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Mercoledì, 25 Novembre 2009 metropolis
Processo breve, via all´iter legislativo.
Scontro Alfano-Anm
Scontro Alfano-Anm
Il “salva-premier” sarà un colpo di spugna per quei procedimenti in fase di udienza preliminare e per quelli dei dibattimenti in primo grado già prescritti, oltre a quelli per i quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del disegno di legge sul ‘processo breve’’.
E l’allarme riguarda anche le procure di provincia. Proprio dalle colonne di Metropolis, il procuratore capo della Repubblica a Torre Annunziata, Diego Marmo, aveva sottolineato la gravità delle ripercussioni del processo breve.
Soprattutto in un territorio dove c’è un altissimo tasso di criminalità organizzata e dove l’illegalità è diffusa. Un condono per un’esercito di imputati ed una mannaia per almeno 18mila processi già assegnati ai pubblici ministeri che operano tra Torre Annunziata e le sue sedi distaccate, tra le quali Torre del Greco, Castellammare, Sorrento e Gragnano.
E proprio a Torre Annunziata, venerdì mattina arriverà il ministro, Angelino Alfano. Una giornata importante per il palazzo di Giustizia torrese. Al guardasigilli, così come ai suoi predecessori che hanno fatto visita al tribunale-cantiere, i magistrati presenteranno la foto di una struttura in ginocchio. Dove manca persino la carta per fotocopiare gli atti. Ma sarà anche un momento per confrontarsi e per urlare al governo il disappunto di una schiera di giudici che dovranno mettere in archivio mesi, e spesso anni, di lavoro in indagini che il “salva-premier” cancelleranno per sempre.
Il dossier dell’Anm diffuso ieri contiene quei dati che “smentiscono clamorosamente le rosee previsioni del ministro Alfano”, che alla Camera aveva parlato della prescrizione dell’1% dei procedimenti pendenti. La rilevazione è stata compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti. E “sebbene si tratti dei primi dati comunicati dagli uffici giudiziari, essi sono calcolati su un campione particolarmente significativo e rappresentativo, perché provengono dai tribunali delle grandi città”.
Alfano però scatta in piedi e sbatte i pugni. “Ma stiamo scherzando?”, dice. Il guardasigilli invita l’Anm a “non giocare con le parole e neanche con i numeri” e dunque a “chiarire bene i termini della questione”. “Se non precisa bene i termini della questione - aggiunge Alfano - credo che l’Anm sia incorsa in un clamoroso abbaglio: i procedimenti pendenti in Italia sono circa 3 milioni e 300 mila e il 50% fa oltre un milione e 600 mila. Appunto - conclude Alfano - un clamoroso abbaglio”.
“Ora ci aspettiamo una discussione serena ma informata, che si estenda anche alla legge Finanziaria e alle residue possibilità di prevedere risorse e stanziamenti adeguati al rilancio della giustizia” affermano il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini. “Nei prossimi giorni, e anche in occasione del Salone di Rimini, dove saranno presenti tutte le componenti della giustizia -annunciano- potremo fornire dati più completi e confrontarci con gli altri protagonisti del processo, senza dimenticare le vittime del reato”.
“Quel che non è possibile immaginare è che giudici e pubblici ministeri, ma anche gli organi di polizia giudiziaria, possano continuare a svolgere serenamente e con impegno il proprio lavoro, sapendo che la metà della loro attività sfumerà certamente entro il primo grado di giudizio. Né si pensi che le percentuali, aritmeticamente inferiori, che risulterebbero tenendo conto di tutti i procedimenti per i quali sia stata esercitata l’azione penale, potrebbero tranquillizzare: la prescrizione, evidentemente, matura in corso di giudizio, e la sorte è quella che emerge dai primi numeri sia nei dibattimenti sia nei procedimenti in fase di udienza preliminare”.
Intanto, nel tentativo di smorzare i toni delle polemiche, il Csm lancia tre proposte alla platea dei magistrati che incontrava per la prima volta: ‘’aprire un tavolo di confronto sulle sedi disagiate, un altro tavolo per valutare i bisogni di risorse e mezzi delle Procure in relazione ai fondi aggiuntivi per la giustizia che potrebbero venire dall’utilizzo dei beni sequestrati ai clan, e un terzo tavolo per consentire il contributo dei magistrati al piano straordinario che il governo intende lanciare contro la mafia’’.
Ieri è iniziato l’iter legislativo per il processo breve e “contiamo di votare il testo a Palazzo Madama entro Natale - assicura il presidente della commissione Filippo Berselli - perché dovremmo concluderne l’esame in commissione” in circa 15 giorni. E cioé il lasso di tempo che probabilmente sarà concesso per presentare gli emendamenti a un’altra riforma che sta a cuore del governo: quella delle intercettazioni”.














































