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Mercoledì 8 Luglio : 2009
Tempi sempre più duri per il pluralismo nell'informazione. Il Garante delle Comunicazioni ci racconta che i ricavi di Sky sono pari a quelli di Mediaset e poco distanti da quelli Rai. Dunque, sarebbe finito il duopolio. Leggendo con la lente d'ingrandimento, però, si scopre che le TV della Fininvest si mangiano più di metà (e una quota crescente) della torta pubblicitaria e sbancano le audience insieme con quelle pubbliche (Sky ha meno del 10 per cento).
Sono rimasti lettera morta i propositi del ministro Gelmini di introdurre il merito nella ripartizione dei fondi per l'università. A parole si premiano i risultati. Ma guardando i dettagli ci si rende conto che un tortuoso sistema di valutazione garantisce, di fatto, lo status quo.
Ha un'agenda impegnativa la riunione del G8 a L'Aquila: dalla lotta al terrorismo agli arsenali nucleari (ma un accordo è già stato annunciato tra USA e Russia), dai problemi della fame alle nuove regole dell'economia globale. In realtà le norme senza che si stabilisca chi le deve fare applicare sono un esercizio di pura retorica e ormai hanno senso soltanto i summit allargati ai nuovi "grandi". Come il G20.
L'Abi deve diventare un'associazione di autocontrollo e autodisciplina se si vuole che le banche italiane escano dalla crisi capaci, finalmente, di sostenere le piccole imprese. Dal Governo gli imprenditori si aspettavano il ripristino dell'automatismo nell'usufruire del credito d'imposta per la ricerca e l'innovazione. Nel "decretino anticrisi", però, non ce n'è traccia e 10 mila aziende che avevano avviato investimenti, si sono viste negare l'agevolazione per carenza di fondi.
Nessuno si preoccupa di applicare le norme sempre più truci contro l'immigrazione irregolare. Nonostante gli annunci trionfali sugli effetti degli accordi con la Libia, via mare arriva appena il 10 per cento o poco più dei "clandestini". Senza clamore, invece, il 75 per cento varca le frontiere con regolare visto turistico.
Nel momento della scomparsa della madre di Daniele Checchi, la redazione si stringe attorno all'amico e collega.
Sostenete lavoce.info
Il vostro 5 per mille di oggi, quello che vi abbiamo chiesto nelle scorse settimane (5 per mille dell'Irpef a questo sito in quanto "associazione di promozione sociale": Associazione La Voce, Via Bellezza 15 - 20136 Milano, codice fiscale 97320670157) ci arriverà tra un paio d'anni, consentendoci di guardare con serenità agli anni futuri. A rischio di apparire esosi, vi ricordiamo però che, per continuare la nostra attività, abbiamo bisogno che continuino anche i vostri, grandi e piccoli, contributi individuali. Non fateci dunque mancare il vostro sostegno immediato, un contributo in occasione del settimo compleanno de lavoce.info.
* AGCOM E IL GIOCO DELLE TRE CARTE
di Michele Polo
argomento Informazione
La relazione annuale dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni sottolinea la fine del duopolio televisivo con il sorpasso di Sky su Mediaset. Ma è un messaggio fuorviante. Perché nasconde l'evoluzione dell'audience tra i principali canali, vero indicatore di allarme rispetto al problema del pluralismo. La pay-tv è un modello di televisione che non ha bisogno di grandi livelli di pubblico. E mentre la scomparsa del mondo televisivo tradizionale è ancora lontana, Mediaset conferma la posizione dominante sul mercato pubblicitario, con una quota del 55,1 per cento.
* VECCHIE ABITUDINI ALL'UNIVERSITÀ
di Daniele Checchi e Tullio Jappelli
argomento Scuola e Università
A prima vista i criteri per la ripartizione dei fondi collegati alla Programmazione triennale 2007-2009 degli atenei pubblici sembrano ispirarsi alla teoria dell'incentivazione. Poi i dettagli tecnici indicano che la finalità perseguita implicitamente è quella di non modificare lo status quo. Servendosi di calcoli complessi, per i quali premio e sanzione differiscono poco. Intanto, il 7 per cento del Fondo ordinario già quest'anno dovrebbe essere assegnato in base a principi di qualità. Ma mancano ancora indicazioni concrete sulle modalità della ripartizione delle risorse.
* L'ULTIMO G8
di Vito Tanzi
argomento Internazionali
Gli otto grandi del mondo si incontrano tra pochi giorni in Italia, a L'Aquila. Ma ha ancora senso una riunione dei G8, quando ne sono esclusi paesi come Brasile, Cina o India? Tanto più che le decisioni prese dal G8 non saranno certo accolte con entusiasmo da paesi che non hanno avuto nessuna voce in capitolo. Forse è giunto il momento di sciogliere il G8 e sostituirlo col G20. E cominciare a pensare seriamente alla creazione di meccanismi permanenti che possano proporre soluzioni concrete ai problemi del mondo.
*
IDEE NUOVE IN BANCA
di Francesco Vella
argomento Finanza
Uscite tutto sommato indenni dalla crisi grazie alla loro prudenza, le banche italiane sono ora sotto accusa proprio per un eccesso di prudenza. Ovviamente, devono garantire un equilibrato e diffuso accesso al credito che in questo momento è l'unica garanzia per la sopravvivenza di molte piccole imprese. Ma è importante che mantengano l'autonomia nelle scelte di allocazione e nelle valutazioni delle strategie, senza subire surrettizi condizionamenti. E' il momento per tutti gli attori del sistema di trovare nuove idee. E il coraggio di realizzarle.
* LA RICERCA DIMENTICATA
di Alfonso Fuggetta
argomento Scuola e Università
La manovra approvata dal Consiglio dei ministri contiene una serie di interventi per il sostegno alle imprese. Ma nulla cambia per gli investimenti in ricerca e innovazione. Le agevolazioni continuano a essere governate da un meccanismo complesso di prenotazione e autorizzazione che non dà alcuna garanzia alle aziende. Manca il ritorno all'automaticità del credito d'imposta chiesto da Confindustria. A parole, tutti continuano a dirsi convinti che ricerca e innovazione sono vitali per la crescita del paese. Ma agli annunci non seguono comportamenti coerenti.
* L'IMMIGRATO CHE VENNE DAL MARE
di Maurizio Ambrosini
argomento Immigrazione
Lampedusa è considerata la porta d'ingresso dell'immigrazione illegale in Italia. Frenando gli sbarchi, si può far credere di contrastare in maniera incisiva gli ingressi irregolari. Ma gli arrivi dal mare rappresentano soltanto una modesta frazione di un fenomeno variegato e complesso. La stragrande maggioranza degli immigrati entra in un modo molto più semplice e meno rischioso: con un regolare visto turistico. Quando scade, il turista si trasforma in immigrato irregolare. Magari perché ha trovato un lavoro, nero, nelle famiglie o imprese italiane.
Sono rimasti lettera morta i propositi del ministro Gelmini di introdurre il merito nella ripartizione dei fondi per l'università. A parole si premiano i risultati. Ma guardando i dettagli ci si rende conto che un tortuoso sistema di valutazione garantisce, di fatto, lo status quo.
Ha un'agenda impegnativa la riunione del G8 a L'Aquila: dalla lotta al terrorismo agli arsenali nucleari (ma un accordo è già stato annunciato tra USA e Russia), dai problemi della fame alle nuove regole dell'economia globale. In realtà le norme senza che si stabilisca chi le deve fare applicare sono un esercizio di pura retorica e ormai hanno senso soltanto i summit allargati ai nuovi "grandi". Come il G20.
L'Abi deve diventare un'associazione di autocontrollo e autodisciplina se si vuole che le banche italiane escano dalla crisi capaci, finalmente, di sostenere le piccole imprese. Dal Governo gli imprenditori si aspettavano il ripristino dell'automatismo nell'usufruire del credito d'imposta per la ricerca e l'innovazione. Nel "decretino anticrisi", però, non ce n'è traccia e 10 mila aziende che avevano avviato investimenti, si sono viste negare l'agevolazione per carenza di fondi.
Nessuno si preoccupa di applicare le norme sempre più truci contro l'immigrazione irregolare. Nonostante gli annunci trionfali sugli effetti degli accordi con la Libia, via mare arriva appena il 10 per cento o poco più dei "clandestini". Senza clamore, invece, il 75 per cento varca le frontiere con regolare visto turistico.
Nel momento della scomparsa della madre di Daniele Checchi, la redazione si stringe attorno all'amico e collega.
Sostenete lavoce.info
Il vostro 5 per mille di oggi, quello che vi abbiamo chiesto nelle scorse settimane (5 per mille dell'Irpef a questo sito in quanto "associazione di promozione sociale": Associazione La Voce, Via Bellezza 15 - 20136 Milano, codice fiscale 97320670157) ci arriverà tra un paio d'anni, consentendoci di guardare con serenità agli anni futuri. A rischio di apparire esosi, vi ricordiamo però che, per continuare la nostra attività, abbiamo bisogno che continuino anche i vostri, grandi e piccoli, contributi individuali. Non fateci dunque mancare il vostro sostegno immediato, un contributo in occasione del settimo compleanno de lavoce.info.
* AGCOM E IL GIOCO DELLE TRE CARTE
di Michele Polo
argomento Informazione
La relazione annuale dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni sottolinea la fine del duopolio televisivo con il sorpasso di Sky su Mediaset. Ma è un messaggio fuorviante. Perché nasconde l'evoluzione dell'audience tra i principali canali, vero indicatore di allarme rispetto al problema del pluralismo. La pay-tv è un modello di televisione che non ha bisogno di grandi livelli di pubblico. E mentre la scomparsa del mondo televisivo tradizionale è ancora lontana, Mediaset conferma la posizione dominante sul mercato pubblicitario, con una quota del 55,1 per cento.
* VECCHIE ABITUDINI ALL'UNIVERSITÀ
di Daniele Checchi e Tullio Jappelli
argomento Scuola e Università
A prima vista i criteri per la ripartizione dei fondi collegati alla Programmazione triennale 2007-2009 degli atenei pubblici sembrano ispirarsi alla teoria dell'incentivazione. Poi i dettagli tecnici indicano che la finalità perseguita implicitamente è quella di non modificare lo status quo. Servendosi di calcoli complessi, per i quali premio e sanzione differiscono poco. Intanto, il 7 per cento del Fondo ordinario già quest'anno dovrebbe essere assegnato in base a principi di qualità. Ma mancano ancora indicazioni concrete sulle modalità della ripartizione delle risorse.
* L'ULTIMO G8
di Vito Tanzi
argomento Internazionali
Gli otto grandi del mondo si incontrano tra pochi giorni in Italia, a L'Aquila. Ma ha ancora senso una riunione dei G8, quando ne sono esclusi paesi come Brasile, Cina o India? Tanto più che le decisioni prese dal G8 non saranno certo accolte con entusiasmo da paesi che non hanno avuto nessuna voce in capitolo. Forse è giunto il momento di sciogliere il G8 e sostituirlo col G20. E cominciare a pensare seriamente alla creazione di meccanismi permanenti che possano proporre soluzioni concrete ai problemi del mondo.
*
IDEE NUOVE IN BANCA
di Francesco Vella
argomento Finanza
Uscite tutto sommato indenni dalla crisi grazie alla loro prudenza, le banche italiane sono ora sotto accusa proprio per un eccesso di prudenza. Ovviamente, devono garantire un equilibrato e diffuso accesso al credito che in questo momento è l'unica garanzia per la sopravvivenza di molte piccole imprese. Ma è importante che mantengano l'autonomia nelle scelte di allocazione e nelle valutazioni delle strategie, senza subire surrettizi condizionamenti. E' il momento per tutti gli attori del sistema di trovare nuove idee. E il coraggio di realizzarle.
* LA RICERCA DIMENTICATA
di Alfonso Fuggetta
argomento Scuola e Università
La manovra approvata dal Consiglio dei ministri contiene una serie di interventi per il sostegno alle imprese. Ma nulla cambia per gli investimenti in ricerca e innovazione. Le agevolazioni continuano a essere governate da un meccanismo complesso di prenotazione e autorizzazione che non dà alcuna garanzia alle aziende. Manca il ritorno all'automaticità del credito d'imposta chiesto da Confindustria. A parole, tutti continuano a dirsi convinti che ricerca e innovazione sono vitali per la crescita del paese. Ma agli annunci non seguono comportamenti coerenti.
* L'IMMIGRATO CHE VENNE DAL MARE
di Maurizio Ambrosini
argomento Immigrazione
Lampedusa è considerata la porta d'ingresso dell'immigrazione illegale in Italia. Frenando gli sbarchi, si può far credere di contrastare in maniera incisiva gli ingressi irregolari. Ma gli arrivi dal mare rappresentano soltanto una modesta frazione di un fenomeno variegato e complesso. La stragrande maggioranza degli immigrati entra in un modo molto più semplice e meno rischioso: con un regolare visto turistico. Quando scade, il turista si trasforma in immigrato irregolare. Magari perché ha trovato un lavoro, nero, nelle famiglie o imprese italiane.














































