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Martedì, 20 Ottobre 2009: Accadde Oggi
A una settimana dal nostro appello per il finanziamento de lavoce.info, 257 lettori ci hanno inviato 17.500 euro. È un primo risultato straordinario che ci dà fiducia nel futuro di questo sito, certi che anche nei prossimi giorni e settimane continueranno ad arrivare contributi. Spesso le sottoscrizioni sono accompagnate da utili suggerimenti che terremo in considerazione. A partire dal modulo per i versamenti mensili che sarà disponibile nei prossimi giorni.
L'Irap è, insieme all'Ici, la tassa più odiata dagli italiani. Da tempo si parla di abolirla. Ma nessuno lo fa. Perché costerebbe 27 miliardi all'anno alle casse dello stato. E perché toglierebbe ulteriormente agli enti locali autonomia impositiva, deresponsabilizzandoli nelle loro spese agli occhi dei cittadini.
La crisi ha documentato che i governi intervengono a sostegno delle banche in sofferenza. Altro che fine del capitalismo! Bisognerebbe adesso occuparsi seriamente di riformare i mercati finanziari prima che gli istituti di credito tornino ad assumersi rischi insensati. Gli analisti quantitativi hanno creato derivati e prodotti strutturati per far soldi (per pochi) a rischio (di tutti). Ma non per questo possiamo e dobbiamo fare a meno della matematica in finanza. Abbiamo raccolto in un Dossier "Gli economisti e la crisi" gli interventi pubblicati da lavoce.info nei mesi scorsi sulla riflessione critica che la categoria sta compiendo sulle proprie responsabilità nella crisi.
Quali sono i criteri formativi che ispirano i nuovi ordinamenti proposti dal Governo per la scuola secondaria? E chi ha valutato, e come, le tante sperimentazioni varate in questi anni? Bene chiederselo se non vogliamo che la riforma annunciata per il 2010 si riveli l'ennesima doccia scozzese.
300 parole
Posto fisso per chi? di Tito Boeri e Vincenzo Galasso
La sanità di Sacconi di Massimo Bordignon e Nerina Dirindin
Vero o Falso?
Anche gli ingegneri sbagliano - > Video
Multimedia
Video: Tito Boeri sulle pensioni e Banca del Mezzogiorno al Tg3, Rai3 - 16 ottobre
* PERCHÉ ABOLIRE L'IRAP?
di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
argomento Fisco
Se la Francia abolisce la sua Irap, perché non farlo anche noi? Per la verità, Oltralpe non stanno pensando di eliminarla, bensì di introdurla per sostituire la taxe professionelle. Comunque, prima di intervenire sull'imposta regionale sulle attività produttive bisognerebbe chiarire con quali obiettivi. Perché in molti casi potrebbero rivelarsi più utili interventi diversi. Resta il fatto che l'abolizione dell'Irap non porrebbe solo un problema di copertura, ma anche quello di garantire alle Regioni un prelievo che le doti di un adeguato margine di autonomia.
* MA IL CAPITALISMO È ANCORA VIVO
di Charles Wyplosz
argomento Finanza
La lezione che si può trarre da questa crisi è che le banche hanno costretto i governi a correre in loro soccorso. Non c'è dunque nessuna ragione perché non ricomincino a fare i loro giochetti. Per impedirlo si possono ipotizzare tre soluzioni: ridurre la grandezza dei guppi bancari, esigere l'aumento della loro capitalizzazione, pretendere un loro "testamento da vivo", ovvero l'indicazione di come frazionarli in tanti piccoli istituti in caso di fallimento. Saranno comunque le scelte di Regno Unito e Stati Uniti a delineare il capitalismo finanziario del futuro.
* NON TUTTI I QUANT VENGONO PER NUOCERE
di Riccardo Cesari
argomento Finanza
Considerare i quant come principale colpevole della crisi non rende giustizia alla realtà dei fatti perché la categoria ha fatto parte di una complessa macchina da soldi per pochi e da rischi per tutti. Ma non c'è bisogno di una matematica nuova per la finanza, basta un uso intelligente degli strumenti quantitativi, anche sofisticati, che la finanza matematica acquisisce e sviluppa. Per esempio, il Regolamento emittenti della Consob fa esplicitamente il ricorso alle metodologie dei quant per la quantificazione del grado di rischio degli strumenti offerti ai risparmiatori.
* LA SCUOLA DOPO L'ENNESIMA DOCCIA SCOZZESE
di Chiara Saraceno
argomento Scuola e Università
Da anni, la scuola italiana è sottoposta a una sorta di doccia scozzese. A sperimentazioni di varia qualità seguono interventi di riforma che non ne tengono affatto conto. L'ultimo esempio è la riorganizzazione degli indirizzi nella scuola superiore. Sembra avere come obiettivo la mera riduzione dei costi. Perché non è chiaro quali siano le logiche formative che portano a tagliare le ore di materie chiave in ogni tipo di indirizzo (e i documenti alla base di questa riorganizzazione sono noti solo agli addetti ai lavori). Continueremo così a formare cittadini ignoranti dei meccanismi fondamentali che regolano la società in cui vivono.
L'Irap è, insieme all'Ici, la tassa più odiata dagli italiani. Da tempo si parla di abolirla. Ma nessuno lo fa. Perché costerebbe 27 miliardi all'anno alle casse dello stato. E perché toglierebbe ulteriormente agli enti locali autonomia impositiva, deresponsabilizzandoli nelle loro spese agli occhi dei cittadini.
La crisi ha documentato che i governi intervengono a sostegno delle banche in sofferenza. Altro che fine del capitalismo! Bisognerebbe adesso occuparsi seriamente di riformare i mercati finanziari prima che gli istituti di credito tornino ad assumersi rischi insensati. Gli analisti quantitativi hanno creato derivati e prodotti strutturati per far soldi (per pochi) a rischio (di tutti). Ma non per questo possiamo e dobbiamo fare a meno della matematica in finanza. Abbiamo raccolto in un Dossier "Gli economisti e la crisi" gli interventi pubblicati da lavoce.info nei mesi scorsi sulla riflessione critica che la categoria sta compiendo sulle proprie responsabilità nella crisi.
Quali sono i criteri formativi che ispirano i nuovi ordinamenti proposti dal Governo per la scuola secondaria? E chi ha valutato, e come, le tante sperimentazioni varate in questi anni? Bene chiederselo se non vogliamo che la riforma annunciata per il 2010 si riveli l'ennesima doccia scozzese.
300 parole
Posto fisso per chi? di Tito Boeri e Vincenzo Galasso
La sanità di Sacconi di Massimo Bordignon e Nerina Dirindin
Vero o Falso?
Anche gli ingegneri sbagliano - > Video
Multimedia
Video: Tito Boeri sulle pensioni e Banca del Mezzogiorno al Tg3, Rai3 - 16 ottobre
* PERCHÉ ABOLIRE L'IRAP?
di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
argomento Fisco
Se la Francia abolisce la sua Irap, perché non farlo anche noi? Per la verità, Oltralpe non stanno pensando di eliminarla, bensì di introdurla per sostituire la taxe professionelle. Comunque, prima di intervenire sull'imposta regionale sulle attività produttive bisognerebbe chiarire con quali obiettivi. Perché in molti casi potrebbero rivelarsi più utili interventi diversi. Resta il fatto che l'abolizione dell'Irap non porrebbe solo un problema di copertura, ma anche quello di garantire alle Regioni un prelievo che le doti di un adeguato margine di autonomia.
* MA IL CAPITALISMO È ANCORA VIVO
di Charles Wyplosz
argomento Finanza
La lezione che si può trarre da questa crisi è che le banche hanno costretto i governi a correre in loro soccorso. Non c'è dunque nessuna ragione perché non ricomincino a fare i loro giochetti. Per impedirlo si possono ipotizzare tre soluzioni: ridurre la grandezza dei guppi bancari, esigere l'aumento della loro capitalizzazione, pretendere un loro "testamento da vivo", ovvero l'indicazione di come frazionarli in tanti piccoli istituti in caso di fallimento. Saranno comunque le scelte di Regno Unito e Stati Uniti a delineare il capitalismo finanziario del futuro.
* NON TUTTI I QUANT VENGONO PER NUOCERE
di Riccardo Cesari
argomento Finanza
Considerare i quant come principale colpevole della crisi non rende giustizia alla realtà dei fatti perché la categoria ha fatto parte di una complessa macchina da soldi per pochi e da rischi per tutti. Ma non c'è bisogno di una matematica nuova per la finanza, basta un uso intelligente degli strumenti quantitativi, anche sofisticati, che la finanza matematica acquisisce e sviluppa. Per esempio, il Regolamento emittenti della Consob fa esplicitamente il ricorso alle metodologie dei quant per la quantificazione del grado di rischio degli strumenti offerti ai risparmiatori.
* LA SCUOLA DOPO L'ENNESIMA DOCCIA SCOZZESE
di Chiara Saraceno
argomento Scuola e Università
Da anni, la scuola italiana è sottoposta a una sorta di doccia scozzese. A sperimentazioni di varia qualità seguono interventi di riforma che non ne tengono affatto conto. L'ultimo esempio è la riorganizzazione degli indirizzi nella scuola superiore. Sembra avere come obiettivo la mera riduzione dei costi. Perché non è chiaro quali siano le logiche formative che portano a tagliare le ore di materie chiave in ogni tipo di indirizzo (e i documenti alla base di questa riorganizzazione sono noti solo agli addetti ai lavori). Continueremo così a formare cittadini ignoranti dei meccanismi fondamentali che regolano la società in cui vivono.














































