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Pedofilia: immagini e file da Catania a Brescia di D. Zorat
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Norme inderogabili 
In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)


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Domenica 8 Marzo : 2009 Daniela Zorat , Giornale di Brescia

Pedofilia:
immagini e file da Catania a Brescia
  
Inchiesta della Polizia postale della cittadina siciliana: un indagato e una perquisizione anche nella nostra città

L’indagine è della
Polizia postale di Catania

ImageFilmati amatoriali, video, immagini. Tutto materiale caratterizzato da un’unica drammatica connotazione: la pedo-pornografia. I file venivano scambiati tra pedofili in Internet, tramite il nuovo programma peer-to-peer denominato Limewire. File che sono arrivati anche a Brescia, sul computer di una normale famiglia in cui non solo una persona utilizzava il collegamento alla rete, ma almeno tre soggetti.
Nei guai è finito - al momento - solo il titolare dell’account. È uno dei 37 indagati dalla Polizia postale di Catania, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dal sostituto procuratore Carla Santocono, nell’ambito di una vasta indagine che dalla Sicilia si è diramata in tutta Italia, fino ad arrivare a Brescia.

Le perquisizioni sono state effettuate anche in altre 28 città, tra le quali Palermo, Ragusa, Milano, Sondrio, Lecco, Reggio Emilia e Pordenone.
L’inchiesta è partita nella seconda metà del 2008 dalla denuncia dell’associazione Meter, di don Fortunato Di Noto, in seguito alla segnalazione del padre di un ragazzo che aveva scaricato un cartone animato sul proprio computer, proprio grazie a Limewire, ma che invece di trovare una simpatica storia fatta di disegni in movimento, aveva trovato delle sconvolgenti immagini di abusi su bambini. Da qui sono scattate le analisi tecniche dei poliziotti siciliani e pure le indagini «sotto copertura» di alcuni agenti che si sono finti pedofili per poter arrivare alla fonte dei filmati. Il tutto anche grazie alla collaborazione del personale del Cnpo di Roma, il Centro nazionale di contrasto della Pedopornografia on-line.
Numeroso il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni eseguite nella mattinata di ieri, cui hanno partecipato uomini di tutte le sezioni di Polizia postale delle questure delle città interessate. Brescia compresa.

Seguendo le tracce telematiche infatti i cyberinvestigatori sono arrivati fino al computer con account intestato ad un bresciano, sul quale sono stati rinvenuti filmati, alcuni dei quali peraltro erano stati anche cancellati. La Polizia postale dovrà ora accertare chi sia l’utente che ha scambiato su Limewire i file contenenti le agghiaccianti immagini pedopornografiche.

 





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