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Piazza Loggia in festa: è il giorno della Giostra (aggiornam
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Domenica, 13 Settembre 2009: Accadde Oggi    MA.RO. , Brescia Oggi


Piazza Loggia in festa:
è il giorno della Giostra

L'EVENTO. Si comincia con la benedizione di cavalli e cavalieri. Il clou nel pomeriggio
Simona Tironi, madrina, sarà Caterina Cornaro: «Non vedo l'ora di portare lo splendido abito d'epoca»


Un cavaliere lancia in resta all'assalto nella Giostra di Brescia FOTOLIVE
Image Cinquecento fa si chiamava piazza Grande. Oggi piazza della Loggia torna al 1497 per rivivere un pezzo di storia della città. La Giostra di Brescia, giunta all'undicesima edizione, non è una semplice rievocazione, ma un evento davvero speciale che animerà il centro storico per l'intera giornata.

 LA CITTÀ SI FERMA (la piazza è chiusa al traffico da ieri, deviate le linee bus 2, 10, 11, 17, 18) e torna al giorno in cui la regina di Cipro e delle Armenie, Caterina Cornaro, arriva a Brescia con la sua corte per festeggiare il fratello Giorno, nominato podestà. Una festa fatta di banchetti, tornei e premiazioni. Il tutto secondo la tradizione dell'epoca. A vestire i panni - e gli splendidi costumi - della regina Cornaro sarà Simona Tironi, volto noto della tv. Per lei si sfideranno la bellezza di 27 cavalieri bardati di tutto punto: elmetto in testa, armatura addosso e lancia in mano. Si affronteranno nel gioco dell'anello e nella giostra del saraceno. E, come da copione rinascimentale di sangue blu che si rispetti, si fronteggeranno nella «Contesa per Caterina».

SI COMINCIA ALLE 10.30 con la benedizione di cavalli e cavalieri. I binomi rappresenteranno le cinque antiche porte di Brescia: Sant'Alessandro, San Nazaro, San Giovanni, Porta Torre Lunga e Porta Pile. Con loro anche un cavaliere della Serenissima. Poi l'investitura ufficiale. Solo a quel punto potranno iniziare le prove. E sarà un passo a due in divenire tra il rumore degli zoccoli e la voce del pubblico a tifare per i concorrenti.

Dopo una breve pausa pranzo (che difficilmente prevederà pietanze quattrocentesche), si riprende alle 15: come 62 anni fa, la regina Cornaro partirà da piazza Duomo verso piazza Loggia accompagnata dal corteo. «E sarà il mio battesimo in sella», confessa un'emozionatissima Tironi. «Mi hanno promesso un destriero docile e mansueto, oltre a un istruttore che sarà al mio fianco lungo tutto il percorso». Ed è lei, Simona, a prendersi in giro per prima: «Pensare che sono di Travagliato, la cittadina bresciana del cavallo per eccellenza: ne vado fiera, ma non ho mai provato prima d'ora».

Alle 16 il momento clou della manifestazione: tre sfide per 27 cavalieri. A seguire le premiazioni e la consegna del Palio. Onorata del ruolo che gli organizzatori le hanno chiesto di ricoprire, Simona racconta che alla Giostra di Brescia ha sempre partecipato tra gli spettatori e ammette: «Non vedo l'ora di indossare quello splendido abito d'epoca, anche se tempo per le prove di sartoria ne ho avuto ben poco, speriamo vada tutto bene».

 





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Lunedì, 14 Settembre 2009: Accadde Oggi   Mara Rodella, Brescia Oggi


La Porta di San Nazaro
vince la giostra di Brescia

LA RIEVOCAZIONE. Gli antichi ingressi alla città hanno sostituito nella competizione i rioni e le contrade. L'emozione della «regina per un giorno» Simona Tironi
I colori della vittoria indossati da Lodovico Faletti di Cazzago San Martino, in sella a Quintana


A entusiasmare il pubblico è stato il mix di abilità, concentrazione e destrezza
SERVIZIO FOTOLIVE

ImageCi sono volute tre prove, cinque ore e un tifo a cui non è stato concesso affievolirsi, ma alla fine, ad aggiudicarsi l'undicesima edizione della Giostra di Brescia è stata la Porta di San Nazaro. Sì, perché - novità di quest'anno - a contendersi primo premio e regina della rievocazione storica in piazza della Loggia, non erano contrade e rioni, ma le cinque porte che segnavano l'ingresso della città alla fine del Quattrocento: S. Nazaro – oggi la porta della stazione -, S. Alessandro – alias porta Cremona –, S. Giovanni – porta Garibaldi-, porta Pile e porta Torre Lunga.

Per semplificare giochi e conti è stato inserito anche un sesto cavaliere della Serenissima. A rappresentare i colori della porta vincitrice è Lodovico Faletti, cavaliere esperto di Cazzago San Martino, in sella alla sua Quintana, splendido esemplare di criolo argentino di 8 anni. Alla sua sesta partecipazione, torna ad aggiudicarsi la Giostra di Brescia dopo tre anni. E non è stata una passeggiata. I sei binomi si sono affrontati in tre tornei tipicamente medioevali: la giostra del Saraceno, la quintana dell'anello e la prova finale, un mix tra le prime due, denominata la «Contesa per Caterina». Non a caso, perché la rievocazione torna proprio al giorno dell'arrivo a Brescia della regina di Cipro e delle Armenie Caterina Cornaro, nel 1497, in visita al fratello Giorgio nominato podestà della città. Regina per un giorno, la bellissima Simona Tironi, terrorizzata per il suo battesimo in sella. La incontriamo nel backstage del campo gara, dietro palazzo Loggia, che prova e riprova a salire e scendere.

Dopo le fasi preliminari in mattinata, con la benedizione e l'investitura dei cavalieri, è proprio con un excursus storico che si aprono i giochi del pomeriggio, mentre banditori e pubblico aspettano l'arrivo del corteo reale in piazza Loggia. «Io, Giorgio Corsaro, ho l'onore di celebrare qui, in piazza Grande (questo il nome di piazza Loggia all'epoca), il regalo della Serenissima, l'arrivo della regina, mia amata sorella Caterina». Così lo speaker catapulta i bresciani in una dimensione da fiaba. È a metà pomeriggio che la piazza si riempie, e gli occhi, soprattutto dei tanti bambini presenti, vengono rapiti dal fascino dei costumi antichi indossati non solo dai figuranti, ma anche dai destrieri bardati di tutto punto. «Ce li cuciamo da soli - racconta la moglie di uno dei concorrenti - addirittura gli stessi cavalieri si danno da fare con ago e filo tanto tengono al risultato finale». Arrivano dalla Bassa Bresciana, ma non solo: «Prima facevamo capo all'associazione "Cavalieri dell'Oglio" – spiega Faletti – poi ci siamo sciolti ma continuiamo a partecipare alle rievocazioni».

A SCATENARE l'entusiasmo del pubblico è soprattutto la seconda prova, che ai binomi chiede abilità, concentrazione e destrezza: lancia in mano e tallone pronto a spingere lo sperone, devono inforcare un anello di ferro posizionato sul braccio destro del «nemico», il saraceno posizionato al centro dell'arengo (così si chiamava il campo gara all'epoca). Si comincia da un diametro di 10 cm per arrivare ai 3 cm passando da 8 e 5 cm. Solo in due riescono nell'impresa, e ad avere la meglio in questo parziale è il cavaliere più giovane della competizione, un applauditissimo Paolo Tedoldi, 17 anni di Bagnolo Mella, che rivela: «In mezzo ai cavalli ci sono nato, è la mia terza giostra e spero di farne tante altre».
Rumore di zoccoli, sottofondo di note celtiche ma non solo: tra un torneo e l'altro si esibiscono musici e armigeri. I primi sono parte del gruppo degli sbandieratori storici di Reggio Emilia, e alcuni di loro sono davvero giovanissimi: piccoli Robin Hood che fanno roteare in aria le bandiere mentre trombe e tamburi dettano il tempo. I secondi, invece, arrivano dalla scuola bresciana dei «Lupi neri»: arcieri professionisti, specializzati anche nel far rivivere le mosse tipiche delle arti marziali medioevali. Piacciono, la gente tiene il fiato sospeso e nel mormorio del bordo campo sorride incuriosita alle performance tanto antiche quanto inedite. Guai a smettere di incitare cavalieri e artisti, e da copione storico che si rispetti, il narratore al microfono non chiede l'applauso, ma un «segnale di giubilo scandito dal battimano»!

Non mancano i ringraziamenti a chi, questa manifestazione, l'ha resa possibile: gli organizzatori di «Master Marketing», Regione Lombardia, Provincia e Comune di Brescia, circoscrizione Centro che hanno patrocinato l'evento. Nei posti riservati, davanti al trono della regina, siedono i rappresentanti delle istituzioni bresciane, a cominciare dalla presidente del Consiglio Comunale Simona Bordonali. Non manca nemmeno un tributo a Enrico Pasini, storico mentore della Giostra di Brescia, scomparso prematuramente: al figlio Alberto Maurizio Argetta, patron della rievocazione, consegna una targa fatta a mano dai cavalieri.

Dopo i tornei, la consegna delle coppe ai concorrenti: coppe, nel vero senso del termine, offerte da una storica salumeria bresciana, oltre a casoncelli e prodotti tipici. Solo al primo classificato, l'essenza «Amami Alfredo» (ideata dal bresciano Gianluca Bulega) e una magnum dell'azienda vitivinicola franciacortina Lantieri, che esisteva già ai tempi della visita della regina Caterina: era stata proprio lei, 600 anni fa, ad apprezzare il gusto delle bollicine di casa nostra.

SU WWW.BRESCIAOGGI.IT LA FOTOGALLERY DELLA GIOSTRA

 





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