In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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Pedofilia, è iniziato il processo a M. Pascarella (sviluppi)
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 Pedofilia, è iniziato il processo a M. Pascarella (sviluppi)
Martedì, 15 Luglio : 2008
Pedofilia, è iniziato il processo a Michele Pascarella
FORLI' - E' scattato martedì mattina nel tribunale di Forlì il processo che vede imputato Michele Pascarella, il 36enne forlivese finito nella bufera dopo l'arresto compiuto nell'agosto 2007 per presunti abusi sessuali su un bambino di 5 anni che gli era stato affidato dai servizi sociali del Comune. Un arresto che destò enorme scalpore poiché Pascarella è un noto animatore e intrattenitore, invitato in questi anni di lavoro a centinaia di feste per bambini.
Martedì mattina è iniziata l'udienza che ha formalmente aperto il processo, subito rinviato al 29 luglio. Marco Martines e Barbara Urbini sono gli avvocati che difendono Pascarella (detenuto attualmente agli arresti domiciliari) dalle accuse sostenute dal pm Fabio Di Vizio. Nella prima udienza si sono costituti parte civile la famiglia del bimbo di 5 anni che sarebbe rimasto vittima dell'abuso e il 24enne che per primo segnalò il fatto ai carabinieri.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Mar 15 Lug, 2008 21:45 |
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 Pascarella: "Non sono un pedofilo Il mio era solo affet
Martedì 3 Febbraio : 2009 Maurizio Burnacci, Il Resto del Carlino
Pascarella: "Non sono un pedofilo
Il mio era solo affetto"
L'attore spiega così le immagini riprrese dai carabinieri. Un film chilometrico, girato nel suo appartamento e poi ripulito da un esperto ad uso e consumo della catena processuale, giunta al penultimo atto. Verdetto tra un mese
Forlì - Sette ore e spiccioli. Tanto dura la prima ed ultima visione della Pascarella-story. Visione fiume. Interminabile. La sala è quella del terzo piano del Tribunale di Forlì: gli spettatori sono magistrati, avvocati, psicologi. E poi c’è lui, il protagonista. Michele Pascarella. Accusato di aver molestato — nell’estate del 2007 — un bambino di 5 anni ottenuto in affido dai servizi sociali di Forlì, Pascarella respinge le accuse a colpi di moviola: «Nessuna violenza, solo amore paterno» è il refrain dell’imputato.
Col conforto dei suoi avvocati, Marco Martines e Barbara Urbini, Pascarella commenta chirurgicamente ogni fotogramma del video che dovrebbe incastrarlo. Un film chilometrico. Girato nel suo appartamento e poi ripulito da un esperto ad uso e consumo della catena processuale, giunta al penultimo atto. In serata, dopo un’udienza-maratona rigorosamente a porte chiuse, tutto viene rinviato al due marzo. Le macchine da presa che raccolgono gesti e parole poi finite sotto accusa sono microspie; quelle dei carabinieri di Forlì. Spie disseminate in casa Pascarella nell’agosto del 2007, quando l’uomo è già finito nel mirino della giustizia. Alcuni giorni prima un ragazzo di 25 anni, con diagnosticati problemi psichici, vuota il sacco davanti al procuratore capo di allora, Marcello Branca: «Per mesi ho tenuto dentro un segreto terribile. Ma adesso devo dire la verità: Michele Pascarella mi ha violentato».
La verità sta nel linguaggio. Così Pascarella si difende a denti stretti dall’infamante accusa di pedofilia: «I baci al bambino? Lo chiamo amore mio? Sì, tutto ciò può sembrare esagerato. Ma sono solo gesti e parole d’affetto: il video mi sembra chiaro». Mozioni sentimentali. Un po’ esasperate, forse. Come spesso lo sono i sentimenti: questa la rotta difensiva intrapresa da Pascarella (e dai suoi legali). L’imputato viene incalzato per ore da pubblico ministero Fabio Di Vizio e giudici (Orazio Pescatore, Luisa Del Bianco e Giorgio Di Giorgio). Ma lui non mostra alcun segno di cedimento.
Entrambe le parti appaiono soddisfatte. La difesa è sicura di aver convinto il collegio: quelle immagini non mostrano un ‘mostro’. Un pedofilo. In quelle immagini si vede un uomo che dona il suo affetto a un bimbo avuto temporaneamente in affido per via della difficile situazione sociale dei suoi genitori naturali. Ma anche il pm Di Vizio sembra certo; nel video Pascarella — noto animatore per l’infanzia — direbbe spesso parole come «amore mio... sei il più bel bambino del mondo....». E poi baci. E abbracci. E poi? La resa dei conti si consumerà tra un mese.
L’epilogo è incerto. Quel che è sicuro è che Pascarella potrà contare su un terzo dello sconto della pena finale, in caso di eventuale condanna. Il processo è quel che si dice un rito abbreviato. Cioè: si fa il dibattimento con le sole prove raccolte in fase di indagini preliminari. Questo aveva chiesto — e ottenuto — la difesa. La liturgia prevede però alcune concessioni. Come la visione del video in aula. Video che i giudici non avevano mai esaminato. Ora la prova regina è nota a tutti. E ci sono anche alcuni diari, confessioni, flussi di coscienza di Pascarella. Anche quelle parole vengono commentate in aula. Per l’accusa è un’arma in più. Per la difesa lo stesso. In quelle pagine Pascarella parla dell’«amore per i bambini». Pedofilia o innocente affetto?
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#2 Mar 03 Feb, 2009 14:16 |
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