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Pm10: ViviCentro «avvisa» il Comune (dossier)
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  Lunedì, 7 Dicembre 2009   
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)

Giovedì, 3 Dicembre 2009    Francesco Alberti, GdB

Pm10:
vivicentro «avvisa» il Comune
  
L’associazione annuncia l’intenzione di rivolgersi alla Procura per denunciare i superi. Orto: «La città incide solo per l’8%»
Sul banco degli imputati non solo gli scarichi delle auto, ma anche la combustione delle biomasse legnose


Red per Aggiornamento ha scritto: 
Martedì, 8 Dicembre 2009
Copenhagen, Brescia in maglia nera

Image Gli avvisi di garanzia al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al sindaco di Milano Letizia Moratti, ed al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, notificati in virtù di un’inchiesta sull’inquinamento dell’aria, avviata in seguito ad una denuncia presentata dal Codacons, rischiano di avere un effetto domino anche in altre città lombarde, e non solo. Perché se Milano è stata «indagata» per avere avuto 91 giorni di sforamento dei limiti fissati dall’Unione Europea in materia di inquinanti dell’aria (che pone un tetto di 35 giorni all’anno per quanto riguarda le famigerate Pm10 ed altri tipi di particolato), Brescia non può certo dormire sonni tranquilli.

ViviCentro all’attacco
Basta infatti andare sul sito del Comune, nella sezione «qualità dell’aria», per verificare come nel solo mese di novembre, dal 10 al 28, praticamente ogni giorno le cinque centraline di Brescia, Villaggio Sereno, Odolo, Rezzato e Sarezzo abbiano ampiamente superato la soglia dei 50 microgrammi al metro cubo. E se per Milano a far partire la denuncia è stato il Codacons, per Paroli ed i suoi la miccia potrebbe essere accesa dall’associazione cittadina ViviCentro presieduta da Stanislao Barretta.
Facciamo un passo indietro. Lo scorso 27 marzo appunto l’associazione ViviCentro consegna all’Amministrazione Paroli una diffida volta «all’adozione di provvedimenti per la riduzione dei disagi del Residente e alla tutela della sua salute». Facendo riferimento alla direttiva europea sui limiti per le polveri sottili, e considerato che già in marzo «i valori di inquinamento atmosferico sono già stati abbondantemente superati, e che inoltre si denota un crescente degrado urbano affiancato da un degenerare del senso civico di concittadini che non tengono più in alcun conto non solo qualsiasi regola di convivenza civile, ma anche norme e disposizioni in materia di traffico/sosta /parcheggio», invitavano, tra le altre cose, il sindaco al ripristino delle ZTL «come delimitate e normate prima dei provvedimenti demolitori delle stesse», ad «approntare rapidamente un efficace monitoraggio degli agenti inquinanti dell’aria, e anche dell’inquinamento acustico». La diffida si chiudeva specificando che «se la presente non dovesse ottenere la dovuta e necessaria attenzione, nel termine di 90 giorni si procederà a tradurre il tutto nell’azione più opportuna presso l’Autorità giudiziaria». Ma il tempo è trascorso e per Barretta non sono arrivati segnali sufficienti, tanto che lo scorso 10 novembre è stata depositata una nuova diffida, che riprende la precedente: passati 30 giorni (cioè giovedì prossimo), senza risposte dall’Amministrazione Paroli, ViviCentro denuncerà il tutto alla magistratura. «Vogliamo un incontro con il sindaco per parlare di soluzioni concrete - ci spiega Barretta -, non vogliamo una risposta formale che la nostra missiva è stata ricevuta».

L’assessore si difende e rilancia
Sulla questione abbiamo chiesto delucidazioni all’assessore alla Mobilità e al Traffico Nicola Orto. «Brescia da moltissimi anni è fuori dai limiti stabiliti dalla legge, e non solo quindi da quando si è insediato il sindaco Paroli - precisa subito Orto -. Da parte nostra stiamo lavorando per migliorare la situazione». Orto sottolinea come, per esempio, l’iniziativa BiciMia, con le sue 24 ciclostazioni cittadine, abbia sottratto all’anno 90mila chilometri al traffico, «un risultato che vogliamo incrementare ulteriormente allargandola a 14 Comuni dell’hinterland». Non solo, «l’intera flotta auto del Comune, circa 350 mezzi, è stata sostituita con mezzi meno inquinanti: abbiamo abbattuto tonnellate di polveri sottili»; sul fronte ZTL, «si tratta di una sperimentazione, un percorso di transizione che stiamo valutando, posso però già dire che la strutturazione in fasce non porta certo ad un aumento dell’inquinamento», Orto ci spiega che le strade urbane incidono sull’inquinamento totale solo per l’8%. E dato poi che un traffico più fluido, come documentato da studi precisi, è meno inquinante, l’assessore sottolinea come gli interventi su via XX Settembre «hanno sgravato e decongestionato la strada del 25/30% durante le ore di punta».

Una ricerca: l’autostrada inquina per il 64%
L’associazione ViviCentro, nella sua diffida al Comune di Brescia, lamenta che l’apertura per fascia oraria delle ZTL aumenti significativamente l’inquinamento atmosferico, affermazione smentita dall’assessore alla Mobilità Nicola Orto che ci ha spiegato come il traffico prettamente urbano incida in realtà sulle quantità totali delle Pm10 soltanto per l’8%.
Il dato citato dall’assessore trova riscontro in una ricerca del 2006 (scaricabile dal sito del Comune nella sezione «qualità dell’aria») realizzata appunto dal Comune di Brescia (sindaco era però Paolo Corsini) in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica dell’Università di Brescia dal titolo «Emissioni di veicoli in autostrada e simulazione dell’impatto sulla qualità dell’aria nell’area metropolitana bresciana».

La ricerca è stata realizzata prendendo in considerazione un’area comprendente ovviamente la città, ma che si allarga fino a 30 km, inglobando quindi parte dell’hinterland. Si è quindi definita, a soli fini statistici, una sorta di area metropolitana insomma.
I dati della ricerca parlano chiaro, le strade urbane cittadine hanno un’incidenza, sul totale delle Pm10, appunto dell’8%, stessa percentuale per il cosiddetto «urbano diffuso», le strade extraurbane (come le tangenziali) incidono per il 20%, ma la parte del leone la fanno le autostrade (la A4 Torino-Trieste e la A21 Brescia-Piacenza-Torino) con ben il 64%: la «sorgente» principale delle emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili è proprio la A4.

Lo studio offre poi un’approfondita analisi dei dati, non solo Pm10 ma anche ossidi di azoto e monossido di carbonio, alla quale vi rimandiamo. In conclusione ancora un’annotazione, i fattori di emissione delle polveri sottili, per tutte le categorie di veicoli, dipendono dalla velocità massima: più si corre più si inquina quindi.




Malattie polmonari, le più mortali

Quattro patologie dell’apparato respiratorio sono tra le prime dieci cause di decesso
Che l’inquinamento dell’aria abbia effetti molto pesanti sulla nostra salute non è un grido d’allarme senza fondamento, ma una verità certificata da moltissime ricerche scientifiche: l’inquinamento dell’aria è un problema che coinvolge l’intero globo e respirare aria pulita è un requisito fondamentale della salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha stimato che 2 milioni di morti premature possono essere attribuite agli effetti dell’inquinamento. Ad incidere sull’apparato respiratorio sono sia l’inquinante sia il tempo di esposizione allo stesso. I danni, a seconda di queste variabili, possono essere acuti (a breve termine) o cronici (a lungo termine). Durante i giorni di incremento della concentrazione delle Pm10 si ha un aumento proporzionale della mortalità, soprattutto per cause respiratorie; analoghi risultati di verificano d’estate quando aumenta la concentrazione di ozono.
Secondo l’Oms nel mondo tra le prime 10 cause di morte ed invalidità ci sono 4 malattie polmonari (infezioni, broncopneumopatie cronico ostruttive, tubercolosi e neoplasie), le previsioni per il 2020 è che diventino tra le prime sette; e precisamente al terzo posto le broncopneumopatie cronico ostruttive, al quarto le infezioni, al quinto le neoplasie ed al settimo la tubercolosi.

In Italia, secondo i dati Istat, le malattie dell’apparato respiratorio, esclusi i tumori pleuro-polmonari, rappresentano la terza causa di morte immediatamente dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori. Nello specifico i tumori polmonari costituiscono, in questo ambito, la prima causa di morte nei maschi e la seconda nelle femmine. La patologia respiratoria è estremamente diffusa e rappresenta la maggior causa di mortalità ed è in costante aumento in Italia ed in particolare in Lombardia. Alcuni studi europei sono giunti alla conclusione che il 6% della mortalità annua (40.000 casi circa all’anno) è attribuibile all’inquinamento. Circa la metà di queste morti è dovuta all’inquinamento da traffico veicolare, che ha contribuito ad oltre 25mila nuovi casi di bronchite cronica negli adulti, più di 290mila episodi di bronchite acuta nei bambini ed oltre 500mila attacchi d’asma. Gli effetti negativi dell’esposizione ad inquinamento da traffico sono stati rilevati anche dallo studio italiano Sidria, dal quale è emerso che negli adolescenti che vivono in città metropolitane vi è un maggiore incremento di prevalenza di asma e rinite rispetto ai coetanei che vivono in città più piccole. Un altro studio, stavolta il Misa 2, condotto in 15 grandi città italiane ha evidenziato un incremento di ospedalizzazioni per malattie respiratorie e di mortalità per inquinamento.

Sul fronte della prevenzione, dati stavolta confortanti, e comunque incontrovertibili ed emersi da numerosi studi epidemiologici riguardanti le politiche di prevenzione, riferiscono come l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico possa portare ad un miglioramento della salute respiratoria della popolazione. È bene poi ricordare anche un’altra importante “sorgente” di Pm10, e cioè la combustione delle biomasse (legna e carbone) negli ambienti domestici soprattutto se non adeguatamente areati: anche l’esposizione a questo tipo di inquinamento determina un incremento di sintomi respiratori.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
Ultima modifica di Redazione il Mar 08 Dic, 2009 20:10, modificato 5 volte in totale 
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Giovedì, 3 Dicembre 2009    quiBrescia


Ambiente

Pm10: battaglia anche a Brescia

(red.) Dopo gli esposti per lo smog da polveri sottili (Pm10) che hanno procurato guai giudiziari al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e al sindaco meneghino Letizia Moratti  (leggi), la battaglia perché gli amnministratori locali tutelino la qualità dell'aria che respiriamo si allarga.
Il reato è minore: «getto pericoloso di cose», punibile con una semplice ammenda di 206,58 euro. Ma è comunque un segnale. Per questo «tremano» gli amministratori delle città lombarde più colpite dalle terribili polveri sottili che s’insinuano nei polmoni e mettono a rischio la salute di anziani e bambini, nonché di tutti i cittadini con problemi all’apparato respiratorio e cardiaco. L’Organizzazione mondiale della sanità sostiene che la concentrazione di Pm10 sta alla base del 9% dei decessi delle persone con più di 30 anni (incidenti stradali esclusi).
Una direttiva del 1999 dell’Unione europea impone che i valori massimi di 50 microgrammi per metro cubo d'aria non vadano superati per più di 35 giornate all’anno. Naturalmente i governi hanno fatto orecchio da mercante e le grandi città italiane sono tutte già in mora.
Compresa Brescia, come testimonia un’inchiesta pubblicata da quiBrescia.it qualche settimana fa (leggi qui). E la situazione è peggiorata visto che il dato ufficiale parla di 81 giorni di superi al 30 novembre.
Anche nella nostra città si annuncia quindi battaglia legale. Su diversi fronti.
L'associazione vivicentro, per esempio, ha comunicato che se entro giovedì prossimo il sindaco Adriano Paroli non fornirà risposte concrete sugli interventi anti-inquinamento in programma, dati delle centraline di rilevamento alla mano denuncerà Palazzo Loggia alla Procura.
Tutto è cominciato in marzo con una diffida recapitata ai vertici municipali, che dava loro tempo 90 giorni per prendere in mano il problema della qualità dell'aria (leggi la notizia). Ora il tempo è scaduto.
E pure il Coordinamento comitati ambientalisti - l’ala più combattiva del movimento - è intenzionato a seguire la via giudiziaria intrapresa dal Codacons in 11 città italiane. Così, dopo la diffida contro la nuova centrale di A2A a Lamarmora, già annuncia che presenterà un esposto contro Formigoni, Daniele Molgora, numero uno del Broletto, Paroli e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha dato parere favorevole alla centrale.
Un esposto che non parlerà solo di «getto pericoloso di cose», ma anche di «omissione di atti d’ufficio» perché - secondo gli ambientalisti - gli amministratori non solo non adottano misure adeguate, ma sembrano andare nella direzione opposta rispetto alla tutela della salute dei cittadini.
Viene fatto poco o nulla  per tenere sotto controllo il traffico automobilistico e non si pone un freno alle emissioni, accusano. Il termoutilizzatore di Brescia, per esempio, brucia troppo e tre linee sono eccessive mentre sarebbe meglio spingere sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Una centrale come quella di Lamarmora, altro esempio, secondo i Comitati immette nell’atmosfera centinaia di tonnellate di ossidi di azoto che poi diventano Pm10.
Le polveri sottili si chiamano Pm10 perché hanno un diametro inferiore ai 10 micron. Sono un mix di particelle solide e liquide contenente metalli (piombo, cadmio, zinco, nichel, rame), solfati, nitrati, sabbie, ceneri, fibre di amianto, polveri di cemento e di carbone.
A causa delle dimensioni microscopiche possono restare a lungo sospese nell’aria. Per lo stesso motivo, quando vengono respirate arrivano nei punti più profondi dei polmoni dove si depositano.
Le particelle di metallo di dimensioni piccolissime raggiungono anche il sangue e si possono depositare nelle ossa, nei denti e nei reni. Si sa per esempio che piccole quantità di piombo hanno effetti negativi sulle facoltà cerebrali dei bambini.
L'inquinamento in generale provoca sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici. Inoltre l'esposizione di lungo periodo può causare sintomi respiratori cronici come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica.
Dal sito del comune di Brescia è possibile scaricare uno studio del 2006 sull'inquinamento prodotto dal traffico dei veicoli nelle autostrade dei dintorni della città e un rapporto sulla qualità dell'aria del gennaio 2009.


Lettori quiBrescia ha scritto: 
    Commenti (15)
        
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    1. 03-12-2009 13:08
        
          
    Lettirce sono d'accordo con lei. Come già sottolineavo precedentemente è necessario che ci sia anche un pò di coscienza tra noi cittadini per valutare quando l'utilizzo della macchina è davvero indispensabile.
    Registrato
        
            
    Porta
        
        
    2. 03-12-2009 12:39
        
          
    Grazie porta, mi sto già attivando comunque.
    
    Esiste una via di mezzo tra il non usare mai più l'auto e l'usarla per andare a buttare la spazzatura nella via dietro casa. Il fatto che molti abbiano il lavoro distante da casa va considerato, ma va considerata anche la possibilità di mettersi d'accordo tra colleghi e muoversi a gruppi prendendo a turno l'auto. Nel poso dove lavoravo prima eravamo in 5 a spostarsi da brescia, ognuno con la propria auto. Ho proposto il car pooling ma non ho ricevuto risposte. Fa più comodo starsene soli soletti nella propria auto piuttosto ch alzarsi dieci minuti prima e passare a prendere gli altri.
    Poi ci sono quelli, e sono tanti, che prendono la macchina per qualsiasi evenienza, e porta i figli in macchina anche se la scuola si trova nello stesso isolato.
    Registrato
        
        
    lettrice
            
        
    3. 03-12-2009 12:26
        
          
    x sonny
    
    Il mio commento era ironico.  
    Nessuno si priverebbe ( o sognerebbe di privarsi ) dell'auto per gli spostamenti quotidiani. Io per primo!!!
    Ormai poca gente ha il lavoro vicino a casa (io ogni giorno percorro 50-60km per il tragitto casa-lavoro), e i mezzi di trasporto pubblici hanno un servizio scadente...
    Registrato
        
            
    Porta
        
        
    4. 03-12-2009 12:21
        
          
    x Lettrice
    
    "Ho fatto presente all'amministratore (il riscaldamento è condominiale), ma il fatto è che per avere una temperatura ottimale ai piani alti io devo sorbirmi il safari africano. Troppa dispersione"  
    Per risolvere il problema che lei sottopone basterebbe bilanciare l'impianto secondo la nuova normativa in vigore inerente il risparmio energetico per edifici centralizzati. In questo modo si otterrebbe un confort ottimale per tutti i piani con un evidente risparmio.
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    Porta
            
        
    5. 03-12-2009 12:08
        
          
    La domanda vera da porsi è: che cosa può fare concretamente e in tempi brevi la giunta di Brescia contro l'inquinamento?
    A mio avviso solo tentare di ridurre il traffico veicolare, ma non solo dal centro storico perché tra ring, autostrade e tangenziali la città è assediata.
    Però sappiamo che intervenire al di fuori del centro è praticamente impossibile.
    E in centro questa giunta ha promsso ai commercianti che avrebbe aperto le ZTL e ora non può fare marcia indietro.
    Conclusione: Paroli, esattamente come Corsini prima di lui (perché anche la giunta precedente non ha mai affrontato il problema) è impotente.
    Registrato
        
            
    Roberto
        
        
    6. 03-12-2009 12:04
        
          
    Signori ma ve lo immaginate fare la spesa e poi tornare a casa con il mezzo pubblico?
    La spesa dove la metto?  
    Vi immaginate a sportarvi con un infante o più? Ma soprattutto vi rendete conto che l'attuale rete dei bus è anacronistica nei percorsi?
    Io lavoro a soli 12km da casa mia ma per arrivarci con i mezzi pubblici dovrei prendere 2 autobus + 1 treno all'andata e altrettanto al ritorno in quanto il sistema di bus e corriere segue logiche da città anni 80.
    Non è che forse la UE ha imposto limiti al PM10 troppo bassi?
    Registrato
        
        
    Summer1973
            
        
    7. 03-12-2009 12:01
        
          
    ma il lato romantico non lo consideriamo ?? stamattina in tangenziale due fumate grigio-bianche di stagliavano verso l'altro fino a fondersi con le nubi, simmetriche da un lato e dall'altro, quasi per tenerci in un tenero abbraccio ....
    Registrato
        
            
    tamburello
        
        
    8. 03-12-2009 11:36
        
          
    avete voluto trasportare le merci su gomma?avete voluto le macchine col motore da trattore perchè tanto consumavano meno ?ecco,non lamentatevi se adesso l'aria è piena di polveri fini,va bene il trasporto pubblico ma quelli che ancora pensano che la soluzione sia boccare tutte le macchine forse o hanno il lavoro sotto casa o non sanno cosa volgia dire,c'è una gran parte della gente che magari lavora vicino a casa e deve solo poltrire tutto il giorno seduto in qualche ufficio che potrebbe benissimo andarci a piedi/bicicletta/autobus e chi piu ne ha piu ne metta,ma c'è anche tante gente che magari si alza presto,magari si fa 30km tutti i giorni per andare a alvoro e magari lavora in un posto dove non arrivano gli autobus o magari con la macchina o il furgone ci lavora,allora a qeusti signori che vorrebbero fermare le auto a tutti i costi,glielo pagate voi lo stipendio a fine mese?
    Registrato
        
        
    sonny
            
        
    9. 03-12-2009 11:03
        
          
    le pm10 provengono per il 70% dal traffico, in particolare dalle emissioni dei motori diesel. il 30% da industria (fonderie in particolare), risclaldamento a legna, etc.
    per ridurle, pertanto, bisogna agire su più fronti ma sopratutto sul traffico.
    
    che cosa ha fatto l'amministrazione di brescia a proposito? ha lavorato per incrementare le pm10 con l'apertura totale del centro storico, la riduzione corsie preferenziali per bus e indicare l'auto come sistema di trasporto da preferire a tutti i costi.
    
    ecco perchè gli amministratori sono responsabili.
    
    certo nè paroli nè formigoni possono ridarci l'aria pulita di una volta. il fatto è che loro fanno di tutto per peggiorarla.  
    
    e tutto ciò mentre ovunque nel mondo si cerca di dare una calmata all'uso dell'auto privata per la mobilità delle persone e delle merci.
    
    in sintesi: paroli e formigoni e penati e podestà e molgora vivono un mondo che non conoscono, vivono agli inizi del secolo e l'auto da poco è stata inventata.
    Registrato
        
            
    nuvola rossa
        
        
    10. 03-12-2009 10:51
        
          
    Io abito in un condominio al piano terra e ho la temperatura fissa tra i 26 e i 27 gradi. E' altissima! Devo fare i mesieri in canottiera altrimenti è un vero e proprio bagno di sudore! Non è corretto, non solo dal punt di vista economico (che comunque non è per nulla irrilevante) ma anche etico. Quanti sprechi! Oltretutto fa male alla salute.
    Ho fatto presente all'amministratore (il riscaldamento è condominiale), ma il fatto è che per avere una temperatura ottimale ai piani alti io devo sorbirmi il safari africano. Troppa dispersione.
    Posso anche proporre che tutti investano per cambiare e mettere i doppi vetri, ma non posso imporlo, come non posso imporre uno stile di vita più "frugale".
    
    Per quanto riguarda i mezzi pubblici, io sono un'utente da lungo tempo. Non credo che la scelta di non utilizzarli sia perché ritenuto svilente. Purtroppo le scelte che l'amministrazione fa in merito alla mobilità (parlo dell'apertura alle auto del centro storico, dell'aumentare il numero di parcheggi, dello smantellare le corsie dedicate ai bus) non fanno alro che privilegiare l'utilizzo della macchina, con conseguente peggioramento del servizio di trasporto pubblico.  
    Quanti hanno voglia di stare sotto la pioggia ad attendere un autobus, che quando arriva è traboccante di persone perché sono saltate un paio di corse?
    
    Io credo che la colpa, a partire da chi gestisce la cosa pubblica fino ad arrivare al singolo cittadino, sia da ricercare anche nel fatto che non si ha una visione organica, e spesso si fanno scelte in vista dell'immediato e non proiettate al futuro.
    Registrato
        
        
    lettrice
            
        
    11. 03-12-2009 10:38
        
          
    ci sarebbero un sacco di lamentele, Porta. non a caso siamo in questa situazione, la gente non ha nessuna intenzione di togliere il deretano dalla propria auto. ma è utile a questo punto prendere misure drastiche. concordo con brixiano quando dice che pare che per molti sia un'umiliazione prendere un mezzo pubblico invece della macchina. questa mentalità dovrebbe cambiare e cambierà, come è avvenuto in molte città in europa e alcuni centri in italia, solo grazie all'impegno degli amministratori.
    
    per quanto riguarda il riscaldamento, concordo con elisafrau. ma il problema non è solo nel pubblico. anche in molte aziende private il clima è fissato sui 25 per non parlare di certi negozi/centri commerciali dove si potrebbe girare in bikini. che spreco..
    Registrato
        
            
    lesha
        
        
    12. 03-12-2009 09:33
        
          
    Ha pienamente ragione brixiano dicendo che le colpe sono anche nostre. La nostra salute è troppo importante ed è alla base di tutto!  
    La soluzione sarebbe proporre un lungo blocco di TUTTI (nessuno escluso) gli automezzi privati per circolare solo con mezzi pubblici o mezzi a pedali.
    Siamo sicuri che poi non ci sarebbero lamentele per i disagi causati da questo blocco?
    Registrato
        
        
    Porta
            
        
    13. 03-12-2009 09:30
        
          
    Mi ha rubato le parole di bocca Brixiano! Il termoutilizzatore era da fare così vicino al centro?Sono stata l'altro giorno in un ufficio postale e tenevano le porte aperte per il caldo ma se toccavi i caloriferi...erano bollenti! A scuola mia nipote conferma la stessa cosa..ci vogliono dei controlli anche nei posti pubblici
    Registrato
        
            
    elisafau
        
        
    14. 03-12-2009 09:18
        
          
    Concordo pienamente..si deve risolvere il problema!!!c'è sempre un'aria pesante in città e ancora non riesco ad accettare come l'inceneritore sia praticamente in centro! Sta di fatto che purtroppo anche noi cittadini abbiamo le nostre colpe; sembra un' umiliazione usare il mezzo pubblico(anche se su questo punto la stessa amministrazione deve incentivare...no si può pensare ad una sola linea di metropolitana per risolvere il problema..ce ne vorrebbe almeno un'altra che incroci..o cmq dei tram), si vedono mamme portare a scuola i bambini con i suv(il tutto per fare 500metri) uffici con riscaldamento a mille e con finestre aperte, si insomma intendo dire...l'amministrazione deve fare molto, deve interagire con la provincia etc etc ma ci vuole più senso civico da parte di ogni individuo.
    Registrato
        
        
    brixiano
            
        
    15. 03-12-2009 08:44
        
          
    Gli amministratori non dovrebbero preoccuparsi delle multe, ma della salte dei cittadini. Tra l'altro posso anche far finta di nulla, ma l'aria è la stessa per tutti, e pure i loro polmoni ne risentono.
    Io non lo so, ma questa gente crede di avere dei filtri particolari nel naso? Ma quando si prenderà seriamente in considerazione il problema?
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    lettrice

 





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