-Protesta
Se in città vince la «legge della giungla»
Caro direttore,
ma chi fa rispettare, il regolamento di polizia urbana?
Escludendo la categoria degli automobilisti che sono tempestivamente sanzionati appena commettono una piccola infrazione (in una recente intervista l’assessore Guindani ha detto che i vigili bresciani sono portati a modello per solerzia ed efficienza), per quelli che non rispettano il regolamento di polizia urbana non è la stessa cosa; in questo caso rimangono quasi sempre impuniti, sia perché le regole che dovrebbero salvaguardare, la convivenza civile, la sicurezza dei cittadini e la più ampia fruibilità dei beni comuni, tutelando la qualità della vita e dell’ambiente, se trasgredite non sono considerate abbastanza importanti da meritare una sanzione; sia perché manca un’ organizzazione in grado di identificarne i trasgressori.
Quindi assistiamo a due gravi cattive abitudini: la prima è che, non punendo i trasgressori, si disincentiva il cittadino a fare il suo dovere; la seconda è che l’inosservanza della normativa vigente e la non punibilità creano un cattivo esempio di diritto civile, dando l’idea sbagliata che ci siano leggi di serie A e leggi di serie B, con l’inevitabile conseguenza di un malcontento generale e la sensazione per una parte di popolazione di essere oggetto di ingiustizie e iniquità.
Leggendo il regolamento di polizia urbana, mi rendo conto di quante persone arroganti o semplicemente inconsapevoli del danno che provocano agli altri continuino a perseverare nel loro comportamento lesivo ed a influire negativamente sulla vita della comunità cittadina forse perchè sanno di non essere punite (essendo effettivamente non controllate). Si ha la netta sensazione che prevalga la legge della giungla: nella maggior parte dei casi, ha ragione chi grida più forte. Infatti ho saputo di una contravvenzione fatta in città (in uno dei casi sottoesposti) che ha suscitato una reazione così forte da essere diventata un deterrente all’emissione di altre contravvenzioni del genere.
Faccio degli esempi pratici di infrazioni che non si è soliti far rispettare: escrementi sui marciapiedi davanti alle abitazioni, a scuole, asili nido, strutture sanitarie; cani lasciati liberi di scorazzare nei parchi aperti al pubblico e addirittura sui marciapiedi, allarmi di negozi ed auto non a norma, che continuano a suonare oltre il tempo consentito per legge a tutte le ore, gente che dà da mangiare ai piccioni. A questo si aggiungono comportamenti spreconi che andrebbero puniti severamente, come ad esempio lampioni lasciati accesi in pieno giorno comprese le luci degli addobbi di natale, fontane lasciate aperte inutilmente, ospedali e palestre con riscaldamenti al massimo, che costringono a tenere le finestre aperte, moto e auto in sosta a motore acceso (abitudine diffusissima)...
Va bene l’economia e i servizi sociali, ma oggi dovrebbe diventare una priorità delle amministrazioni pubbliche essere in grado di mettere i cittadini nella condizione di sentirsi sicuri e liberi nella loro città, nei parchi, sui marciapiedi, nelle loro case, senza la preoccupazione di doversi continuamente difendere dall’ignoranza dall’arroganza e dall’ingiustizia, di un mondo dove prevale la cultura dell’apparire sull’essere; per andare verso l’obiettivo di un miglioramento della qualità della vita, anche nelle nostre città, ora purtroppo troppo inquinate e affollatissime.
ma chi fa rispettare, il regolamento di polizia urbana?
Escludendo la categoria degli automobilisti che sono tempestivamente sanzionati appena commettono una piccola infrazione (in una recente intervista l’assessore Guindani ha detto che i vigili bresciani sono portati a modello per solerzia ed efficienza), per quelli che non rispettano il regolamento di polizia urbana non è la stessa cosa; in questo caso rimangono quasi sempre impuniti, sia perché le regole che dovrebbero salvaguardare, la convivenza civile, la sicurezza dei cittadini e la più ampia fruibilità dei beni comuni, tutelando la qualità della vita e dell’ambiente, se trasgredite non sono considerate abbastanza importanti da meritare una sanzione; sia perché manca un’ organizzazione in grado di identificarne i trasgressori.
Quindi assistiamo a due gravi cattive abitudini: la prima è che, non punendo i trasgressori, si disincentiva il cittadino a fare il suo dovere; la seconda è che l’inosservanza della normativa vigente e la non punibilità creano un cattivo esempio di diritto civile, dando l’idea sbagliata che ci siano leggi di serie A e leggi di serie B, con l’inevitabile conseguenza di un malcontento generale e la sensazione per una parte di popolazione di essere oggetto di ingiustizie e iniquità.
Leggendo il regolamento di polizia urbana, mi rendo conto di quante persone arroganti o semplicemente inconsapevoli del danno che provocano agli altri continuino a perseverare nel loro comportamento lesivo ed a influire negativamente sulla vita della comunità cittadina forse perchè sanno di non essere punite (essendo effettivamente non controllate). Si ha la netta sensazione che prevalga la legge della giungla: nella maggior parte dei casi, ha ragione chi grida più forte. Infatti ho saputo di una contravvenzione fatta in città (in uno dei casi sottoesposti) che ha suscitato una reazione così forte da essere diventata un deterrente all’emissione di altre contravvenzioni del genere.
Faccio degli esempi pratici di infrazioni che non si è soliti far rispettare: escrementi sui marciapiedi davanti alle abitazioni, a scuole, asili nido, strutture sanitarie; cani lasciati liberi di scorazzare nei parchi aperti al pubblico e addirittura sui marciapiedi, allarmi di negozi ed auto non a norma, che continuano a suonare oltre il tempo consentito per legge a tutte le ore, gente che dà da mangiare ai piccioni. A questo si aggiungono comportamenti spreconi che andrebbero puniti severamente, come ad esempio lampioni lasciati accesi in pieno giorno comprese le luci degli addobbi di natale, fontane lasciate aperte inutilmente, ospedali e palestre con riscaldamenti al massimo, che costringono a tenere le finestre aperte, moto e auto in sosta a motore acceso (abitudine diffusissima)...
Va bene l’economia e i servizi sociali, ma oggi dovrebbe diventare una priorità delle amministrazioni pubbliche essere in grado di mettere i cittadini nella condizione di sentirsi sicuri e liberi nella loro città, nei parchi, sui marciapiedi, nelle loro case, senza la preoccupazione di doversi continuamente difendere dall’ignoranza dall’arroganza e dall’ingiustizia, di un mondo dove prevale la cultura dell’apparire sull’essere; per andare verso l’obiettivo di un miglioramento della qualità della vita, anche nelle nostre città, ora purtroppo troppo inquinate e affollatissime.
Oria Ducoli














































