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Polizia urbana, il Regolamento a pieno ritmo (aggiornamento)
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Giovedì, 15 Ottobre 2009: Accadde Oggi    Francesca Sandrini GdB


Sicurezza Le nuove norme

Polizia urbana,
il Regolamento a pieno ritmo  

In vigore da quattro mesi, mostra i primi effetti soprattutto sulle violazioni nei luoghi pubblici

Image Si annunciano nuove polemiche sul Regolamento di Polizia urbana entrato in vigore esattamente quattro mesi fa, alla metà di giugno, quando è stato approvato dal Consiglio comunale con l’estensione di Pd e Socialisti e il voto contrario di Donatella Albini della Sinistra Arcobaleno e Claudio Bragaglio. Dopo la multa di 130 euro alla donna marocchina che, all’inizio di agosto, si era seduta con l’anziana madre sui gradini della Bella Italia per riposarsi un po’; e dopo quella inflitta il 10 settembre a due operai - un italiano e un croato - per una birra (con pizza) all’esterno di una pizzeria da asporto in via Milano, farà probabilmente discutere il caso dei ragazzi di origine pachistana che hanno presentato ricorso dopo essere stati a loro volta multati perché giocavano a cricket al parco Pescheto di Brescia2, «in condizioni e con modalità tali da non rappresentare un pericolo per altri», secondo l’associazione Diritti per tutti che li sostiene e che ha organizzato per stamane una conferenza stampa con Radio Onda d’Urto, alla presenza del presidente della Federazione nazionale italiana di cricket.

Bivacco super sanzionato
Ma, al di là di questi casi, come sta andando l’applicazione del Regolamento? I dati forniti dall’Assessorato alla Sicurezza, del quale è titolare il vicesindaco Fabio Rolfi, mostrano che, nei tre mesi da luglio a settembre, alcuni illeciti sono stati sanzionati in numero decisamente maggiore rispetto ai primi sei mesi dell’anno, quando il Regolamento ancora non c’era (anche se alcune norme in esso confluite erano già state introdotte da specifiche ordinanze). Si tratta del bivacco nei luoghi pubblici e delle violazioni sulle aiuole, mentre sono diminuiti gli illeciti (sanzionati) relativi a rumori molesti da parte di locali pubblici e all’occupazione di suolo pubblico.
«Finora si è comunque intervenuti un po’ su tutto, e nel complesso l’esordio è stato molto positivo», commenta Rolfi annunciando che, dopo aver installato nei parchi una segnaletica apposita, in dicembre invierà nelle case di tutti i bresciani un depliant contenente un estratto delle nuove norme. Che sono «migliorabili - continua - anche se prima ci vuole un periodo di rodaggio di un anno».

Margini di miglioramento
Che cosa, per esempio, potrebbe essere migliorato? «Ci vorrebbe una disciplina ad hoc per le aree del parco delle Colline, così come per la tutela monumentale. E, tra qualche anno, potrebbero risultare superflue quelle parti del Regolamento legate a emergenze, come l’abbandono delle bottiglie vuote nei luoghi pubblici». Il vicesindaco avverte però che qualcosa non potrà cambiare, ed è «la filosofia di fondo, la filosofia della sicurezza urbana». E certi effetti giudicati paradossali da alcuni? «Fantasie», replica Rolfi, come la presunta discrezionalità che sarebbe stata data agli agenti di Polizia locale: «Le norme parlano chiaro».
Conferma il comandante dei Vigili urbani, Roberto Novelli: «Se alcune regole possono dar adito a interpretazioni diverse è da parte dei cittadini, e in ogni caso c’è sempre la possibilità di fare ricorso». Da parte sua, la Polizia locale rivendica un «modus operandi che è non da oggi quello dell’applicazione delle norme con raziocinio». Il Regolamento, poi, «ha un impianto certo severo, ma al fine di garantire la fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti». Anche degli animali: «Si sa poco, ma stiamo intervenendo spesso a tutela degli animali, a fronte di esposti e nel corso di normali controlli, quando per esempio ci accorgiamo che i cani sono malnutriti o maltrattati».

L’ARTICOLO 7

Il Regolamento di Polizia urbana è un testo decisamente corposo.
L’articolo 7 - «Comportamenti vietati» proibisce tra l’altro di «sedersi recando intralcio o disturbo, ovvero ostruendo le soglie degli ingressi, sdraiarsi per terra, bivaccare nelle strade, nelle piazze, sui marciapiedi, sotto i portici; sotto il porticato del Palazzo della Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate d’accesso è inoltre vietato consumare alimenti, dormire, sdraiarsi e sedersi sulla pavimentazione, sui gradini (...)». Lo stesso articolo vieta di sdraiarsi sulle panchine o impedirne l’uso ad altre persone anche occupandole con oggetti o indumenti personali, sputare in luoghi pubblici e gettare a terra mozziconi di sigaretta e «consumare sul pubblico suolo, a eccezione dei plateatici concessi ai pubblici esercizi e/o nelle loro immediate vicinanze o in occasioni di fiere popolari o manifestazioni autorizzate, bevande alcoliche, in bottiglie di vetro, lattine, contenitori vari, e abbandonare e depositare detti contenitori fuori dagli appositi raccoglitori predisposti per la nettezza urbana».



Il «caso» dei ragazzi pachistani multati perché giocavano a cricket
«La mattina di domenica 13 settembre, una decina di ragazzi pachistani di età compresa tra i 16 e i 22 anni stavano giocando a cricket al parco Pescheto di Brescia2. Vi si erano recati alle 9, quando il parco era semideserto, per non dare fastidio a nessuno, e avevano anche sostituito la pallina da cricket di legno con una da tennis, più leggera. Alle 10, sono arrivati i vigili e ne hanno multato un gruppetto. Che ha fatto ricorso». A raccontare nel dettaglio la vicenda, già emersa nei giorni scorsi, è Umberto Gobbi dell’associazione Diritti per tutti che oggi con Radio Onda d’Urto illustrerà il ricorso e denuncerà «l’interpretazione arbitraria e discrezionale dell’articolo del Regolamento di Polizia urbana sul gioco del cricket e del pallone».

Insieme all’avvocato Manlio Vicini interverrà Simone Gambino, presidente della Federazione nazionale italiana di cricket associata al Coni. La sanzione della Polizia locale, infatti, ha coinvolto alcuni giocatori di squadre di cricket bresciane, in serie C, e Hussain, un ventunenne che vive a Brescia da sette anni e gioca nel Trento, in serie A, e pure in nazionale (sabato scorso era alla manifestazione «di disobbedienza» in piazza della Loggia).

L’illecito contestato è previsto all’articolo 23 del Regolamento di Polizia urbana, che vieta nelle aree verdi di «praticare il gioco del cricket, del pallone e ogni altro gioco potenzialmente pericoloso e lesivo degli altri utenti tenuto conto delle condizioni di luogo e di tempo e, in ogni caso, della affluenza degli altri utenti». La multa inflitta è di 130 euro.




Gli assistenti civici nei parchi: «Attenti a bivacchi, alcol e cani»
I giardini «Falcone» in via dei Mille e il parco «Torri gemelle», tra via Spalto San Marco e via XXV Aprile. Due aree verdi nel centro della città, così vicine e così lontane tra loro. Lo testimonia l’assistente civico che presta servizio in entrambi.
«Il Torri gemelle - dice - è frequentato soprattutto da bambini con le mamme o i nonni, e non ci sono problemi particolari. Invece in via dei Mille la situazione, pur essendo molto migliorata rispetto al passato, non è facile da gestire». L’assistente parla, per quanto riguarda quest’ultimo, di «spaccio di fumo» e di vendita di birra, che ai giardini pubblici non potrebbe nemmeno essere consumata, da parte di «un tizio che arriva con lo zainetto pieno di lattine, tenendo a portata di mano uno scontrino fiscale per dimostrare che le ha comprate per sè...» La Polizia interviene, ma - continua l’assistente civico - «dopo qualche tempo gli spacciatori si ripresentano puntualmente, così come il venditore di birra...».

In confronto, il parco «Torri gemelle» è un piccolo paradiso terrestre, con i bambini che si rincorrono tra le altalene, bevendo al massimo un succo di frutta. Ma anche qui gli assistenti, che dopo l’approvazione del Regolamento hanno seguito un apposito corso di formazione, devono tenere gli occhi aperti. Così, «se qualcuno fa un pic nic utilizzando il tavolo e le sedie che si trovano sotto il gazebo del parco, e subito dopo pulisce, non diciamo niente; ma se stende la tovaglia sull’erba e sparge roba dappertutto, interveniamo». Allo stesso modo, «se vediamo qualcuno con una lattina di birra, lo avvertiamo del fatto che negli spazi pubblici il consumo di bevande alcoliche è proibito».

Ancora, «stiamo attenti ai cani, che devono stare negli spazi appositi». E capita d’intervenire perché qualcuno - soprattutto se ha bevuto un po’ troppo - scambia le siepi per la toilette.

Quel che succede dopo dipende dalla reazione di chi è stato ripreso: «Ci regoliamo in base alla risposta che riceviamo - conclude l’assistente civico - sempre ricordando che dobbiamo limitarci a controllare e, eventualmente, segnalare a chi di dovere»

 





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  Venerdì, 16 Ottobre 2009: Accadde Oggi   Andrea Spitti , GdB


> BRESCIA, una Città invertita nel Paese dell’incontrario


Cricket nel parco:
multa per un nazionale italiano  [*]

Fida Hussain è un ragazzo pakistano che vive a Brescia, fa parte della nazionale italiana di cricket e il suo sogno è difendere i colori azzurri ai prossimi mondiali.
Eppure a Brescia non può giocare. Anzi la mattina di domenica 13 settembre, mentre si allenava con altri amici in un quasi deserto parco Pescheto, assicura di essersi sentito dire da due agenti della Polizia Municipale di Brescia: «Se volete giocare a cricket, tornate nel vostro paese» [*]. È poi seguita una multa di 130 euro per la violazione di un articolo del regolamento polizia urbana che vieta giochi potenzialmente pericolosi all’interno dei parchi.

In un momento in cui gli sport di squadra di alto livello spariscono da Brescia, il cricket potrebbe essere una disciplina che porterebbe la nostra città ai vertici nazionali. Ne è sicuro Hussain: «Il problema è che non abbiamo un campo dove poterci allenare - spiega -. Con le strutture giuste potremmo avere 5 squadre che in Italia arrivano sempre ai primi posti». Lo conferma anche Simone Gambino, presidente della Federazione cricket italiana: «Brescia esprime un cricket che non è secondo a nessuno in Italia». Eppure in città c’è solo una squadra affiliata alla Fcri, fresca vincitrice della serie C: i Lions Brescia. «Nel febbraio del 2007 - racconta Gambino - ho incontrato l’allora assessore allo sport Lamberti che mi assicurò che in caso di conferma della giunta avrebbero fatto un campo». Poi le elezioni sono andate in modo diverso. «Con Rolfi è stata presa in considerazione l’ipotesi di usare il campo India, nella zona industriale di Fornaci, ma ci sono alcuni problemi di proprietà» continua Gambino.
Contro la multa data ai ragazzi si schiera Umberto Gobbi dell’associazione «Diritti per tutti»: «Stavano giocando con una pallina da tennis, non con la classica palla in legno, quindi non erano pericolosi. Il regolamento di polizia urbana viene così interpretato in modo discrezionale e razzista. Crediamo ci sia la volontà di impedire questa pratica in città tanto che il cricket è praticamente l’unica disciplina per cui il Comune non ha previsto un corso di avviamento allo sport». L’associazione, attraverso l’avvocato Manlio Vicini, ha annunciato ricorso se il sindaco non dovesse ritirare la sanzione.


Citazione:
[*]  ndr: i due "esimi e solerti" vigili di Rolfi, per la cronaca, sono gli stessi che hanno multato, l'altra settimana, i due ragazzi che stavano bevendo una birra nel luogo sbagliato: in via Milano anziché, ad esempio, in Piazzale Arnaldo e, per di più ... uno dei due non era del colore gradito ai nostri ed al loro "padrone" Rolfi. E questa osiamo chamarla ancora civiltà? Questa è ancora la nostra Brescia, quella che un tempo era appellata: la Città "culo bianco"?. Ma mi (ci) facciano il piacere .... sarà effetto dello smog, altrettanto molto caro e patrocinato dai nostri ... ma questa Città, da bianca, è divenuta decisamente Grigia, e non solo perché sporca di fuliggine, PM vari ma... soprattutto, da "ideali" che tali non sono e che, nascosti dietro ad un verde insipido ... lascia intravedere un nero molto marcato ... ma d'animo però (quello della pelle è, per questi, insopportabile ed intellettualmente inconcepibile. Scarsa materia grigia e cultura per poterlo metabolizzare e per potersi raffrontare senza il timore di farci una figura barbina)

Stan

 





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