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Domenica, 20 Dicembre 2009 La Stampa
> Il Natale è servito con bon ton ed a solo 10 euro x persona
Pranzo di Natale: solo prodotti
made in Italy per 3 italiani su 4
made in Italy per 3 italiani su 4
L'esito dell'indagine di Coldiretti: a tavola trionfa la tradizione nostrana
È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la stragrande maggioranza degli italiani in occasione del menù di Natale escluderà dalle tavole i prodotti stranieri, dallo champagne alle ciliegie cilene, dal salmone all’ananas, dalle ostriche al caviale, sulla base dell’indagine «Xmas Survey 2009» di Deloitte. Se oltre nove italiani su dieci, secondo Confesercenti, trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici, a vincere saranno soprattutto - sottolinea la Coldiretti - i piatti della tradizione italiana: dal cappone in Piemonte alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria alla pizza de Natà nelle Marche, dai canederli in Trentino allo sfincione in Sicilia e molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane.
Portare in tavola meno caviale, ostriche e salmone e più bollito, cappelletti in brodo e pizze rustiche che recuperano le tradizioni del passato, è - continua la Coldiretti - un motivo per riassaporare i gusti del passato, ma anche per ridurre le spese del cenone e del pranzo di Natale. La tendenza è dunque quella di una sostanziale tenuta del cibo made in Italy con l’abbandono delle mode esterofile del passato pagate a caro prezzo. Evitare snobismi come l’acquisto di frutta fuori stagione consente di risparmiare moltissimo con le ciliegie cilene che - precisa la Coldiretti - possono superare i 20 euro al chilo, senza peraltro garantire la stessa freschezza e genuinità di arance, mandarini, clementine e kiwi di produzione nazionale. E il 98 per cento dei brindisi sarà Made in italy con una netta sconfitta dello champagne rispetto allo spumante con quasi 140 milioni di bottiglie stappate in Italia e all’estero.














































