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Domenica 21 Giugno : 2009 Luisa Roda, GdB
San Vincenzo, una mano alla solidarietà
«Provaci anche tu»: appello dell’associazione benefica per nuovi volontari
Dell’accoglienza la «San Vincenzo de Paoli» ha fatto una ragione di vita. Un’accoglienza fatta di piccoli come di grandi gesti organizzati, perché il disagio va soccorso, ma soprattutto, curato.
Dietro un semplice abbraccio che accoglie, c’è un progetto che va ben oltre il pasto caldo o il riparo notturno. Chi bussa alle porte del Dormitorio di contrada S. Urbano, opera speciale della San Vincenzo bresciana, è certamente in difficoltà, ma è un frangente che gli operatori ed i volontari affrontano fino in fondo. Si soccorre la persona prima che il disagio. Ma poi, dopo l’emergenza, si attiva la vera solidarietà, quella che ha come obiettivo l’affrancamento della persona che soffre.
L’emarginazione può colpire tutti, ed anche all’improvviso. È l’ora di cena. Gli ospiti sono già tutti ai loro tavoli, i volontari stanno servendo la pasta. Suona il telefono delle cucina. Qualcuno, all’ingresso, chiede di essere accolto perché non sa dove andare. Avvisano il direttore: «C’è un signore, dice di non aver avvisato. Domanda se si può fermare». Il direttore corre all’ingresso e accoglie l’ospite inatteso: «Buona sera, come va?». Poi, rivolgendosi al volontario sussurra: «Come faccio che non ho più posto?». L’ospite, con le sue poche cose racchiuse in due sacchetti, attende, ma poco. Il direttore non ha esitazioni: «Venga dai. Intanto mangi qualcosa con noi, poi ci pensiamo».
«Sono sempre più convinta che lo spirito con cui accogliamo ed accudiamo ogni giorno chi bussa alle nostre porte sia in grande sintonia con i nostri fondatori - spiega Claudia Nodari Gorno, presidente dell’associazione Dormitorio -. E che la caratteristica che ci contraddistingue dalle altre strutture sia la disponibilità a seguire chi è nel bisogno anche quando nessuno se ne fa carico e l’ospite non ha la possibilità di versare anche quel piccolo contributo che chiediamo».
«Provaci anche tu» è l’invito che la San Vincenzo lancia a tutti i bresciani che credono che il livello di civiltà si misuri anche dalla dimensione dell’emarginazione che la popola. È vero: il volontariato è in crisi, ma i bisogni e i disagi godono di ottima salute. Dipendenze, abbandoni, violenze, si trasformano sempre più spesso in richieste di aiuto che i volontari si fanno in quattro per soddisfare. Ma servono altre mani. Per diventare volontario non occorrono titoli particolari, basta una buona predisposizione all’aiuto, e un po’ di tempo da donare ai meno fortunati.
«Chi me lo fa fare?», si chiedono in molti. Forse la fatica e l’impegno ripagati dalla gioia di sapere di essere stati accanto ad una mamma con un bambino che si trovano in un momento non facile, a un uomo solo e senza affetti, di aver partecipato all’incontro di una famiglia in difficoltà economiche e morali, essere riusciti a far sentire il calore a chi non ha nulla.
La San Vincenzo bresciana, attraverso l’Associazione Dormitorio, gestisce anche la Casa di accoglienza femminile «Federico Ozanam», (via Gabriele Rosa 1), oltre ad alcuni appartamenti dati in uso a persone e famiglie non in grado di acquisire l’abitazione a prezzi di mercato. Chi fosse interessato a condividere queste emozioni o vuole avere qualche informazione in più può contattare la San Vincenzo (tel. 030293212) o direttamente il Dormitorio (tel. 03041362).
Si può anche contribuire devolvendo il proprio 5x1000 come «Sostegno delle organizzazioni non lucrative» indicando il Codice fiscale 98005210178 per la San Vincenzo, oppure il 98058870175 per l’associazione Dormitorio.
Federico Ozanam era solito dire: «È sufficiente un filo per cominciare una tela, spesso una pietra gettata in acqua diventa base di una grande isola». Come dire, l’importante è partire, iniziare e partecipare. I risultati non mancheranno.














































