveva lasciato il suo posto a Luigi. I due fratelli erano dunque entrambi vicinissimi a Vozza. Resta in piedi anche l'ipotesi che Tommasino avesse ostacolato affari che avrebbero portato la criminalità organizzata ad intervenire eliminandolo. Non è invece affatto ancora chiaro, per ora, se il consigliere fosse consapevole di aver scalfito gli interessi della malavita, assumendo posizioni scomode.

 





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Messaggio Il pm Woodcock alla Dda con «carte» sull'inchiesta rifiuti. 
 
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Domenica 8 Febbraio : 2009 Corriere del Mezzogiorno

l'assassinio di gino tommasino: la pista degli inquirenti

Il pm Woodcock alla Dda con «carte»
sull'inchiesta rifiuti. Sentito anche Vozza

Il nome del consigliere in un'inchiesta di Potenza. Chi lo ha ucciso temeva rivelazioni compromettenti per i clan

ImageNAPOLI - Il timore che, sapendo di essere presto chiamato a rendere dichiarazioni in una inchiesta su rifiuti appalti e camorra, potesse fare rivelazioni sul conto di esponenti della malavita organizzata: potrebbe essere questo, secondo gli inquirenti della Dda di Napoli, uno dei moventi dell’omicidio di Luigi Tommasino, consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia.

Per esaminare questo ed altri scenari i magistrati che coordinano le indagini - il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa - si sono incontrati con il pm di Potenza Henry John Woodcock nella sede della procura al Centro Direzionale. Il magistrato, che nei prossimi mesi si trasferirà a Napoli, ha trasmesso infatti di recente ai colleghi della procura partenopea - come ha rivelato oggi il Corriere della Sera - una informativa riguardante un’indagine su alcune ditte legate a clan camorristici e su un giro di tangenti per appalti relativi allo stoccaggio dei rifiuti. Una indagine, a quanto si è appreso, dalla quale sarebbero emersi, non si sa a che titolo, diversi nomi di persone di Castellammare, tra cui anche quello di Tommasino. Tra le ipotesi formulate dai magistrati della Dda di Napoli, quella secondo cui i killer avrebbero agito per tacitare per sempre Tommasino, nel timore che potesse riferire agli inquirenti informazioni in grado di provocare gravi conseguenze per le attività della camorra locale. Né si esclude, nell’ambito di tale scenario, che i killer abbiano agito anche per conto di soggetti non camorristi. Ma l’agguato sembra avere anche - spiegano i magistrati - un significato intimidatorio per le modalità con le quali è stato attuato: «Tredici colpi - spiega un inquirente - tutti a bersaglio esplosi da una moto contro un’auto in movimento è un’azione che solo un killer abilissimo è in grado di realizzare. La scelta poi di agire in pieno giorno, mentre il consigliere era in compagnia del figlio, fa pensare a una intimidazione indirizzata nei confronti di chi intenda ostacolare il clan». In serata, soprattutto per approfondire le questioni relative ad appalti, va in procura il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza, per essere ascoltato in qualità di persona informata dei fatti

LO SCOOP DEL CORRIERE - Come riportato dalla giornalista Fiorenza Sarzanini sul «Corriere della Sera», in edicola, il nome del consigliere comunale compare in un'inchiesta avviata qualche mese fa dal pubblico ministero di Potenza. Gli accertamenti si concentrano su alcune ditte che sarebbero risultate legate a clan camorristici e su un giro di tangenti versate per assicurarsi gli appalti relativi allo stoccaggio delle balle di spazzatura. Di questa indagine il magistrato avrebbe informato nelle scorse settimane i colleghi napoletani per gli aspetti che riguardano la loro competenza e dunque anche per il ruolo che avrebbe avuto il consigliere comunale freddato ieri mentre era in auto con il figlio. È possibile che nell'ambito di questi rapporti l'uomo abbia danneggiato aziende legate alla criminalità e che abbia pagato questo suo comportamento come uno «sgarro». Ma non viene esclusa neanche la possibilità che qualcuno abbia voluto toglierlo di mezzo per paura che — una volta indagato — potesse fare rivelazioni e coinvolgere altre persone.

GLI ALTRI FILONI - Un filone, quello dei rifiuti, che si aggiunge agli affari personali dell'esponente Pd, legati ad alcuni appalti nel settore dell'edilizia, delle Terme stabiane e delle assicurazioni. Tanti segmenti, alcuni dei quali potrebbero ricevere nuova luce dalle agende e dal pc sequestrati, oltre che dagli interrogatori con i familiari di queste ore.

 





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Messaggio La morte del consigliere fu ordinata dal clan 
 
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Giovedì 21 Maggio : 2009  Image ; da Metropolis, Rocco Traisci

Omicidio Tommasino:

La morte del consigliere fu ordinata dal clan

ImageCASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - omicidio Gino Tommasino: gli inquirenti hanno stilato un bilancio ‘quasi’ definitivo, uscendo allo scoperto e annunciando di essere ad un passo dai nomi di killer e mandanti che ordinarono la morte del consigliere comunale del Pd, ucciso il pomeriggio del 4 febbraio.

la vera svolta investigativa emerge sul movente: “Sappiamo con certezza che l’omicidio fu organizzato ed eseguito da personaggi di spicco della camorra di Scanzano”, spiegano dal commissariato stabiese.

‘Personaggi di spicco della camorra di Scanzano’ equivale a sostenere che in questo omicidio sia coinvolto - senza equivoci - il clan D’Alessandro, diretto negli ultimi mesi da un gruppo ristretto di capi molto influenti e ancora in libertà.

La Dda, insieme agli investigatori della polizia giudiziaria del commissariato stabiese, diretto dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vice questore aggiunto Stefania Grasso, stanno mettendo insieme gli ultimi pezzi del mosaico che ancora mancano per impacchettare l’indagine e formulare le richieste di custodia cautelare da sottoporre al gip.

 





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Mercoledì, 16 Settembre 2009: Accadde Oggi   Image ; di LEANDRO DEL GAUDIO, Il Mattino


Castellammare, pista della maxitangente
per l'omicidio del consigliere Tommasino
      
Il luogo dell'omicidio
Image NAPOLI  - C’è l’ipotesi di una maxitangente al centro delle indagini sull’omicidio del consigliere comunale Luigi Tommasino. Tracce di denaro, transazioni sospette, l’ipotesi di un cospicuo versamento di denaro da parte di aziende della sanità campana: sono questi i nuovi tasselli dell’inchiesta condotta dalla Dda di Napoli sull’assassinio del leader della Margherita del comune di Castellammare di Stabia, ucciso lo scorso tre febbraio mentre era in auto accanto al figlio di quindici anni. Inchiesta aperta, che punta dritto ai vertici di un triangolo politico-affaristico-criminale: il mondo della sanità campana, con decine di aziende interessate agli appalti stabiesi; l’attività politica svolta da Luigi Tommasino per la riqualificazione della zona delle terme; e il ruolo del potente clan camorristico dei D’Alessandro, il cartello che avrebbe armato la mano di killer di precisione. Indagine aperta, prossima ad approdare a potenziali sviluppi, su cui occorre fare una premessa doverosa: in questa storia, salvo colpi di scena, Gino Tommasino va considerato vittima della barbarie camorristica. Quale sia stato il suo ruolo nei rapporti con il mondo imprenditoriale in vista di importanti gare d’appalto spetta solo agli inquirenti mettere a fuoco in modo definitivo.
Maxitangente e sanità. È questa la svolta dell’inchiesta condotta dalla Mobile del viquestore Vittorio Pisani, su delega del pm anticamorra Pierpaolo Filippelli. Grazie ad accertamenti incrociati, gli inquirenti hanno trovato tracce di cospicui versamenti messi in moto da aziende specializzate nel campo sanitario. Aziende probabilmente interessate alla riqualificazione dell’area stabiese, affare milionario che ha uno snodo obbligato nel rilancio del sistema termale cittadino. Odore dei soldi, ipotesi di tangenti, dunque: si tratta di decine di migliaia di euro, soldi che dagli imprenditori dovevano finire nelle casse della famiglia dei D’Alessandro, attraverso passaggi di mano intermedi.
Il ruolo della politica. Ed è questo il punto su cui sono concentrate le indagini. Possibile infatti che Luigi Tommasino sia rimasto stritolato nelle maglie di un sistema affaristico-criminale colluso; che si sia trovato suo malgrado su una china difficile da ripercorrere a ritroso. Fatto sta che al momento emergono tracce di soldi sospetti, che con ogni probabolità sono alla base dell’assassinio del rappresentante del mondo politico stabiese. Diversi gli interrogativi da risolvere: qualcuno ha provato ad usare Tommasino per veicolare capitali dalle imprese alla camorra? Il consigliere comunale si è trovato al centro di pressioni impossibili da respingere? Oppure: la camorra ha ucciso quando non ha ricevuto i versamenti sborsati dagli imprenditori? Tommasino ha pagato con la vita il rifiuto di prestarsi a interessi sporchi? Ma soprattutto: che fine ha fatto la maxitangente promessa ai D’Alessandro? Nel mirino dell’inchiesta, dunque, aziende private e gente senza scrupoli.

 





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Sabato, 10 Ottobre 2009: Accadde Oggi    Image


CAMORRA: IDENTIFICATI AUTORI
OMICIDIO CONSIGLIERE COMUNE

Image
Castellammare

 La squadra mobile della questura di Napoli ha identificato gli autori dell'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Luigi Tommasino, avvenuto il 3 febbraio scorso.

Tommasino fu ucciso da un gruppo formato probabilmente da tre persone che agi' mentre l'uomo era in auto insieme al figlio tredicenne, rimasto illeso nell'agguato avvenuto in pieno giorno. Gli indagati appartengono al clan D'Alessandro
.


Il Mattino ha scritto: 
ImageSono stati identificati i tre presunti autori dell'omicidio del consigliere comunale Luigi Tommasino, 43 anni, ucciso lo scorso 3 febbraio a Castellamare di Stabia (Napoli).

Si tratterebbe di tre affiliati al clan D'Alessandro, cosca storica della zona. L'indagine è stata condotta dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Come si ricorderà il consigliere comunale, appertenende al Pd, fu assassinato con 13 colpi di pistola mentre si trovava in auto, con il figlio Raffaele di 13 anni, che rimase illeso.

Tommasino, ex Margherita, era il fratello di Giovanni, ex assessore comunale di Castellamare di Stabia. Le indagini furono condotte all'epoca dal commissariato di Castellamare di Stabia.

L'agguato scattò in viale Europa, nel centro della città, ad opera di due uomini, che si trovavano a bordo di una moto e indossavano il casco. Tommasino quando comprese che la sua vita era in pericolo cercò di fuggire ma fu inseguito per alcune centinaia di metri alla fine fu raggiunto e ucciso.

Un passante si prese cura del figlio, lo fece uscire dall'auto e lo portò via.

Fermato uno dei tre. La polizia di Napoli ha fermato uno dei tre presunti responsabili dell'omicidio. Si tratta di Salvatore Belviso, 26 anni, di Vico Equense, cugino e braccio destro di Vincenzo D'Alessandro, capo del clan cammorristico di Castellammare di Stabia. Ritenuto uno degli esecutori materiali del delitto, Belviso era stato scarcerato pochi giorni fa dopo che era stato arrestato dai carabinieri per un «cavallo di ritorno».

 





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