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Domenica, 1 Novembre 2009: Accadde Oggi Lisa Cesco, Brescia Oggi
IL DOCUMENTO. Centottanta amministratori locali, consiglieri e iscritti hanno aperto la fase precongressuale
Cammarata, Vivenzi, Vergani e Frati chiedono di uscire dalla logica urbanocentrica: «Brescia è troppo piccola»
Roberto Cammarata, Antonio Vivenzi e Domenico Migliorati
del Partito Democratico FOTOLIVE
«Per essere credibili, bisogna crederci». Ripetuto come un mantra, è con questo slogan che si apre il documento sottoscritto da oltre 180 amministratori locali, consiglieri e iscritti del Pd sul territorio: un documento ufficiale che apre la fase precongressuale per il rinnovo dei vertici provinciali del partito, e si propone come contributo per costruire il nuovo Pd bresciano.
IL NODO PRIORITARIO messo in luce dagli amministratori locali è quello della decentralizzazione del partito, ancora troppo ancorato alla città capoluogo, ritenuta rilevante ma piccola rispetto a un territorio vasto e popoloso come quello bresciano.
«Il primo passo dovrà essere quello di riportare l’attenzione sui circoli come vera forza del partito, riconoscendo alle diverse zone territoriali, dalle valli alla Bassa, un ruolo politico sulle questioni del territorio, e non solo organizzativo come accade adesso», dice Roberto Cammarata, consigliere provinciale che ha presentato il documento insieme ad Antonio Vivenzi, sindaco di Paderno Franciacorta, Domenico Migliorati, sindaco di Pralboino, e a molti altri sottoscrittori, fra i quali Rocco Vergani e Riccardo Frati.
LE PAROLE CHIAVE messe nero su bianco sono unità, trasversalità fra iscritti e simpatizzanti che hanno sostenuto le mozioni Bersani, Franceschini o Marino o che non hanno appoggiato nessuna delle tre, territorialità («che è totalmente mancata in questi primi anni di costruzione del Pd nella nostra provincia», dicono i firmatari), rinnovamento «sia del nostro modo di fare politica, sia degli attori che saranno chiamati a rappresentarla: un rinnovamento vero, non un semplice ricambio che si limiti a meccanismi di parziale cooptazione dall’alto», chiarisce Vivenzi.
«Non dobbiamo chiuderci nelle fazioni che ci hanno diviso, ma fare sintesi delle positività delle tre mozioni, e liberare le energie del partito coinvolgendo le risorse migliori del territorio», aggiunge Migliorati.
«Questo è un movimento che nasce dalla periferia e dal basso, per costruire il partito mettendo in campo idee e persone nuove - afferma Cammarata -. Il nostro obiettivo è quello di proporre una nuova stagione di unità, affiancata da una forte spinta al rinnovamento: la costruzione dei contenuti che proponiamo è “in progress”, e va realizzata con il contributo di tutti».
IL 7 NOVEMBRE, in concomitanza con l’assemblea nazionale Pd che ratificherà la vittoria di Bersani e darà il via alla fase dei congressi provinciali, i sottoscrittori del documento si ritroveranno nella sede di via Risorgimento per decidere come organizzare la propria presenza nel congresso.
«Questo nostro documento potrebbe trasformarsi in una vera e propria mozione con relativi candidati, in vista delle elezioni primarie che, da statuto, nomineranno il segretario provinciale», anticipa Cammarata. C’è ancora qualche dubbio, però, sulla tempistica delle primarie: spetterà all’assemblea nazionale del 7 novembre decidere se si terranno il 13 dicembre o se slitteranno a marzo, dopo le elezioni regionali.
Pd, l’appello della base:
«Ripartiamo dai circoli»
«Ripartiamo dai circoli»
Cammarata, Vivenzi, Vergani e Frati chiedono di uscire dalla logica urbanocentrica: «Brescia è troppo piccola»
Roberto Cammarata, Antonio Vivenzi e Domenico Migliorati
del Partito Democratico FOTOLIVE
IL NODO PRIORITARIO messo in luce dagli amministratori locali è quello della decentralizzazione del partito, ancora troppo ancorato alla città capoluogo, ritenuta rilevante ma piccola rispetto a un territorio vasto e popoloso come quello bresciano.
«Il primo passo dovrà essere quello di riportare l’attenzione sui circoli come vera forza del partito, riconoscendo alle diverse zone territoriali, dalle valli alla Bassa, un ruolo politico sulle questioni del territorio, e non solo organizzativo come accade adesso», dice Roberto Cammarata, consigliere provinciale che ha presentato il documento insieme ad Antonio Vivenzi, sindaco di Paderno Franciacorta, Domenico Migliorati, sindaco di Pralboino, e a molti altri sottoscrittori, fra i quali Rocco Vergani e Riccardo Frati.
LE PAROLE CHIAVE messe nero su bianco sono unità, trasversalità fra iscritti e simpatizzanti che hanno sostenuto le mozioni Bersani, Franceschini o Marino o che non hanno appoggiato nessuna delle tre, territorialità («che è totalmente mancata in questi primi anni di costruzione del Pd nella nostra provincia», dicono i firmatari), rinnovamento «sia del nostro modo di fare politica, sia degli attori che saranno chiamati a rappresentarla: un rinnovamento vero, non un semplice ricambio che si limiti a meccanismi di parziale cooptazione dall’alto», chiarisce Vivenzi.
«Non dobbiamo chiuderci nelle fazioni che ci hanno diviso, ma fare sintesi delle positività delle tre mozioni, e liberare le energie del partito coinvolgendo le risorse migliori del territorio», aggiunge Migliorati.
«Questo è un movimento che nasce dalla periferia e dal basso, per costruire il partito mettendo in campo idee e persone nuove - afferma Cammarata -. Il nostro obiettivo è quello di proporre una nuova stagione di unità, affiancata da una forte spinta al rinnovamento: la costruzione dei contenuti che proponiamo è “in progress”, e va realizzata con il contributo di tutti».
IL 7 NOVEMBRE, in concomitanza con l’assemblea nazionale Pd che ratificherà la vittoria di Bersani e darà il via alla fase dei congressi provinciali, i sottoscrittori del documento si ritroveranno nella sede di via Risorgimento per decidere come organizzare la propria presenza nel congresso.
«Questo nostro documento potrebbe trasformarsi in una vera e propria mozione con relativi candidati, in vista delle elezioni primarie che, da statuto, nomineranno il segretario provinciale», anticipa Cammarata. C’è ancora qualche dubbio, però, sulla tempistica delle primarie: spetterà all’assemblea nazionale del 7 novembre decidere se si terranno il 13 dicembre o se slitteranno a marzo, dopo le elezioni regionali.














































