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Sabato 28 Febbraio : 2009 di Lisa Cesco, Brescia Oggi
INQUINAMENTO. Mossa del coordinamento dei comitati ambientalisti
Una diffida contro le inadempienze da inquinamento.
È questa la via formale scelta dal Coordinamento dei comitati ambientalisti bresciani per sollecitare le istituzioni al rispetto dei limiti di polveri sottili (Pm10) nocive per la salute, emesse nell’atmosfera da auto, combustioni industriali, centrali di riscaldamento.
Nella diffida, notificata in questi giorni a Comune e Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Arpa, Ministero dell’ambiente, i gruppi ambientalisti intimano alle amministrazioni, ciascuna per la propria competenza, di adottare con assoluta urgenza tutti i provvedimenti idonei affinché la qualità dell’aria a Brescia possa rientrare a breve termine entro i limiti fissati dall’Unione europea, in particolare per le Pm10. Diffidano inoltre le stesse amministrazioni dall’autorizzare la realizzazione della nuova centrale turbogas di A2A a Lamarmora, ritenuta non necessaria e irrimediabilmente pregiudizievole della qualità dell’aria.
«DAL 2001 a Brescia i giorni di superamento delle soglie di Pm10 consentite sono stati di oltre tre volte superiori rispetto ai 35 indicati dall’UE a tutela della salute umana - ricorda Marino Ruzzenenti, esponente del Coordinamento -. Questo significa che i piani anti-inquinamento finora attuati dalla Regione sono stati inefficaci, e che servono interventi drastici se vogliamo tutelare davvero la salute dei cittadini, visto che l’inquinamento atmosferico, come dimostrato da studi scientifici, si traduce nell’aumento di malattie polmonari, cardiovascolari e tumori, e diventa quindi la causa di morti altrimenti evitabili».
Fra le ipotesi suggerite dagli ambientalisti per invertire la rotta ci sono il blocco di nuovi impianti di combustione (centrali termoelettriche, acciaierie, cementifici), la verifica della reale necessità di quelli esistenti, l’applicazione delle migliori tecnologie per l’abbattimento dei fumi, l’avvio del graduale smantellamento degli inceneritori di rifiuti a favore della raccolta differenziata, la rottamazione dei veicoli diesel, la riduzione degli accessi dei veicoli privati in città.
«Vogliamo che le istituzioni prendano in mano una volta per tutte questa situazione – avverte Imma Lascialfari del Coordinamento -. Ci fa piacere che nei giorni scorsi il sindaco Paroli abbia espresso il suo “no” alla nuova centrale di Lamarmora, tuttavia l’iter sta andando avanti, è necessario bloccarlo se non vogliamo ritrovarci con una nuova centrale che immetterà nell’atmosfera ulteriori tonnellate di Pm10, senza peraltro rispondere alle esigenze del teleriscaldamento, visto che i consumi pro capite si stanno riducendo».
IN CASO di inadempienza gli ambientalisti si riservano di agire a livello amministrativo, penale o civile per il risarcimento danni: l’appiglio giuridico che lo consente è una sentenza del luglio scorso della Corte di giustizia europea, che ha riconosciuto al singolo cittadino il diritto a pretendere dalle autorità nazionali il pieno rispetto del limite di supero delle Pm10 attraverso misure idonee.
Smog, via alle diffide
Una diffida contro le inadempienze da inquinamento.
È questa la via formale scelta dal Coordinamento dei comitati ambientalisti bresciani per sollecitare le istituzioni al rispetto dei limiti di polveri sottili (Pm10) nocive per la salute, emesse nell’atmosfera da auto, combustioni industriali, centrali di riscaldamento.
Nella diffida, notificata in questi giorni a Comune e Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Arpa, Ministero dell’ambiente, i gruppi ambientalisti intimano alle amministrazioni, ciascuna per la propria competenza, di adottare con assoluta urgenza tutti i provvedimenti idonei affinché la qualità dell’aria a Brescia possa rientrare a breve termine entro i limiti fissati dall’Unione europea, in particolare per le Pm10. Diffidano inoltre le stesse amministrazioni dall’autorizzare la realizzazione della nuova centrale turbogas di A2A a Lamarmora, ritenuta non necessaria e irrimediabilmente pregiudizievole della qualità dell’aria.
«DAL 2001 a Brescia i giorni di superamento delle soglie di Pm10 consentite sono stati di oltre tre volte superiori rispetto ai 35 indicati dall’UE a tutela della salute umana - ricorda Marino Ruzzenenti, esponente del Coordinamento -. Questo significa che i piani anti-inquinamento finora attuati dalla Regione sono stati inefficaci, e che servono interventi drastici se vogliamo tutelare davvero la salute dei cittadini, visto che l’inquinamento atmosferico, come dimostrato da studi scientifici, si traduce nell’aumento di malattie polmonari, cardiovascolari e tumori, e diventa quindi la causa di morti altrimenti evitabili».
Fra le ipotesi suggerite dagli ambientalisti per invertire la rotta ci sono il blocco di nuovi impianti di combustione (centrali termoelettriche, acciaierie, cementifici), la verifica della reale necessità di quelli esistenti, l’applicazione delle migliori tecnologie per l’abbattimento dei fumi, l’avvio del graduale smantellamento degli inceneritori di rifiuti a favore della raccolta differenziata, la rottamazione dei veicoli diesel, la riduzione degli accessi dei veicoli privati in città.
«Vogliamo che le istituzioni prendano in mano una volta per tutte questa situazione – avverte Imma Lascialfari del Coordinamento -. Ci fa piacere che nei giorni scorsi il sindaco Paroli abbia espresso il suo “no” alla nuova centrale di Lamarmora, tuttavia l’iter sta andando avanti, è necessario bloccarlo se non vogliamo ritrovarci con una nuova centrale che immetterà nell’atmosfera ulteriori tonnellate di Pm10, senza peraltro rispondere alle esigenze del teleriscaldamento, visto che i consumi pro capite si stanno riducendo».
IN CASO di inadempienza gli ambientalisti si riservano di agire a livello amministrativo, penale o civile per il risarcimento danni: l’appiglio giuridico che lo consente è una sentenza del luglio scorso della Corte di giustizia europea, che ha riconosciuto al singolo cittadino il diritto a pretendere dalle autorità nazionali il pieno rispetto del limite di supero delle Pm10 attraverso misure idonee.














































