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Giovedì, 5 Novembre 2009:
Precari in piazza per il 'posto fisso day'
Scuola: Annunciato per l'11 novembre alle ore 16 a Roma davanti Montecitorio e in tutte le altre città d’Italia presso le Prefetture.
Gli insegnanti e il personale Ata stanno infatti pagando le conseguenze dei tagli del governo Berlusconi con la precarietà e la disoccupazione, solo in quest’anno scolastico vengono tagliati ben 57.000 posti di lavoro.
Intanto entrano nel vivo, al Senato, i lavori sul dl precari scuola, quello che prevede corsie preferenziali di accesso alle supplenze per i docenti rimasti fuori a causa dei tagli. Oggi scadeva il termine in commissione Istruzione per gli emendamenti. Ne sono stati presentati un centinaio, di cui quasi una novantina da Pd e Idv che provano, così, a fare ostruzionismo
Si moltiplicano le proteste per sensibilizzare il governo e l'opinione pubblica sul tema dei precari della scuola: oggi l'Assemblea nazionale precari scuola ha annunciato che l'11 novembre metterà in atto, attraverso manifestazioni davanti Montecitorio e le prefetture di alcune città d'Italia, il 'posto fisso day'; domani è in programma la tavola rotonda 'Scuola: prepensionamenti e precari', alla presenza di tutti i più rappresentativi sindacati della scuola e di diversi politici di entrambi gli schieramenti; per venerdì il 'Coordinamento precari scuola' ha annunciato che attuerà una serie di sit-in davanti a tutte le sedi regionali della Rai per protestare contro il loro oscuramento da parte dei media.
La ripresa delle contestazioni si deve alla bassa incisività dei provvedimenti con cui il governo ha cercato negli ultimi mesi di porre freno agli effetti derivanti dal taglio, per l'anno scolastico in corso, di circa 30.000 cattedre e 15.000 unità di personale Ata: i contratti di disponibilità - che garantiscono un assegno Inps per otto mesi, l'anzianità lavorativa ed eventuali incarichi regionali a supporto della didattica e della prevenzione degli abbandoni scolastici - sono considerati dai diretti interessati una misura parziale, poiché applicabile per un breve periodo e comunque mirata a ‘salvare' dalla disoccupazione solo un parte di lavoratori non di ruolo (circa 20.000 a fronte di almeno 200.000 in lista d'attesa e con delle esperienze di supplenze alle spalle).
"Gli insegnanti e il personale Ata - spiega con una nota l'Assemblea nazionale precari scuola - stanno pagando le conseguenze dei tagli del governo Berlusconi-Tremonti con la precarietà e la disoccupazione e se solo in quest'anno scolastico vengono tagliati ben 57.000 posti di lavoro, nei prossimi due anni saranno espulsi almeno altri 100.000 lavoratori e lavoratrici".
I precari, che tornano a chiedere il "ritiro di tutti i tagli" e "immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti" sperano anche che il governo abbia deciso di cambiare politica: "dopo aver tagliato centinaia di migliaia di posti - dicono - Tremonti ci dice: ‘Credo nel posto fisso, la mobilità non è un valore'. Siamo d'accordo e chiediamo al ministro di passare dalle parole ai fatti".
Intanto entrano nel vivo, al Senato, i lavori sul dl precari scuola, quello che prevede corsie preferenziali di accesso alle supplenze per i docenti rimasti fuori a causa dei tagli. Oggi scadeva il termine in commissione Istruzione per gli emendamenti. Ne sono stati presentati un centinaio, di cui quasi una novantina da Pd e Idv che provano, così, a fare ostruzionismo.
"Questo decreto si chiama salva precari, ma, in realtà, lascia a casa gli insegnanti", spiega Antonio Rusconi, del Partito democratico. Gli emendamenti del Pd toccano molti punti: "Chiediamo il rispetto del piano triennale di assunzioni varato dall'ex governo Prodi- chiarisce Rusconi- la deducibilità dei costi dei libri di testo, il riconoscimento degli scatti stipendiali ai precari, il recupero di soldi per le scuole dell'infanzia paritarie, il dimezzamento dei tagli".
Ci sono emendamenti anche da parte della maggioranza, sei sono del relatore Francesco Bevilacqua che punta, tra l'altro, ad estendere anche al 2010/2011 la validità del dl e a garantire ai presidi vincitori dell'ultimo concorso che non hanno preso servizio la permanenza nelle graduatorie. La strategia della maggioranza è quella di trasformare in ordini del giorno gli emendamenti a patto che il governo poi li rispetti. Ma il Pd non ci sta: "Se i nostri saranno bocciati - annuncia Rusconi - li ripresenteremo anche in aula. Il governo non rispetta mai questi impegni".
Gli insegnanti e il personale Ata stanno infatti pagando le conseguenze dei tagli del governo Berlusconi con la precarietà e la disoccupazione, solo in quest’anno scolastico vengono tagliati ben 57.000 posti di lavoro.
Intanto entrano nel vivo, al Senato, i lavori sul dl precari scuola, quello che prevede corsie preferenziali di accesso alle supplenze per i docenti rimasti fuori a causa dei tagli. Oggi scadeva il termine in commissione Istruzione per gli emendamenti. Ne sono stati presentati un centinaio, di cui quasi una novantina da Pd e Idv che provano, così, a fare ostruzionismo
Si moltiplicano le proteste per sensibilizzare il governo e l'opinione pubblica sul tema dei precari della scuola: oggi l'Assemblea nazionale precari scuola ha annunciato che l'11 novembre metterà in atto, attraverso manifestazioni davanti Montecitorio e le prefetture di alcune città d'Italia, il 'posto fisso day'; domani è in programma la tavola rotonda 'Scuola: prepensionamenti e precari', alla presenza di tutti i più rappresentativi sindacati della scuola e di diversi politici di entrambi gli schieramenti; per venerdì il 'Coordinamento precari scuola' ha annunciato che attuerà una serie di sit-in davanti a tutte le sedi regionali della Rai per protestare contro il loro oscuramento da parte dei media.
La ripresa delle contestazioni si deve alla bassa incisività dei provvedimenti con cui il governo ha cercato negli ultimi mesi di porre freno agli effetti derivanti dal taglio, per l'anno scolastico in corso, di circa 30.000 cattedre e 15.000 unità di personale Ata: i contratti di disponibilità - che garantiscono un assegno Inps per otto mesi, l'anzianità lavorativa ed eventuali incarichi regionali a supporto della didattica e della prevenzione degli abbandoni scolastici - sono considerati dai diretti interessati una misura parziale, poiché applicabile per un breve periodo e comunque mirata a ‘salvare' dalla disoccupazione solo un parte di lavoratori non di ruolo (circa 20.000 a fronte di almeno 200.000 in lista d'attesa e con delle esperienze di supplenze alle spalle).
"Gli insegnanti e il personale Ata - spiega con una nota l'Assemblea nazionale precari scuola - stanno pagando le conseguenze dei tagli del governo Berlusconi-Tremonti con la precarietà e la disoccupazione e se solo in quest'anno scolastico vengono tagliati ben 57.000 posti di lavoro, nei prossimi due anni saranno espulsi almeno altri 100.000 lavoratori e lavoratrici".
I precari, che tornano a chiedere il "ritiro di tutti i tagli" e "immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti" sperano anche che il governo abbia deciso di cambiare politica: "dopo aver tagliato centinaia di migliaia di posti - dicono - Tremonti ci dice: ‘Credo nel posto fisso, la mobilità non è un valore'. Siamo d'accordo e chiediamo al ministro di passare dalle parole ai fatti".
Intanto entrano nel vivo, al Senato, i lavori sul dl precari scuola, quello che prevede corsie preferenziali di accesso alle supplenze per i docenti rimasti fuori a causa dei tagli. Oggi scadeva il termine in commissione Istruzione per gli emendamenti. Ne sono stati presentati un centinaio, di cui quasi una novantina da Pd e Idv che provano, così, a fare ostruzionismo.
"Questo decreto si chiama salva precari, ma, in realtà, lascia a casa gli insegnanti", spiega Antonio Rusconi, del Partito democratico. Gli emendamenti del Pd toccano molti punti: "Chiediamo il rispetto del piano triennale di assunzioni varato dall'ex governo Prodi- chiarisce Rusconi- la deducibilità dei costi dei libri di testo, il riconoscimento degli scatti stipendiali ai precari, il recupero di soldi per le scuole dell'infanzia paritarie, il dimezzamento dei tagli".
Ci sono emendamenti anche da parte della maggioranza, sei sono del relatore Francesco Bevilacqua che punta, tra l'altro, ad estendere anche al 2010/2011 la validità del dl e a garantire ai presidi vincitori dell'ultimo concorso che non hanno preso servizio la permanenza nelle graduatorie. La strategia della maggioranza è quella di trasformare in ordini del giorno gli emendamenti a patto che il governo poi li rispetti. Ma il Pd non ci sta: "Se i nostri saranno bocciati - annuncia Rusconi - li ripresenteremo anche in aula. Il governo non rispetta mai questi impegni".














































