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Mercoledì 17 Giugno : 2009
Siamo ancora nel bel mezzo della crisi economica e misure di contenimento sono state adottate da molti governi, chi più, chi meno, chi quasi niente come quello italiano. Che cosa ci aspetta all'uscita del tunnel? L'Europa non potrà più contare sul traino dell'export e dovrebbe puntare sulla crescita della domanda interna. Servirebbe una politica fiscale sempre più comunitaria e sempre meno nazionale. Una politica difficilissima dopo le ultime elezioni del Parlamento di Strasburgo.
Al Premier Berlusconi non risulta che ci siano lavoratori senza tutela in caso di perdita del lavoro. E ha smentito il Governatore Draghi che stima in 1,6 milioni i cittadini in queste condizioni. I nostri calcoli tra i soli lavoratori dipendenti arrivano a una valutazione fino a 2 milioni. E sono lavoratori con più alto rischio di perdere il lavoro. Opportuna una smentita della smentita.
Siamo ancora lontani dall'effettiva liberalizzazione nel settore del gas. Lo si vede bene da uno dei nodi cruciali della filiera: lo stoccaggio. Dove il Gruppo Eni monopolizza il 97 per cento della capacità. Necessario introdurre concorrenza e arrivare presto all'avvio di una borsa del gas.
Tutti paesi cercano di essere sede delle Olimpiadi o di altri grandi eventi sportivi. Perché? Pochi i vantaggi economici. E' una questione di immagine politica internazionale.
Multimedia
Audio: Luigi Guiso e Roberto Petrini a Il Terzo Anello, Radio 3 - 11 giugno
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell'Irpef a questo sito in quanto "associazione di promozione sociale": Associazione La Voce, Via Bellezza 15 - 20136 Milano, codice fiscale 97320670157
Sul sito del Festival dell'Economia di Trento le registrazioni video di lezioni magistrali, dibattiti e dei tre "processi" sulla crisi: agli economisti, alle autorità e alla finanza.
L'immagine più votata, vincitrice del concorso fotografico de lavoce.info
* COSA CI SARÀ DOPO LA CRISI
di Andrea Boitani e Massimo Bordignon
argomento Conti Pubblici
E' la peggiore crisi dagli anni Trenta. Ma è utile guardare più lontano nel tempo, per capire le possibilità del nostro paese, che oltretutto ha beneficiato meno della crescita precedente. Aumenteranno disavanzi e debiti pubblici, in particolare nei paesi avanzati. Si ridurrà la domanda Usa ed è illusorio contare sulla Cina per riavviare un modello fondato sulle esportazioni. Servirebbero una politica fiscale sempre più europea e riforme strutturali. Difficili da realizzare. Ma l'alternativa è una progressiva emarginazione dell'Europa. E dell'Italia.
* QUANTI SONO I LAVORATORI SENZA TUTELE
di Fabio Berton , Matteo Richiardi e Stefano Sacchi
argomento Lavoro
Due milioni nello scenario peggiore, un milione e mezzo in quello più favorevole: sono questi i numeri dei lavoratori senza tutele. Gli interventi del governo hanno sì ridotto la platea dei coloro che in caso di perdita del posto resterebbero privi di qualsiasi forma di sussidio, ma sono ben lungi dall'averla annullata. Tanto più che le indennità di disoccupazione e in deroga si esauriscono in fretta, mentre la crisi occupazionale potrebbe essere lunga. Tutto il sistema è da riformare in mercato del lavoro caratterizzato da carriere sempre più frammentate.
* STOCCAGGIO DEL GAS: QUI LA CONCORRENZA NON E' DI CASA
di Alberto Cavaliere
argomento Concorrenza e Mercati - Energia e Ambiente
Dopo la liberalizzazione, regole stabilite da Aeeg garantiscono l'accesso allo stoccaggio alle imprese che vendono gas. Ma la burocrazia blocca i nuovi concessionari. Le riserve disponibili sono perciò insufficienti, mentre lo stoccaggio continua a essere monopolizzato di fatto da una controllata di Eni. Si potrebbe ricorrere al razionamento mediante asta. Permetterebbe una redistribuzione a favore dei concorrenti di Eni, purché si pongano limiti alla quantità massima di stoccaggio per singolo operatore. Un intervento necessario anche per l'avvio di una borsa del gas.
* ALLE OLIMPIADI VINCE IL COMMERCIO
di Andrew K. Rose
argomento Sport - Internazionali
Perché i paesi di tutto il mondo si accapigliano per ospitare le Olimpiadi o altri grandi avvenimenti sportivi? I vantaggi economici sono raramente positivi e quelli non economici sono difficili da misurare. Esiste però un effetto-Olimpiade sul commercio: le esportazioni dei paesi candidati aumentano in modo consistente e duraturo. Ha ben poco a che vedere con la costruzione di nuove infrastrutture legate all'evento. Piuttosto, la candidatura ai giochi è un segnale politico, seppure costoso, collegato a un processo di liberalizzazione in corso.
Al Premier Berlusconi non risulta che ci siano lavoratori senza tutela in caso di perdita del lavoro. E ha smentito il Governatore Draghi che stima in 1,6 milioni i cittadini in queste condizioni. I nostri calcoli tra i soli lavoratori dipendenti arrivano a una valutazione fino a 2 milioni. E sono lavoratori con più alto rischio di perdere il lavoro. Opportuna una smentita della smentita.
Siamo ancora lontani dall'effettiva liberalizzazione nel settore del gas. Lo si vede bene da uno dei nodi cruciali della filiera: lo stoccaggio. Dove il Gruppo Eni monopolizza il 97 per cento della capacità. Necessario introdurre concorrenza e arrivare presto all'avvio di una borsa del gas.
Tutti paesi cercano di essere sede delle Olimpiadi o di altri grandi eventi sportivi. Perché? Pochi i vantaggi economici. E' una questione di immagine politica internazionale.
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Audio: Luigi Guiso e Roberto Petrini a Il Terzo Anello, Radio 3 - 11 giugno
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Destinate e fate destinare il 5 per mille dell'Irpef a questo sito in quanto "associazione di promozione sociale": Associazione La Voce, Via Bellezza 15 - 20136 Milano, codice fiscale 97320670157
Sul sito del Festival dell'Economia di Trento le registrazioni video di lezioni magistrali, dibattiti e dei tre "processi" sulla crisi: agli economisti, alle autorità e alla finanza.
L'immagine più votata, vincitrice del concorso fotografico de lavoce.info
* COSA CI SARÀ DOPO LA CRISI
di Andrea Boitani e Massimo Bordignon
argomento Conti Pubblici
E' la peggiore crisi dagli anni Trenta. Ma è utile guardare più lontano nel tempo, per capire le possibilità del nostro paese, che oltretutto ha beneficiato meno della crescita precedente. Aumenteranno disavanzi e debiti pubblici, in particolare nei paesi avanzati. Si ridurrà la domanda Usa ed è illusorio contare sulla Cina per riavviare un modello fondato sulle esportazioni. Servirebbero una politica fiscale sempre più europea e riforme strutturali. Difficili da realizzare. Ma l'alternativa è una progressiva emarginazione dell'Europa. E dell'Italia.
* QUANTI SONO I LAVORATORI SENZA TUTELE
di Fabio Berton , Matteo Richiardi e Stefano Sacchi
argomento Lavoro
Due milioni nello scenario peggiore, un milione e mezzo in quello più favorevole: sono questi i numeri dei lavoratori senza tutele. Gli interventi del governo hanno sì ridotto la platea dei coloro che in caso di perdita del posto resterebbero privi di qualsiasi forma di sussidio, ma sono ben lungi dall'averla annullata. Tanto più che le indennità di disoccupazione e in deroga si esauriscono in fretta, mentre la crisi occupazionale potrebbe essere lunga. Tutto il sistema è da riformare in mercato del lavoro caratterizzato da carriere sempre più frammentate.
* STOCCAGGIO DEL GAS: QUI LA CONCORRENZA NON E' DI CASA
di Alberto Cavaliere
argomento Concorrenza e Mercati - Energia e Ambiente
Dopo la liberalizzazione, regole stabilite da Aeeg garantiscono l'accesso allo stoccaggio alle imprese che vendono gas. Ma la burocrazia blocca i nuovi concessionari. Le riserve disponibili sono perciò insufficienti, mentre lo stoccaggio continua a essere monopolizzato di fatto da una controllata di Eni. Si potrebbe ricorrere al razionamento mediante asta. Permetterebbe una redistribuzione a favore dei concorrenti di Eni, purché si pongano limiti alla quantità massima di stoccaggio per singolo operatore. Un intervento necessario anche per l'avvio di una borsa del gas.
* ALLE OLIMPIADI VINCE IL COMMERCIO
di Andrew K. Rose
argomento Sport - Internazionali
Perché i paesi di tutto il mondo si accapigliano per ospitare le Olimpiadi o altri grandi avvenimenti sportivi? I vantaggi economici sono raramente positivi e quelli non economici sono difficili da misurare. Esiste però un effetto-Olimpiade sul commercio: le esportazioni dei paesi candidati aumentano in modo consistente e duraturo. Ha ben poco a che vedere con la costruzione di nuove infrastrutture legate all'evento. Piuttosto, la candidatura ai giochi è un segnale politico, seppure costoso, collegato a un processo di liberalizzazione in corso.














































