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Domenica, 20 Dicembre 2009 di Stella Cervasio, la repubblica/napoli
La sorte avversa ha fatto crescere il vento ieri notte fino a una velocità di 78 chilometri orari. Ottimo per fare un giro in aerostato, un tour alla Verne, battendo sul tempo gli inseguitori via terra. Ma non per una installazione di arte contemporanea che deve rimanere saldamente ancorata. L´hanno vista in pochi, venerdì sera, alla prova generale, e assicurano che l´esibizione di "Pionier II", suoni computerizzati e luci secondo l´artista berlinese, è stata spettacolare come promesso. I curatori Eduardo Cicelyn e Mario Codognato hanno deciso il rinvio d´accordo con la Protezione civile, venuta a collaudare dal punto di vista tecnico la parte dell´installazione per la quale è competente, e cioè i palloni luminosi. Questi infatti sono stati offerti dalla Regione alla struttura che interviene in caso di catastrofi naturali: anche per illuminare i soccorsi in occasione della frana di Ischia di un mese fa, i globi in Pvc, che restano efficienti per 24 ore - la durata dell´elio di cui sono riempiti - si sarebbero rivelati utili.
Per ora sono tornati in officina, in via Nazionale delle Puglie: i fabbri stanno realizzando dei tiranti rigidi che li tengano fermi più di prima. Tra domani e martedì i nuovi supporti saranno pronti e gli aerostati torneranno sui cilindri metallici che li ancorano. Sarà la stessa Protezione civile a provvedere alla manutenzione, sostituendo l´elio ogni giorno e sorvegliando con un servizio di guardiania la stabilità e la sicurezza di "Pionier II". Il tempo si è messo di traverso. Secondo i tecnici la velocità del vento, che aumenterà in linea con le previsioni delle prossime 72 ore, mette a rischio torsione gli aerostati, con il pericolo - «molto remoto», commenta il direttore del Madre e curatore dell´installazione - che l´impianto di illuminazione contenuto nel Pvc colpisca qualche passante. «Ci scusiamo per il disagio provocato all´artista, ai giornalisti e al pubblico. In quindici anni non era mai accaduto di dover rinviare una inaugurazione, ed è una disdetta che sia successo proprio per la nostra ultima performance».
Il problema sicurezza, che negli altri paesi fa parte del backstage tecnico dell´installazione di un´opera di arte contemporanea negli spazi pubblici, per la diversità di ogni lavoro che ha riempito la piazza neoclassica ha fatto acquisire un vasto know how ai curatori della manifestazione che quest´anno si conclude. I mobili sospesi e le fiamme ossidriche di Kounellis, i teschi sporgenti dalla pavimentazione di Rebecca Horn, la spirale di Serra e l´opera di LeWitt che invece furono bersaglio di "graffitisti" improvvisati e depositari di rifiuti urbani. L´opera che avrebbe potuto prospettare lo stesso tipo di inconveniente di "Pionier II" è quella di Kapoor, che fece sovrastare la piazza da una immensa tensostruttura. Ma le belle foto che immortalano il rosso "Taratantara" testimoniano che le condizioni meteo quell´anno furono migliori.














































