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SALÒ (Brescia): Quattordicenne violentata dal ... (sviluppi)
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 SALÒ (Brescia): Quattordicenne violentata dal ... (sviluppi)
Lunedì 9 Febbraio : 2009
Quattordicenne violentata dal branco,
quattro coetanei finiscono in manette
Tutti italiani gli aggressori
Tra i balordi anche un giovanissimo non ancora imputabile. La ragazza è stata raggirata durante una festa: scattate alcune foto con i cellulari
SALÒ (Brescia) - Una terribile vicenda di violenza sessuale aggravata tra minori ha portato la Procura dei Minorenni di Brescia, sulla base delle indagini dei carabinieri della compagnia di Salò (Brescia), a chiedere ed ottenere quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti ragazzi, che sono stati arrestati. Del branco farebbe parte almeno un altro minore che, però, avendo meno di 14 anni, non è imputabile.
La vittima è una ragazza di 14 anni. Gli arrestati hanno età comprese tra i 14 e i 16 anni e le indagini si sono sviluppate nella zona di Sabbio Chiese, in Valsabbia. La violenza sarebbe avvenuta nel mese di dicembre ad una festa durante la quale era stato bevuto parecchio alcol. Dopo la violenza, la vittima è stata portata in stato di shock in ospedale. La denuncia poi è stata presentata dalla madre della ragazza, italiana così come gli aggressori.
Le modalità in cui tutto è avvenuto, secondo gli inquirenti, sarebbero aberranti per il cinismo espresso nella vicenda. Ulteriori dettagli, inclusi quelli relativi a un possibile uso di telefonini per scattare fotografie durante gli abusi, verranno forniti domani nel corso di una conferenza stampa convocata alle 11 al Comando provinciale di Brescia.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Lun 09 Feb, 2009 14:13 |
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 «Alla festina non c’è stata violenza»
Mercoledì 11 Febbraio : 2009 Enzo Gallotta, Giornale di Brescia / Eugenio Barboglio, Brescia Oggi
Enzo Gallotta ha scritto: «Alla festina non c’è stata violenza»
I quattro ragazzi arrestati per la sconcertante vicenda di Sabbio Chiese respingono le accuse davanti al Gip Attenuate le misure cautelari: per tre permanenza a casa con permesso di recarsi a scuola, il quarto in comunità
> Scuole e famiglie educhino alla sessualità
«L’educazione torni tra le priorità»
L’ingresso degli uffici della Procura della Repubblica per i minorenni,
in via Malta, che ha coordinato le indagini dei carabinieri
«Non c’è stata violenza». Questa, in sintesi estrema, la difesa dei quattro minorenni arrestati domenica mattina dai carabinieri della Compagnia di Salò con l’accusa di aver seviziato sotto lo sballo dell’alcol una ragazza di 14 anni durante una festina tra adolescenti a Sabbio Chiese la sera del 7 dicembre. Questa la loro verità a fronte delle pesantissime contestazioni della cui gravità si sono resi conto.
Tutti lasciano il centro di prima accoglienza «Beccaria» di Milano, dove sono stati portati dopo la notifica degli ordini di custodia cautelare in carcere chiesti dalla Procura per i minori. Per tre degli indagati il Gip ha disposto la permanenza a casa, provvedimento equivalente agli arresti domiciliari per gli adulti, e possono andare a scuola. Per il quarto, il 15enne, è stato disposto il collocamento in una comunità, che si può considerare misura intermedia tra la detenzione e i «domiciliari». Intanto la famiglia della ragazza affida ad un comunicato «lo sbigottimento per la curiosità della gente che intende solo riconoscere la persona offesa».
Lunga mattina davanti al giudice
Sono circa le 9 di ieri mattina quando i quattro ragazzini indagati - un 16enne, un 15enne e due di 14 anni - arrivano al palazzone di via Malta dove si trova, al primo piano, la sede del Tribunale per i minorenni. Sotto scorta, raggiungono l’aula per gli interrogatori di garanzia. Inizia la lunga mattinata, con i familiari in attesa a turno nel corridoio davanti alla porta che si apre di tanto in tanto. Attesa che si protrae fin verso le 13. Quando tutto si conclude ed il gip del Tribunale per i minorenni, Laura D’Urbino, si riserva di decidere sulle richieste dei difensori. I quali chiedono la revoca del provvedimento cautelare in carcere e la remissione in libertà dei loro assistiti. In subordine, l’attenuazione della misura con la permanenza a casa. La riserva - dopo il parere dei pm Simonetta Bellaviti e Federico Bisceglia - viene sciolta nel pomeriggio con l’accoglimento di queste ultime richieste.
Per il resto, i legali che affiancano i ragazzi e le loro famiglie non rilasciano commenti. Ad assistere il 16enne è l’avv. Luigi Frattini, il 15enne è difeso dagli avv. Ines Anna D’Argenzio e Gianfranco Bertussi. La difesa dei due 14enni è affidata agli avv. Giorgio Zanelli, Alessandro Stefana e Roberto Lancellotti. C’è una sensazione di disagio non troppo sospesa nel corridoio davanti all’aula, per il modo in cui sono state diffuse le notizie. «Quella conferenza stampa...» dice uno dei legali. Interpellato, il procuratore per i minori, Emilio Quaranta, risponde con un lapidario «No comment». Punto e a capo.
Racconti divergenti
Quel che resta alla fine del giorno sono racconti che divergono nel momento in cui si sarebbe consumata la violenza sessuale. Per i difensori, e con loro i ragazzi indagati, quella sera di dicembre nel rustico dell’abitazione di Sabbio Chiese nessuno costrinse alcuno a bere né ha usato violenza. Tantomeno ricorrendo al manico spezzato del badile che si trovava lì per alimentare con la legna il bidone di metallo usato come stufa di fortuna. Sarebbe stato solo avvicinato alla vittima: uno scherzo che non sarebbe andato oltre. Ancora, nel certificato medico stilato dopo la visita alla 14enne al Pronto soccorso il giorno successivo alla denuncia, formalizzata il 19 dicembre, e allegato al fascicolo dell’indagine, secondo i difensori non sono state refertate conseguenze di violenza sessuale né lesioni interne.
L’accusa contesta, al contrario, che la sera della festina la ragazza venne seviziata. Una delle amiche che era con lei ha raccontato di aver visto i ragazzi, tra i quali c’era pure il tredicenne non imputabile, ridere alla luce incerta della fiamma sul divano dove c’era la ragazza. Di aver cercato di intervenire e di essere stata respinta. Di averla poi soccorsa e portata via. Poi lei si è confidata con il cugino, che il giorno dopo ha chiesto conto di quanto accaduto al padrone di casa e padre di uno dei circa venti partecipanti alla festina. Secondo l’accusa, non è stato certamente uno scherzo, ma una violenza di gruppo segnata dalla brutalità, da «pulsioni animalesche», senza la percezione del male sia durante sia poi.
«Non uno sguardo affettuoso»
La famiglia della 14enne interviene con una nota affidata all’agenzia Ansa dall’avv. Simone Facchinetti. «La famiglia - si legge tra l’altro nel comunicato - si è stretta intorno a se stessa ed è sbigottita dalla curiosità della gente che intende solo riconoscere la persona offesa, senza che mai nessuno davvero si chieda lo stato emotivo in cui gli stessi si trovano. Un abbraccio silenzioso o uno sguardo affettuoso e sincero da parte della gente potrebbero dare a questa famiglia una forza in più per superare questo evento, che rimarrà indelebile nella loro vita».
Parlando della ragazza si precisa poi che «questa era la prima festa a cui partecipava di sera», che «non era stata organizzata via chat», ancora che la ragazza «era vestita in modo normale e non provocante», che «era ed è sempre stata controllata e protetta dalla famiglia stessa nelle sue amicizie sia scolastiche sia del tempo libero e che le chat sporadicamente utilizzate» erano «sempre monitorate dai genitori stessi».
Con riferimento all’accaduto «si vuole rimarcare - continua la nota - come la persona offesa mai avrebbe potuto opporsi alla violenza subita, alla luce dello stato psico-fisico in cui gli aggressori l’avevano ridotta. Infatti la persona offesa, non sentendosi bene, aveva chiesto dove poteva accomodarsi per riprendersi un pochino. Lì, nello stato di semincoscienza in cui era stata ridotta, si sono svolte le barbare violenze».
Eugenio Barboglio ha scritto: IN VIA MALTA. Ieri mattina al tribunale dei minori si è svolto l’interrogatorio di garanzia dei quattro adolescenti accusati di violenza su una 14enne a Sabbio Chiese
Agli arresti domiciliari
gli stupratori ragazzini
Tre ai domiciliari e uno in comunità. È questa la decisione presa dal gip Laura D’Urbino ieri pomeriggio, dopo che in mattinata s’era riservata al termine degli interrogatori di garanzia, ai quali sono stati sottoposti i quattro ragazzi accusati di avere violentato e seviziato con un manico di badile una ragazzina di 14 anni a Sabbio Chiese.
Sono quindi stati scarcerati i quattro minorenni (un quinto che avrebbe partecipato alla violenza ha meno di quattordici anni e quindi non è imputabile) arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri, per il brutale episodio accaduto in un rustico durante una festa tra adolescenti. Festa culminata con uno stupro dai contorni brutali, brutalità e veridicità che il tribunale dei minori dovrà chiarire nei prossimi mesi.
Intanto, ieri si è concluso il primo round giudiziario dopo l’arresto dei quattro. Il gip ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere, sostituendo alla misura restrittiva la permanenza domiciliare, equivalente agli arresti domiciliari per gli adulti: i tre ragazzi valsabbini per i quali è stata disposta (per il quarto, come detto, il giudice per le indagini preliminari ha optato per la permanenza in comunità) potranno dunque andare a scuola.
Il provvedimento del gip è stato motivato con il fatto che i ragazzi si sarebbero resi conto della gravità di quanto accaduto e che le loro condizioni familiari sono tali da potere concedere la nuova, più tenue, misura.
Che i giovani non andassero in carcere era stato del resto auspicato l’altro ieri, anche dal procuratore capo dei minori di Brescia, Emilio Quaranta. La stessa famiglia della quattordicenne vittima della violenza, per bocca dell’avvocato Simone Facchinetti, ha fatto sapere che riteneva soprattutto importante che gli accusati fossero messi nella condizione di non nuocere, cosa che i domiciliari dovrebbero assicurare. La famiglia - che sempre attraverso il legale ha espresso una serie di valutazioni che pubblichiamo qui sotto -, ha anche aggiunto di nutrire piena fiducia nella magistratura.
GLI INTERROGATORI di garanzia in mattinata sono durati circa quattro ore, ore di tensione per i genitori dei ragazzi che si sono presentati in via Malta, arrivando dal carcere minorile «Beccaria» di Milano dove sono rimasti rinchiusi da domenica, giorno dell’ arresto.
Gli indagati (assistiti dagli avvocati Roberto Lancellotti, Giorgio Zanelli, Gianfranco Bertussi e Luigi Frattini) hanno respinto le accuse, affermando che «quella sera non c’è stata alcuna violenza» e che «nessuno è stato costretto a bere». A sostegno di queste tesi, i legali dei quattro giovani, hanno evidenziato, tra l’altro, che dai certificati medici (rilasciati dall’ospedale di Desenzano dopo la visita alla quale si era sottoposta la quattordicenne) non risultano lesioni sulla ragazza.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#2 Mer 11 Feb, 2009 21:20 |
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