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Martedì, 15 Dicembre 2009 metropolis
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Il governo prepara stretta su web e cortei
Casini: no alla censura. Napolitano: società più coesa della politica. I Servizi: il rischio di emulazione adesso è più alto
La Russa e Maroni alla Camera
(foto Maurizio Brambatti - Ansa)
ROMA (15 dicembre) - Dopo l'aggressione al premier Silvio Berlusconi, il governo prepara la stretta su internet e sulla libertà di manifestare. Intanto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, afferma che la società italiana mostra «ricchezza di valori e di energie» e appare «più forte e coesa della politica, segnata da un così esasperato conflitto», e i Servizi evidenziano come il rischio di emulazione sia alto e raccomandano prevenzione e vigilanza.
Ancora polemiche. La maggior parte dei deputati del Pdl stamani ha lasciato l'Aula della Camera nel momento in cui il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha iniziato a parlare dopo l'informativa del ministro dell'Interno sull'aggressione al premier.
«L'istigazione arriva dai provvedimenti della maggioranza e del Governo», ha detto il leader dell'Idv. Di Pietro ha detto alla maggioranza che se vuole accogliere l'invito di Napolitano non deve portare in Aula «provvedimenti per far sfuggire alla giustizia coloro che dovrebbero risponderne, come il processo breve», aggiungendo che l'Idv da anni denuncia provvedimenti portati avanti da questa maggioranza «che umiliano le coscienze, mortificano le istituzioni, tolgono ai poveri per dare ai furbi». Questo, secondo Di Pietro «crea odio, disperazione e arma la mano».
Le mosse del governo. «Stiamo valutando misure più adeguate che intendo proporre giovedì» al Consiglio dei ministri, ha detto il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a chi gli chiede della proposta avanzata ieri e ribadita oggi dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni, ed estenderle anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale.
A questo, ribadisce Maroni, si dovrebbero aggiungere le norme sui siti internet che inneggiano alla violenza. Il ministro ha poi sottolineato che si tratta di «misure urgenti» e dunque è ipotizzabile che il governo intenda agire per decreto. Il ministro dell'Interno non si è soffermato sui particolari, sottolineando: «Ho detto che sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Consiglio dei ministri, essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorché in luoghi aperti, pubblici».
Maroni ha spiegato che la campagna contro il premier «finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa. L'asprezza dei toni che la dialettica politica recentemente ha raggiunto - ha sottolineato il titolare del Viminale - e in particolare la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio dei ministri, in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa». Un lungo applauso dell'aula della Camera ha poi salutato l'augurio di Maroni quando ha espresso la sua «incondizionata vicinanza e solidarietà» al presidente del Consiglio per la «gravissima aggressione» di domenica.
«Nessuna norma speciale, io intendo colpire l'intento organizzato di chi vuole impedire di parlare», ha detto La Russa, ribadendo la sua proposta di un giro di vite sulle contestazioni alle manifestazioni «sia politiche che sindacali. Non voglio vietare i fischi - puntualizza il ministro - ma colpire chi sistematicamente impedisce di parlare. Questo è già presente come reato, c'è anche la fattispecie delle "grida sediziose", ed è punito con una contravvenzione».
Casini: no alla censura. «La solidarietà è doverosa», ma no alle «strumentalizzazioni o alle intimidazioni» che rischiano di alimentare «nuove campagne di odio»: lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Casini dice no anche all'ipotesi di censura del web: «Sarebbe sbagliatissimo - afferma - e ancora più sbagliato sarebbe la censura sui giornali. Leggiamoli - è invece l'invito - e vedremo dai giornali di destra a quelli di sinistra quali campagne di odio si fanno. E chi è senza senza peccato - sottolinea allora - scagli la prima pietra». Il leader dell'Udc ribadisce poi la «incondizionata solidarietà e la vicinanza» al premier, le cui immagini «hanno fatto il giro del mondo» offrendo «l'immagine di un Paese sull'orlo della guerra civile». Occorre «isolare i violenti senza se e senza ma e - aggiunge - "doppiopesismi" e ambiguità non sono consentiti. Occorre invece riprendere a lavorare con sobrietà».
I servizi: altro il rischio di emulazione. L'aggressione a Berlusconi è stata «un gesto isolato e scollegato da qualunque soggetto o volontà politica». È quanto confermato davanti al Copasir dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ed dal capo del DIS (Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza), Gianni De Gennaro, nel corso di un'audizione questa mattina a Palazzo San Macuto. Lo ha riferito il presidente del Copasir, Francesco Rutelli il quale ha invitato a non abbassare la guardia. Da tutte le analisi fatte dai servizi nell'ultimo periodo è infatti emersa la «crescente preoccupazione sul fatto che sono ormai molti i punti di tensione nel nostro paese». Dunque, ha evidenziato ancora Rutelli, «prevenzione e vigilanza devono essere sempre molto alte. Questo anche perché il rischio che da un episodio così grave possa derivare un' ulteriore crescita del pericolo, ma anche emulazioni, è reale».
Parla Di Pietro,
il Pdl lascia la Camera
il Pdl lascia la Camera
Casini: no alla censura. Napolitano: società più coesa della politica. I Servizi: il rischio di emulazione adesso è più alto
La Russa e Maroni alla Camera
(foto Maurizio Brambatti - Ansa)
Ancora polemiche. La maggior parte dei deputati del Pdl stamani ha lasciato l'Aula della Camera nel momento in cui il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha iniziato a parlare dopo l'informativa del ministro dell'Interno sull'aggressione al premier.
«L'istigazione arriva dai provvedimenti della maggioranza e del Governo», ha detto il leader dell'Idv. Di Pietro ha detto alla maggioranza che se vuole accogliere l'invito di Napolitano non deve portare in Aula «provvedimenti per far sfuggire alla giustizia coloro che dovrebbero risponderne, come il processo breve», aggiungendo che l'Idv da anni denuncia provvedimenti portati avanti da questa maggioranza «che umiliano le coscienze, mortificano le istituzioni, tolgono ai poveri per dare ai furbi». Questo, secondo Di Pietro «crea odio, disperazione e arma la mano».
Le mosse del governo. «Stiamo valutando misure più adeguate che intendo proporre giovedì» al Consiglio dei ministri, ha detto il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a chi gli chiede della proposta avanzata ieri e ribadita oggi dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni, ed estenderle anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale.
A questo, ribadisce Maroni, si dovrebbero aggiungere le norme sui siti internet che inneggiano alla violenza. Il ministro ha poi sottolineato che si tratta di «misure urgenti» e dunque è ipotizzabile che il governo intenda agire per decreto. Il ministro dell'Interno non si è soffermato sui particolari, sottolineando: «Ho detto che sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Consiglio dei ministri, essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorché in luoghi aperti, pubblici».
Maroni ha spiegato che la campagna contro il premier «finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa. L'asprezza dei toni che la dialettica politica recentemente ha raggiunto - ha sottolineato il titolare del Viminale - e in particolare la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio dei ministri, in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa». Un lungo applauso dell'aula della Camera ha poi salutato l'augurio di Maroni quando ha espresso la sua «incondizionata vicinanza e solidarietà» al presidente del Consiglio per la «gravissima aggressione» di domenica.
«Nessuna norma speciale, io intendo colpire l'intento organizzato di chi vuole impedire di parlare», ha detto La Russa, ribadendo la sua proposta di un giro di vite sulle contestazioni alle manifestazioni «sia politiche che sindacali. Non voglio vietare i fischi - puntualizza il ministro - ma colpire chi sistematicamente impedisce di parlare. Questo è già presente come reato, c'è anche la fattispecie delle "grida sediziose", ed è punito con una contravvenzione».
Casini: no alla censura. «La solidarietà è doverosa», ma no alle «strumentalizzazioni o alle intimidazioni» che rischiano di alimentare «nuove campagne di odio»: lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Casini dice no anche all'ipotesi di censura del web: «Sarebbe sbagliatissimo - afferma - e ancora più sbagliato sarebbe la censura sui giornali. Leggiamoli - è invece l'invito - e vedremo dai giornali di destra a quelli di sinistra quali campagne di odio si fanno. E chi è senza senza peccato - sottolinea allora - scagli la prima pietra». Il leader dell'Udc ribadisce poi la «incondizionata solidarietà e la vicinanza» al premier, le cui immagini «hanno fatto il giro del mondo» offrendo «l'immagine di un Paese sull'orlo della guerra civile». Occorre «isolare i violenti senza se e senza ma e - aggiunge - "doppiopesismi" e ambiguità non sono consentiti. Occorre invece riprendere a lavorare con sobrietà».
I servizi: altro il rischio di emulazione. L'aggressione a Berlusconi è stata «un gesto isolato e scollegato da qualunque soggetto o volontà politica». È quanto confermato davanti al Copasir dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ed dal capo del DIS (Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza), Gianni De Gennaro, nel corso di un'audizione questa mattina a Palazzo San Macuto. Lo ha riferito il presidente del Copasir, Francesco Rutelli il quale ha invitato a non abbassare la guardia. Da tutte le analisi fatte dai servizi nell'ultimo periodo è infatti emersa la «crescente preoccupazione sul fatto che sono ormai molti i punti di tensione nel nostro paese». Dunque, ha evidenziato ancora Rutelli, «prevenzione e vigilanza devono essere sempre molto alte. Questo anche perché il rischio che da un episodio così grave possa derivare un' ulteriore crescita del pericolo, ma anche emulazioni, è reale».

















































