Rifiuti e trasferimenti
di Sergio Civita (Napoli.com)
E così, pare, termina la querelle sulla colmata a mare di Bagnoli.
Verrà trasferita a Piombino con 681 milioni di risorse economiche che avrebbero potuto essere impiegate nella nostra città, ad esempio per sistemare il centro storico.
Così non sarà per lo straordinario impegno profuso dal Ministro Mussi (guarda caso nato proprio a Piombino…) e dal Ministro Pecoraro Scanio molto interessato al trasferimento (il solo trasporto via mare costerà 44 milioni di euro).
In tutto il mondo si cerca di sottrarre spazio al mare, noi che siamo furbi, facciamo il contrario.
Senza contare i pericoli che la rimozione della colmata comporta. Cosa accadrà spostando una così importante massa di terreni inquinati?
C’è chi ipotizza la possibilità che ne venga contaminato l’intero golfo e propone invece l’idea di recintare il tutto con un muro di calcestruzzo “tombandolo” definitivamente ed utilizzandone le superfici che altrimenti andrebbero perse.
Raffaele Ambrosino, Capogruppo di Forza Italia al Comune, sottolinea il passaggio delle caratteristiche di scaltrezza e furbizia dai napoletani ai piombinesi.
Infatti mentre i toscani riceveranno la parte non pericolosa e non classificata come “rifiuto” della colmata e potranno utilizzare i 681 milioni previsti, a Napoli resteranno pochi spiccioli e la cospicua parte dei rifiuti pericolosi e inquinanti.
Occorre ricordare che l’Autorità Portuale di Napoli, vista l’ostinazione di una parte di ambientalisti che insistevano per il “rispristino della linea di costa”, aveva chiesto di utilizzare i materiali di risulta per il riempimento della costruenda darsena di levante, indispensabile per lo sviluppo dei traffici mercantili.
Sarebbe stato troppo semplice. Il trasporto via mare sarebbe costato troppo poco e poi non sarebbe stato possibile erogare altri fondi per il futuro acquisto di quanto occorrerà per realizzare i nuovi spazi portuali.
Andando indietro nel tempo sarà anche utile tener presente che, quando si ipotizzava di versare la colmata nella discarica di Pianura (cosa poi abortita per l’impossibilità del proprietario della cava di esibire un certificato antimafia…) si procedette alla completa ristrutturazione di via Sartana (che da Agnano porta a Pianura) con la realizzazione di importanti opere d’arte come una parte della strada agettante e insistente su pilastri per allargarne la carreggiata e consentire il passaggio delle migliaia di autocarri previsti per il trasferimento.
Una cospicua parte di intellettuali e di cittadini non ha però perso le speranze di far rinsavire i propri amministratori e continua ad insistere perché la colmata resti dove si trova.
* * *
Altro problema pressoché irrisolvibile quello dell’immondizia in Campania.
Tutti producono spazzatura, ma nessuno vuole farsene carico.
Il Prefetto Pansa cerca affannosamente siti per lo stoccaggio provvisorio, ma nessuno pensa concretamente alla soluzione definitiva del problema.
Stoccando si riesce momentaneamente a superare l’emergenza, ma occorre trovare la possibilità di smaltire per far finalmente ritornare vivibili i nostri territori.
Occorre che verdi, ambientalisti e politici mettano una volta per tutte da parte le loro ideologie e scendano sul terreno concreto delle cose da fare.
Dai termovalorizzatori agli impianti di trasformazione molecolare le soluzioni tecniche non mancano, ma non c’è più tempo.
Fra poco non saremo più in grado di poter sopportare gli anni necessari a costruire gli impianti, senza contare il tempo necessario a smaltire i milioni di tonnellate di spazzatura che i vari commissari hanno “provvisoriamente stoccato”…
Verrà trasferita a Piombino con 681 milioni di risorse economiche che avrebbero potuto essere impiegate nella nostra città, ad esempio per sistemare il centro storico.
Così non sarà per lo straordinario impegno profuso dal Ministro Mussi (guarda caso nato proprio a Piombino…) e dal Ministro Pecoraro Scanio molto interessato al trasferimento (il solo trasporto via mare costerà 44 milioni di euro).
In tutto il mondo si cerca di sottrarre spazio al mare, noi che siamo furbi, facciamo il contrario.
Senza contare i pericoli che la rimozione della colmata comporta. Cosa accadrà spostando una così importante massa di terreni inquinati?
C’è chi ipotizza la possibilità che ne venga contaminato l’intero golfo e propone invece l’idea di recintare il tutto con un muro di calcestruzzo “tombandolo” definitivamente ed utilizzandone le superfici che altrimenti andrebbero perse.
Raffaele Ambrosino, Capogruppo di Forza Italia al Comune, sottolinea il passaggio delle caratteristiche di scaltrezza e furbizia dai napoletani ai piombinesi.
Infatti mentre i toscani riceveranno la parte non pericolosa e non classificata come “rifiuto” della colmata e potranno utilizzare i 681 milioni previsti, a Napoli resteranno pochi spiccioli e la cospicua parte dei rifiuti pericolosi e inquinanti.
Occorre ricordare che l’Autorità Portuale di Napoli, vista l’ostinazione di una parte di ambientalisti che insistevano per il “rispristino della linea di costa”, aveva chiesto di utilizzare i materiali di risulta per il riempimento della costruenda darsena di levante, indispensabile per lo sviluppo dei traffici mercantili.
Sarebbe stato troppo semplice. Il trasporto via mare sarebbe costato troppo poco e poi non sarebbe stato possibile erogare altri fondi per il futuro acquisto di quanto occorrerà per realizzare i nuovi spazi portuali.
Andando indietro nel tempo sarà anche utile tener presente che, quando si ipotizzava di versare la colmata nella discarica di Pianura (cosa poi abortita per l’impossibilità del proprietario della cava di esibire un certificato antimafia…) si procedette alla completa ristrutturazione di via Sartana (che da Agnano porta a Pianura) con la realizzazione di importanti opere d’arte come una parte della strada agettante e insistente su pilastri per allargarne la carreggiata e consentire il passaggio delle migliaia di autocarri previsti per il trasferimento.
Una cospicua parte di intellettuali e di cittadini non ha però perso le speranze di far rinsavire i propri amministratori e continua ad insistere perché la colmata resti dove si trova.
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Altro problema pressoché irrisolvibile quello dell’immondizia in Campania.
Tutti producono spazzatura, ma nessuno vuole farsene carico.
Il Prefetto Pansa cerca affannosamente siti per lo stoccaggio provvisorio, ma nessuno pensa concretamente alla soluzione definitiva del problema.
Stoccando si riesce momentaneamente a superare l’emergenza, ma occorre trovare la possibilità di smaltire per far finalmente ritornare vivibili i nostri territori.
Occorre che verdi, ambientalisti e politici mettano una volta per tutte da parte le loro ideologie e scendano sul terreno concreto delle cose da fare.
Dai termovalorizzatori agli impianti di trasformazione molecolare le soluzioni tecniche non mancano, ma non c’è più tempo.
Fra poco non saremo più in grado di poter sopportare gli anni necessari a costruire gli impianti, senza contare il tempo necessario a smaltire i milioni di tonnellate di spazzatura che i vari commissari hanno “provvisoriamente stoccato”…














































