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Giovedì 2 Aprile : 2009 La Stampa
Primo Maggio, festa in musica
Vasco: "E' l'ora della solidarietà
Vasco: "E' l'ora della solidarietà
Il rocker sarà sul palco del concertone organizzato dai sindacati. A condurre l'evento sarà l'attore Sergio Castellitto
Superospite che dopo 10 anni tornerà sul palco del concertone, Vasco Rossi ha indirizzato al Concerto una lettera in cui si dichiara felice di partecipare: «Sono passati 10 anni da quanto mi accogliesti tra le tue braccia rock», scrive l’artista in una dedica al Primo Maggio letta dall’organizzatore Marco Godano. Per Vasco, «non tira una bella aria». Colpa della crisi ma anche della pesante messa in discussione di alcune «conquiste di libertà e convivenza civili faticosamente raggiunte negli ultimi decenni». Insomma, questo non è certo il mondo che vorrebbe il rocker, che dice di non aver mai gradito il termine "governare": «Sarebbe più corretto dire "amministrare", dalle mie parti "governare" s’intende accudire gli animali».
Il suo intento è «portare un pò di gioia» al 1 maggio (la sua performance durerà 45 minuti), un’occasione per «restituire un pò quello che ha ricevuto». E così, saputo della raccolta fondi per gli orfani delle vittime sul lavoro, ha offerto un contributo personale di 100 mila euro. «Sarà una bella festa», promette il Blasco, che tra qualche giorno inizierà le prove con la band, riunita apposta per l’occasione. E i musicisti Stef Burns e Matt Laugh sono in arrivo dagli Stati Uniti. «Il primo maggio non è il concerto di Vasco - dice Godano -, che con atteggiamento semplice e lineare ha chiesto di venire dopo che lo avevamo cercato negli anni scorsi». «Vasco è un punto di arrivo», aggiunge Sergio Rubino, autore insieme a Paolo Biamonte dell’evento che andrà in diretta su Raitre.
Nella giornata della Festa dei Lavoratori, il rock del Primo maggio giunge alla sua ventesima edizione e tra le anticipazioni vede salire sul palco Afterhours, Marlene Kuntz, Edoardo Bennato, Caparezza, Nomadi, Bandabardò e Marco Paolini. Anche se ancora in via ufficiosa, sul palco potrebbero salire inoltre un prete e Pierfrancesco Favino. «La grandezza del concerto del Primo Maggio sta nel fatto che non lo presenta nessuno, si autopresenta - ha sottolineato oggi in conferenza stampa Sergio Castellitto - in questo straordinario e ordinatissimo caos è la piazza a presentare l’evento. Io sarò il filo rosso che tiene insieme i passaggi musicali, i veri protagonisti della giornata
Castellitto ha voluto sottolineare l’importanza della festa di piazza. «Noi abbiamo colto l’emergenza emotiva dei ragazzi. È un piacere essere al servizio di questa piazza, che è poi una piazza prettamente meridionale, qualcuno la definirebbe sudista, e di questo concerto. E soprattutto non è un evento televisivo: è un evento della piazza di cui la tv è ospite, lo ruba e lo racconta, ma è una festa della piazza. E farla per il luogo, e non per la telecamera, cambia le carte in tavola». L’attore ha ammesso di averci pensato un pò prima di accettare, come fa per ogni suo progetto, e ha spiegato i motivi del suo sì. «Questo evento ha una sua intelligenza e potenza, devi saperci stare. La passione e l’entusiasmo di autori e organizzatori mi hanno coinvolto. Rientra nelle mie intenzioni di artista il mettermi alla prova su campi che non ho mai esplorato per vedere se ne sono capace. È una bella sfida quella di provare a tornare studente».
Castellitto ha scelto un modo singolare per portare un pò di sé alla piazza. «Uno dei collanti sarà la poesia - ha spiegato - vorrei raccontarne tanta a questi ragazzi che ne hanno una necessità straordinaria. Probabilmente pensavo a poeti come Majakovskij e Trilussa. Il Primo maggio, nella sua storia di successi, dimostra che non c’è gesto più politico e sociale dell’arte. Per questo ho accettato. Inoltre uno dei temi di questa edizione è quello delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro. Fare qualcosa per i ragazzi che rimangono orfani di genitori morti sul lavoro è uno degli altri motivi per cui ho accettato. E stiamo lavorando sulla possibilità di portare sul palco uno di questi orfani, che magari sappia suonare la chitarra. Sarebbe un gesto emotivo e, ci auguriamo, non retorico».
















































