ROMEO E GIULIETTA
Sabato 24 gennaio ore 20.30 - turno A
Domenica 25 gennaio ore 15.30 - turno B
Sabato 24 gennaio ore 20.30 - turno A
Domenica 25 gennaio ore 15.30 - turno B
TUTTO ESAURITO
La Stagione Lirica del Teatro Grande si chiude con il tradizionale balletto classico “ROMEO E GIULIETTA” su musiche di Ciaikovskij, allestito dalla Fondazione Balletto di Milano con la coreografia di Giorgio Madia.
ROMEO E GIULIETTA
Balletto in due atti tratto dall’omonima tragedia di W. Shakespeare
Balletto in due atti tratto dall’omonima tragedia di W. Shakespeare
Musica Pëtr Il’ich Ciaikovskij
COREOGRAFIA
Giorgio Madia
DIRETTORE D’ORCHESTRA E COORDINAMENTO MUSICALE
Michele Rovetta
SCENE E COSTUMI - Cordelia Matthes
DISEGNO LUCI - Jean Paul Carradori
ASSISTENTE ALLA COREOGRAFIA - Adriana Mortelliti
MAÎTRE DE BALLET - Cristina Molteni
Corpo di ballo del Teatro Coccia e del Balletto di Milano
Orchestra Filarmonica Italiana
Coproduzione
Fondazione Teatro Coccia di Novara
Teatro Grande di Brescia
Teatro Sociale di Mantova
Teatro Sociale di Rovigo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Romeo MARTIN ZANOTTI
Giuletta MARIA TERESA MOLINO
Mercuzio FEDERICO VERATTI
Benvolio FRANCESCO PELLI
Tebaldo GALLO FABRIZIO
Madonna Capuleti AZZURRA MUSCATELLO
Madonna Montecchi LAURA COLUCCI
Padre Capuleti DOMENICO DUCATO
Padre Montecchi ALESSIO DI STEFANO
Paride GIORGIO COLPANI
Rosalinda ANNA KOLESAROVA
Frate Lorenzo DENALD GJERGO
La Nutrice TOSI PATRIZIA
Corpo di ballo
SAVINA BELLOTTO
ALESSIA CAMPIDORI
MARTINA GERBI
CRISTIAN SCIAGURA
UN BALLETTO NUOVO
Romeo e Giulietta è sicuramente uno dei titoli più amati e rappresentati nel panorama ballettistico internazionale e forse non esiste coreografo che non si sia cimentato in una propria lettura del celebre titolo.
Anche l’Italia non è da meno: versioni per grandi compagnie (tra le quali anche i capolavori di K. MacMillan e J. Cranko, per citarne due tra le più rappresentative) e numerose versioni agili e versatili create per compagini più piccole e gruppi “da giro”.
La nuova versione di Romeo e Giulietta che la Fondazione Teatro Coccia metterà in scena con il proprio corpo di ballo nella prossima stagione 2008/2009 presenta le peculiarità di entrambe: sicuramente agile, ma altrettanto ricca da non avere nulla da invidiare alle grandi produzioni degli enti lirici.
Una produzione accessibile a tutti, giovani e meno giovani, ma apprezzabile sicuramente da “ballettomani” alla ricerca di novità ma anche di raffinatezza; moderna ma su stilemi classici, ricca di contenuti sia tecnici che artistici.
Ma la vera novità di questa Romeo e Giulietta sta in alcune scelte che, già sulla carta, la differenziano da tutte le altre, a partire dalle musiche: sarà sulla bellissima partitura di Pëtr Il’ich Ciaikovskij arricchita e completata con altri meravigliosi brani del celebre compositore russo le cui struggenti melodie riescono già da sole ad emozionare gli animi - che si dipanerà la tragica storia dei due giovani innamorati.
UN GRANDE CAST
Un progetto importante ed ambizioso non può che essere affidato a grandi professionisti e la Fondazione Teatro Coccia ha unito una rosa di nomi internazionali per la creazione: Giorgio Madia per la coreografia, Michele Rovetta per il coordinamento musicale e direzione d’orchestra, Cordelia Matthes per scene e costumi e Jean Paul Carradori per il disegno luci.
Giorgio Madia di formazione scaligera rientra in Italia con questa produzione dopo una carriera internazionale che lo ha visto protagonista come danzatore prima, coreografo, regista e direttore in seguito: Vienna (dove ha anche ricoperto la carica di direttore della Volksoper), Varsavia, Berlino sono solo alcune delle ultime tappe di una lunga e fortunata carriera; Michele Rovetta è attualmente uno dei direttori d’orchestra della Staatsoper di Berlino. Musicista e filologo musicale non solo si occuperà di lavorare con Madia alla scelta dei brani che andranno a costituire lo score del balletto, ma salirà anche sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro Coccia di Novara nelle date in cui questa accompagnerà dal vivo il ballo; Cordelia Matthes, da anni stretta collaboratrice di Madia, è una delle più affermate ed apprezzate scenografe e costumiste tedesche; light designer ancora una volta Jean Paul Carradori, sicuramente uno dei migliori in Italia, che con grande maestria riesce sempre a sottolineare i momenti salienti degli spettacoli da lui curati.
Tra i danzatori del Corpo di ballo del Teatro Coccia sarà Maria Teresa Molino ad interpretare il ruolo di Giulietta, Martin Zanotti sarà invece Romeo.
UNA GRANDE COPRODUZIONE
Romeo e Giulietta sarà realizzato dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara in coproduzione con il Condominio Teatro Sociale di Mantova e il Teatro Grande di Brescia all’interno delle rispettive stagioni d’opera e balletto a sottolineare l’importanza della realizzazione dei balletti con l’esecuzione musicale dal vivo. Un grande merito alla sensibilità di questi teatri verso l’arte coreutica, che si conferma una delle più amate e che rappresenta sicuramente un grande patrimonio della cultura italiana da sostenere.
LA MUSICA
Romeo e Giulietta è una composizione nata nell’autunno 1869, ma è stata riveduta più volte fino alla versione definitiva del 1880. Ciaikovskij si lasciò convincere da Balakirev, un musicista del “Gruppo dei Cinque”, a mettere in musica questo soggetto shakespeariano. L’ouverture è una delle più riuscite e sicuramente quella di maggior successo: la ricchezza dei temi melodici e la capacità del compositore di descrivere un dramma così importante e imponente rivela tutto il suo genio. Ciò che colpisce di più nell’ouverture è sicuramente l’eccezionale violenza con cui Ciajkovskij descrive il rapporto conflittuale tra le due famiglie di Romeo e Giulietta, violenza che supera senza dubbio i limiti della poetica shakesperiana e rende maestosamente il soggetto descritto. Si tratta del tema principale, di ritmo irregolare, al quale si affianca quello secondario dell’amore tra i due amanti, notissimo per la sua passionalità favolosamente romantica. Di elevata qualità sinfonica sono le stupende «corse degli archi» e l’impetuoso, contrastato sviluppo della melodia principale; nella coda Ciaikovskij ripropone il tema cantabile degli innamorati; e con questo tema, condotto sul cupo ostinato dei timpani in un’atmosfera di dolente marcia funebre, si conclude appunto la composizione.
PËTR IL’IČ CIAIKOVSKIJ – (Votkinsk, Urali, 1840 – Pietroburgo 1893).
Dopo aver ricevuto i primi insegnamenti musicali dalla madre, pianista dilettante, per volere del padre studiò diritto e ottenuto il diploma si impiegò a 19 anni presso il Ministero della Giustizia di Pietroburgo ma, avvertendo l’esigenza espressiva delle sue attitudini artistiche, lo abbandonò però ben presto per dedicarsi completamente alla musica. Dal 1861 cominciò a frequentare i corsi della Società Musicale Russa, studiando teoria con N. Zaremba, pianoforte con H. Stiehl e composizione con A. Rubinstein ed impartendo lezioni private per mantenersi. In seguito alla perdita della madre e a conseguenti disagi economici, vide accentuarsi il senso di instabilità psicologica già in lui latente e che si manifestò col tempo in morbosa forma di vittimismo e mania di persecuzione dovuta ad “un malefico destino”. Assegnatagli da Rubinstein la cattedra di docente di armonia al Conservatorio di Mosca, nei dieci anni di incarico poté inserirsi definitivamente nell’ambiente culturale ed artistico della sua città. Ebbe sempre rapporti molto tesi e polemici con il cosiddetto “Gruppo dei Cinque”, in particolare con chi aveva più radicato il senso del nazionalismo musicale e rifiutava la borghesia salottiera, da cui invece Ciaikovskij era attratto. Dopo i suoi primi scritti musicali dedicati alla terra russa e al pianoforte, compose diverse sinfonie, concerti e musica da camera, affermandosi definitivamente come autore e direttore. Di notevole aiuto fu la conoscenza della ricca vedova Nadežda von Meck che, affascinata dalla sua musica, gli offrì una rendita annuale di seimila rubli permettendogli di dedicarsi completamente alla composizione. Sono di questo periodo le più celebri sinfonie (l’ultima è la “Patetica”), i concerti e le serenate per violino, per violoncello e per pianoforte ed orchestra ma anche suites, fantasie e ouvertures come: “L’uragano”, “Romeo e Giulietta”, “Amleto”, “La tempesta”, “Francesca da Rimini”, “Ouverture 1812”. Apice della maturità creativa di Ciaikovskij sono i tre celeberrimi balletti: “Il lago dei cigni” (1876), “La bella addormentata” (1889) e “Lo schiaccianoci” (1892) e le opere teatrali: “Eugenio Onieghin” (1878), “La dama di picche” (1890), “La pulzella d’Orléans”, “Mazeppa”, “Jolanta”, ecc… Perfezione tecnica e verità d’espressione furono i due poli della musica di Ciaikovskij. Compositore colto, dotato di un “mestiere” paragonabile a quello dei colleghi occidentali, egli fu tra i primi ad introdurre in Russia una concezione professionale dell’attività compositiva, ricca di gusto per una scrittura sorvegliata e stilisticamente rifinita. Sempre fedele ad un concetto aulico del linguaggio musicale, considerò irrinunciabile l’osservanza di determinati canoni di bellezza formale. Di qui la sua adesione ai grandi modelli della musica occidentale ed il carattere cosmopolita che si attribuisce al suo stile, nonostante i profondi vincoli affettivi e culturali legati alla sua terra. Nella sua musica si assaporano freschezza, eleganza, eccellenza tecnica ed una marcata tendenza alla risoluzione malinconica. E’ considerato l’iniziatore della tradizione del Balletto Sinfonico, nel quale riversa tutta la sua capacità di tradurre in gesti immediatamente comunicativi le realtà psicologiche e gli stati emotivi.
MICHELE ROVETTA - direttore d’orchestra
Dopo una collaborazione pluriennale con Daniel Barenboim, il quale nel 2003 lo scelse come Maestro Sostituto alla Deutsche Staatsoper Unter den Linden di Berlino, Michele Rovetta ha debuttato in questo teatro alla testa della Berliner Staatskapelle nella stagione 2006-7, dirigendo Il barbiere di Siviglia di Rossini. A Berlino ha debuttato nella scorsa stagione anche nella Philharmonie e nell’Apollo-Saal.Sia in campo teatrale, per esempio con il Rinaldo di Händel, sia in campo concertistico, come con la recente esecuzione di musiche di Giovanni Gabrieli nella Lindenkirche die Berlino, Michele Rovetta dedica da tempo una parte della sua attività direttoriale alla musica preclassica: “impresa […]storicamente interessante e musicalmente convincente”, da cui il pubblico rimase “fortemente impressionato” (Ulrich Gehre, Die Glocke, 21 febbraio 2004) furono in particolare le sue interpretazioni monteverdiane al Theater am Alten Markt di Bielefeld, giudicate dalla critica “di livello internazionale” (Opernetz, febbraio 2004), “appassionate, precisissime e sempre avvincenti”, capaci di suscitare “profonde emozioni” (Uta Jostwerner, Westfalenblatt, 21/22 febbraio 2004).Di particolare interesse storico fu anche la sua direzione musicale di un nuovo allestimento de Im weißen Rössl, per il quale non utilizzò solo la musica oggidì usualmente eseguita, bensì anche parti ignote della composizione originale di Ralph Benatzky (fra cui il grande finale del secondo atto), da lui ricostruite sulla base di materiale autografo inedito custodito a Berlino.Dopo anni di attività concertistica come pianista, che lo portò ad esibirsi in diverse sale in Italia, Austria, Germania, Romania e Polonia, Michele Rovetta iniziò la sua attività di direttore d’orchestra allo Stadttheater Bielefeld, con Die Lustige Witwe e, nel campo del balletto, con Coppélia. Il pubblico italiano, che in passato poté apprezzare nelle sue interpretazioni pianistiche una “non comune capacità d’aderenza rigorosa ma fortemente creativa al testo musicale” (Enrico Ginocchio, Il Giornale, 27 maggio 1992), assisterà in occasione di“Romeo e Giulietta” al suo debutto in Italia come direttore d’orchestra: la sua unica collaborazione con un’orchestra italiana, che risale al 2004, è stata infatti finora la preparazione, per conto di Stefan Anton Reck, di Ariadne auf Naxos con l’orchestra del Teatro G. Verdi di Trieste, di cui fu apprezzata la “prestazione colorita e precisa, senza sbavature, frutto di un meticoloso lavoro di concertazione” (Claudio Gherbitz, Il Piccolo di Trieste, 15 novembre 2004).Michele Rovetta è autore della voce enciclopedica dedicata alla professione di Maestro Sostituto nel Lexikon des Klaviers (edizioni Laaber) e dell’unica pubblicazione esistente sulla storia di questa professione (Königshausen & Neumann). E’ diplomato in Direzione e in Teoria Musicale alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna nonché in Pianoforte al Conservatorio G. Verdi di Milano. È stato borsista dell’Accademia Chigiana di Siena, del Governo Polacco, del Österreichischer Austauschdienst, del Deutscher Akademischer Austauschdienst. E’ stato premiato, per le sue prestazioni artistiche, dal Ministero dell’Istruzione, della Scienza e della Ricerca della Repubblica Austriaca.
GIORGIO MADIA - coreografo
Giorgio Madia, classe 1965, studia danza presso la prestigiosa scuola di ballo del Teatro La Scala, diplomandosi nel 1984.
Nel 1983 entra a far parte del corpo di ballo della Scala e dal 1985 è ballerino solista per diverse compagnie di balletto: Béjart’s Ballet du XXéme Siécle, Bejart Ballet Lausanne, Pennsylvania Ballet e Milwaukee Ballet, san Francisco Ballet, Aterballetto e Züricher Ballet.
Nel 1988 è stato scelto da Nureyev come suo partner nel pas de deux di Béjart Le Chant du compagnon errant, per la produzione Nureyev and Friends (in tournèe in Europa, Asia, Australia e Nord e Sud America fino al 1991).
È stato Maître de Ballet, assistente coreografo e coreografo per il Balletto di Toscana, il balletto della Komische Oper di Berlino, del Teatro di Basilea e del Grand Teatr Łodz.
Dal 2003 al 2005 ha ricoperto la carica di direttore del balletto della Volkoper di Vienna.
Ha danzato interpretando diversi ruoli in più di 90 produzioni, lavorando con coreografi di fama mondiale come Alicia Alonso, Maurice Béjart, David Bintley, Nicholas Beriozoff, Merce Cunningham, Bertrand D’At, William Forsythe, Andy de Groat, Rosella Hightower, Lionel Hoche, James Kudelka, Hans Van Manen, Peter Martins, Rudolf Nureyev, Roland Petit, Josef Russillo, Heinz Spoerli, Richard Tanner, Glenn Tetley, Helgi Tomasson e Iorma Uotinen.
Ha inoltre vinto i seguenti premi: nel 2006 il Gold Mask Critics Award per la miglior produzione con “La bella addormentata”, nel 2007 il Gold Mask Critics Award per la migliore direzione con “Cinderella” e nel 2008 il Gold Mask Critics Award per la migliore direzione con “Les Contes d’Hoffmann”.
CORDELIA MATTHES - scenografa e costumista
Cordelia Matthes nasce a Berlino nel 1969. Dopo aver lavorato nella Sala di Pittura e Direzione di Scenografia presso la Deutsche Staatsoper di Berlino, dal 1990 al 1997 studia Scenografia e Costume all’Accademia di Belle Arti di Berlino e all’Istituto del Teatro di Barcellona.
Dal 1992 al 1999 è assistente alla scenografia di Robert Wilson, Volker Pfüller e Peter Schubert presso l’Hebbel - Teatro di Berlino, il Deutsche Theater di Berlino, il Burgtheater e il Volkoper di Vienna e il Teatro Comunale di Firenze.
Dal 1997 è scenografa e costumista in molte produzioni liriche per diversi teatri in Austria, Germania e Polonia, come Rigoletto, Fidelio, Simon Boccanegra, L’Italiana in Algeri e molte altre.
ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA
Fondata nel 1977, nel segno della continuità delle ricche tradizioni culturali della città che la ospita, l’Orchestra Filarmonica Italiana, formata al completo di circa 120 elementi, ha da sempre attribuito particolare riguardo sia alla tradizione più popolare dei repertori lirico e sinfonico, sia ad un decisivo apporto innovativo al proprio raggio d’attività comprendente titoli a torto raramente eseguiti, anche con importanti incursioni in area contemporanea; a questa impronta varia e decisamente vincente è da aggiungere il costante impegno nella diffusione e valorizzazione della sezione cameristica.
La validità di questo organismo, si denota anche dal valore dei direttori che lo hanno e che lo dirigono, tra i quali: Janos Acs, Yuri Ahronovitch, Maurizio Arena, Marco Balderi, Maurizio Benini, Angelo Campori, Giuliano Carella, Fabrizio Carminati, David Colemann, Claude Cuguillere, Alessandro Dagostini, Massimo De Bernart, Giovanni Distefano, Marco Fracassi, Carlo Franci, David Garforth, Julian Kovatchev, Leo Kramer, Guido Maria Guidi, Alain Guingal, Herbert Handt, Will Humburg, Alberto Leone, Marko Letonja, Ivo Lipanovic, Daniel Lipton, Fabio Luisi, Leone Magiera, Karl Martin, Daniele Mores, Pier Giorgio Morandi, Edoardo Müller, Piercarlo Orizio, Marcello Panni, Francois Pantillon, Walter Proost, Stefano Ranzani, Nicola Rescigno, Carlo Rizzi, Marcello Rota, Nello Santi, Nino Sanzogno, Michel Sasson, Aldo Sisillo, Giampiero Taverna, Roberto Tolomelli, Paolo Vaglieri, Marcello Viotti, Giuseppe Zanaboni, Giacomo Zani, Filippo Zigante, Ottavio Ziino, Alessio Vlad.
Dal barocco al neoclassicismo, dal romanticismo all’ecclettismo, dal verismo al contemporaneo: l’Ofi è presente in Italia ed all’estero con un saldo repertorio che l’ha distinta per impegno, serietà e resa qualitativa che spazia dai titoli popolari di “cartellone” alle riproposte moderne, fino alle prime esecuzioni assolute.
Di eccezionale riguardo gli interpreti vocali che sempre si sono avvalsi della collaborazione dell’Ofi, stimandola e richiedendola per l’apprezzata professionalità. Si ricordano: Fabio Armigliato, Carlo Bergonzi, Renato Bruson, Piero Cappuccilli, José Carreras, Silvano Carroli, Masako Deguci, Daniela Dessì, Mariella Devia, Ghena Dimitrova, Chantal Duburry, Tiziana Fabbricini, Cecilia Gasdia, Giuseppe Giacomini, Raina Kabaivanska, Nicola Martinucci, Leo Nucci, Fiorelia Pediconi, Michele Pertusi, Katia Ricciarelli, Martha Senn, Olivia Stapp, Paolo Washington; solo per citarne alcuni
Fra le notevoli produzioni di balletto che hanno evidenziato e consolidato il prestigio che l’Ofi ha meritato nel corso degli anni presso pubblico e critica, si ricordano danzatori quali: Carla Fracci, Rudolf Nureyev, Luciana Savignano, Alessandra Ferri.
Hanno inoltre richiamato notevole interesse le produzioni dell’Ofi all’estero, come la tournée di musica italiana tenuta in Belgio e Olanda per la diffusione della cultura nazionale con consenso dello stato italiano, nonché le rappresentazioni operistiche in Libano.
L’Ofi è stata ripresa e trasmessa sia televisivamente che radiofonicamente in più occasioni, attraverso i canali nazionali, dalla rete vaticana, anche in mondovisione, ed inoltre ha al proprio attivo incisioni discografiche e video.
Ampio interesse e gradimento della critica ha suscitato la registrazione di ben sei titoli di opere buffe settecentesche cadute nell’oblio, nonché il DVD del tenore Andrea Bocelli “A night in Tuscany”, distribuito con grande successo a livello mondiale dalla Polygram.
Da diversi anni, inoltre, accompagna il M° Andrea Bocelli nelle tournées italiane ed estere; di rilievo il concerto “evento” dell’estate 2006 in mondovisione, per l’inaugurazione del “Teatro del Silenzio” di Laiatico.
Altro evento di portata mondiale è stato il concerto per i 10 anni dell’emittente satellitare “Al Jazeera", l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire in prima mondiale ed in mondovisione diretta “SHARK: ORIENTE” del M° Marcel Khalife compositore di fama internazionale.
L’Orchestra Filarmonica Italiana, durante il suo ormai trentennale percorso, ha contribuito, e continua a contribuire, alla formazione e preparazione di giovani talenti ora facenti parte delle più prestigiose orchestre d’Italia.
Teatro Grande di Brescia - Stagione Lirica 2008-2009
Ufficio Stampa Sonia Mangoni 339.5354340













































