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Lunedì, 24 Novembre : 2008
Bravo Malosti,
un'ora e un quarto di recita tutta d'un fiato.
Una prestazione di alto livello artistico.
Narratore e Venere al tempo stesso.
Con un Adone dai movimenti ritmati,un burattino,preda di una Venere intraprendente.
Un Adone che subiva passivamente il corteggiamento.
Un Adone il cui ruolo è stato di attore mimo per l'intera rappresentazione.
Una Venere aggressiva,coinvolgente,travolgente,autorevole e al tempo stesso autoritaria.
Entrambi i personaggi recitavano stando su una piccola pedana che a tratti scorreva su di un binario, a simboleggiare un corteggiamento faticoso, l'amore difficile,l'amore precario,continuamente instabile.
indossando una camicia rosso porpora e dei pantaloni di pelle, (non di certo a richiamare alla mente l'epoca dell'opera), impersonava Venere con una recita da femminiello e una pronuncia napoletana.
Malosti regista,Malosti attore,ha saputo coinvolgere il pubblico in una emozione collettiva.
Ha saputo tenere alta l'attenzione per tutta la durata della rappresentazione, passando dalla recita parlata a quella cantata,gridando a squarciagola il rifiuto di Adone e le sofferenze di un amore non corrisposto.
Chiudeva la performance con un monologo che ricordava il dilemma di Amleto, strappando applausi strepitosi e scroscianti agli spettatori.
E' uno spettacolo da riproporre al pubblico bresciano sia per i contenuti dell'opera di notevole spessore sia per la notevole prestazione dei due protagonisti .
di Francesco Cecoro













































