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Giovedì 2 Luglio : 2009 Cecilia Bertolazzi , GdB
Saldi, corsa al via da sabato
La normativa regionale fissa al 4 luglio l’inizio delle promozioni estive: dureranno due mesi Secondo le previsioni Confcommercio la spesa media per famiglia sarà di 240 euro
Tra le regole che i commercianti devono rispettare quella della comunicazione dei ribassi
Attesi, anzi attesissimi
«È tre giorni che c’è calma piatta, sembra davvero che si stia aspettando sabato per mettere mano al portafogli» ci confida Francesca Guzzardi, titolare di un negozio di intimo in corso Palestro e presidente del Consorzio Brescia Centro. «Quest’anno è stata una stagione molto particolare - continua Guzzardi - in cui si è navigato a vista per parecchi mesi, adesso cerchiamo di affrontare questo periodo con un po’ di ottimismo e mettendo anche a disposizione delle persone aperture domenicali straordinarie che invitino all’acquisto nei negozi del centro».
Un atteggiamento positivo ben riposto se è vero che, secondo i dati Isae, l’Istituto di studi e analisi economica, la fiducia delle famiglie è data in ripresa. Durante le vendite estive, pare infatti, questa volta secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, che ogni famiglia spenderà in media poco più di 240 euro per l’acquisto di articoli in saldo. Una boccata di ossigeno per molti lavoratori del settore e comunque un’occasione per le tasche stiracchiate dei consumatori.
«Il periodo che si sta per aprire è un test importante per registrare le reazioni del mercato e dei consumatori - conferma Carlo Massoletti, presidente di Ascom -, usciamo da una stagione difficile che ha visto una contrazione dei consumi imprevista in una misura così ampia. A contare questa riduzione delle vendite sono soprattutto i prodotti si lusso e alta gamma. Il consumatore, infatti cerca un rapporto qualità-prezzo che sia accessibile. È vero che la qualità di queste proposte è spesso fuori dal comune, ma allo stesso tempo il prezzo sconta il marchio o la firma famosa. In ogni caso, posso confermare anch’io una forte aspettativa delle persone che fino a questo momento, un po’ per reali problemi di risparmio, un po’ per via di una stagione primaverile che non ha invogliato all’acquisto, hanno tenuto a bada la voglia si spendere».
Un occhio alle regole e uno agli affari
Quasi ci siamo, dunque. Nel frattempo è bene ricordare le famose «regole d’oro» del saldo. Un vademecum che non cambia da un anno con l’altro, ma che è bene ripassare per evitare fregature.
Anzitutto va detto che possono essere proposti a saldo prodotti non alimentari di carattere stagionale o articoli, in genere di moda, che se non venduti entro certi periodi, potrebbero risentire di un notevole deprezzamento. Detto questo, anche la disposizione della merce saldata va sottolineata con cartelli o scegliendo aree del negozio distinte da quelle dove la merce, invece, rimane a prezzo pieno. I commercianti devono esporre accanto al prodotto il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto (è invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto).
Altro obbligo dell’operatore è quello di fornire informazioni veritiere in merito ai ribassi praticati, sia nelle comunicazioni pubblicitarie che nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita.
Per quanto riguarda poi il pagamento, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. Infine, i cambi. La possibilità di cambiare un capo dopo che lo si è acquistato è lasciata, generalmente, alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il commerciante di riparare o sostituire il capo e, nel caso ciò non fosse possibile, si può richiedere un ulteriore abbattimento del prezzo pagato o, addirittura, la restituzione di quanto versato.
«Vendita promozionale mascherata»
Non è l’ultima trovata promozionale, si tratta, invece, di una pratica al limite della correttezza, che però, sembra sempre più prendere piede.
Una vendita promozionale mascherata si verifica quando i negozi anticipano oltremodo l’applicazione dello sconto. «Fino a qualche giorno prima della data ufficiale - spiega Massoletti - può capitare di venire incontro al proprio cliente di sempre e battere uno scontrino già da saldo. Si parla in questi casi di periodo pre saldo. Diverso invece il discorso di chi taglia i prezzi un mese prima. Questo comportamento purtroppo non si può che definire scorretto, ma sfortunatamente, a livello normativo non esistono gli strumenti per estirparlo».
«Queste condotte rischiano di mettere in difficoltà il piccolo negozio - aggiunge poi la Guzzardi - anche perché l’iniziativa viene percorsa dalle grande catene che, come un effetto a domino, fanno scattare poi tutti gli altri nella corsa del ribasso».
Corsa che è davvero al nastro di partenza. «I negozi sono ben riforniti, c’è ancora una buona scelta e un certo assortimento - precisa Massoletti - è pur vero che chi primo arriva...».














































