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Pedofilia, la parola al sociologo: Prof Annino Di Giacinto
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“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)

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Pedofilia, la parola al sociologo: Prof Annino Di Giacinto
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Messaggio Pedofilia, la parola al sociologo: Prof Annino Di Giacinto 
 
Pedofilia, la parola al sociologo

Teramo 15/06/2007

Il sociologo teramano, il professor Annino Di Giacinto, lancia l'allarme:
prevenzione, castrazione chimica e pene più severe.


di Nicola Facciolini

 
I recenti fatti di cronaca che hanno visto in città un giovane teramano, attualmente in carcere con l'accusa di aver abusato sessualmente di un ragazzino, protagonista di uno squallido episodio di pedofilia, invitano alla riflessione su un fenomeno assai poco conosciuto.

Ne parliamo con il sociologo teramano, il professor Annino Di Giacinto.

Cos'è la pedofilia?

"La pedofilia è una malattia: l'Organizzazione Mondiale della Sanità la classifica fra i disturbi del comportamento sessuale. E' una patologia psichiatrica che si inserisce tra le parafilie. Più precisamente, il DMS, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (manuale ufficiale della psichiatria scientifica), definisce la pedofilia: l'attività sessuale con bambini in età pre-puberale da parte di individui che abbiano più di 16 anni ed almeno 5 anni in più del bambino".

Ciò significa che il pedofilo riesce ad avere soltanto relazioni asimmetriche con soggetti molto più piccoli?

"Certamente, e con il termine parafilia si indicano tutti i disturbi psicosessuali: esibizionismo, feticismo, frotteurismo (impulso a toccare e strofinarsi contro una persona non consenziente), masochismo sessuale, sadismo sessuale, travestitismo, voyeurismo, pedofilia. Quest'ultima è una parafilia da scelta abnorme del partner (bambini impuberi). Si tratta di una vera e propria parafilia criminale nei casi di pedofili infanticidi. Altre disfunzioni sessuali che vengono classificate in base all'identificazione dell'oggetto del desiderio sono le seguenti: omosessualità (solo se vissuta con disagio), incesto (familiari), frottage (partner sconosciuti e casuali non consenzienti), zoofilia (partner animali), necrofilia (cadaveri), etc.".

Tuttavia, a differenza di molte perversioni violente che scaturiscono dal diffuso disagio psicosociale dei tempi attuali, la pedofilia pare che abbia una tradizione storica e culturale non indifferente.

"Purtroppo sì, molti filosofi dell'antichità furono pedofili. E' socialmente riconosciuta come fenomeno transculturale in alcune popolazioni primitive, presso cui le figlie femmine vengono deflorate dai rispettivi padri nel corso di apposite cerimonie. Nei tempi attuali, fama e notorietà rappresentano spesso attenuanti sociali capaci di alleggerire lo stigma di cui è oggetto questa perversione. Penso a personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della scienza, etc.".

Esempi?

"Tantissimi, alcuni per tutti: il celebre attore Charlie Chaplin, lo scrittore inglese Arthur C. Clarke, autore di "2001 Odissea nello spazio", il professor Daniel Carleton Gayusek, premio nobel della medicina. Un evento tutt'altro che raro, e spesso sottovalutato, riguarda i ragazzi che sono stati abusati sessualmente dalla propria madre. Purtroppo, questi soggetti (uomini e donne), se esaminati con gli strumenti clinici e neuropsicologici di cui si dispone, appaiono spesso indenni da patologie psichiche specifiche. Non ci sono elementi o studi che permettano di identificare le cause del disturbo. Non si sono trovate a livello cromosomico, ormonale o genetico alterazioni che identifichino il soggetto pedofilo".

Dunque, la pedofilia non si può curare?

"Il fenomeno della pedofilia si è ormai diffuso tanto da essere necessaria una incisiva risposta sociale, preventiva e punitiva. Personalmente sono favorevole alla "castrazione chimica": l'uso di sostanze antagoniste del testosterone, come il ciproterone (un farmaco) si configura come una vera e propria terapia intesa a ridurre l'impulso sessuale che è alla base del comportamento pedofilo. Il concetto di terapia, del resto, non implica sempre necessariamente il consenso dell'interessato: la maggior parte delle legislazioni civili, compresa quella italiana, contempla l'obbligatorietà della cura in caso di disturbo psichiatrico acuto che richieda interventi specialistici, qualora questi siano rifiutati dal paziente".

In California (Usa) il metodo della castrazione chimica è già stato introdotto per legge su soggetti responsabili di molestie sessuali su bambini.

"Sono contrario, invece, all'applicazione della pena di morte, anche nei casi più efferati perché l'effetto deterrente della sentenza capitale nei confronti di soggetti affetti da questa grave patologia è praticamente nullo. Tuttavia, la pedofilia come malattia psichiatrica non implica una deresponsabilizzazione penale: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, le condotte pedofile sono comportamenti lucidi e quindi perseguibili penalmente. Dal punto di vista psichiatrico, curare la pedofilia significa curare il disturbo dell'affettività in molti casi causato da un trauma infantile, ricorrendo alla psicoterapia. Ma si tratta di una terapia lunga e difficilmente realizzabile in carcere".

Si può guarire?

"Purtroppo al momento non esistono cure efficaci e soprattutto che possano garantire una reale guarigione. Gli unici mezzi di contenimento del fenomeno oggi disponibili sono la prevenzione e la repressione. Bisogna aumentare il controllo su Internet e reprimere severamente gruppi, organizzazioni, sette sataniche e movimenti vari che giustificano, approvano e alimentano il fenomeno della pedofilia. Il mercato della pedo-pornografia su Internet presenta un indice di crescita molto elevato. Naturalmente la pornografia infantile via Internet non solo presuppone l'avvenuta esecuzione di reati sessuali su minori incrementandone la diffusione, ma può trasformarsi, con micidiale effetto moltiplicatore, in vetrina promozionale di contatti con organizzazioni clandestine in grado di fornire bambini che possono essere abusati fino alla morte".

Un numero incredibile di minori svaniscono nel nulla: che cosa si può fare?

"Bisogna studiare meglio il fenomeno e denunciare chi si macchia di tali orrendi delitti: ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2 mila minori (dati ufficiali del Ministero dell'interno). Di tanti si perderà ogni traccia. Nel Mondo la situazione è molto più allarmante: solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono oltre 2.200 bambini. Molti di questi giovanissimi finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, latri nel sottobosco criminale dei devoti di satana".

 





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