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P.za Rovetta: «La pensilina? .... » - sviluppi
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P.za Rovetta: «La pensilina? .... » - sviluppi
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Martedì 3 Febbraio : 2009 Francesca Sandrini, Giornale di Bresciia

Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri

Piazza Rovetta

«La pensilina? Un progetto improponibile»    

Il soprintendente Rinaldi: «È incompatibile con la tutela della storica piazza Rovetta»

Un’elaborazione grafica della «nuova» pensilina di piazza Rovetta,
secondo il progetto chiusa con vetro e acciaio

Image
«Un progetto improponibile nel contesto bresciano e, più in generale, nel contesto di una città d’arte italiana». Si esprime senza mezzi termini - ma escludendo qualsiasi volontà di «fare crociate» - il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Mantova e Cremona, Luca Rinaldi, a proposito della trasformazione della pensilina di piazza Rovetta in una sala studi attraverso la chiusura della struttura attuale con vetro e acciaio. Un progetto della Giunta Paroli del quale si parla ormai da tempo e che è stato illustrato all’opinione pubblica tramite la stampa un paio di settimane fa. In seguito c’è stata la presentazione «in via informale» alla Soprintendenza. E il funzionario di zona ha espresso la sua contrarietà. «Che io ribadisco», afferma Rinaldi.
Una piazza da tutelare
Il giudizio - e lo stesso soprintendente lo sottolinea - non entra nel merito della destinazione della struttura, legittimamente ben accolta da studenti e rettore dell’Università degli studi. Riguarda piuttosto l’aspetto architettonico della questione. «Piazza Rovetta - spiega Rinaldi - è uno slargo ricavato dalle demolizioni dell’isolato che sbarrava via San Faustino verso Palazzo Loggia, negli ultimi anni dell’Ottocento, e di quello addossato alla Loggia stessa, in epoca fascista». Si tratta insomma di «una piazza che ormai ha la sua storicità» e che è «vissuta dalla gente». Non a caso «è sottoposta a vincolo dal Codice dei Beni culturali. I problemi legati alla sua sistemazione sono sempre stati trattati dall’Amministrazione in accordo con la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, anche per quanto riguarda la pensilina e l’arredo di Giorgio Lombardi, in considerazione della sua adiacenza al centro monumentale della città».
La pensilina metallica costruita nel 2001 su progetto dell’architetto Lombardi - non senza reazioni anche polemiche - aveva ricevuto l’approvazione della Soprintendenza. «È un’opera di design, di arredo urbano - precisa Rinaldi -. Non può essere trasformata in un volume edilizio, tanto più usando materiali utilizzati nelle più banali architetture commerciali della periferia, del tutto estranei alla tradizione costruttiva bresciana». Il soprintendente ritorna quindi sul parere di chi ha criticato e critica la struttura attuale: «Non è affatto orrenda. Ha soltanto evidenti limiti funzionali, cioè non serve a niente. L’architetto voleva da una parte alludere al volume dell’isolato demolito, nascondendo la parete nuda retrostante; e dall’altra fornire un ricovero alle bancarelle. Ne è venuta fuori una via di mezzo, né alta né bassa».
Che cosa prevede il nuovo progetto
Il nuovo progetto, un progetto «interno» al Comune firmato da Marina Lorusso e Gianluigi Barucco, interessa una superficie di 381 metri quadrati. I nuovi spazi si svilupperanno su tre piani: al piano terra saranno ricavati tra l’altro una sala di lettura, un infopoint e una centrale termica; sia al primo sia al secondo, poi, sono previsti una sala polifunzionale, una biblioteca e un disimpegno.
Che cosa accadrà?
«Non si può escludere in linea di principio che possa sorgere in piazza Rovetta un volume edilizio - continua Rinaldi - ma settant’anni di dibattiti e di polemiche e di progetti a firma anche di grandi professionisti (ricordo, per esempio, la proposta Benevolo-Rovetta) non possono essere liquidati con un tratto di penna, semplicemente tamponando il buco sotto la pensilina. Occorre un vero progetto - e questo non lo è - tanto più se si vuole tenere Brescia al passo con la cultura urbana delle grandi città europee».
La posizione della Soprintendenza è già stata comunicata al sindaco Adriano Paroli e all’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani. E il sindaco, riferisce ancora Rinaldi, ha già «accennato alla possibilità di nuove soluzioni, a un eventuale concorso di idee». Il dialogo, quindi sembrerebbe aperto. E il soprintendente auspica proprio questo: che - in una città come Brescia, caratterizzata da «una cultura diffusa sui temi architettonici» - sul tema della pensilina si apra un dibattito.

 





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Mercoledì 4 Febbraio : 2009 Francesca Sandrini, Giornale di Brescia

Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri

Pensilina, sospeso il nuovo progetto  

L’assessore Labolani dopo la contrarietà espressa dal soprintendente Rinaldi: «Facciamo un passo indietro Con l’Ordine degli architetti lanceremo un concorso di idee, ma non rinunciamo all’idea della sala studi»

Il soprintendente aveva auspicato un dibattito. L’Amministrazione comunale è andata oltre. Subito. Sospendendo il nuovo, discusso progetto per la pensilina di piazza Rovetta. Ma senza disconoscere il lavoro dei «suoi» architetti. E senza rinunciare all’idea di realizzare una sala studio nella piazza del centro storico che «così com’è non va bene».
«Conoscevo già l’opinione del soprintendente - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, dopo aver letto sul nostro giornale l’intervento di Luca Rinaldi, con il quale si è anche incontrato sabato scorso -. E ho pure ricevuto conferma del fatto che non è contrario alla nostra idea di trasformare la pensilina in una sala studi (il soprintendente ha dichiarato di non voler entrare nel merito della destinazione della struttura, ndr). Piuttosto - continua Labolani - Rinaldi è contrario alla costruzione di un volume sotto la pensilina» in quanto incompatibile con la tutela dell’ormai storica piazza. Si tratta quindi - come lo stesso soprintendente ha sottolineato - di un’osservazione dal punto di vista architettonico, che l’assessore, d’intesa con il sindaco Adriano Paroli, ha accolto immediatamente aprendosi a un confronto. Perché «vogliamo il bene della città e di piazza Rovetta: quello che ci interessa è riqualificare questo luogo e portare avanti il progetto a vantaggio degli studenti».
Un concorso di idee
Il Comune ha anche già contattato l’Ordine degli architetti per coinvolgerlo in un concorso di idee finalizzato a verificare la possibilità di una soluzione diversa da quella prospettata finora. «Ma intendiamo concludere tutto in tempi brevi, qualche mese al massimo», avverte Labolani, aggiungendo inoltre che «il nostro progetto, del quale siamo grati agli architetti Marina Lorusso e Gianluigi Barucco, è soltanto sospeso. Resta il progetto del Comune, certo passibile di miglioramento». E comunque «da concordare con la Soprintendenza».
Perché non confrontarsi prima di presentarlo pubblicamente? «Che avessimo intenzione di chiudere con vetro e acciaio la pensilina metallica di piazza Rovetta lo abbiamo detto in molte occasioni a partire dalla campagna elettorale», risponde l’assessore.
Quanto ai costi sostenuti fin qui, Labolani rammenta che «il nostro è un progetto interno, a costo zero». Rimangono quindi intatti gli 800mila euro a bilancio per la prevista trasformazione della struttura costruita nel 2001. «Che però potrebbe anche essere smontata e ricollocata altrove, magari in un parco. Dipenderà anche dai costi di un’operazione simile: la pensilina è stata pagata con i soldi dei bresciani», ricorda Labolani. E conclude: «Siamo aperti a nuove possibilità; e riteniamo positivo che la politica sia capace di fare un passo indietro quando questo è opportuno».
Specchi al posto del vetro
Intanto, sul futuro della struttura interviene anche il consigliere comunale Elena Bonometti, della Lega Nord. Che propone di rivestirla di «specchi, magari di colore antico, evocativo come il seppia delle vecchie fotografie: offrirebbe ai passanti un bellissimo gioco di riflessi e prospettive, riproponendo l’indubbio fascino del luogo antico e ovviando in parte alla distruzione precedente».

 





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Messaggio In Largo Formentone Via le bancarelle Via la Pensilina? 
 
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Mercoledì 29 Aprile : 2009 Cecilia Bertolazzi, Giornale di Brescia

«Troppa concorrenza con i nuovi arrivi»
Confesercenti, parola d’ordine: «Cambiare»  


Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri

In Largo Formentone
Via le bancarelle Via la Pensilina?  

Ieri mattina i 13 prismi sono stati rimossi da piazza Rovetta Tra 20 giorni il bando di concorso per una nuova struttura
Non ci sono più. Anche al passante più distratto quell’assenza non potrà che far volgere lo sguardo e suscitare una domanda: «Che cosa c’è di diverso dal solito?».
Di diverso c’è che non ci sono più le bancarelle sotto la pensilina di Largo Formentone, ecco cosa c’è. I 13 prismi turchesi che, aperti, ospitavano scarpe o abbigliamento vario, e le tende gialle che li riparavano da sole e pioggia sono stati smontati, caricati su furgoni e portati via.


Image«Promessa mantenuta»
E lo sgombero degli ambulanti dal centro, così come dalla stazione, era una promessa che l’attuale Amministrazione aveva stretto durante la compagna elettorale. «L’avevamo detto - esordisce l’assessore al Commercio Maurizio Margaroli che in questi mesi ha curato la trattativa con gli ambulanti - il trasferimento dei venditori dal centro era un obiettivo che ci eravamo posti. Adesso è diventato realtà».
Più che di sgombero, quello di ieri si può meglio definire come trasloco, dal momento che tutti i lavoratori sono stati ricollocati con la loro attività nel circuito dei mercati già esistenti. «Si è trattato di un iter laborioso - ha proseguito Margaroli - ma che ha trovato soddisfatti gli ambulanti del centro. A loro sono stati infatti garantiti sei giorni di attività al pari di quelli che affrontavano in Largo Formentone e, in secondo luogo, il Comune ha concesso per coloro che non avessero riconsegnato la licenza, un bonus fino a 20mila euro per acquistare il mezzo con il quale muoversi con la merce da un mercato all’altro».
Accanto alle bancarelle di città e provincia è stata creata un’area mercatale antistante il centro commerciale Freccia Rossa. «In questo luogo c’è spazio per otto banchi che si alternano secondo turni di rotazione durante la settimana» conclude l’assessore.

Pensilina, la partita si riapre
Le bancarelle non ci sono più. A questo punto si riapre l’annoso capitolo che riguarda il futuro dell’area di Largo Formentone, pensilina compresa. Su questo fronte è l’assessore al Centro storico Mario Labolani ad aggiornare la situazione. «Proprio ieri (lunedì, ndr) abbiamo avuto la riunione con la Soprintendenza e il presidente dell’ordine degli architetti per definire i contenuti del bando di concorso per la creazione di un edificio in largo Formentone. Una riunione andata a buon fine dal momento che la pubblicazione avverrà in tempi brevi, venti giorni al massimo».
A questa soluzione, quella cioè di coinvolgere l’ordine degli architetti e il parere della Soprintendenza, si era arrivati proprio dopo che quest’ultima aveva bocciato un progetto redatto dal Comune. Un progetto non definitivo e sul quale l’Amministrazione ha dimostrato fin da subito la disponibilità di voler collaborare per giungere ad una realizzazione che rispettasse l’antica piazza Rovetta e, in generale tutto l’equilibrio cittadino. Per arrivare a tutto questo è probabile che si debba smontare la pensilina per poter in seguito costruire una nuova struttura. Una possibilità che non sembra più così remota. «Abbiamo contattato l’azienda che in passato si occupò di montare la pensilina - rivela ancora Labolani - la nostra richiesta è stata di un preventivo: vorremmo sapere quanto tempo e quanto costa smontare e rimontare la struttura in un altro luogo».

COM’ERA, COME SARÀ

ImageImageSotto la pensilina le bancarelle aperte sei giorni su sette per i passanti del centro. Ieri, le stesse bancarelle sono state portate via, rendendo ancora più evidente la struttura in metallo fatta montare nel 2002.
È di febbraio invece la proposta del Comune di realizzare una sala studi proprio sotto la pensilina (in fotografia un rendering del progetto). Un’idea che però non ha trovato l’appoggio della Soprintendenza e per questo fu ritirata. Tra una ventina di giorni si attende quindi il bando di concorso steso di concerto con l’Ordine degli architetti, il Comune e la Soprintendenza. Dal concorso uscirà il nuovo progetto per piazza Rovetta.

Image«ITER LUNGO, MA SODDISFACENTE»
«Ricollocare gli ambulanti del centro nel circuito dei mercati è stato un lavoro lungo, ma che ha dato risultati soddisfacenti» ha detto l’assessore al Commercio Maurizio Margaroli.

Image«PENSILINA, RIMUOVERLA È UN’IPOTESI»
«Abbiamo contattato l’azienda che montò la struttura - ha detto l’assessore Mario Labolani - vogliamo capire quanto costa e quanto tempo serve per smontarla».

 





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Messaggio La Pensilina trasloca al parco di Sanpolino; N. Fatolahzadeh 
 
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Martedì 19 Maggio : 2009 Nuri Fatolahzadeh, Giornale di Brescia

Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri

La Pensilina trasloca
al parco di Sanpolino

Ormai delineato il futuro della struttura di Largo Formentone Novità anche sul concorso di idee: bando aperto entro giugno

Nella foto di archivio la struttura in Largo Formentone
quando ospitava ancora le bancarelle del mercato

ImageHa animato la cronaca cittadina come forse nessuno si sarebbe mai aspettato. E ora, la chiacchierata «pensilina» di piazza Rovetta, è pronta a traslocare. Ma non subito. Prima di trasferirsi ci vorrà ancora qualche mese, giusto il tempo di stabilire con esattezza quale sarà il futuro di largo Formentone, per cui pure si avvicina la data dell’apertura del bando che regolamenterà il già annunciato «concorso d’idee». Intanto, ciò che è certo, è la destinazione della struttura che ha soppiantato «il bel mercato di una volta»: salutato il centro storico, la pensilina verrà accolta nel quartiere di Sanpolino, incastonata nel verde del nuovo parco già in costruzione.

Da giugno via al bando
Le bancherelle, questo bisogna ammetterlo, l’hanno battuta sul tempo e sono «sparite» per prime. Ma è proprio a questo punto che si riapre l’annoso capitolo che riguarda il futuro dell’area di largo Formentone, pensilina compresa. Su questo fronte è l’assessore al Centro storico Mario

Labolani ad aggiornare la situazione.
«Proprio ieri ne abbiamo parlato - annuncia - e la pubblicazione del bando avverrà in tempi brevissimi, prevista per i primi di giugno». Da quel momento in poi, si dà ufficialmente il via all’atteso concorso di idee che «terminerà entro fine settembre». Quindi, una volta stabilita l’idea migliore, si procederà con i lavori che «dovrebbero durare un anno e mezzo circa».
Nel frattempo, una volta cioè definita la futura destinazione dell’area, la pensilina verrà smontata e trasferita nel parco intitolato a Peppino Impastato, che si estende sul retro dell’ex Arici Sega, nel quartiere di Sanpolino. «Abbiamo contattato l’azienda che in passato si occupò di montare la copertura - precisa Labolani - per richiedere un preventivo. Dopo aver appreso quanto tempo occorre e quanto costa smontarla e rimontarla in un altro luogo, ora siamo certi che l’iter sia più che sostenibile, dunque rimane solo il tempo tecnico. Poi, si passerà ai fatti».

Una vicenda lunga
Da principio. Dopo il palesarsi di un’insofferenza latente nei confronti di una struttura che «non c’entra niente con quello che la circonda» sono seguite, nell’ordine, la riunione con la Soprintendenza e quella con il presidente dell’ordine degli architetti per definire i contenuti del bando di concorso che porterà alla creazione del nuovo edificio che sorgerà in largo Formentone. A questa soluzione, quella cioè di coinvolgere l’ordine degli architetti e il parere della Soprintendenza, si era arrivati però dopo che quest’ultima aveva bocciato un progetto redatto dal Comune. Un progetto non definitivo e sul quale l’Amministrazione ha dimostrato fin da subito la disponibilità di voler collaborare per giungere ad una realizzazione che rispettasse l’antica piazza Rovetta e, in generale, tutto l’equilibrio cittadino. Quindi, la possibilità di dover smontare la pensilina per poter in seguito costruire una nuova struttura ha cominciato a farsi sempre più incalzante. E che ora è di fatto realtà.

Più verde per Sanpolino
Ma perché l’ago della bilancia ha decretato proprio la vittoria del nuovo parco «Peppino Impastato», ancora in costruzione? La risposta, parrà strano, è già contenuta nella domanda. Sul tavolo infatti, c’era anche l’ipotesi del parco Tarello, tramontata ben presto in quanto - dopo i vari sopralluoghi dei tecnici competenti - si è risaliti alla profondità degli scavi da effettuare per fissare la pensilina nel terreno: «Si tratta di una struttura molto alta e dunque molto pesante - chiarisce Labolani -, effettuare degli scavi così netti in un parco già predefinito diventava non solo oneroso, ma rischiava addirittura di rovinarlo. Per questo, insieme all’assessore all’Ambiente, Paola Vilardi, ho pensato al nuovo parco di Sanpolino». In un contesto del tutto nuovo e in corso d’opera non sarebbe cioè così complicato inserire l’ormai famosa pensilina. Anzi. Un’idea del suo impiego spunta già all’orizzonte: «Stiamo ancora vagliando tutte le ipotesi - conferma Paola Vilardi - e questo anche in base agli studi sul terreno, ma non sarebbe male utilizzare la struttura come copertura per le giostre dei più piccoli».

CRONOSTORIA IN TRE MOSSE


ALL’INIZIO FU LA SALA STUDIO
Una sala studi a vetri sotto la pensilina di piazza Rovetta. Questo, lo scorso dicembre, l’esordio della vicenda: l’ipotesi allora più accreditata per l’utilizzo della struttura - di cui l’Amministrazione comunale ne aveva previsto la risistemazione - parlava di un progetto stimato attorno agli 800mila euro e di un lavoro a pieno regime per gli uffici di via Marconi, sede dell’Assessorato ai Lavori pubblici, le cui cabine di regia sono affidate a Mario Labolani.
 
IL «SÌ» DELLA GIUNTA
La discussa pensilina di piazza Rovetta cambierà volto e destinazione grazie a moduli di vetro e acciaio che la chiuderanno per trasformarla in uno spazio polifunzionale di due-tre piani con una sala studio da 150-200 posti, biblioteca e accessi a internet.
Ecco i dettagli di quel che era il progetto votato in gennaio dalla Giunta comunale e annunciato ufficialmente dal sindaco, Adriano Paroli. A questo però doveva ancora fare seguito il parere della Soprintendenza

PROGETTO DA RIFARE
«Un progetto improponibile nel contesto bresciano e, più in generale, nel contesto di una città d’arte italiana». È arrivata senza mezzi termini l’opinione del soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Mantova e Cremona, Luca Rinaldi, a proposito della trasformazione proposta dal Comune per la pensilina di piazza Rovetta. Dopo un confronto aperto tra le parti, la scelta ultima di pensare ad un bando e di coinvolgere la cittadinanza attraverso un concorso di idee.

 





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Martedì 26 Maggio : 2009 Roberto Pasini


Il parere nostro e dei cittadini:
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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


Lettere - Attualità / Brescia      Roberto Pasini » Pensilina di Piazza Rovetta:
Palcoscenico di musica giovanile

La pensilina e gli studenti... Un centro mondiale per la cultura pensato dagli studenti. Non lo leggo dai quotidiani locali ma dalle pagine locali del «Giorno». Se così fosse avrebbe tutta la mia approvazione. Tutta, senza condizionamenti di sorta.
Però... la pensilina... Leggo pure sul Giornale di Brescia la lettera molto «raffinata» di Massimo Minini che mi trova concorde. Non si può sempre riempire, esiste anche il vuoto, il vuoto architettonico in questo caso. La si vuole spostare come se fosse ingombrante e di «peso».

Lettere      Paolo Petrò Camignone / Brescia » Ascoltare e meditare su più voci
Nella maggior parte delle cittadine francesi, poco toccate da piani regolatori deturpanti, si possono vedere, nel centro della piazza più o meno principale, delle costruzioni, spesso in legno, raramente in ghisa, che coprono la parte principale della stessa; queste costruzioni si chiamano «Bàti», che significa «costruito, edificato» e possono ricordare le «bastide» che sono casette di campagna in legno, molto spesso di origine provenzale.
 

 





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Domenica 31 Maggio : 2009 Franco Robecchi; GdB


Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


Quanta acqua sotto la Pensilina  

Sin dall’Ottocento amministratori e commentatori si interrogavano sull’assetto di piazza Rovetta dopo l’abbattimento delle case che sorgevano a nord della Loggia

Piazza Rovetta nei primi anni Trenta divenne
spazio per le bancarelle dei commercianti
 sfrattati dalle demolizioni

ImageÈ tornata la ribalta per la tettoia di piazza Rovetta e il dibattito ancora muove qualche venticello, per la verità modesto, considerata l’evidenza del caso. Forse non sono più i tempi delle passioni civiche sull’assetto dell’ambiente collettivo. Sta di fatto che il quadro della cosiddetta piazza Rovetta ancora un volta sommuove sentimenti e argomenti. Forse vale la pena di ricostruire la vicenda di questo tormentato nucleo del centro cittadino.

Al posto dell’incrocio
Tutto è iniziato alla fine dell’Ottocento. Prima nell’area si incrociavano due normali strade, incassate fra alte case. Nell’incrocio confluiva anche il torrente Garza, che, proprio lì, a ridosso del corpo scala della Loggia, ancora emergeva scoperto, costituendo quel «laghetto» che fu immortalato da un noto e prezioso dipinto di Giovanni Battista Ferrari.

Ad est del Garza si trovava un piccolo vicolo, detto vicolo di Ruetta, mentre, ad ovest del torrente, vi era la contrada di Rossovera, la quale ancora c’è e si chiama Rua Sovera. Fu il primo piano regolatore di Brescia, il piano di risanamento del 1887, a programmare il completamento dell’apertura della via S. Faustino e l’abbattimento della testa del cordone di case che si trovavano fra Rua Sovera e l’attuale via S. Faustino. Si intendeva così dare continuità ad un ulteriore abbattimento, di lì sino a Porta Bruciata, che doveva dilatare vistosamente il tratto di corso Mameli, sino a portare, evidente, sulla via, la facciata occlusa della chiesa di S. Giuseppe e offrire lo sfondo della suddetta Torre Bruciata.
Quel tratto di strada non fu mai ottenuto e rimase il bel segmento ovest di corso Mameli.

Fu in quell’occasione che le case abbattute lasciarono nuda, come il taglio di una ferita, la parete cieca che ancora oggi vediamo, a chiudere il lato nord della piazzetta. A quei fabbricati demoliti faceva riferimento la tettoia dell’architetto Lombardi, che intese rievocarli con l’alta dimensione della sua struttura. Nonostante l’abbattimento ottocentesco lo spazio rimaneva ancora quello di una strada, anche se con un piccolo slargo. Fu nel 1904 e nel 1906 che si diede un ulteriore colpo di ramazza al luogo, con la demolizione di due piccoli blocchi di fabbricati che si trovavano a nord della Loggia e nell’attuale largo Formentone. Si persero quindi i due vicoletti che quei fabbricati isolavano: vicolo delle Cogome e il corsetto Cavagnini. Le demolizioni facevano assumere allo spazio un po’ più la forma di piazzetta, ma ancora non eravamo alla stato attuale, che fu raggiunto nel 1939, con l’abbattimento più corposo, dell’intero blocco a nord della Loggia, che aveva quell’andamento curvo, probabilmente ricalcato sui ruderi di un anfiteatro romano. Il luogo, traendo ispirazione da un deformato nome del vicolo Ruetta, da rua (strada nell’antico veneziano, nel francese e nello spagnolo, da ruga) fu chiamato piazza Rovetta, che nulla ha a che vedere con il nome del commediografo bresciano Gerolamo Rovetta.

«Idea del tubo»
Lo spazio rimase a lungo incerto e provvisorio, eppure caldo nella sensibilità cittadina, per la sua posizione centralissima e per la sua vicinanza al palazzo simbolo della città. Non a caso un progetto dell’architetto ottocentesco Tagliaferri vi poneva il monumento a Garibaldi, accostato ad un grande palazzo che avrebbe dovuto inglobare il corpo scala della Loggia. Il fascismo vi voleva costruire un nuovo palazzo per gli uffici comunali e quell’idea, già avanzata dai partecipanti al concorso per il piano regolatore del 1927, fu all’origine delle demolizioni del 1939.
Nei primi anni Ottanta giunse la proposta shock degli architetti Benevolo e Rovetta, che il soprintendente ai beni architettonici dell’epoca definì un «progetto del tubo» giocando sul fatto che il disegno si basava su un’architettura di nuda struttura d’acciaio, a tubi, appunto, tanto che fu definita il «piccolo Beaubourg di Brescia». Il progetto pareva azzardato, per il suo contrasto con la Loggia: tubi d’acciaio contro marmi rinascimentali. Gusto, inerzia culturale o spericolate fughe in avanti affiancarono normali cittadini e dotti sezionatori del capello nella teoria dell’architettura nei centri storici. Non se ne fece nulla e la piazza coltivò l’unica funzione inaugurata negli anni Trenta.

Rimedio per i commercianti
Fu invece una buona idea la creazione del mercato di bancarelle. Nacque nei primi anni Trenta, come risarcimento ai bottegai che avevano perso i loro negozi nello sventramento del quartiere, attuato per costruire piazza della Vittoria. Ebbe fortuna e creò uno di quei paesaggi viventi che non hanno bisogno di architetture per creare un ambiente. Si basano sulla vita reale, sullo spettacolo degli oggetti e dei comportamenti. Fu quella la risorsa della piazzetta, anche se precaria e priva di consistenza costruttiva. Eppure ebbe successo e durò a lungo, da che si vede che, talora, le riappropriazioni selvagge giocano un ruolo importante dell’evoluzione delle città, alla faccia dei piani regolatori e del chiacchiericcio architettonico.

Poi molte cose sono cambiate e l’esigenza di una conformazione più pensata e meno casuale tornò a farsi sentire. Le finezze del recuperare antiche forme e antichi simulacri di volumi prevalsero, nell’incertezza sul da farsi. Lombardi volle rievocare il volume della casa scomparsa. L’andamento curvo del marciapiede intendeva riprendere la planimetria del caseggiato delle Cogome e l’allineamento dei lampioni mirava a ricreare la direzione del decumano di collegamento fra i due segmenti, così ormai staccati, del corso Mameli. Fu una soluzione tutta ripiegata sull’impotenza e, come spesso succede, votata ad un fragile destino. Come si è visto.

 





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Martedì 9 Giugno : 2009 Maddalena Carteri, Brescia, GdB


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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


PENSILINA

Piazza Rovetta e la galleria d’arte pubblica

Solo ora, per circostanze fortuite, prendo visione della lettera del sig. Massimo Minini dello scorso mese di maggio relativa alla pensilina di piazza Rovetta e il suo inno alla bellezza dell’inutilità mi farebbe sorridere se fossimo in altri tempi più consoni alla politica spendacciona alla quale ci eravamo abituati negli anni scorsi e di cui oggi dobbiamo farci, in qualche caso, drammaticamente carico.
La necessità poi dell’urgente attuazione della galleria d’arte pubblica auspicata da Minini, la cui realizzazione comporterebbe un crescente esborso di mezzi finanziari, come già avviene per altri prestigiosi contenitori, mi sembra un desiderio irrealizzato dello stesso, che già negli anni passati sosteneva la tesi di un’arte finanziata dal pubblico (sono in molti quelli che ricordano il suo entusiasmo ai tempi della Giunta Corsini, che, in quanto amico, non poteva sottrarsi alla realizzazione di un progetto che gli stava particolarmente a cuore - sappiamo poi come andò a finire); anche a costo di giocare il ruolo vetero-conservatore, mi piace ricordare il parere di Giorgio Guglielmino, collezionista ed opinionista del «Il Giornale dell’Arte», che, nell’illustrare una guida dell’arte contemporanea, ha il coraggio di sostenere, e non è il solo, che di un buon ottanta per cento dell’arte contemporanea fra cinquant’anni nessuno si ricorderà più.
Certamente posso comprendere che, in qualità di commerciante di opere d’arte, il suo interesse a gestire, direttamente o a mezzo di interposta persona, un siffatto contenitore comporterebbe un indubitabile vantaggio: per questo motivo ritengo inappropriata la sua ironia sull’ipotetico concorso che vedrebbe all’opera ingegneri ed architetti, posto che il conflitto di interessi non è una mera peculiarità del Presidente del Consiglio, ma riguarda una vasta platea di operatori dispensatori di idee e suggerimenti non sempre indenni dalla conflittualità.
Detto questo, non resta che auspicare un sussulto di razionalità nelle scelte dell’Amministrazione comunale, nonché una ponderata valutazione nell’utilizzo degli scarsi mezzi a disposizione relativamente alla realizzazione di eventi, che rivestono interesse solo per gli organizzatori.
Maddalena Carteri
Brescia

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Sabato 4 Luglio : 2009 Marco Sampognaro, Gdb


Il parere nostro e dei cittadini:
la nostra idea

Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


La città che cambia

«La nuova piazza Rovetta
provate a disegnarla voi»
  
Il Comune lancia un concorso di idee aperto ad architetti e ingegneri per sostituire la pensilina con una sala studio. 12mila euro al vincitore
Passato e presente di Largo Formentone, ex piazza Rovetta. Ai progettisti la sfida di disegnarne il futuro


Image ImageUn concorso di idee deciderà il futuro di piazza Rovetta o Largo Formentone, anticamera della Loggia per chi viene da via San Faustino.
Area controversa, nodo cittadino. A cominciare dal nome: piazza Rovetta o Largo Formentone? «Largo Formentone», risponde l’architetto Piovani del settore Centro Storico. Così la Loggia ha deciso di chiamare l’intera piazza, e chi era abituato a chiamarla piazza Rovetta se ne farà una ragione. Un tempo i due nomi indicavano due parti diverse dell’area. Poi i due nomi iniziarono a confondersi. Dalla nascita della pensilina in poi, ha prevalso Largo Formentone, che vista l’odissea potrebbe chiamarsi anche Largo Tormentone.
Piccolo riassunto: la pensilina era nata per ospitare eventi, poi ci hanno messo le bancarelle, poi hanno deciso di farci una sala studio per studenti, poi la Soprintendenza ha detto no, poi si sono messi d’accordo, la Loggia ha tolto le bancarelle e ha ribadito la decisione di farci una sala studio, ma coinvolgendo la cittadinanza nella realizzazione.

Quattro mesi di tempo
E così è nato il concorso di idee, il primo che si fa a Brescia da un po’ di anni (gli ultimi erano stati negli anni ’90 sul gasometro, su via Dante e su via Spalto san Marco: nessuna idea è stata comunque realizzata). Un bando frutto di una lunga concertazione con gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri e con la Sovrintendenza ai beni Architettonici.
La gara partirà la settimana prossima, quando il bando sarò pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Potranno partecipare architetti e ingegneri del settore Civile e ambientale iscritti nella sezione A dei rispettivi Albi. Avranno 120 giorni di tempo, in pratica fino ai primi giorni di ottobre, per presentare i progetti.
Già progetti, ma su cosa? Concorsi precedenti avevano il limite della vaghezza: dal giardino al grattacielo. Questo invece ha dei paletti ben precisi, deve essere una «struttura polifunzionale destinata a sala di lettura e servizi per universitari», recita il bando, più un infopoint, e altri spazi. Costo massimo previsto: circa un milione e mezzo di euro.

Ma poi sarà realizzata?
«Questo è un esempio del metodo con cui vogliamo affrontare il tema della riconversione degli spazi» ha spiegato il sindaco Adriano Paroli presentando il bando in Loggia. «La sala studio vuole attirare gli studenti su tutta via San Faustino e insieme risolvere alcuni problemi della sala Cavallerizza in particolare per l’utilizzo dei pc e di Internet. Vogliamo un edificio bello, funzionale e innovativo, e chiediamo le idee di professionisti appassionati e desiderosi di contribuire al miglioramento della città».
L’assessore Mario Labolani si è detto «molto soddisfatto» del coinvolgimento della società civile nella sfida di ridisegnare la piazza, e ha aggiunto di pensare al concorso di idee anche per il Parco della Maddalena e la Crociera di San Luca. Inoltre ha confermato che la pensilina andrà in un parco, anche se non è ancora stabilito quale.
Soddisfatti anche gli Ordini di Architetti e Ingegneri, rappresentati da Paolo Ventura e da Mario Abba: il nodo del bando, hanno spiegato, era dare al progettista premiato la possibilità di poter effettivamente realizzare la sua idea. Tale possibilità, entro certi termini, è stata garantita. Ultimo aspetto, lo stimolo a un dibattito sul futuro del centro e sul rapporto tra vecchio e nuovo. Vedremo se i progettisti raccoglieranno la sfida.

 





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Sabato   11 Luglio : 2009 GdB


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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


Largo (T)Formentone, un dibattito

Largo Formentone o... tormentone? Attorno all’annosa questione della sistemazione del «vuoto urbano» nel cuore del centro storico, per il quale il Comune ha recentemente annunciato di voler indire un concorso di idee, la sezione bresciana dell’Istituto nazionale di Architettura convoca un incontro, fissato per il prossimo giovedì 16 luglio, alle 21. Luogo del dibattito sarà proprio lo spazio sotto la famigerata pensilina progettata dall’architetto Giorgio Lombardi, dove i promotori contano di radunare ingegneri e architetti, ma anche personalità della cultura e della società bresciane, per aprire un dibattito pubblico sul destino dello spazio.

«Un vuoto urbano nel cuore della città storica - così lo descrive l’invito firmato dal coordinatore InArch di Brescia, Flavio Gilberti -, uno spazio al quale ormai da decenni si cerca di dare un’identità. Il luogo in questione è il risultato degli interventi di demolizioni avvenute tra la fine dell’Ottocento e il 1939, ovvero è un luogo che nelle attuali condizioni morfologiche è tale da 70 anni. Negli anni Trenta si sono succeduti studi che attraverso differenti modalità si sono preoccupati di dare risposta al "vuoto" prodotto dalla storia. In particolare si ricorda la proposta di Benevolo dei primi Anni ’80 e a fine ’90 la realizzazione dell’attuale pensilina dell’arch. Giorgio Lombardi. Oggi si ritiene la stessa inadeguata e a tal proposito si è aperto un ampio dibattito sfociato persino sulle pagine web della rivista Abitare».

L’intento dell’In Arch, che assume in questo caso il ruolo di «mediatore culturale», è quello di aprire un confronto dal quale possano scaturire idee, suggerimenti che aiutino a ridare identità a questo brano di città.

L’attuale Amministrazione, dopo aver annunciato la volontà di spostare la pensilina (si era parlato di San Polo), ha presentato un progetto per inserire nel «vuoto» un’aula studio. Bocciato il progetto dalla Soprintendenza, ora si rilancia l’idea con l’annuncio del concorso di idee. Rispetto al quale gli architetti bresciani vogliono evidentemente dire la loro.

 





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Giovedì   16 Luglio : 2009  GdB


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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


A Largo Formentone
per discutere della pensilina

Image
Tutti a Largo Formentone (portarsi la propria sedia) per discutere sulla pensilina... sotto la pensilina. È l’invito che la sezione bresciana dell’Istituto Nazionale di Architettura rivolge per questa sera alle 21 ad architetti e ingegneri, personalità della cultura, politica e società bresciane, ma anche alla popolazione, per aprire un dibattito pubblico sulla sorte del manufatto. La realizzazione dell’architetto Giorgio Lombardi è infatti contestata dalla nuova Amministrazione comunale, che intende lanciare un concorso di idee per la trasformazione della pensilina in aula studio.
Di questa proposta e del destino di Largo Formentone si parlerà quindi questa sera. All’invito del coordinatore bresciano di InArch Flavio Gilberti e del presidente onorario Giorgio Goffi hanno aderito finora il gallerista Massimo Minini, gli architetti Pierre-Alain Croset, Benno Albrecht e Paolo Mestriner, gli artisti Maurizio Donzelli, Gabriele Picco e Agostino Perrini, il presidente della Circoscrizione Centro Flavio Bonardi e quello di «Brixia Sviluppo» Riccardo Franceschi.

 





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Messaggio Pensilina, al via la gara per riempirla di idee 
 
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Venerdì   17 Luglio : 2009  Anita Loriana Ronchi, GdB


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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


Pensilina, al via la gara per riempirla di idee

PROGETTI E SFIDE
ImagePrende il via oggi il concorso di idee lanciato dall’Amministrazione comunale per stabilire il futuro di piazza Rovetta o Largo Formentone, e segnatamente della pensilina di ferro attorno alla quale si sono addensate tante polemiche negli ultimi mesi. Alla gara possono partecipare architetti e ingegneri del settore civile e ambientale iscritti nella sezione A dei rispettivi Albi, che hanno 120 giorni di tempo a disposizione per presentare i loro progetti.

Per capire quali sono le proposte che potrebbero cambiare il volto della storica area, ieri sera l’Inarch-Istituto nazionale di architettura ha indetto un incontro in piazza Rovetta al quale hanno partecipato anche il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi; Riccardo Franceschi, presidente di Brixia Sviluppo e Paolo Ventura, presidente dell’Ordine degli Architetti di Brescia. «Vogliamo svolgere un ruolo di mediazione culturale per rendere più efficace lo scambio di opinioni e capire quali idee vanno prese in considerazione» ha dichiarato Flavio Gilberti, presidente dell’Inarch.

L’idea della sala per studenti...
La pensilina di piazza Rovetta, alta 10 metri, fu realizzata nell’autunno del 2001 per sostituirsi alla ricostruzione di antichi edifici abbattuti in interventi di sventramento del centro storico (avviati già dal 1887) e con la funzione di dare nuova consistenza volumetrica alla testata dell’isolato «amputato sul fronte nord». Nata per ospitare eventi, poi utilizzata per metterci le bancarelle, la struttura sembra alla fine aver trovato una destinazione nella volontà dell’Amministrazione di ricavarci una sala per studenti. «Noi siamo per togliere la pensilina e ubicarla altrove, dovrà deciderlo l’Assessorato ai lavori pubblici - ribadisce Bonardi -. L’ipotesi è di ottenere una sala studio ed anche uno spazio polifunzionale, per mostre o altro, in base a suggerimenti che vengano dalla cittadinanza». Soddisfatti del concorso di idee il sovrintendente Luca Rinaldi e Paolo Ventura, per il quale l’iniziativa permetterà di «esplorare alternative in un ambiente delicato» e «garantire» la possibilità al progettista premiato di poter concretizzare la sua idea.

... e quella del «vuoto»

Non mancano le voci contrastanti, ossia i difensori della pensilina metallica «così com’è». Il gallerista Massimo Minini sostiene «la bellezza e l’inutilità» dell’opera che si presenta come «una pausa di riposo all’interno di una furia edilizia, caratterizzante la nostra civilizzazione». «La manterrei intatta - afferma Minini - anche perché c’è da chiedersi cosa si possa costruire davanti alla Loggia. Non parlo dell’uso, ma proprio della forma. Anche il fatto che sia così alta mi pare positivo, non trattandosi della tettoia di una stazione. Non dobbiamo farci trarre in inganno: non è un edificio, ma una sorta di segno nell’aria».

Anche l’associazione vivicentro si schiera in favore dell’«idea del vuoto». Osserva l’arch. Emanuela Tura: «Siamo stati i primi a dichiarare che la pensilina deve rimanere in questo luogo e che bisogna progettarvi una cassa armonica, in cui si faccia musica per la gente. Inoltre, quando si parla di un concorso di idee, si dovrebbe intendere l’opportunità di raccogliere idee svincolate da una forma ben precisa. Cosa che non si sta facendo ora, con questo bando per la progettazione di un volume specifico».

 Una gara per dare un futuro alla pensilina di piazza Rovetta. È quella che parte oggi ed è rivolta ad architetti e ingegneri del settore civile che hanno 120 giorni di tempo a disposizione per presentare i loro progetti. Della pensilina hanno discusso tra gli altri Paolo Ventura (foto), presidente dell’Ordine degli Architetti, Riccardo Franceschi presidente di Brixia Sviluppo e Flavio Bonardi presidente della Circoscrizione Centro.

 





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Mercoledì   22 Luglio : 2009  Maurizio Donzelli, Brescia - GdB


Il parere nostro e dei cittadini:
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Brescia: Pensilina P.za Rovetta; i vs pareri


IL BELLO E L’UTILE

La pensilina di largo Formentone

Giovedì 16 luglio ho avuto il piacere di ascoltare i molti interventi riguardanti il futuro della pensilina di Largo Formentone. In linea di principio concordo con il parere di Massimo Minini di lasciare questa «inutile» architettura a rappresentare un contrasto con l’idea di utile che tanto contraddistingue il vivere contemporaneo. Credo però che un certo pragmatismo potrebbe venirci in aiuto: non è vero che le cose belle sono inutili.

Ho sempre ammirato questa frase di Oscar Wilde, ma oggi come oggi la sento molto distante, quasi evanescente. Le cose che ci hanno arricchito, che ci sono veramente servite nella vita erano per definizione Belle. Trovo inutile il tentativo di formalizzare i ricordi di volumi preesistenti, delle bombe della Seconda guerra mondiale, sono stanco del qui c’era e del piagnisteo, soprattutto quando è un esercizio di retorica non motivato da un autentico senso di perdita. Le ferite e i ricordi servono sia per essere ricordati sia per essere dimenticati. C’è il dolore ma c’è anche la festa e la letizia. Questo sguardo a ritroso che ci connota come italiani, ci zavorra e ci irrigidisce in vincoli spesso insormontabili. Io la pensilina quindi la toglierei, la sposterei e la recupererei alla sua funzione. Al posto della pensilina e di fantasiosi concorsi «a costruire» propongo una economicissima piantumazione di alberi. Accanto alla pensilina stanno crescendo quattro alberelli, che ieri sera osservavo con piacere. Furono messi lì insieme alla tettoia ed erano degli esilissimi fuscelli, anche un po’ ridicoli e sproporzionati rispetto ai palazzi circostanti; sono certo che tra qualche anno faranno la bellezza della piazza.

Non devo insegnare ai nostri architetti che esiste poi un proficuo filone della nuova architettura contemporanea che si è posto il problema del verde, sia a livello teorico sia a livello formale, con esempi di eccellenza ammirati da milioni di cittadini e turisti in varie città del mondo. Ma senza andar lontano basta pensare alla bellezza dei platani di piazza Tebaldo Brusato o al colpo d’occhio che ci danno le pendici del castello.
Mi immagino quindi il piacere e la sorpresa nel vedere, girato l’angolo di piazza della Loggia, magari un grandissimo Ginkgo Biloba ingiallito dall’autunno con un po’ di foglie sparse per terra.

 





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  Sabato, 21 Novembre 2009   vivicentro, Brescia Oggi 20 nov.


MA PERCHÈ COSTRUIRE
IN LARGO FORMENTONE?

Egregio direttore, leggiamo con sconcerto che l’assessore Labolani, .....

Egregio direttore, leggiamo con sconcerto che l’assessore Labolani, evidentemente non pago del suo operare incontrastato anche quando oltrepassa il «civilmente lecito», sta mettendo frettolosamente in scena la sua ultima trovata. Vale a dire la scelta del progetto più bello a suggello della sua mistificante asserzione di aver indetto un concorso di idee sul recupero dello spazio occupato, in largo Formentone, dalla Pensilina.

«Il concorso d'idee è stato indetto allo scopo di acquisire una proposta ideativa atta alla progettazione di una nuova struttura di servizi in Brescia», così recita il titolo. Appare subito evidente che l’idea è quella già decisa da Labolani, ovviamente di «costruire»!

Detto concorso (di idee) è stato aperto ad architetti ed ingegneri perché la popolazione secondo la nostra municipalità non può avere idee. Detti tecnici sono stati chiamati a consegnare il progetto bello e buono di un «nuovo edificio» costituito da «sala lettura, infopoint, sede amministrativa del Distretto urbano del Commercio».

Non sappiamo proprio che grandi idee dovessero ancora essere formulate. Riteniamo che qualunque buon tecnico sia oggi in grado di progettare in maniera ecologica («esemplare» come si legge nel bando).

Ed infatti se ne sono presentati molti (con ben 104 progetti), tutti sicuramente interessati al lauto budget.

Ma il problema rimane chi ha maturato l’intelligente idea (perché il bando è stato indetto per realizzare tale idea!) di «costruire» in uno dei pochi spazi aperti del centro storico. Chi ritiene di essere legittimato ad attuare tale scempio?

La tanto utile sala lettura con annesso infopoint e con annessi uffici perché non viene realizzata nell’edificio a sud della Loggia? O nell’edificio del tribunale in Via Moretto - Corso Cavour o in un qualsiasi edificio che il Comune possiede ed il cui utilizzo andrebbe ottimizzato?

La nostra associazione con la popolazione residente non intende assistere oltre, passivamente, alla messa in scena di un ennesimo atto di supposta democrazia e di singolare interpretazione delle esigenze della popolazione lesivi della sua intelligenza e delle sue reali necessità e quindi agirà di conseguenza come e dove potrà.

Stanislao Barretta
PER L’ASSOCIAZIONE VIVICENTRO
BRESCIA



Citazione:

ndr: essendo andato perso l'archivio di "lettere" dal 7 al 21 nov., riprendiamo, a seguire, una lettera - sempre sull'argomento Pensilina, del 14 u.s



vivicentro: «Un luogo di socialità»

    * Sabato 14 Novembre 2009

L’associazione di residenti vivicentro rilancia: più che uno spazio chiuso, la pensilina di piazza Rovetta deve diventare luogo di incontro e socialità all’aperto, «uno spazio arredato» con pedane, poltroncine e magari anche una fontana zampillante con «l’acuqa del sindaco».

A RILANCIARE la proposta è lo stesso presidente dell’associazione Stanislao Barretta, che in una nota immagina per piazza Rovetta e la pensilina «uno spazio versatile e plastico, da adibire a numerose iniziative per tutte le ore della giornata e talora anche solo utile per riposare e chiacchierare». Uno spazio che preveda anche piante e aiuole «che tanto mancano nel centro cittadino, i cui abitanti possono solo fruire delle gentili decorazioni floreali dei lampioni di piazza della Loggia».
Il rappresentante dell’associazione ricorda che a pochi passi, nell’area dell’ex Oviesse di via Mameli, sorgerà a breve un centro per il commercio locale. «Ne siamo entusiasti - osserva Barretta -. E bene venga allora l’afflusso della gente in una piazza da sempre dedicata alla conversazione, al commercio ed allo scambio». TH.BE.


 





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