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Sabato, 21 Novembre 2009 metropolis
NAPOLI - Un vespaio di considerazioni e polemiche si è scatenato sul Codice delle autonomie. Il provvedimento fa discutere soprattutto i sindaci e sta provocando una serie di pareri anche discordanti. Tra i primi cittadini sono tanti quelli che intravedono nel Codice solo una serie di ‘tagli’ con i quali dovranno poi far fronte i Comuni.
De Luca: La semplificazione è un bene. “Tutto quello che va in direzione della semplificazione e della sburocratizzazione va bene. - ha dettoVincenzo De Luca, sindaco di Salerno - L’importante è poi restare coerenti e bonificare tutto l’insieme del groviglio normativo e legislativo che paralizza le attività. Puoi avere anche la metà degli assessori, ma se le norme urbanistiche restano quelle che sono sei comunque paralizzato. Se per avere una valutazione di impatto ambientale dall’assessorato regionale all’ambiente - dice De Luca - devi perdere due anni è evidente che non basta dimezzare”.
Torre Annunziata chiede di tagliare i parlamentari. Il primo cittadino di Torre Annunziata, Giosuè Starita, non trova positiva, tra l’altro, la riduzione del numero di consiglieri: “Continua la straordinaria operazione di propaganda del governo: da un lato la scelta ‘popolare’ di tagliare certi costi e anche certe imposte, ma poi si pretende dagli Enti locali che si accollino spese enormi e difficilmente sostenibili. Il Comune è il primo interlocutore dei cittadini e con questo tipo di politiche non si fa altro che diffondere un senso di sfiducia nei confronti degli Enti locali. Considero questo provvedimento - tuona Starita - un atto di demagogia sleale perchè carica i tagli d’imposta sui Comuni. Quanto al taglio dei consiglieri, credo che sia un errore se dettato da una esigenza meramente economica. In effetti, facendo due calcoli, la riduzione del numero di consiglieri non incide in maniera determinante sull’economia. Oltretutto, credo che in questo modo i cittadini si sentiranno meno rappresentati in consiglio: in democrazia la pluralità è importante. A livello locale, soprattutto in comuni di provincia, il cittadino ha la necessità di essere rappresentatop anche ‘dal vicino di casa’, per sentirsi più sicuro e a sentire le istituzioni, lo Stato, meno sordi e più vicini. E poi - dice Starita - se per ‘economizzare’ si riducono i consiglieri, non vedo perchè non si preveda di ridurre i parlamentari. Anzi bisognerebbe partire dal Governo con i tagli per poi arrivare agli Enti locali”.
Castellammare: le esigenze dei territori non sono tutte uguali. Per il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza, bisogna considerare le singole raltà in cui si trova a lavorare, caso per caso: “Bosogna tener presente che le esigenze di un territorio non sempre corrispondono a quelle di altri. Su molti punti della riforma, soprattutto sui tagli dei consorzi, era necessaria qualche riflessione in più”.
La rabbia per le comunità montane. “Avevamo chiesto un incontro e soprattutto una legge per i piccoli Comuni - ha detto invece Alfredo Rosalba, sindaco di Casola e coordinatore Unioni per l’Anci - questo non ci è stato concesso. La materia è vasta, sono favorevole ad alcuni punti del provvedimento, ma per altri credo che un confronto con chi si trova a gestire e ad amministrare le realtà locali sarebbe stato costruttivo. Condivido per la razionalizzazione degli enti inutili e dei consiglieri”.
La Riforma legata alla Finanziaria. Il Codice delle Autonomie prevede diversi punti sui quali le istituzioni avrebbero preferito un confronto e anche il fatto che il provvedimento sia allegato alla finanziaria crea qualche perplessità: “Posso dire che in linea di principio - ha detto il sindaco di Ercolano e presidente dell’Anci Campania, Nino Daniele - l’Anci non sarebbe nemmeno contraria ad una razionalizzazione delle spese, ma allegare l’intero codice alla finanziaria sembra azzardato. Riteniamo che una riforma fosse necessaria, ma la sede è impropria”.
Ilaria Barbati
Ecco cosa prevede la riforma
FUNZIONI - Individuazione delle funzioni amministrative fondamentali che spettano a comuni, province e città metropolitane
ASSOCIAZIONI DI COMUNI - Obbligo dell’esercizio di alcune funzioni fondamentali in forma associata per i comuni sotto i 3.000 abitanti
RAZIONALIZZAZIONE - Razionalizzazione dell’amministrazione provinciale e periferica dello Stato
STOP DIFENSORE CIVICO E COMUNITA´ MONTANE -
Eliminazione di enti e organismi, quali: difensore civico; comunità montane; circoscrizioni di decentramento comunale, salvo che nei comuni con più di 250.000 abitanti; consorzi di enti locali, compresi i Bacini imbriferi montani (BIM); consorzi di bonifica
MENO CONSIGLIERI - Riduzione del numero di consiglieri e assessori locali, nomina del direttore generale solo nei comuni più grandi che sono capoluogo di città metropolitana
ITER PIU´ SNELLI - Semplificazione dei documenti finanziari e contabili nei piccoli comuni
PATTO DI STABILITA´ - Previsto un adeguamento delle regole per il rispetto del patto di stabilità da parte delle amministrazioni comunali
CONTROLLI - Potenziamento dei controlli di tipo amministrativo, finanziario e contabile.














































