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Lunedì, 21 Dicembre 2009 Adalberto Migliorati, gdb
AIUTIAMOCIAVIVERE
Appello dall’Amazzonia brasiliana. Nei giorni scorsi è giunto un foglio piegato in quattro con gli auguri di buon Natale 2009, Buon Anno 2010, le foto di due gemellini, di una catapecchia di lamiere e della casetta in muratura che l’ha sostituita. Una lettera, indirizzata a padrini, madrine, amici e benefattori, illustra la situazione.
Si legge: «Vi scriviamo a nome delle mille e cento famiglie che il vostro Provida, mediante adozioni a distanza, alimenti, medicine, asili d’infanzia, doposcuola e corsi professionali, cerca di liberare da situazioni di miseria e di abbandono. In vista del Natale che si avvicina e che vi desideriamo felice e ricco di opere buone, stavolta vogliamo parlarvi delle piccole case in muratura che dal 1997 realizziamo a favore di famiglie senza tetto o costrette ad abitare in fragili e indecenti baracche di fortuna. In 12 anni ne abbiamo messe in piedi più di 130 e tutte in base alla generosità di qualcuno di voi: singole persone, famiglie, scuole o parrocchie».
A quale costo?
Viene spiegato: «In principio ci bastavano 500 dollari o 500 euro ma, a seguito della svalutazione monetaria, siamo stati obbligati a chiedere mille euro da 5-6 anni in qua. Non avete però l’idea di come tali casette siano belle e attraenti. Brillanti per il rosso delle tegole e dei mattoni nuovi, hanno il pavimento di pietra e cemento asciutto, sollevato dal suolo umido e frequentemente acquitrinoso. Constano di un solo ambiente di quattro metri per quattro, ma hanno due finestre e due porte che le mantengono in comunicazione con l’ambiente circostante, le piante, gli uccelli e il fiume».
A noi italiani possono sembrare poca cosa, invece, «viste fra le altre case di tavole, plastica e panni sbiaditi, sembrano regge e mettono in evidenza la famiglia che ha ricevuto il dono».
Ma quante persone vi abitano? «Alle volte la mamma e due figli. Più spesso, padre, madre, figli, nonni e parenti, tanto stabili quanto avventizi. È più facile trovarci dentro una comunità invece che una famiglia. È in nome di queste famiglie fortunate che quest’anno vi auguriamo un Natale bello e straordinario».
La lettera è firmata dal bresciano padre Savino, da Carlo, Giuseppe, Maria, Lucivaldo, Diego anche a nome di altri quindici operatori dell’associazione.
L’obiettivo è quello di realizzare altre cento nuove abitazioni. «Vuoi che Provida ne realizzi una a tuo nome? Costa soltanto mille euro. Scrivici a C.P. 55 - Cep 66017-970 - Belém do Parà (Brasil) - savinoamazon.com.br; in Italia telefona ad Antonio Mombelli 0289155125.
Scaip: «Cibo ai bambini»
«Ogni cinque secondi nel mondo muore un bimbo di fame. Come è possibile che una persona, di fronte ad una simile immane tragedia, possa rimanere indifferente? Come è possibile che quelli che dovrebbero essere i "Grandi del Mondo" si sprechino nelle assemblee internazionali unicamente con grandi promesse e tante parole, ma niente aiuti concreti?» scrive Camillo Fratus, presidente Scaip, il Servizio collaborazione assistenza internazionale piamartino, con sede in via Ferri, 75, 25123 Brescia, telefono 0302306873, indirizzo email infoscaip.it
Aggiunge Camillo Fratus: «Si pensi che le spese amministrative sostenute dalla Fao sono il 50 per cento di tutti gli stanziamenti degli Stati partecipanti. Tragico pensare alle parole che ci potrebbero essere rivolte alla resa dei conti: "Via, lontano da me, maledetti,... perché ho avuto fame, sete, ero nudo, straniero... e non mi avete aiutato!»
«Papa Benedetto XVI al vertice della Fao ha sottolineato la necessità impellente di affrontare seriamente il problema della fame nel mondo, eliminando sprechi e opulenze. Siamo quindi disponibili verso i bisognosi, non deleghiamo ad altri quello che spetta a ciascuno di noi, non rimandiamo a domani ciò che possiamo fare subito».
«Solo così - conclude Fratus - il Natale porterà gioia e serenità a noi e alle nostre famiglie e sollievo ai bambini dell’Angola e del Mozambico e ai ragazzi di strada dell’America Latina».
Quei bimbi affamati
Appello dall’Amazzonia brasiliana. Nei giorni scorsi è giunto un foglio piegato in quattro con gli auguri di buon Natale 2009, Buon Anno 2010, le foto di due gemellini, di una catapecchia di lamiere e della casetta in muratura che l’ha sostituita. Una lettera, indirizzata a padrini, madrine, amici e benefattori, illustra la situazione.
Si legge: «Vi scriviamo a nome delle mille e cento famiglie che il vostro Provida, mediante adozioni a distanza, alimenti, medicine, asili d’infanzia, doposcuola e corsi professionali, cerca di liberare da situazioni di miseria e di abbandono. In vista del Natale che si avvicina e che vi desideriamo felice e ricco di opere buone, stavolta vogliamo parlarvi delle piccole case in muratura che dal 1997 realizziamo a favore di famiglie senza tetto o costrette ad abitare in fragili e indecenti baracche di fortuna. In 12 anni ne abbiamo messe in piedi più di 130 e tutte in base alla generosità di qualcuno di voi: singole persone, famiglie, scuole o parrocchie».
A quale costo?
Viene spiegato: «In principio ci bastavano 500 dollari o 500 euro ma, a seguito della svalutazione monetaria, siamo stati obbligati a chiedere mille euro da 5-6 anni in qua. Non avete però l’idea di come tali casette siano belle e attraenti. Brillanti per il rosso delle tegole e dei mattoni nuovi, hanno il pavimento di pietra e cemento asciutto, sollevato dal suolo umido e frequentemente acquitrinoso. Constano di un solo ambiente di quattro metri per quattro, ma hanno due finestre e due porte che le mantengono in comunicazione con l’ambiente circostante, le piante, gli uccelli e il fiume».
A noi italiani possono sembrare poca cosa, invece, «viste fra le altre case di tavole, plastica e panni sbiaditi, sembrano regge e mettono in evidenza la famiglia che ha ricevuto il dono».
Ma quante persone vi abitano? «Alle volte la mamma e due figli. Più spesso, padre, madre, figli, nonni e parenti, tanto stabili quanto avventizi. È più facile trovarci dentro una comunità invece che una famiglia. È in nome di queste famiglie fortunate che quest’anno vi auguriamo un Natale bello e straordinario».
La lettera è firmata dal bresciano padre Savino, da Carlo, Giuseppe, Maria, Lucivaldo, Diego anche a nome di altri quindici operatori dell’associazione.
L’obiettivo è quello di realizzare altre cento nuove abitazioni. «Vuoi che Provida ne realizzi una a tuo nome? Costa soltanto mille euro. Scrivici a C.P. 55 - Cep 66017-970 - Belém do Parà (Brasil) - savinoamazon.com.br; in Italia telefona ad Antonio Mombelli 0289155125.
Scaip: «Cibo ai bambini»
«Ogni cinque secondi nel mondo muore un bimbo di fame. Come è possibile che una persona, di fronte ad una simile immane tragedia, possa rimanere indifferente? Come è possibile che quelli che dovrebbero essere i "Grandi del Mondo" si sprechino nelle assemblee internazionali unicamente con grandi promesse e tante parole, ma niente aiuti concreti?» scrive Camillo Fratus, presidente Scaip, il Servizio collaborazione assistenza internazionale piamartino, con sede in via Ferri, 75, 25123 Brescia, telefono 0302306873, indirizzo email infoscaip.it
Aggiunge Camillo Fratus: «Si pensi che le spese amministrative sostenute dalla Fao sono il 50 per cento di tutti gli stanziamenti degli Stati partecipanti. Tragico pensare alle parole che ci potrebbero essere rivolte alla resa dei conti: "Via, lontano da me, maledetti,... perché ho avuto fame, sete, ero nudo, straniero... e non mi avete aiutato!»
«Papa Benedetto XVI al vertice della Fao ha sottolineato la necessità impellente di affrontare seriamente il problema della fame nel mondo, eliminando sprechi e opulenze. Siamo quindi disponibili verso i bisognosi, non deleghiamo ad altri quello che spetta a ciascuno di noi, non rimandiamo a domani ciò che possiamo fare subito».
«Solo così - conclude Fratus - il Natale porterà gioia e serenità a noi e alle nostre famiglie e sollievo ai bambini dell’Angola e del Mozambico e ai ragazzi di strada dell’America Latina».














































