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Martedì 21 Luglio : 2009 Francesco Alberti, GdB
Se il menù è un po’ «furbo»
Decalogo per difendersi
Decalogo per difendersi
Voi cosa pensereste? Che a mezzogiorno si può mangiare pizza+birra/bibita+dolce+caffè a 10 euro? Sì? Sbagliato.
Una promozione non chiara
La segnalazione a Pronto Giornale di Brescia arriva da Marco e riguarda un ristorante-pizzeria del Garda. «Ero in zona per lavoro - ci spiega il nostro lettore - e mi sono fermato presso la pizzeria attirato dalla promozione. Ordino la pizza, una birra, ma quando chiedo quali dolci siano compresi nei 10 euro mi viene detto che a pranzo non c’è la promozione. E il cartello all’esterno allora? Il gestore mi spiega che hanno aperto da poco, l’offerta è solo per la sera. Ok, peccato che per un banale dolce io mi sia sentito raggirato ed abbia depennato dalle mie future mete quel locale».
Probabilmente quello del ristoratore è un piccolo escamotage per attirare clientela. In problema è che non è l’unico: anzi, secondo l’associazione dei consumatori Adiconsum il fenomeno è in aumento.
Proprio per evitare di cadere in queste trappole, che soprattutto d’estate si moltiplicano, Adiconsum ha stilato un "decalogo" per salvarsi dai raggiri. «Le trappole durante le tanto agognate vacanze - spiega Paolo Landi, segretario generale dell’Adiconsum - sono tantissime. Tra queste, quelle disseminate da alcuni ristoratori privi di scrupoli, penalizzano il turismo italiano e quindi l’intera economia del Paese, creando disaffezione nonostante le bellezze naturali, culturali ed artistiche dell’Italia. Bisogna difendersi, ma anche denunciare, i raggiri dei ristoratori privi di etica e di professionalità (anche per tutelare, aggiungiamo, quelli che fanno il loro mestiere con correttezza). L’Adiconsum chiede inoltre verifiche costanti delle autorità competenti in materia di igiene dei pubblici esercizi, come ristoranti e bar».
Dieci regole per difendersi
Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum, ci spiega che bastano poche regole per difendersi, eccole:
1) Il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate, prima di entrare nel locale è bene, quindi, accertarsi dei reali costi; nel caso del lettore Marco bastava chiedere prima di ordinare se era "attiva" la promozione a 10 euro;
2) chiedere sempre il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna e fa offerte verbali dei piatti del giorno, e verificare se le offerte sono presenti in menù con i relativi prezzi;
3) accertarsi che ogni portata abbia accanto il prezzo;
4) servizio, coperto, pane, o altri costi, possono essere decisi liberamente dal ristoratore, però devono essere riportati nel menù (fanno eccezione i ristoranti del Lazio, dove una legge regionale ne vieta l’addebito), in modo che il cliente abbia contezza del costo reale dell’intero pasto;
5) prestare attenzione ai cibi surgelati: devono essere sempre indicati sul menù (come indicazione è sufficiente anche un asterisco, seguito dalla dicitura "prodotto surgelato");
6) verificare i costi del vino: i ricarichi possono essere davvero "salati". Se si vuole scegliere un vino "impegnativo" farsi consegnare la "Carta dei vini" per consultarne il costo;
7) a fine pasto farsi consegnare sempre la ricevuta fiscale e verificare se i prezzi in essa contenuti corrispondono a quelli riportati nel menù, compresi eventuali costi riferiti a servizio, coperto, pane, ecc..;
9) la mancia non è mai obbligatoria;
10) in caso di contestazione della ricevuta, chiamare i vigili.
Adiconsum ricorda inoltre, che il ristoratore è responsabile degli oggetti lasciati in custodia dal cliente e ne risponde in caso di furto. Non ne è invece responsabile se l’oggetto non gli viene consegnato (es. cellulare poggiato sul tavolo). Infine, il ristoratore non può rifiutare la consumazione di una sola portata, anziché un intero pasto.














































