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Sabato 11 Luglio : 2009 SIMONETTA ROBIONY, La Stampa
Preti pedofili, documento choc
In gara al RomaFictionFest l’opera di Berry sui Legionari di Cristo
Benedetto XVI, se da cardinale si era attenuto alla volontà di Giovanni Paolo II, dopo l’audizione di 50 testimoni, ha deciso di aprire una terza inchiesta. Preoccupa non solo il numero dei giovani che avrebbero subito molestie (dai 20 ai 100), ma la formazione dei seminaristi più simile a un lavaggio del cervello che a una vocazione. Per di più, tutti i membri sono vincolati a una sorta di segretissimo voto del silenzio». A presentare il documentario, oltre all’autore, il settantenne Jose Barba Martin, uno degli ex seminaristi di Maciel, a suo tempo molestato ma rimasto in silenzio fino al ‘94. «Ho parlato quando ho letto sui giornali che Giovanni Paolo II indicava ai giovani Maciel come un esempio da seguire. I suoi seguaci lo consideravano già un santo in terra. Non l’ho potuto accettare».
La realtà supera la fantasia
Curioso, ma proprio dai documentari della sezione Factual vengono fuori le storie più strane, a dimostrazione, ancora una volta, che la realtà supera ogni fantasia. C’è di tutto. E si analizza tutto. Il terrorismo dei giovanissimi kamikaze marocchini; il dramma di una donna sudanese musulmana messa da parte dal marito per una seconda moglie; l’emarginazione in cui sono costrette le vedove in India; la confessione di un city-boy della finanza londinese che con i suoi trucchi ha fatto i miliardi; l’esplorazione della prigione di Guantanamo che oggi Obama vorrebbe chiudere; la felicità delle coppie gay spagnole che hanno potuto adottare bambini; un affresco della Milano-da-bere degli Anni 80; la ricostruzione della strage di piazza Tienanmen dove morirono in tremila; una coppia sopravvisuta all’uragano Katrina; l’analisi di una amicizia negli anni della dittatura sovietica in Polonia. «Il documentario in Italia si vede pochissimo - spiega il curatore Serafino Murri - le tv generaliste non lo vogliono, anche se quando va in onda fa buoni ascolti, perchè l’esame della realtà dà fastidio, disturba. La minaccia, sulla reale rivoluzione di Chavez e del suo petrolio, commissionato dalla Rai, non è mai stato messo in onda, ma, ora che non è più vincolato, sta facendo il giro del mondo». Però, oggi anche da noi vive una nuova vita. «Grazie al computer. Siti web, You Tube, i social network stanno rivoluzionando il genere. E comunque, sempre più spesso, anche il cinema mescola materiale di finzione a materiale documentaristico».
Gli italiani
Vero. Vincere di Bellocchio è il caso più recente e meglio riuscito. 23 i documentari al festival, più alcuni fuori concorso. Due gli italiani. Uno di Pippo Mezzapesa, Pinuccio Lovero dal nome del protagonista, è il profilo di un giovanotto di Bitonto che, dopo averlo sognato per anni, è diventato custode di un cimitero dove, però, da quando c’è lui, non c’è nessuno da seppellire. L’altro, Dal basso dei cieli, della torinese Marilena Moretti, è il ritratto di un irregolare, Peppo Parolini, artista, spacciatore, eroinomane, jazzista, esponente della beat-generation, tuttora sbeffeggiatore a settant’anni. Il più curioso è Steal this film di Jamie King, portavoce del movimento pro-pirateria che in Svezia alle ultime elezioni ha ottenuto il 7% dei voti: l’atto di copiare, sostiene, King, è antico quanto il mondo, allora perchè penalizzarlo?














































