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Domenica 10 Maggio : 2009 Francesco Alberti, Giornale di Brescia
Raccolta differenziata:
alcuni oggetti misteriosi
alcuni oggetti misteriosi
Tra i dubbi dei lettori sulla destinazione di alcuni rifiuti, l’olio della frittura e le vaschette di polistirolo
La prima richiesta è della signora Ornella, una casalinga molto attenta nella raccolta differenziata dei rifiuti, sotto il lavandino ha un contenitore per il vetro, uno per la plastica, quello per i rifiuti organici, quello per il «misto» come lo chiama lei, ovvero i rifiuti che vanno nel cassonetto dei «non recuperabili». Ma per dove vada l’olio della frittura non ha notizie, «ve lo dico sottovoce, io lo butto nello scarico del lavandino, lo so che non si fa: ma dove devo metterlo allora?» Ora verifichiamo.
Chiara invece è alle prese con le vaschette di polistirolo per alimenti, dove normalmente vengono imballate frutta, verdura, carne e formaggi. «Le informazioni che trovo sui cassonetti non contemplano il polistirolo. Allora dove va?» Verifichiamo anche questa, come sempre dobbiamo documentarci perché, anche stavolta, di nostro siamo impreparati. Del resto quando si parla di raccolta differenziata tutti i facciamo gli esperti sui «maxitemi» la carta, il vetro, l’alluminio ecc. Ma se vi chiedessero dove vanno gli accendini? E la cenere di sigaretta? E i bottoni? I tovaglioli di carta usati ed unti? E le canne per l’irrigazione? I neon dove li mettereste? E gli incensi che usate per profumare le vostre case? E ancora, i cd?
Olio da frittura nello scarico?
Vi è venuta l’ansia da «differenziata»? Bene. Dicevamo, per documentarci siamo andati sul sito www.civicabrescia.it, al quale fa riferimento l’omonima associazione «apartitica di liberi cittadini», e dove si può trovare, e scaricare, un utile, e agile, libretto che ci dice dove «mettere» ogni tipo di rifiuto, in rete c’è anche l’aggiornamento. L’olio da cucina usato va portato all’isola ecologica, mentre il polistirolo va nei cassonetti della plastica, dove vanno anche tutti gli imballaggi comprese le borsine della spesa (di plastica ovviamente...) ed i bicchierini del caffè, quelli dei distributori per intenderci.
Per quanto riguarda la pratica della nostra lettrice, che butta l’olio nello scarico, abbiamo fatto una ricerca su Internet, trovando l’allarme di un sito denuncia ambientalista: «Un litro di olio contamina circa un milione di litri d’acqua, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni». Ci sembra un’esagerazione, tipica di un catastrofismo per cui il mondo sta inevitabilmente andando verso la rovina... E tuttavia, resta il fatto che l’olio negli scarichi di casa bene non fa, e che l’olio recuperato viene utilizzato in vari modi tra cui anche la produzione del biodiesel, altri impieghi sono la purificazione e impiego nella produzione di mangimi da usare in zootecnia. Il problema, semmai, è la difficoltà di rimettere l’olio in taniche, riempirle giorno dopo giorno e portarle nell’isola ecologica.
Facciamo infine nostra la proposta di Chiara. «Perché sui vari cassonetti non viene indicato in dettaglio tutto quello che vi ci si può mettere? Si potrebbero mettere dei grossi adesivi, oppure fare delle bacheche vicino ai cassonetti» Il messaggio è lanciato.
Risposte ad alcuni misteri
P.S. Ecco le risposte ai nostri quesiti:
accendini - non recuperabile, cassonetto grigio;
cenere di sigaretta - organico, cassonetto marrone;
bottoni - non recuperabile, cassonetto grigio;
tovaglioli di carta unti - organico, cassonetto marrone;
canne per l’irrigazione - non recuperabile, cassonetto grigio;
neon - rifiuti pericolosi, isola ecologica;
incensi per le case - organico, cassonetto marrone;
cd non recuperabile.
Se avete altri dubbi, chiamateci.














































