Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 20 Ottobre 2009: Accadde Oggi Red su ansa
Posto fisso, è scontro.
Epifani: "Aprire tavolo"
Epifani: "Aprire tavolo"
Marcegaglia: Quella cultura è ritorno al passato
ROMA - Se il governo è davvero interessato al superamento della precarietà, apra un tavolo di confronto. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ricordando che "é necessario affrontare questi temi senza perdere altro tempo".
BERLUSCONI IN SINTONIA CON TREMONTI - "La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul posto fisso è l'ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell'occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un 'valore' le cosiddette partite Iva". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
MARCEGAGLIA: QUELLA CULTURA E' RITORNO AL PASSATO - "Riteniamo che la cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando le dichiarazioni di ieri del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
SACCONI: ASSICURARE DIRITTO A FORMAZIONE - Piu' che il diritto al posto fisso e' necessario assicurare il diritto alla formazione. Questa, in sintesi, la posizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi rispetto alle dichiarazioni espresse ieri dal collega dell'Economia, Giulio Tremonti. ''Non commento mai i miei colleghi di governo'', ha premesso Sacconi intervenendo a Mattino5 su Canale5. ''Osservo soltanto - ha proseguito - che ovviamente nessuno vuole subire la mobilita' da posto di lavoro a posto di lavoro: ciascuno vorrebbe poter scegliere il momento in cui cambiare, ovviamente in meglio. D'altronde la continuita' del posto non si afferma con norme di legge ma con l'occupabilita' del lavoratore per le sue conoscenze e competenze''. Il ministro ha dunque sottolineato l'importanza del ''diritto continuo al miglioramento delle proprie competenze, con cui puo' decidere il proprio percorso lavorativo''. Secondo Sacconi, dunque, e' vero che ''la scadenza di un rapporto di lavoro e' un'opportunita' per maggiori posti di lavoro, ma dal lavoratore viene tendenzialmente subita''. Pertanto ''e' la possibilita' di accedere alle conoscenze che consente una maggiore prospettiva''.
BRUNETTA: NO A POSTO FISSO - Un no viene anche dal ministro Renato Brunetta in un'intervista a Repubblica: "Tremonti vorrebbe una nuova societa' dei salariati, solo che questa non risponde alle esigenze di flessibilita' che pone il sistema. La sua e' una soluzione del Novecento che non va piu' bene in questo secolo, non si puo' tornare indietro''.
TREMONTI: CREDO A POSTO FISSO,
MEGLIO DI MOBILITA'
MEGLIO DI MOBILITA'
Dopo essere stato sbeffeggiato nelle canzoni, dato per morto nei convegni, considerato un residuo del passato e spesso una gabbia dai piu' giovani il posto fisso si prende la rivincita: a elogiarne l'importanza come ''la base sui cui organizzare'' il proprio ''progetto di vita e di famiglia'' e' stato oggi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il ministro ha sottolineato come l'incertezza e la mutabilita' del lavoro non siano un ''valore in se'''. E a dargli ragione, oltre ai dirigenti sindacali, ci sono i dati Istat che mettono in evidenza come in tempi di crisi il posto fisso (il contratto 'standard', dipendente a tempo indeterminato) abbia retto meglio degli altri al calo della domanda. Cosi' se nel secondo trimestre 2009 i contratti a termine sono diminuiti del 9,4%, scontando in gran parte le difficolta' delle aziende, i posti fissi sono aumentati dello 0,4%. ''Non credo che la mobilita' di per se' sia un valore - ha detto Tremonti - penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia. La variabilita' del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilita' - ha aggiunto il ministro nel suo intervento a un convegno della Bpm - per alcuni sono un valore in se', per me onestamente no''. I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno commentato immediatamente le parole del ministro: ''Chiedete un commento a Confindustria'' si e' limitato a dire il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani mentre per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, Tremonti ha parlato come un ''iscritto alla Uil''. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha definito ''condivisibili'' le parole di Tremonti, ma ha sottolineato anche come la flessibilita' debba costare di piu' alle aziende ed essere pagata di piu' per i lavoratori''. ''Mi trovo d'accordo con Tremonti - dice il segretario della Nidil-Cgil (Nuove identita' di lavoro), Filomena Trizio- adesso il ministro faccia scelte coerenti con le sue dichiarazioni. Ci sono circa 3,6 milioni di precari tra contratti a termine (2,2 milioni), rapporti di somministrazione (circa 600.000 gli interessati) e parasubordinati (850.000 essenzialmente atipici prevalentemente con un solo committente). Si incentivino le assunzioni a tempo indeterminato - conclude - e si eliminino i dumping tra le tipologie di lavoro perche' adesso la flessibilita' costa meno alle imprese''.














































