Smog e ZTL: le vere cause dell’inquinamento in città
Leggo con molto dispiacere sul Giornale del 19 maggio che il signor Mario Doninelli mi annovera tra quei politici che si sottraggono al dialogo con i cittadini, attitudine che non appartiene al mio costume, dato che partecipo da sempre a confronti, dibattiti, assemblee pubbliche con i cittadini e che il Giornale di Brescia pubblica mie risposte od interventi ogniqualvolta vengo chiamato in causa.
- Poiché il signor Doninelli è una persona molto attenta e informata dovrebbe sapere che le domande che mi pone, ovvero se la Zona a traffico limitato nella quale egli abita è ben controllata o meno, andavano poste all’assessore alla Vigilanza o direttamente al Comando della Polizia locale.
- Ma non intendo certamente sottrarmi al tema più generale evocato dal lettore. Riguardo ai valori nei quali mi riconosco - tanto sul versante professionale quanto su quello amministrativo e politico - ricordo solamente il costante impegno a conoscere e a far conoscere le cause dello smog a Brescia, l’impegno personale e dell’Amministrazione comunale a promuovere politiche energetiche e della mobilità mirate alla riduzione dello smog.
- Credo che i miei concittadini, al di là degli apprezzamenti o delle critiche verso il mio operato, possano riconoscermi un impegno appassionato verso una mobilità più sostenibile - ovvero a favore della pedonalità, della mobilità ciclistica e del trasporto pubblico locale, temi sui quali abbiamo realizzato e programmato significativi interventi - nonché verso una migliore regolamentazione e calmierazione, del traffico nelle ZTL.
- Così come è ben noto ai cittadini bresciani chi vorrebbe abolire le ZTL, limitarle e/o sterilizzarle. - Invitando il signor Doninelli a rivolgersi direttamente a chi potrà soddisfare tutti i suoi quesiti, colgo l’occasione per svolgere qualche ulteriore riflessione sul tema delle ZTL e dello smog cittadino.
- In primo luogo occorre precisare che non sono i soli automezzi che transitano nella parte sud-ovest della ZTL a rendere l’aria di quella zona dannosa per la salute di chi vi abita, non fosse altro perché lambita da vie di grande comunicazione e transito quali via dei Mille e via Ugoni.
- Fosse così, sarebbe sin troppo semplice risolvere il problema.
- Dagli studi commissionati dai Settori Ambiente e Mobilità che sovrintendo alla prof.ssa Giovanna Finzi della Facoltà di Ingegneria - Dipartimento di elettronica per l’automazione - dell’Università degli Studi di Brescia, emerge chiaramente che le polveri sottili (PM 10) attribuibili al traffico veicolare e disperse nell’aria di città e hinterland, su un dominio di 30 km per 30 km, sono dovute solo per l’8% alle emissioni del traffico circolante su tutte le strade cittadine ed un altro 8% a quello sulle strade dei Comuni dell’hinterland, mentre ben il 64% deriva dal traffico autostradale e il 20% dalle strade extraurbane.
- Proprio in base a tali dati, per fare un esempio, l’eventualità di un blocco totale del traffico su tutte le strade comunali cittadine e per tutto l’anno - ipotetica e drastica misura di contenimento dell’inquinamento atmosferico - determinerebbe la riduzione del 15% della concentrazione media annua di polveri sottili, ovvero dai 50 mg/mc misurati nel 2006 si passerebbe a 42,5. - Se si confronta l’entità di tale ipotetica misura, ovvero - come detto - il blocco totale del traffico cittadino per un anno intero, con l’eventuale riduzione di qualche centinaia di auto in alcune vie del centro storico, comunque già in regime di ZTL, si comprende come costituisca un assunto inverosimile - innanzitutto da un punto di vista scientifico - quello che fa discendere l’esposizione ad una quantità significativa di smog dalla circolazione abusiva di veicoli in alcune vie della ZTL.
- La riduzione dello smog da traffico passa per una drastica riduzione dei km percorsi dai veicoli a motore, soprattutto nelle arterie più trafficate che ho richiamato sopra, dal miglioramento tecnologico del parco mezzi circolante e dall’utilizzo dei carburanti meno inquinanti, metano in testa.
- Questo non significa che le regole non vadano rispettate e fatte rispettare, tutt’altro! Ma ciò a prescindere da probabili - o improbabili - danni alla salute.
- Così come è ovvio osservare che in qualsiasi via della città, non solo e non tanto in quelle in ZTL, sarebbe certamente meglio che circolasse il minor numero di veicoli possibile: si ridurrebbe il rumore, il pericolo di incidenti, le emissioni in atmosfera e il traffico sarebbe più fluido.
- In definitiva, e anche il lettore converrà, la qualità della vita del quartiere ne guadagnerebbe.
- Poiché il signor Doninelli è una persona molto attenta e informata dovrebbe sapere che le domande che mi pone, ovvero se la Zona a traffico limitato nella quale egli abita è ben controllata o meno, andavano poste all’assessore alla Vigilanza o direttamente al Comando della Polizia locale.
- Ma non intendo certamente sottrarmi al tema più generale evocato dal lettore. Riguardo ai valori nei quali mi riconosco - tanto sul versante professionale quanto su quello amministrativo e politico - ricordo solamente il costante impegno a conoscere e a far conoscere le cause dello smog a Brescia, l’impegno personale e dell’Amministrazione comunale a promuovere politiche energetiche e della mobilità mirate alla riduzione dello smog.
- Credo che i miei concittadini, al di là degli apprezzamenti o delle critiche verso il mio operato, possano riconoscermi un impegno appassionato verso una mobilità più sostenibile - ovvero a favore della pedonalità, della mobilità ciclistica e del trasporto pubblico locale, temi sui quali abbiamo realizzato e programmato significativi interventi - nonché verso una migliore regolamentazione e calmierazione, del traffico nelle ZTL.
- Così come è ben noto ai cittadini bresciani chi vorrebbe abolire le ZTL, limitarle e/o sterilizzarle. - Invitando il signor Doninelli a rivolgersi direttamente a chi potrà soddisfare tutti i suoi quesiti, colgo l’occasione per svolgere qualche ulteriore riflessione sul tema delle ZTL e dello smog cittadino.
- In primo luogo occorre precisare che non sono i soli automezzi che transitano nella parte sud-ovest della ZTL a rendere l’aria di quella zona dannosa per la salute di chi vi abita, non fosse altro perché lambita da vie di grande comunicazione e transito quali via dei Mille e via Ugoni.
- Fosse così, sarebbe sin troppo semplice risolvere il problema.
- Dagli studi commissionati dai Settori Ambiente e Mobilità che sovrintendo alla prof.ssa Giovanna Finzi della Facoltà di Ingegneria - Dipartimento di elettronica per l’automazione - dell’Università degli Studi di Brescia, emerge chiaramente che le polveri sottili (PM 10) attribuibili al traffico veicolare e disperse nell’aria di città e hinterland, su un dominio di 30 km per 30 km, sono dovute solo per l’8% alle emissioni del traffico circolante su tutte le strade cittadine ed un altro 8% a quello sulle strade dei Comuni dell’hinterland, mentre ben il 64% deriva dal traffico autostradale e il 20% dalle strade extraurbane.
- Proprio in base a tali dati, per fare un esempio, l’eventualità di un blocco totale del traffico su tutte le strade comunali cittadine e per tutto l’anno - ipotetica e drastica misura di contenimento dell’inquinamento atmosferico - determinerebbe la riduzione del 15% della concentrazione media annua di polveri sottili, ovvero dai 50 mg/mc misurati nel 2006 si passerebbe a 42,5. - Se si confronta l’entità di tale ipotetica misura, ovvero - come detto - il blocco totale del traffico cittadino per un anno intero, con l’eventuale riduzione di qualche centinaia di auto in alcune vie del centro storico, comunque già in regime di ZTL, si comprende come costituisca un assunto inverosimile - innanzitutto da un punto di vista scientifico - quello che fa discendere l’esposizione ad una quantità significativa di smog dalla circolazione abusiva di veicoli in alcune vie della ZTL.
- La riduzione dello smog da traffico passa per una drastica riduzione dei km percorsi dai veicoli a motore, soprattutto nelle arterie più trafficate che ho richiamato sopra, dal miglioramento tecnologico del parco mezzi circolante e dall’utilizzo dei carburanti meno inquinanti, metano in testa.
- Questo non significa che le regole non vadano rispettate e fatte rispettare, tutt’altro! Ma ciò a prescindere da probabili - o improbabili - danni alla salute.
- Così come è ovvio osservare che in qualsiasi via della città, non solo e non tanto in quelle in ZTL, sarebbe certamente meglio che circolasse il minor numero di veicoli possibile: si ridurrebbe il rumore, il pericolo di incidenti, le emissioni in atmosfera e il traffico sarebbe più fluido.
- In definitiva, e anche il lettore converrà, la qualità della vita del quartiere ne guadagnerebbe.
- ETTORE BRUNELLI -
Assessore all’Ambiente e alla Mobilità - Comune di Brescia -


















































