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Venerdì 13 Febbraio : 2009
Tutti parlano del piano Geithner ma nessuno sa cosa sia. Vediamo con i dettagli oggi disponibili come l'amministrazione Obama intende salvare le banche a rischio e aiutare i cittadini indebitati.
L'indecisione aumenta il rischio-paese. Per riconquistare la fiducia internazionale ci vorrebbe una politica economica contro la crisi.
Con il pacchetto sicurezza approvato dal Senato si vogliono apparentemente rafforzare le barriere contro l'immigrazione irregolare, ma si tratta di misure inapplicabili. Propaganda molesta perché mina l'integrazione.
L'Eni è privato? Sì, ma il ministro Tremonti continua a trattarlo come una società pubblica. Accollandogli costi di politica sociale in Sardegna e a Lampedusa e gli oneri dell'accordo con la Libia. Con provvedimenti "ad aziendam" e in barba agli azionisti privati. Non è risolto nodo sul ruolo degli aeroporti di Malpensa, Linate e Fiumicino. La nuova Alitalia propone vecchie ricette e c'è il rischio che le soluzioni tengano conto degli interessi di tutti fuorché di quelli dei clienti del trasporto aereo.
Multimedia
Video: Francesco Daveri a Otto e mezzo, LA7 - 12 febbraio
Un file di voce: Francesco Vella risponde ai commenti al suo intervento sulla "bad bank" - 13 febbraio
Audio: Giuseppe Pisauro sulla corruzione in Italia al GR, Radio Capital - 12 febbraio
Un file di voce: Piano Geithner: aiutare o nazionalizzare, intervista a Marco Onado - 11 febbraio
* PROVACI ANCORA, ZIO SAM
di Costanza Russo
argomento Finanza - Internazionali
Il Financial Stability Plan della nuova amministrazione americana avrà un effetto leva da duemila miliardi di dollari. Cinque le linee di intervento: capitale bancario, creazione di un fondo di investimento con capitali pubblici e privati, sostegno per nuovi prestiti a consumatori e imprese, misure per evitare il pignoramento della casa ai mutuatari insolventi. Ma è soprattutto su trasparenza e responsabilità delle istituzioni creditizie che si distacca dal piano Paulson, imponendo regole dettagliate per l'utilizzo del denaro pubblico.
* NON CI RESTA CHE CRESCERE
di Fedele De Novellis e Giacomo Vaciago
argomento Finanza - Conti Pubblici
Si riaffaccia sui mercati il rischio-paese, confermato dalla pessima situazione economica e finanziaria di numerosi stati. In Italia è visto come un limite all'attuazione di una politica economica espansiva. E la questione torna a essere quella di garantire la sostenibilità del debito in maniera credibile. La strada migliore è un'azione volta a innalzare il tasso di crescita del prodotto. Se la crescita non ripartirà, anche gli equilibri del nostro bilancio pubblico resteranno fragili, obbligando il governo a politiche di carattere quasi punitivo nelle fasi basse del ciclo.
* QUELL'INUTILE LINEA DURA SULL'IMMIGRAZIONE
di Maurizio Ambrosini
argomento Immigrazione
Il pacchetto sicurezza approvato in Senato contiene norme sull'immigrazione dal chiaro significato: maggior controllo e maggiore severità. Al di là delle considerazioni etiche sul diritto speciale riservato agli stranieri, sono provvedimenti del tutto inefficaci. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che in gran parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Dovremmo invece seguire l'esempio di altri paesi occidentali, dove gli inasprimenti legislativi sono accompagnati da misure a favore dell'integrazione.
* MA L'ENI E' DAVVERO UNA SOCIETA' PRIVATA?
di Gilberto Muraro
argomento Fisco - Concorrenza e Mercati
Il Tesoro ha varato una legge tributaria ritagliata su misura per l'Eni: un'addizionale del 4 per cento all'imposta sul reddito delle società posta a carico delle imprese petrolifere quotate, con capitalizzazione in Borsa superiore a 20 miliardi di euro. Per trovare i soldi necessari a pagare l'accordo Italia-Libia, un'azienda ormai privatizzata viene trattata come fosse pubblica. A rimetterci sono in primo luogo i piccoli azionisti. Soprattutto, non sembra questo il momento adatto per incrinare la fiducia dei risparmiatori verso i titoli pubblici.
* RITORNO A LINATE
di Oliviero Baccelli
argomento Infrastrutture e Trasporti
La tanto attesa privatizzazione di Alitalia ha lasciato sul tavolo le questioni irrisolte dei rapporti fra Malpensa e Fiumicino e fra Malpensa e Linate. I nuovi soci della compagnia hanno già proposto vecchie soluzioni, ma adottarle non sarebbe nell'interesse della collettività. Venuto meno il progetto hub, si dovrebbe permettere ai lombardi di massimizzare il beneficio di uno scalo non lontano dal centro di Milano. E il trasporto aereo in Lombardia dovrebbe essere liberato dai lacci e lacciuoli che ne limitano le potenzialità.
L'indecisione aumenta il rischio-paese. Per riconquistare la fiducia internazionale ci vorrebbe una politica economica contro la crisi.
Con il pacchetto sicurezza approvato dal Senato si vogliono apparentemente rafforzare le barriere contro l'immigrazione irregolare, ma si tratta di misure inapplicabili. Propaganda molesta perché mina l'integrazione.
L'Eni è privato? Sì, ma il ministro Tremonti continua a trattarlo come una società pubblica. Accollandogli costi di politica sociale in Sardegna e a Lampedusa e gli oneri dell'accordo con la Libia. Con provvedimenti "ad aziendam" e in barba agli azionisti privati. Non è risolto nodo sul ruolo degli aeroporti di Malpensa, Linate e Fiumicino. La nuova Alitalia propone vecchie ricette e c'è il rischio che le soluzioni tengano conto degli interessi di tutti fuorché di quelli dei clienti del trasporto aereo.
Multimedia
Video: Francesco Daveri a Otto e mezzo, LA7 - 12 febbraio
Un file di voce: Francesco Vella risponde ai commenti al suo intervento sulla "bad bank" - 13 febbraio
Audio: Giuseppe Pisauro sulla corruzione in Italia al GR, Radio Capital - 12 febbraio
Un file di voce: Piano Geithner: aiutare o nazionalizzare, intervista a Marco Onado - 11 febbraio
* PROVACI ANCORA, ZIO SAM
di Costanza Russo
argomento Finanza - Internazionali
Il Financial Stability Plan della nuova amministrazione americana avrà un effetto leva da duemila miliardi di dollari. Cinque le linee di intervento: capitale bancario, creazione di un fondo di investimento con capitali pubblici e privati, sostegno per nuovi prestiti a consumatori e imprese, misure per evitare il pignoramento della casa ai mutuatari insolventi. Ma è soprattutto su trasparenza e responsabilità delle istituzioni creditizie che si distacca dal piano Paulson, imponendo regole dettagliate per l'utilizzo del denaro pubblico.
* NON CI RESTA CHE CRESCERE
di Fedele De Novellis e Giacomo Vaciago
argomento Finanza - Conti Pubblici
Si riaffaccia sui mercati il rischio-paese, confermato dalla pessima situazione economica e finanziaria di numerosi stati. In Italia è visto come un limite all'attuazione di una politica economica espansiva. E la questione torna a essere quella di garantire la sostenibilità del debito in maniera credibile. La strada migliore è un'azione volta a innalzare il tasso di crescita del prodotto. Se la crescita non ripartirà, anche gli equilibri del nostro bilancio pubblico resteranno fragili, obbligando il governo a politiche di carattere quasi punitivo nelle fasi basse del ciclo.
* QUELL'INUTILE LINEA DURA SULL'IMMIGRAZIONE
di Maurizio Ambrosini
argomento Immigrazione
Il pacchetto sicurezza approvato in Senato contiene norme sull'immigrazione dal chiaro significato: maggior controllo e maggiore severità. Al di là delle considerazioni etiche sul diritto speciale riservato agli stranieri, sono provvedimenti del tutto inefficaci. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che in gran parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Dovremmo invece seguire l'esempio di altri paesi occidentali, dove gli inasprimenti legislativi sono accompagnati da misure a favore dell'integrazione.
* MA L'ENI E' DAVVERO UNA SOCIETA' PRIVATA?
di Gilberto Muraro
argomento Fisco - Concorrenza e Mercati
Il Tesoro ha varato una legge tributaria ritagliata su misura per l'Eni: un'addizionale del 4 per cento all'imposta sul reddito delle società posta a carico delle imprese petrolifere quotate, con capitalizzazione in Borsa superiore a 20 miliardi di euro. Per trovare i soldi necessari a pagare l'accordo Italia-Libia, un'azienda ormai privatizzata viene trattata come fosse pubblica. A rimetterci sono in primo luogo i piccoli azionisti. Soprattutto, non sembra questo il momento adatto per incrinare la fiducia dei risparmiatori verso i titoli pubblici.
* RITORNO A LINATE
di Oliviero Baccelli
argomento Infrastrutture e Trasporti
La tanto attesa privatizzazione di Alitalia ha lasciato sul tavolo le questioni irrisolte dei rapporti fra Malpensa e Fiumicino e fra Malpensa e Linate. I nuovi soci della compagnia hanno già proposto vecchie soluzioni, ma adottarle non sarebbe nell'interesse della collettività. Venuto meno il progetto hub, si dovrebbe permettere ai lombardi di massimizzare il beneficio di uno scalo non lontano dal centro di Milano. E il trasporto aereo in Lombardia dovrebbe essere liberato dai lacci e lacciuoli che ne limitano le potenzialità.














































