[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied
Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi)
Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login


Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione 
Pagina 1 di 1
 
 
Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi)
Autore Messaggio
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Mercoledì, 23 Dicembre 2009    metropolis


CRONACA
    
Scandalo conteziosi Asl:
Image
11 indagati, arrestato l´ex manager D´Auria

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - Due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state eseguite dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Torre Annunziata (Napoli) e del gruppo dei carabinieri nei confronti dell´ex direttore generale dell´ex Asl Napoli 5, ora Asl Napoli Sud, Gennaro D´Auria (nella foto), e di un dirigente dell´Asl stessa, Giuseppe Porcaro. I provvedimenti sono stati emessi dal gip presso il Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblcia. I due alti funzionari sono stati arrestati con l´accusa di violenza privata aggravata dalla qualifica di pubblico ufficiale ai danni di numerosi operatori privati del settore sanitario come farmacisti, titolari di centri provvisoriamente accreditati e Porcaro anche in relazione ad una tentata truffa ai danni di un titolare di uno studio dentistico della Penisola sorrentina. Le indagini, dirette e coordinate dal procuratore aggiunto Raffaele Marino, hanno avuto inizio più di tre anni fa in seguito a varie denunce presentate presso la Procura proprio dallo stesso D´Auria che aveva "mostrato in apparenza - si sottolinea - di voler ripristinare la legalità all´interno dell´azienda" e da un avvocato, Giuseppe Ruocco, attualmente indagato nel procedimento.

I nomi degli undici indagati
Gannaro D´AURIA, 57 anni residente a Casavatore; Edoardo DI NATALE, 53 anni residente a Napoli; Gianluca IMPROTA, 36 anni residente a Napoli; Eduardo MARTUCCI, 48 anni di Napoli; Manlio CARLI, 63 anni di Striano; Ciro PONE, 57 anni di Sant´Anastasia; Giuseppe RUOCCO, 56 anni residente a Castellammare di Stabia; Lorenzo LABATE, 63 anni di San Giorgio a Cremano; Giuseppe PORCARO, 46 anni di Napoli; Maria Rosaria AIELLO, 51 anni di Castellammare di Stabia; Mario MIGLIUOLO, 58 anni di Napoli.

La guerra per accaparrarsi le risorse dell´Asl
Le risultanze investigative hanno consentito di accertare l’esistenza di due centri di potere contrapposti che si sono fronteggiati con mezzi illeciti per accaparrarsi le risorse economiche dell’ASL NA 5; questi, come si diceva, si sono reciprocamente e reiteratamente denunciati e da queste denunce è nato il presente procedimento: il dato che è emerso in maniera evidente è il costante impegno di gran parte dei fondi, che dovrebbero essere utilizzati per l’erogazione del servizio sanitario, per il pagamento di indennità non dovute, di prestazioni che, esorbitando la capacità operativa massima, sono di scarsa qualità, di interessi, di spese legali, di onorari agli avvocati e per la forniture di servizi resi solo in parte ed in forza di rapporti contrattuali illegittimi. Pur riqualificando l’originaria imputazione di peculato in abuso d’ufficio e quella di concussione in violenza privata, il GIP ha ritenuto la sussistenza dei gravissimi fatti addebitati ai soggetti arrestati, riconoscendo un operato gravemente lesivo del buon andamento della P.A. da parte del d’Auria e del Porcaro.

I reati vanno dall´abuso di ufficio al falso
In particolare Gennaro D’Auria (ed a vario titolo e con diverse responsabilità anche altri soggetti tra cui il dott. Giuseppe Porcaro ed altri pubblici funzionari), hanno posto in essere una serie di reati che vanno dall’abuso di ufficio al falso espressione di un progetto criminale che, attraverso una serie di atti apparentemente legittimi e doverosi, tendevano, fingendo di contrastare l’operato dell’avvocato Ruocco e di altri legali, ad accaparrarsi gran parte delle risorse economiche dell’ASL; la lotta senza quartiere ingaggiata da D’Auria contro l’avvocato Ruocco era il paravento “legale e morale” per mettere le mani su una grossa fetta di denaro speso dall’ASL per il contenzioso.  Dalla disamina di quanto dichiarato di responsabili di farmacie, laboratori, strutture provvisoriamente accreditate presso il Servizio Sanitario della Regione Campania, medici e da quanto denunciato dall’avvocato Ruocco, è emerso con chiarezza la condotta tenuta dal Direttore Generale della ASLNA5, dott. Gennaro D’Auria, il quale mediante una serie disparata di comportamenti ha effettuato continue pressioni (discorsi intimidatori presso la Federfarma e la Federlab, ispezioni mirate, mancato o ritardato pagamento dei crediti, provvedimenti illegittimi di chiusura, irrogazione di sanzioni), volte a indurre i titolari delle strutture (laboratori di analisi cliniche, farmacie, centri di riabilitazione, etc.) a revocare il mandato all’avvocato Ruocco e a rinunciare ai contenziosi intentati per il recupero dei crediti.

Così l´ex manager intimidiva i creditori
In particolare Gennaro D’Auria, in concorso con il Porcaro ed altri funzionari, abusando delle proprie qualità e dei propri poteri, con una serie di azioni, attività e comportamenti, che, oltre ad intimorire i soggetti direttamente coinvolti, valutate nel loro complesso, creavano anche un clima diffuso di timore fra vari operatori privati creditori dell’ASL, induceva alcuni di essi (titolari di farmacie, centri accreditati, laboratori, etc., di seguito meglio indicati) a revocare indebitamente il mandato alle liti conferito all’avvocato Ruocco o ad altro legale per intentare azioni di recupero credito nei confronti dell’ASL NA 5; rinunciare indebitamente alle procedure giudiziarie in corso contro l’ASL nonché al diritto di intentarne altre in futuro. L’ex manager partecipava a riunioni delle associazioni FederLab  e Federfarma affermando che non era di suo gradimento che i soggetti provvisoriamente accreditati intraprendessero procedure ingiuntive e/o esecutive nei confronti dell’Ente in quanto tale condotta causava una lievitazione delle spese accessorie (tassi di interesse, spese legali etc.) soprattutto a causa dell’operato dell’avvocato Giuseppe Ruocco, nonché affermando innanzi a tutti i farmacisti presenti che egli doveva difendersi dagli attacchi degli avvocati, soprattutto dell’avvocato Giuseppe Ruocco, che attivavano procedure ingiuntive augurandosi che prima o poi ci sarebbero state delle ispezioni da parte delle divise verdi, ossia della Guardia di Finanza, a carico delle persone che lo attaccavano con tali azioni legali; in tal modo creava nella categoria dei titolari di laboratori e di farmacie un clima generalizzato di timore in ordine alla possibilità di intentare azioni legali contro l’Ente e soprattutto di conferire il mandato alle liti all’avvocato Ruocco.

Niente soldi a chi si rivolgeva ai giudici
D’Auria con la collaborazione di Maria Rosaria Aiello, responsabile della Ragioneria, non effettuava pagamenti a favore dei creditori che avevano in corso procedure giudiziarie (soprattutto esecutive o monitorie) contro l’ASL NA 5 anche quando il credito era certo liquido ed esigibile e l’Ente aveva liquidità sufficiente ed invece ponendo in pagamento soltanto le fatture presentate da coloro che non avevano intentato procedure di tipo contenzioso o che vi avevano rinunciato – in maniera illegittima, discriminatoria e contraria ai principi di buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione; a volte pretendendo assicurazioni in ordine alla rinuncia alla circostanza di non avere intentato contenzioso e di rinunciare alle liti già in atto, o facendo sottoscrivere una dichiarazione in cui affermava di aver interrotto la procedura ingiuntiva e di avere revocato il mandato all’avvocato Giuseppe Ruocco, dichiarazione in seguito alla quale la Aiello disponeva il pagamento di una fattura fino ad allora non posta in pagamento.

I controlli ispettivi ai creditori che avevano fatto causa
D’Auria e Porcaro, avvalendosi della collaborazione del servizio ispettivo centrale della Regione Campania, nella persona del responsabile Lorenzo Labate Lorenzo, effettuavano una serie di ispezioni nei confronti di titolari di laboratori e farmacie che avevano intentato procedure giudiziarie contro l’Asl per il recupero di crediti legittimamente vantati, soprattutto nei confronti di coloro che avevano conferito mandato alle liti all’Avvocato Giuseppe Ruocco (inseriti in un apposito elenco di strutture da controllare proprio in base al contenzioso intentato nei confronti dell’ASL), ispezioni spesso condotte in maniera illegittima e vessatoria, che oltre a intimorire i singoli centri, si caratterizzavano per la loro “esemplarità” anche nei confronti degli operatori non direttamente colpiti, in tal modo incrementando il già diffuso clima di timore, inducendo svariati soggetti operanti nel settore a revocare il mandato alle liti conferito all’avvocato Ruocco e a rinunciare a intentare procedure contenziose contro l’ASL NA 5 per il recupero dei crediti legittimamente vantati in relazione a prestazioni sanitarie effettivamente rese nonché inducevano gran parte dei titolari di farmacie del territorio (circa 130 su 155) ad aderire indebitamente ad un accordo per la distribuzione, tramite le farmacie convenzionate, di farmaci di cui al PHT “Prontuario della distribuzione diretta” ed alto costo subordinato alla condizione necessaria che chi aderisse all’accordo dichiarasse di non avere azioni giudiziarie in atto nei confronti della ASLNA5 e si impegnasse a non promuoverne di nuove, pena la decadenza dall’accordo – clausola oltre che vessatoria, volta alla rinuncia del diritto, costituzionalmente tutelato, di adire le vie legali in difesa dei propri diritti ed interessi legittimi; inoltre tale accordo ha comportato un notevole aggravio di spesa per l’ASL Na 5.

Le minacce a chi chiedeva autorizzazioni per l´esercizio delle attività sanitarie

Giuseppe Porcaro ha invece, in qualità di coordinatore degli Organi di staff alla Direzione Strategica dell’ASL NA 5 e membro della commissione costituita ex D.G.R.Campania  n. 7301 del 31.12.2001 che si occupa tra l’altro del rilascio di autorizzazioni e pareri per l’esercizio di attività sanitarie, compiuto atti idonei consistiti nel chiedere somme di denaro ad Esposito Giuseppina, amministratore unico della s.a.s. Dental Vincitony, al fine dell’emissione del parere favorevole propedeutico al rilascio dell’autorizzazione (da parte della Regione) ai sensi della citata D.G.R.Campania n. 7301 del 31.12.2001 per l’apertura di un ambulatorio odontoiatrico, diretti in modo non equivoco ad indurre la predetta a dare o promettere indebitamente una somma di denaro; evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà e precisamente per il rifiuto della vittima. In particolare, il Porcaro le diceva che i tempi per ottenere l’autorizzazione erano molto lunghi e che addirittura potevano passare degli anni e che grazie al suo intervento poteva, però, ottenere l’autorizzazione in breve tempo, facendole risparmiare un’attesa che andava dagli otto mesi ai due anni circa; le diceva altresì testualmente “Signora possiamo prenderci un caffè per quanto riguarda questa situazione?” ed alla domanda della vittima in cosa consistesse il caffè, le chiariva che per ottenere l’autorizzazione (il parere), avrebbe dovuto consegnarli una somma di denaro compresa tra i duemila e tre/quattromila euro, somma che comunque avrebbe meglio quantizzato. La richiesta non veniva accolta dalla vittima.

Le indagini su peculato, concussione e falso
Le indagini proseguono in ordine alle imputazioni di peculato, concussione, falso in atto pubblico ed abuso d’ufficio per i quali sono state anche seguite numerose perquisizioni e notificati numerosi avvisi di garanzia.   Secondo l’assunto accusatorio vi è un centro di potere che opera da diversi anni attraverso il meccanismo delle azioni giudiziarie seriali per il recupero dei crediti vantati nei confronti dell’ASL (indennità ai dipendenti, recupero dei crediti vantati dalle strutture provvisoriamente accreditate e dalle farmacie) e finisce per bloccare i fondi erogati all’Azienda con il vincolo del pignoramento ostacolando la gestione economica della stessa. In prima battuta potrebbe sembrare che si tratti di un lavoro professionale svolto in regime di concorrenza dagli avvocati e che nasce dall’esigenza di far ottenere le proprie spettanze ai creditori dell’azienda a fronte del cronico ritardo nei pagamenti; tuttavia, guardando più attentamente il fenomeno, si evince un regime di monopolio nella gestione dei contenziosi e questo grazie ad una fitta rete di collegamenti instauratasi soprattutto tra lo studio legale dell’avvocato Giuseppe  Ruocco e diversi soggetti che rivestono ruoli centrali all’interno dell’ASL NA 5.

Le nomine dell´ex manager nei ruoli chiave dell´Asl

L’assalto alla diligenza veniva anche agevolato dalla mancanza di un adeguato livello di informatizzazione dell’azienda, in particolare dall’assenza di un adeguata rete informatica che collegasse i diversi uffici dell’ASL (ad es. la ragioneria non è mai stata collegata con l’ufficio legale, non consentendo di contrastare immediatamente il fenomeno delle duplicazioni di pagamento). L’altro centro di potere, facente capo all’ex Direttore Generale dell’ASL NA 5, Gennaro D’Auria, sebbene abbia mostrato in apparenza di voler ripristinare la legalità all’interno dell’azienda, denunciando l’avv. Ruocco per duplicazioni di pagamento nei primi mesi del suo incarico, ha successivamente mostrato di voler istaurare solo un nuovo sistema illecito con diversi soggetti e diverse logiche. Infatti, il D’Auria ha nominato illegittimamente alcuni soggetti di fiducia in posizioni strategiche all’interno dell’ASL NA 5 (tra cui proprio il dott. Giuseppe Porcaro), ha rimosso in tronco dalle loro funzioni tutti quelli che osavano opporsi alla sua volontà (ha rimosso l’avv. Afeltra Francesco Saverio dall’incarico di responsabile del servizio affari legali, ha rimosso il dott. Scatola Luciano dall’incarico di Direttore del Dipartimento di Prevenzione) ed ha mostrato chiaramente la volontà di acquisire il controllo delle risorse economiche dell’azienda con mezzi illeciti per finalità del pari illecite.

 



 
Ultima modifica di voma il Mer 23 Dic, 2009 14:36, modificato 2 volte in totale 
ProfiloInvia Messaggio Privato 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Mercoledì, 23 Dicembre 2009    metropolis


CRONACA
    
Asl Napoli 5:
c’erano due centri di potere contrapposti

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - Le indagini della Procura di Torre Annunziata (Napoli), dirette e coordinate dal procuratore aggiunto Raffaele Marino, hanno consentito di appurare l´esistenza all´interno dell´ex Asl Napoli 5, ora Asl Napoli Sud, di "due centri di potere contrapposti che si sono fronteggiati con mezzi illeciti per accaparrarsi le risorse
economiche dell´Asl Napoli 5". Una ´guerra´ combattuta a suon di "denunce reciproche e reiterate" e proprio da queste denunce è nato il procedimento che ha portato due alti dirigenti agli arresti domiciliari.

"Il dato che è emerso - sottolinea la Procura guidata da Diego Marmo - è il costante impegno di gran parte dei fondi, che dovrebbero essere utilizzati per l´erogazione dei servizi sanitari, per il pagamento di indennità non dovute, di prestazioni che sono di scarsa qualità, di interessi, di spese legali, di onorari agli avvocati e per le forniture di servizi
resi solo in parte".

L´ex direttore generale Gennaro D´Auria, insieme con il dirigente Giuseppe Porcaro, avevano creato "un clima di diffuso timore tra vari operatori privati creditori dell´Asl inducendo alcuni di essi a revocare indebitamente il mandato alle liti conferito all´avvocato Giuseppe Ruocco (anch´egli indagato) o ad altro legale per intentare azioni di recupero credito nei confronti dell´Asl".

D´Auria, sostiene l´accusa, con la collaborazione della responsabile della Ragioneria, "non effettuava pagamenti a favore dei creditori che avevano in corso procedure giudiziarie, soprattutto esecutive e monitorie, contro l´Asl Napoli 5 anche quando il credito era certo, liquido ed esigibile e l´ente aveva sufficiente liquidità e ponendo in pagamento solo le fatture presentate da coloro che non avevano intentato procedure di tipo contenzioso o che vi avevano rinuncia".

Secondo la Procura, inoltre, D´Auria e Porcaro, "avvalendosi della collaborazione
del servizio ispettivo centrale della Regione Campania, nella persona del responsabile, Lorenzo Labate, effettuavano una serie di ispezioni nei confronti di titolari di laboratori e farmacie che avevano intentato procedure giudiziarie contro l´Asl.

Ispezioni condotte in maniera illegittima e vessatoria che oltre a intimorire i singoli centri si caratterizzavano per la loro ´esemplarita´ anche nei confronti degli operatori non direttamente colpiti inducendo così svariate persone a revocare il mandato all´avvocato Ruocco".

 



 
ProfiloInvia Messaggio Privato 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Mercoledì, 23 Dicembre 2009    metropolis


CRONACA
    
I contenziosi Asl fruttavano 700mila euro al mese.
 Ecco tutte le tappe

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - E´ stato accertato che  il giro di affari  del contenzioso ammonta a circa 700.000,00 euro mensili che, da diversi anni, vengono sottratti alla destinazione pubblica per essere spartiti tra gli operatori del sistema - avvocati, finanziarie ed alti funzionari pubblici - per la gestione di un contenzioso, che, lungi dall’essere fondato su interessi contrapposti delle parti, vedeva tutti d’accordo nell’attivare meccanismi speculativi che si fondano, per lo più, su ritardi ed inefficienze volute dell’amministrazione pubblica.

Ecco le risultanze contabili degli accertamenti effettuati per fornire una più chiara visione dell’entità delle vicende oggetto di investigazione.

Il procedimento è nato dalle numerose denunce presentate dal direttore generale dell’ASLNA5 di Castellammare di Stabia, Gennaro D’Auria e dall’avvocato Ruocco Giuseppe, difensore di molti dei soggetti che vantavano crediti nei confronti dell’ente per prestazioni svolte.
 
La prima denuncia presentata dal dr. D’Auria è datata 28.02.2006, anche se dal dicembre del 2004 erano state presentate altre denunce da parte di alcuni dirigenti dell’ASLNA5, il cui direttore era il dr. Roberto Aponte.
 
La rimessa mensile da parte della regione Campania che viene accreditata sul conto ordinario della tesoreria dell’ASLNA5 è di circa 40-50 milioni di euro.
 
La somma di denaro sopra indicata viene per lo più sottratta alla disponibilità dell’ente a causa di numerosissimi pignoramenti notificati presso l’agenzia nr.1 del banco di Napoli in Castellammare di Stabia. Infatti quest’ultima espleta il servizio di tesoreria dell’ASLNA5.
 
Per l’anno 2006 i pignoramenti esecutivi regolarizzati dall’azienda sono stati 1690 per un importo complessivo pari ad euro 52.951.671,74, composto per euro 46.581.203,79 dalla sorta, euro 2.144.355,78 da interessi, euro 923.751,81 da spese processuali, euro 3.252.433,36 per spese controparte e da spese bancarie 49.927,00; l’incidenza sulla sorta a seguito dei pignoramenti è pari a 13,68% e nello specifico il costo degli avvocati della controparte incide per il 6,98%.
 
Per l’anno 2007 i pignoramenti esecutivi regolarizzati dall’azienda sono stati 2331 per un importo complessivo pari ad euro 85.434.385,68, composto per euro 69.835.262,12 dalla sorta, euro 3.882.354,68 da interessi, euro 1.849.212,02 da spese processuali, euro 9.809.890,47 per spese controparte e da spese bancarie 56.553,52; l’incidenza sulla sorta a seguito dei pignoramenti è pari a 18,26% e nello specifico il costo degli avvocati della controparte incide per il 11,48%.
 
Per l’anno 2008 i pignoramenti resi esecutivi e registrati dall’ASLNA5 sono 551 per un importo complessivo pari ad euro 17.349.305,98, composto per euro 13.882.230,00 dalla sorta, euro 1.074.821,40 da interessi, euro 88.856,79 da spese processuali, euro 2.339.217,19 per spese controparte e da spese bancarie 6.020,00; l’incidenza sulla sorta a seguito dei pignoramenti è pari a 20,13% e nello specifico il costo degli avvocati della controparte incide per il 13,38%.
 
Gli incarichi assegnati con delibera dirigenziale del dr. Genanro D’Auria, agli avvocati esterni Di Natale Edoardo e Improta Gianluca, su proposta dell’avv. Afeltra Francesco Saverio e poi Martucci Eduardo (responsabile Ufficio Affari legali ASLNA5), previo parere favorevole del dr. Carli Manlio (direttore sanitario) e dr. Pone Ciro (direttore amministrativo), sono stati circa 22.000.
 
Le costituzione ed opposizioni in giudizio da parte dell’ASLNA5 nelle procedure ingiuntive e/o esecutive intentate dai creditori de quo, hanno avuto quale esito la quasi sistematica soccombenza, con incidenza pari a circa 98% .
 
Gli onorari percepiti dai due legali esterni nel periodo 2006-2008 risulta per Di Natale Edoardo un importo pari ad euro 1.390.981,32 relativo a numero 31 fatture registrate e tutte regolarmente pagate.    Per Improta Gianluca un importo pari ad euro 119.719,96 relativo a numero 6 fatture registrate e tutte regolarmente pagate. Si evidenzia che l’onorario dei due legali esterni non è stato tutto fatturato e registrato, per cui al momento vanterebbero ulteriore credito per le prestazioni legali già rese, ma non ancora fatturate.
 
Numerose sono state le ispezioni disposte dal direttore generale nei confronti dei centri sanitari che avevano intentato contenziosi nei confronti dell’azienda per il recupero dei crediti. Ad esempio:
1.     presso la farmacia Lombardi in data 15.05.2007; se ne disponeva la chiusura per motivi pretestuosi ed illegittimi;
2.    presso la clinica Bianchi di Portici in data 24.05.2007 effettuata immediatamente dopo la notifica presso l’ASLNA5 di alcune procedure monitorie del 22.05.2007;
3.    presso la ditta radiologia Eduardo Taliercio s.r.l. in data 07.06.2006;
4.    presso la ditta Ortopedia Formisano in data 05 e 14 aprile 2006.
Le ispezioni sono state eseguite da personale del Dipartimento di Prevenzione di Pompei congiuntamente e/o disgiuntamente con quello del servizio farmaceutico dell’ASLNA5 del SICC SS, il cui responsabile si identifica in Labate Lorenzo.
 
Riunioni intimidatorie da parte del direttore generale dr. Gennaro D’auria sono avvenute in data 21.06.2007 presso l’Hotel Sakura in Torre del Greco ove hanno  partecipato  gli associati alla Federlab.
In data 30.01.2008 presso la sede della Federfarm sita in Napoli, ove hanno partecipato gli associati di categoria.
 
Con la Federfarma è stato sottoscritto un accordo mediante il quale gli associati aderenti a quest’ultimo, erano autorizzati a distribuire per conto dell’ASLNA5 farmaci ad alto costo e quelli riconducibili alla categoria PHT. Condizione necessaria per la distribuzione era l’impegno incondizionato a rinunciare anche in futuro a contenziosi contro l’ASLNA5 per il recupero dei crediti. La distribuzione dei detti farmaci prevista in tal modo, ha comportato  un incremento di spesa di almeno il 6,25 per cento pari circa cinque milioni di euro annuali per l’Azienda.
 
È stato accertato il rilascio della certificazione per il pagamento di prestazioni sanitarie EXTRACOM erogate nel periodo 1° settembre al 31dicembre 2005 attraverso la sottoscrizione di delibere dirigenziali con cui si ha la presa d’atto dell’accordo transattivi stipulato tra il centro di riabilitazione ed il recupero Handicaps Abatese srl di Gragnano ed il centro medicina Pscicosomatica Cooperativa Sociale di Castellammare di Stabia. Rispettivamente per l’importo di euro 83.235,50 e di euro 807.305,61. Con tale delibera il direttore generale incarica la funzione GEF affinché disponga il rilascio della certificazione per gli importi sopra indicati, ai fini dell’utilizzo della stessa in sede SO.RE.SA. s.p.a.(La Guardia di Finanza ha in corso attività delegata ai fini dell’accertamento di pagamenti di altre prestazione sanitarie erogate in regime di EXTRACOM.

 



 
ProfiloInvia Messaggio Privato 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Mercoledì, 23 Dicembre 2009    metropolis


CRONACA
    
Asl Napoli 5: in due anni
affidati 22mila incarichi esterni

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - Il Direttore Generale, anche a mezzo dei personaggi di fiducia, ha posto in essere delle minacce esplicite ed implicite ai creditori dell’azienda per costringerli a revocare i mandati conferiti allo studio Ruocco e ad altri difensori. A conferma della sua volontà illecita, risultano delle transazioni a sua firma aventi ad oggetto prestazioni che esorbitano la capacità operativa, relative a strutture provvisoriamente accreditate che avevano revocato il mandato difensivo al Ruocco e pagamenti alle farmacie che hanno aderito ad una convenzione che prevedeva espressamente la rinuncia all’attivazione delle azioni legali; questi pagamenti, uniti ad altri per prestazioni e forniture, sono stati effettuati tempestivamente in violazione del criterio cronologico e del criterio di priorità in ragione della natura del credito, a scapito di altre prestazioni rese all’ASL (quindi risulta chiaro il comportamento del Direttore secondo cui veniva “premiato” il creditore che si sganciasse dal recupero del credito mediante azione legale a mezzo dell’avv. Giuseppe Ruocco ed altri studi professionali).

L´opposizione a qualsiasi richiesta di pagamento
Inoltre, mediante l’affidamento della difesa a legali esterni, anzi rimettendo la decisione agli stessi in ordine al se costituirsi in giudizio, pur in presenza di un contenzioso seriale, di scarso contenuto tecnico e relativo a crediti per prestazioni effettivamente rese all’azienda, ha di fatto deciso di opporsi a tutte le azioni legali intentate contro l’ASL NA 5 ed in particolare dallo studio Ruocco, anche nei casi di riconoscimento del credito da parte della stessa azienda, con difese soltanto formali e prive di reale fondatezza. Risulta che quasi tutto il contenzioso è stato deciso in favore dei creditori ricorrenti con ulteriore aggravio dei costi per spese, interessi ed onorari.

In due anni affidati 22mila incarichi esterni
Basti pensare che dal 2006 al 2008 sono stati conferiti oltre 22.000 incarichi esterni in violazione della normativa specifica, sempre agli stessi difensori, avv. Di Natale Edoardo ed avv. Improta Gianluca, facendo percepire loro la somma di € 1.520.000,00 (€ 1.390.981,00 il Di Natale ed € 119.719,00 l’Improta) per onorari comprensivi soltanto di una parte dell’attività già svolta. Tale collaborazione esterna si è conclusa con la soccombenza dell’ASL NA 5 per oltre il 95 % delle cause, con un aggravio di spesa sulla sorta capitale di € 24.553.000,00.

Le ragioni dello scontro al potere
Il lungo monitoraggio relativo alla gestione dell’Asl Na 5 (dal 2005 al 2008) ha consentito di ricostruire più approfonditamente le ragioni dello scontro tra i due contrapposti centri di potere. Infatti il sistema volto ad ottenere il pagamento dei crediti di ogni genere (indennità, prestazioni di servizi ecc.) mediante il contenzioso, realizza in breve tempo il pagamento dei crediti maggiorati degli interessi ed onorari e riesce a bloccare con il pignoramento ingenti somme di denaro, impedendo al gruppo di gestione interno la realizzazione dei propri obiettivi (leciti ed illeciti). Il mezzo del contenzioso, se non viene fronteggiato con un’adeguata difesa dell’azienda pubblica (questa deficienza ha accompagnato costantemente il monitoraggio e trova le sue ragioni nella disorganizzazione interna – voluta e non - e nella mancanza di un’adeguata rete informatizzata che consente lo scambio di informazioni tra i diversi uffici), è lo strumento più idoneo per “depurare” ogni pretesa di parte quando questa presenta problemi di legittimità ed esporrebbe a dei rischi di responsabilità l’ente erogatore. Quindi, uno studio legale ben collegato ai diversi uffici dell’ASL e ad una sigla sindacale con un elevato numero di iscritti, potrebbe appropriarsi della tecnica più idonea per aggredire le risorse dell’azienda, sfruttando a pieno tutte le sue inefficienze o addirittura, attraverso la collaborazione di personale interno all’ASL, predisponendo “ad hoc” delle carenze organizzative che consentano una più efficace aggressione al patrimonio aziendale.  E’ quel che è avvenuto alla ASL Napoli 5 , le cui risorse economiche sono state distratte dai fibni istituzionali dalla necessità di pagare i crediti giudizialmente accertati senza alcun controllo amministrativo e senza che  fosse attrezzata alcuna idonea difesa legale.

Pagamenti ritardati per favorire azioni legali e far lievitare i costi di gestione
Temporeggiare volontariamente nei pagamenti, perdendosi nei diversi passaggi procedurali, offriva lo spazio per l’attivazione dell’azione legale relativa a crediti certi liquidi ed esigibili, facendo lievitare la ragione iniziale con ulteriori somme per spese, interessi ed onorari; inoltre, indennità corrisposte in carenza dei requisiti di legge, crediti per prestazioni cd. extra-com, pagamenti per forniture di dubbia legittimità, incardinate dinanzi ad un giudice con l’azione legale, in carenza di un’adeguata difesa, venivano riconosciuti senza che l’ufficio interessato si esponese al rischio di esprimersi in ordine alla fondatezza della pretesa creditoria. Quindi il contenzioso diveniva lo strumento “per gestire di fatto” la cassa dell’azienda, sottraendo ingenti risorse economiche alla stessa, senza correre grossi rischi di “mala gestio”, in quanto si operava in forza di provvedimenti disposti dal giudice; il quale però, in carenza di elementi concreti dedotti da controparte, non aveva altra scelta che riconoscere la pretesa di parte attrice. Questo risultato veniva raggiunto in quanto l’azienda, in parte per carenze organizzative ed in parte per precise volontà in tal senso, non contrastava efficacemente il fenomeno organizzando un’adeguata difesa in giudizio. Infatti per arginare questo fenomeno occorreva pagare tempestivamente e puntualmente il dovuto evitando a monte il contenzioso e documentare, con un’adeguata difesa in giudizio, le ragioni dell’infondatezza della pretese creditorie vantate e non dovute. Quest’ultimo aspetto richiedeva un’adeguata rete informatica che consentisse lo scambio di notizie tra l’ufficio legale e gli altri uffici, affinchè potesse il primo conoscere le ragioni relative all’infondatezza della pretesa creditoria illustrate dagli uffici competenti e preparare un’adeguata difesa in giudizio.

La gestione D’Auria e i servizi alla Engineeeing

La gestione D’Auria, a fronte delle numerose doglianze mosse dalla precedente gestione in ordine alle inadempienze relative alla fornitura del servizio di informatizzazione, carenze da essa stessa riscontrate, ha prorogato ripetutamente ed illecitamente il servizio alla ATI aggiudicataria (Engineering), effettuando dei pagamenti mediante transazioni riferite a periodi nei quali il rapporto risultava instaurato illegittimamente e la prestazione non era stata completamente resa ed infine aggiudica il nuovo appalto allo stesso gruppo.  Per l’affidamento e la proroga dell’appalto all’ATI engneering il D’Auria indagato attualmente per il reato di abuso di ufficio. Inoltre, invece di rafforzare l’apparato interno per un controllo di merito in ordine alla fondatezza delle pretese creditorie (distretti sanitari, ufficio del personale, ufficio legale e ragioneria), ha nominato ripetutamente legali esterni per una costituzione in giudizio soltanto formale ed estesa a tutte le azioni legali, anche per i crediti fondati, perdendo quasi il 95 % delle cause, moltiplicando le spese e senza raccogliere alcun risultato utile per l’azienda.
E ciò nonostante che l’ASL fosse dotata di un ufficio affari legali costituito da decine di avvocati interni.

 



 
ProfiloInvia Messaggio Privato 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Scandalo conteziosi Asl: 11 indagati (dossier: sviluppi) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




  Domenica, 27 Dicembre 2009   


Inchiesta Arpac, torna in libertà
il direttore dell'Asl Benevento 1

     BENEVENTO (26 dicembre) - L'ex direttore sanitario della Asl Bn1, Tommaso Zerella, finito nell'inchiesta sull'Arpac condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli, torna in libertà.

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato il provvedimento restrittivo di obbligo di dimora fuori dalla Campania notificatogli lo scorso 3 dicembre. (leggi sotto e precedenti)

il mattino ha scritto: 
Napoli, appalti e truffe: 63 indagati

Ecco i nomi dei 25 colpiti da misure cautelari

Arresti a casa per Capobianco, ex direttore Arpac
In un file i nomi di 650 raccomandati e dei relativi sponsor
Divieto di dimora in Campania per Sandra Mastella

    
La sede dell'Arpa Campania
(fotoNewfotosud)

Image Approfondimenti
Prime intercettazioni: «No, non è dei nostri: è un ds»
Pecoraro Scanio: «Io non c'entro nulla»
Liquidata una super parcella da 1 milione e 300mila euro
Nuova sede Arpac, sventata truffa da 20 milioni
Assunzioni e sponsor politici scoperti in un pc
L'accusa: appoggio del clan di Marcianise per le regionali 2005


NAPOLI (21 ottobre) - Truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d'asta e concussioni commessi nell'ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all'assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella Pubblica Amministrazione.

Sono 63 gli indagati tra politici, dirigenti della Pubblica amministrazione, professionisti ed imprenditori campani coinvolti nell'operazione congiunta condotta dai comandi provinciali dei carabinieri di Caserta e della Guardia di Finanza di Napoli su appalti e assunzioni. Il filone dell'indagine, nella quale sono 25 le misure cautelari personali adottate, riguarda l'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Carabinieri in consiglio regionale. Perquisizioni da parte dei carabinieri sono in corso nella sede del Consiglio regionale campano, al Centro Direzionale. I militari dell'Arma stanno passando al setaccio atti e documenti trovati negli uffici del gruppo consiliare dell'Udeur e in quelli del presidente del Consiglio, Sandra Lonardo, al tredicesimo e al ventesimo piano dell'edificio. Nonostante sia stato privato della sua guida, il Consiglio regionale in programma oggi dovrebbe svolgersi regolarmente: questo è l'orientamento che emerge e che dovrebbe essere confermato dalla riunione, in corso, dell'ufficio di presidenza. La seduta, al cui ordine del giorno c'è la discussione del piano casa, sarà presieduta a turno dai due vice della Lonardo: Salvatore Ronghi e Gennaro Mucciolo. Proprio a quest'ultimo, stamani intorno alle 8, il presidente del Consiglio Lonardo ha comunicato con una telefonata la sua impossibilità a presiedere l'assemblea. «È giusto che il Consiglio vada avanti con la sua attività legislativa e non si faccia influenzare da fattori esterni», ha commentato Ronghi spiegando la sua intenzione di aprire regolarmente la seduta. «Dobbiamo andare avanti», la posizione espressa anche dall'altro vicepresidente Gennaro Mucciolo.

Coinvolti Clemente Mastella e la moglie Sandra Lonardo. Gli attuali sviluppi dell'inchiesta su appalti e assunzioni scaturiscono dall'unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell'Udeur della Campania, tra i quali lo stesso leader del partito, Clemente Mastella, all'epoca ministro della Giustizia.
Nei confronti dell'ex parlamentare è stato emesso dalla magistratura campana un avviso di conclusione delle indagini preliminari che gli verrà notificato non appena sarà rientrato in Italia da Strasburgo. Un analogo provvedimento è stato notificato ad altri 12 indagati. Nell'inchiesta risulta indagato anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora. Si tratterebbe, di un divieto che riguarda l'intera regione, dove si svolge l'attività istituzionale della Lonardo in qualità di presidente dell'Assemblea. Sandra Lonardo ha ricevuto il divieto di dimora in Campania mentre il marito Clemente un avviso di chiusura di indagine. Per la Lonardo anche il divieto di dimora è stato esteso anche ai comuni che si trovano in prossimità della regione, tra cui Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza.

Mastella rientra da Strasburgo. La moglie diretta a Roma. Il leader dell'Udeur ed ex ministro della Giustizia Clemente Mastella ha saputo dell' inchiesta mentre stava partecipando a Strasburgo alla seduta del Parlamento Europeo. Mastella, che era giunto ieri nella città francese per i lavori dell' assemblea, sta ora rientrando in Italia: si è imbarcato sul primo volo utile per Parigi e dalla capitale francese proseguirà per Roma, dove arriverà nel pomeriggio. La presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, ha lasciato invece la sua villa di Ceppaloni, dopo la notifica del provvedimento di divieto di dimora in Campania. La sua destinazione, secondo quanto si è appreso, è Roma.

Truffe, falsi, abusi di ufficio e turbative d'asta. In particolare, gli uomini dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno accertato, tra l'altro, l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d'asta e concussioni commessi nell'ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all'assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella Pubblica Amministrazione.

La Procura: funzioni pubbliche per fini privati. L'indagine della Procura della Repubblica di Napoli sull'Arpac ha fatto emergere il funzionamento di «un ramificato sistema di potere e di gestione della cosa pubblica (appalti, assunzioni, nomine e sostituzioni dei vertici amministrativi locali) che - al di là delle rilevanti ricadute sull'efficienza della PA, sulla regolarità delle procedure amministrative e sul corretto impiego del denaro pubblico - si è contraddistinto per un improprio utilizzo delle funzioni pubbliche a fini privatistici, con conseguente commistione fra interesse pubblico e interesse personale e/o del partito politico di appartenenza». È quanto evidenziano in una nota, il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore ed il procuratore aggiunto, Francesco Greco. «Tale sistema - attesa l'esistenza di un vero e proprio programma criminoso stabilmente condiviso da più persone - sotto un profilo tecnico giuridico è stato ritenuto riconducibile alla fattispecie dell'associazione per delinquere». Il sodalizio, sottolinea la Procura, «ruotava intorno ad alcuni esponenti di vertice del partito politico (l'Udeur, ndr) e ad alcuni professionisti ed imprenditori ad esso collegati. Finalità dell'organizzazione «era l'acquisizione di utilità economiche, di incarichi pubblici, di consenso elettorale, di posizioni di comando attraverso la commissione di delitti che vanno dalla truffa alla concussione, dall'abuso in atti d'ufficio». Sono inoltre emersi e sono in via di ulteriore approfondimento «contatti fra esponenti casertani del sodalizio inquisito e esponenti di livello delle organizzazioni criminali, attraverso il quale i primi miravano ad acquisire consenso elettorale e varie altre utilità, i secondi futuri favori». I fatti accertati sono relativi al triennio 2005-2008.

«Gara per l'assunzione dei raccomandati». Le indagini hanno ricevuto rilevante impulso dalle intercettazioni telefoniche. Emerge che diversi referenti dell'Udeur «quasi facevano a gara fra loro per riuscire a "piazzare" i propri raccomandati nell'Arpac in modo da acquisire sempre maggiori benemerenze nel sodalizio». Per le assunzione del personale e gli appalti dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'Ambiente della Campania, l'effettivo organo decisionale, secondo quanto sottolinea la Procura di Napoli, «non era, come per legge, il suo direttore generale ma piuttosto i vertici della struttura di partito (l'Udeur, ndr) cui quest'ultimo apparteneva e di cui lo stesso altro non era che il terminale». Nel pc in uso alla segretaria del dg dell'ente c'era un file contenente centinaia di nominativi. «Al fianco di numerosi nomi - evidenziano il procuratore Lepore e l'aggiunto Greco - risultava quello di un esponente politico o della pubblica amministrazione (alcuni frequentissimi, altri meno, quasi tutti comunque per lo più riferibili a persone aderenti al sodalizio e al partito politico in questione». A fronte di migliaia di domande di persone «non sponsorizzate e rimaste di fatto accantonate i segnalati beneficiati nel triennio erano una percentuale del 90%».

«Violate le procedure amministrative». Quello che viene contestato agli indagati, comunque, «non è la raccomandazione, ma il fatto che, per far coincidere la vasta schiera dei segnalati con quelle dei beneficiari di consulenze, incarichi ed assunzioni venivano reiteratamente e sistematicamente violate le procedure amministrative, venivano ignorati i regolamenti interni e le leggi, venivano fraudolentemente posti in evidenza requisiti o circostanze di fatto inesistenti». Insomma, la condotta illecita era esclusivamente finalizzata ad assecondare le richieste dei diversi referenti politici «con riferimento a centinaia di casi di incarichi illecitamente attribuiti e allo stato accertati». Stesso scenario anche per incarichi temporanei, precari e consulenze. Alla luce è venuto un sistema in cui perfino le richieste di comandi e trasferimenti erano annotate in un apposito file: anche in questo caso - rileva la Procura - vicino al nome del dipendente c'era «immancabilmente» lo sponsor politico amministrativo.

«Intimidito chi non rispettava le disposizioni». «Una sistematica opera di demolizione e boicottaggio dei soggetti che, a vario titolo, contrastavano l'attività dell'organizzazione ovvero, semplicemente, non si prestavano al perseguimento delle finalità indicate dai suoi vertici, non sottostando alle relative perentorie disposizioni». Dalle indagini salta fuori, infatti, che, «nella prospettiva del sodalizio, i pubblici ufficiali incardinati in strutture pubbliche considerate, usando il gergo degli stessi indagati, "postazioni" del partito avevano l'obbligo di essere fedeli prima al partito stesso e, poi, se e ove possibile, all'interesse pubblico e alla legge». «Se avveniva - come fortunatamente talora è avvenuto - che i Pubblici Ufficiali in questione non sentissero il dovere di assecondare ogni desiderata dell'organizzazione, questi - si evidenzia ancora - potevano essere oggetto di azioni intimidatorie, di rappresaglie varie che, talora, arrivavano all'aggressione alla vita professionale dell'infedele». «Il direttore generale del Santobono di Napoli, nominato nel dicembre del 2005 (nella stessa tornata di nomine che aveva riguardato il DG di Caserta) - riferisce la Procura - era contrario a nominare primario del citato ospedale (per una precisa articolazione interna) un medico espressione della sua stessa area politica in quanto ritenuto privo di titoli idonei. Seguivano pressioni sul dg da parte di consiglieri e assessori del partito (fra cui anche la solita interrogazione in sede di Consiglio regionale, sottoscritta da buona parte del gruppo consiliare del partito in questione, nella quale, in modo del tutto pretestuoso, si contestava l'operato del DG e si chiedevano chiarimenti all'assessore alla Sanità della Regione Campania)». «Emergevano, poi, intimidazioni nei confronti di un ex sindaco di Morcone (Benevento) a causa del mancato passaggio nelle file del partito politico in questione (passaggio vanamente richiesto dai vertici di quest'ultimo partito) e della mancata nomina di persona gradita al sodalizio alla presidenza del locale Ente Fiera. In tale contesto - riferisce la Procura - si induceva un assessore della giunta Comunale che svolgeva l'attività di rappresentante farmaceutico a dimettersi dalla giunta attraverso la minaccia di influire negativamente sulle strutture pubbliche e private che fino a quel momento si servivano della sua attività professionale».

Ecco i nomi dei 25 colpiti da misure cautelari. Arresti domiciliari sono stati disposti per Luciano Capobianco, ex direttore generale dell'Arpac. Quindici gli indagati per i quali è stato applicato il divieto di dimora nella Regione Campania. Tra loro il presidente consiglio regionale, Sandra Lonardo; il capogruppo alla Regione Fernando Errico; Nicola Ferraro, consigliere regionale; Antonio Fantini, già presidente della Regione Campania e segretario regionale Udeur. Gli altri provvedimenti riguardano Valerio Azzi, imprenditore; Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente Mastella; Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1; Giuseppe Ciotola, imprenditore; Bruno De Stefano, direttore generale dell'Asl di Benevento; Arnaldo Falato, dirigente dell'Asl Benevento 1; Carmelo Lomazzo, dirigente Arpac; Massimo Menegozzo, dirigente Arpac; Massimo Palmieri, imprenditore; Francesco Polizio, dirigente Arpac; Mario Scarinzi, ex direttore generale dell'Asl Benevento 1.

Il divieto di dimora nelle province di Benevento, Caserta e Napoli è stato disposto per Bartolomeo Piccolo, imprenditore, mentre il divieto di dimora nelle province di Benevento e Napoli per Giustino Tranfa, imprenditore, Antonio Zerrillo, ingegnere.

La misura interdittiva del divieto di esercitare l'impresa e la professione è stata disposta per gli imprenditori Gaetano Criscione, Francesco Di Palma, Fabrizio Merolla, Claudio Rossi (55 anni, nato a San Giorgio a Cremano), Fabio Rossi e per il libero professionista Antonello Scocca. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione.


Ecco chi ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Avrebbero ricevuto l'avviso: Clemente Mastella, Andrea Abbamonte, ex assessore regionale Udeur; Antonio Nunzio Babino, direttore dell'azienda ospedaliera di Polla (Salerno); Antonio Bottillo, dirigente affari generali Asl Benevento 1; Amedeo Di Maio, libero professionista, Cristiana Fevola, imprenditrice; Manlio Ingrosso, libero professionista; Lucio Luciano, responsabile del dipartimento di Salute mentale Asl Benevento 1; Vincenzo Lucariello, ex segretario generale del tar Campania e difensore civico della Regione Campania; Luigi Nocera, ex assessore regionale della Campania; Bruno Rolando, dell'ospedale Santobono di Napoli; Massimo Vetrone, direttore dell'ufficio Controllo interno Asl Benevento 1 e Tommazo Zerella, direttore sanitario della stessa Asl. A Lucariello è stato anche notificato un decreto di sequestro preventivo di beni mobili per un valore complessivo 20 mila euro.

 



 
ProfiloInvia Messaggio Privato 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:   
 
NascondiQuesto argomento è stato utile?
Condividi Argomento
blinkslist.com blogmarks.net co.mments.com del.icio.us digg.com newsvine.com facebook.com fark.com feedmelinks.com furl.net google.com linkagogo.com ma.gnolia.com meneame.net netscape.com reddit.com shadows.com simpy.com slashdot.org smarking.com spurl.net stumbleupon.com technorati.com favorites.live.com yahoo.com DIGG ITA Fai Informazione KiPapa Ok Notizie Segnalo Bookmark IT
Inserisci un link per questo argomento
URL
BBCode
HTML
 

Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Pagina 1 di 1
 




 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files
Non puoi scaricare gli allegati
Non puoi inserire eventi calendario



  

 

cron