Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Mercoledì 25 Marzo : 2009 PAOLO MARTINI, La Stampa
Rosario Il Grande
e l'arte di risvegliare la concorrenza tv
e l'arte di risvegliare la concorrenza tv
Fiorello-spot sul digitale terrestre. E "X-Factor" ha ospite Bongiorno
Rosario Fiorello
Chissà se lo ha fatto solo per evitare grane alla Perego, o perché, come si dice, Sky si sta preparando pure a dare l’assalto al cielo del digitale, con un ricorso in sede europea, che mira ad eliminare l’asimmetria dello scontro attuale, che non riguarda solo e tanto le rilevazioni Auditel. Con le mani più libere forse rispetto all’affollamento pubblicitario, Sky è infatti l’unico attore costretto in un solo campo, la tv satellitare, e in condizioni sfavorevoli per l’acquisto dei programmi, con l’obbligo per esempio di rivendere le partite agli altri e nessuna possibilità di bloccare in esclusiva per anni i pacchetti di telefilm e cartoni. Ormai nell’estate del 2007, tanto per dire, Mediaset ha firmato un accordo quadriennale con Universal e Warner, per portar via a Sky molti film e alcune chicche: per esempio, la seconda stagione del teen-drama più chiacchierato d’America, Gossip Girl, verrà lanciata da Mya proprio il giorno prima dell’esordio satellitare di Fiorello. Insomma, se di vero nuovo «de bello televisivo» si deve scrivere, regolarmente fin dal classico incipit («Gallia est omnis divisa in partes tres…»), i tre gruppi devono competere alle stesse condizioni. Intanto Sky premia se stessa. Da Fiorello a Carlo Verdone e Gene Gnocchi, da Ilaria D’Amico a Violante Placido al Trio Medusa fino a Morgan, direttore artistico del canale Match Music, stasera su Sky Vivo sfilano le star degli Sky Tv Awards votate sul sito della rete dal pubblico. Ed è stato proprio Fiorello, trionfatore della scorsa edizione degli Sky Tv Awards, a consegnare il Premio al Miglior Programma dell’anno ottenuto da Romanzo Criminale.
Ma torniamo al caso Fiorello-Perego, che poi vuol dire l’impresa Lucio Presta con relativa scuderia di divi, da Paolo Bonolis in giù, nonché la rete di alleanze trasversali ben note. L’effetto SkRaiSet, che il razzo Fiorello fa esplodere in più stadi, non è relativo solo al calcolo dei centimetri di ricadute mediatiche del nuovo show, ma manda letteralmente all’aria il mercato dei talenti, dove si riforma quasi naturalmente il clima da «telesogno» dei primi Anni Novanta, quando l’autoreferenzialità della televisione e dei personaggi, soprattutto della covata di Raitre di Angelo Guglielmi, partorì addirittura l’utopia di un terzo polo senza padroni. Adesso tutti vorrebbero tenersi le mani libere, altro che esclusive miliardarie, e poter lavorare anche per SkyUno o per SkyDue (dove già si è assicurato una striscia Giorgio Panariello e potrebbe partire una striscia a sorpresa di Paolo Bonolis e Luca Laurenti) e per eventuali nuovi canali digitali terrestri. E anche lo spettro di nuove epurazioni bulgare sembra fare meno paura: Enrico Mentana che va in Rai da Michele Santoro a lamentarsi dell’informazione «finita in panchina a Mediaset» è solo l’antipasto di una SkyTre con Mentana e Santoro? Prepariamoci a mesi d’indiscrezioni e di polemiche: bentornati nel pianeta tv, un po’ di sana concorrenza ci voleva.














































