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Martedì 24 Febbraio : 2009
Non ci sarà un vero e proprio election day. Il Governo è orientato ad accorpare alle europee solo le amministrative e a tenere separata la data del referendum della legge elettorale, per farlo fallire. Questa scelta ha un costo per il contribuente di circa 200 milioni di euro, quanto fin qui impegnato per la social card. E vi sarebbero altri oneri indiretti per la collettività, pari a circa 200 milioni. Quindi in totale per affossare il referendum la classe politica vuol farci pagare 400 milioni.
Evocato dal Presidente del Consiglio, il fantasma della nazionalizzazione delle banche si aggira in Italia e nel resto d'Europa. Ma serve solo a terrorizzare i mercati. Meglio semmai che lo Stato si impegni a comprare fra cinque anni le azioni delle banche al prezzo precedente al crac Lehman. Avrebbe effetti immediati sui corsi dei titoli e potrebbe avviare un circolo virtuoso dalla finanza all'economia reale. Patti Chiari avrebbe potuto e dovuto dare l'allarme sui bond Lehman mesi prima del fallimento della banca americana. Ora si riscrivono le regole coinvolgendo le associazioni dei consumatori. Con qualche rischio.
La proposta Marcegaglia di lasciare presso le imprese i risparmi dei lavoratori per il TFR, rovescia l'impostazione previdenziale: una gestione dei fondi a breve (in funzione anti-crisi) invece di una corretta prospettiva di lungo periodo. Ed espone i lavoratori al rischio di fallimento della loro impresa. Mentre con i dipendenti della Camera si consuma un colpo di mano contro il sistema contributivo.
Il Governo ha cambiato destinazione ai beni confiscati alle mafie. Forse per toglierne il controllo al sistema giudiziario. Ora vanno a beneficio dei ministeri e delle spese correnti, tramite aste pubbliche. E' un passo indietro perché spesso la criminalità se ne riappropria.
Avrà un costo il federalismo fiscale? Porterà risparmi. Solo a condizione che la macchina burocratica centrale venga ridotta in cambio della dilatazione di quella periferica e che la spesa necessaria ai compiti affidati agli enti locali sia davvero valutata in base a standard di efficienza.
Un commento di Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, all'intervento sulla riforma della contrattazione di Tito Boeri e Pietro Garibaldi.
Una precisazione de Unicredit Group sul compenso dell'a.d. Alessandro Profumo.
Notizie dal sito
* 400 MILIONI PER FAR FALLIRE IL REFERENDUM
di La redazione
argomento Conti Pubblici - Istituzioni e Federalismo
Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un'unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un'unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.
* NAZIONALIZZAZIONE: C'E' DA FIDARSI?
di Francesco Vella
argomento Finanza
Per riavviare le politiche di prestito occorre fare pulizia dei titoli tossici. Ma le banche sono in grado di farlo da sole oppure lo Stato deve gestire direttamente gli istituti, oltre che comprare i titoli? Si tratta di scelte pragmatiche, non ideologiche. E in Italia? Prima di tutto bisogna vedere se c'è davvero necessità di nazionalizzazioni. Poi dare adeguate garanzie sulla salvaguardia dell'autonomia della gestione delle politiche di credito e sulla durata dell'intervento statale. La storia passata e recente del nostro sistema bancario invita alla diffidenza.
* COME SALVARE LE BANCHE *
di Ricardo Caballero
argomento Finanza
La soluzione della crisi non passa attraverso la nazionalizzazione delle banche. Anzi, molto probabilmente sarebbe una scelta controproducente. Cosa fare allora? Lo Stato si impegni ad acquistare fino al doppio del numero di azioni oggi in circolazione al doppio del loro recente prezzo medio, ma fra cinque anni. Un improbabile intervento futuro con un impatto immediato. Si invertirebbero le dinamiche negative dei mercati azionari e le banche potrebbero tornare a raccogliere capitale privato. Senza costi per il contribuente.
* MA I PATTI NON SONO ANCORA CHIARI
di Marco Bigelli e Stefano Mengoli
argomento Finanza - Concorrenza e Mercati
Rating e Var non sono gli strumenti più adeguati per decidere se un titolo sia o meno sicuro. Per indicarne il valore, i prezzi di mercato sono un miglior giudice del giudizio degli analisti. Meglio dunque orientarsi verso i Cds. Soprattutto se si introducono sostanziali aggiustamenti in grado di garantire liquidità e trasparenza, riducendo la possibilità di manipolazione di prezzo. Attenzione alla commistione banche-associazioni dei consumatori: mette a rischio l'indipendenza nell'opera di tutela contro eventuali negligenze degli istituti di credito.
* OMBRE SULLA PREVIDENZA
di Elsa Fornero
argomento Pensioni
Il presidente di Confindustria chiede al governo di lasciare il Tfr dei lavoratori presso le imprese, apparentemente una proposta ragionevole in tempi di stretta creditizia. Ancor più grave è la sospensione del metodo contributivo decisa per i dipendenti della Camera. Due fatti che lanciano un messaggio sbagliato, con il rischio di allontanare i lavoratori dai fondi pensione e, di conseguenza, da una decorosa integrazione alla pensione pubblica. Il pericolo è un ripudio del metodo contributivo, l'unico compatibile con la sostenibilità finanziaria del sistema.
* QUANDO IL PADRINO SI RIPRENDE I BENI CONFISCATI
di Marco Arnone e Elio Collovà
argomento Giustizia
Il governo modifica la destinazione dei beni sottratti alle mafie. Non tornano più alla società civile, ma sono dirottati ai ministeri e alle spese correnti, tramite aste pubbliche. Si tratta di una norma frettolosa e incoerente sotto il profilo giuridico. E' inefficiente dal punto di vista economico e amplia l'area di illegalità perché incentiva i mafiosi a cercare prestanomi in ambienti sempre più allargati. E i ricavi per lo Stato potrebbero essere davvero minimi. La logica sembra quella di sottrarre sequestri penali e misure di prevenzione al controllo del giudice.
* IL FEDERALISMO COSTA SOLO SE FALLISCE
di Gilberto Muraro
argomento Istituzioni e Federalismo
Il federalismo fiscale promette un risparmio, non maggiori spese. Perché il riferimento al costo standard elimina le inefficienze insite nella spesa storica. Il risparmio atteso sarà comunque quantificabile solo quando i decreti legislativi preciseranno le norme operative. Si trasformerà in costo solo in caso di fallimento della riforma e quindi di duplicazioni di funzioni e burocrazie o di irresponsabili sanatorie, come purtroppo già successo in passato. Il quesito di oggi riguarda quindi non le cifre, ma la probabilità di successo o di fallimento del progetto.
Evocato dal Presidente del Consiglio, il fantasma della nazionalizzazione delle banche si aggira in Italia e nel resto d'Europa. Ma serve solo a terrorizzare i mercati. Meglio semmai che lo Stato si impegni a comprare fra cinque anni le azioni delle banche al prezzo precedente al crac Lehman. Avrebbe effetti immediati sui corsi dei titoli e potrebbe avviare un circolo virtuoso dalla finanza all'economia reale. Patti Chiari avrebbe potuto e dovuto dare l'allarme sui bond Lehman mesi prima del fallimento della banca americana. Ora si riscrivono le regole coinvolgendo le associazioni dei consumatori. Con qualche rischio.
La proposta Marcegaglia di lasciare presso le imprese i risparmi dei lavoratori per il TFR, rovescia l'impostazione previdenziale: una gestione dei fondi a breve (in funzione anti-crisi) invece di una corretta prospettiva di lungo periodo. Ed espone i lavoratori al rischio di fallimento della loro impresa. Mentre con i dipendenti della Camera si consuma un colpo di mano contro il sistema contributivo.
Il Governo ha cambiato destinazione ai beni confiscati alle mafie. Forse per toglierne il controllo al sistema giudiziario. Ora vanno a beneficio dei ministeri e delle spese correnti, tramite aste pubbliche. E' un passo indietro perché spesso la criminalità se ne riappropria.
Avrà un costo il federalismo fiscale? Porterà risparmi. Solo a condizione che la macchina burocratica centrale venga ridotta in cambio della dilatazione di quella periferica e che la spesa necessaria ai compiti affidati agli enti locali sia davvero valutata in base a standard di efficienza.
Un commento di Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, all'intervento sulla riforma della contrattazione di Tito Boeri e Pietro Garibaldi.
Una precisazione de Unicredit Group sul compenso dell'a.d. Alessandro Profumo.
Notizie dal sito
* 400 MILIONI PER FAR FALLIRE IL REFERENDUM
di La redazione
argomento Conti Pubblici - Istituzioni e Federalismo
Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un'unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un'unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.
* NAZIONALIZZAZIONE: C'E' DA FIDARSI?
di Francesco Vella
argomento Finanza
Per riavviare le politiche di prestito occorre fare pulizia dei titoli tossici. Ma le banche sono in grado di farlo da sole oppure lo Stato deve gestire direttamente gli istituti, oltre che comprare i titoli? Si tratta di scelte pragmatiche, non ideologiche. E in Italia? Prima di tutto bisogna vedere se c'è davvero necessità di nazionalizzazioni. Poi dare adeguate garanzie sulla salvaguardia dell'autonomia della gestione delle politiche di credito e sulla durata dell'intervento statale. La storia passata e recente del nostro sistema bancario invita alla diffidenza.
* COME SALVARE LE BANCHE *
di Ricardo Caballero
argomento Finanza
La soluzione della crisi non passa attraverso la nazionalizzazione delle banche. Anzi, molto probabilmente sarebbe una scelta controproducente. Cosa fare allora? Lo Stato si impegni ad acquistare fino al doppio del numero di azioni oggi in circolazione al doppio del loro recente prezzo medio, ma fra cinque anni. Un improbabile intervento futuro con un impatto immediato. Si invertirebbero le dinamiche negative dei mercati azionari e le banche potrebbero tornare a raccogliere capitale privato. Senza costi per il contribuente.
* MA I PATTI NON SONO ANCORA CHIARI
di Marco Bigelli e Stefano Mengoli
argomento Finanza - Concorrenza e Mercati
Rating e Var non sono gli strumenti più adeguati per decidere se un titolo sia o meno sicuro. Per indicarne il valore, i prezzi di mercato sono un miglior giudice del giudizio degli analisti. Meglio dunque orientarsi verso i Cds. Soprattutto se si introducono sostanziali aggiustamenti in grado di garantire liquidità e trasparenza, riducendo la possibilità di manipolazione di prezzo. Attenzione alla commistione banche-associazioni dei consumatori: mette a rischio l'indipendenza nell'opera di tutela contro eventuali negligenze degli istituti di credito.
* OMBRE SULLA PREVIDENZA
di Elsa Fornero
argomento Pensioni
Il presidente di Confindustria chiede al governo di lasciare il Tfr dei lavoratori presso le imprese, apparentemente una proposta ragionevole in tempi di stretta creditizia. Ancor più grave è la sospensione del metodo contributivo decisa per i dipendenti della Camera. Due fatti che lanciano un messaggio sbagliato, con il rischio di allontanare i lavoratori dai fondi pensione e, di conseguenza, da una decorosa integrazione alla pensione pubblica. Il pericolo è un ripudio del metodo contributivo, l'unico compatibile con la sostenibilità finanziaria del sistema.
* QUANDO IL PADRINO SI RIPRENDE I BENI CONFISCATI
di Marco Arnone e Elio Collovà
argomento Giustizia
Il governo modifica la destinazione dei beni sottratti alle mafie. Non tornano più alla società civile, ma sono dirottati ai ministeri e alle spese correnti, tramite aste pubbliche. Si tratta di una norma frettolosa e incoerente sotto il profilo giuridico. E' inefficiente dal punto di vista economico e amplia l'area di illegalità perché incentiva i mafiosi a cercare prestanomi in ambienti sempre più allargati. E i ricavi per lo Stato potrebbero essere davvero minimi. La logica sembra quella di sottrarre sequestri penali e misure di prevenzione al controllo del giudice.
* IL FEDERALISMO COSTA SOLO SE FALLISCE
di Gilberto Muraro
argomento Istituzioni e Federalismo
Il federalismo fiscale promette un risparmio, non maggiori spese. Perché il riferimento al costo standard elimina le inefficienze insite nella spesa storica. Il risparmio atteso sarà comunque quantificabile solo quando i decreti legislativi preciseranno le norme operative. Si trasformerà in costo solo in caso di fallimento della riforma e quindi di duplicazioni di funzioni e burocrazie o di irresponsabili sanatorie, come purtroppo già successo in passato. Il quesito di oggi riguarda quindi non le cifre, ma la probabilità di successo o di fallimento del progetto.














































