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Lunedì, 24 Agosto 2009: Accadde Oggi di Antonio Mascolo StabiaChannel.it
Sondaggio:
Stabia divisa tra passato e .... lista civica
Stabia divisa tra passato e .... lista civica
Un sondaggio, su di un sito elettronico e durante le ferie, non ha certamente un valore assoluto, ma permette almeno di percepire le opinioni e gli umori dei cittadini, tanto piu´ che i votanti erano stati pregati di commentare i motivi delle loro preferenze. Ed i piu´ l'hanno fatto, ma non gli ultimi votanti di parte, quelli che dovevano "tararli".
Questo risultato, 11/14/14/1, dovrebbe mettere in imbarazzo i politici stabiesi, gia´ personalmente e politicamente "inguaiati" e nervosi per i fatti loro. Avere a che fare con piu´ di un terzo delle preferenze (teoriche) devolute ad uno schieramento a scatola chiusa, crea grossi problemi a quelli tradizionali. Come reagire, come tirare nella propria schiera almeno una parte di questi scontenti, comperandoli con "incentivi" di ogni genere, senza guardare tanto per il sottile, se poi alle promesse non ne seguano effettivi vantaggi? In questo caso corrono il rischio che ne risultino rivoluzioni di palazzo, come attualmente tra la compagine al governo comunale stabiese. Ed uno schieramento rappezzato e´ come una vela che si straccia al primo venticello, di qualsiasi direzione politica essa sia.
Ma forse c'e´ una alternativa, se qualcuno dovesse effettivamente avere il coraggio, se fosse abbastanza tosto per realizzarla. Un buon terzo dei votanti ha indicato di preferire una lista civica, indipendente dai due schieramenti tradizionali. Perche´ non approfittarne?
A Stabia abbiamo un Circolo della Liberta´, molto attivo quando si tratta di mettere il dito in una delle tantissime piaghe stabiesi, ma, purtroppo, non sempre sovrano e tranquillo nelle sue reazioni, e meno effettivo nel campo delle proposte:
Continua ad abbarbicarsi alla realizzazione di una nave-museo, partendo da uno scafo ormai saccheggiato e semidistrutto, quello del Ct ARDITO, l'ultima costruzione militare a Stabia. Organizza, per il prossimo mese, un raduno dei suoi ex equipaggi, un raduno che non e´ d'aiuto allo scopo. Riattare questa ormai carcassa significherebbe farne aumentare i costi a limiti insopportabili. La proposta di usare questo scafo come nave-museo e´ stata accettata, purtroppo, quando era ormai troppo tardi. Ciononostante, almeno ufficialmente, non ci si rinuncia.
L'alternativa AMERIGO VESPUCCI? Una impresa difficile.
Approva l'idea di realizzare un casino´ nella reggia borbonica, svilendo tutti i progetti precedenti, e, tra parentesi, a quattro passi da un clan, che nessuno sembra poter effettivamente sradicare;
appoggia la dedizione di una piazza cittadina ad uno della stirpe veneta, a cui Stabia deve tante delle sue piaghe, dal mancato piano regolatore, causa principale del caos cittadino, alla allora Navalmeccanica, lasciata come se fosse un museo e non uno stabilimento produttivo, dall'ospedale San Leonardo, fino alla conduzione partitica e deficitaria delle nuove Terme del Solaro, delle altre partecipate, e cosi´ via.
Per ultimo la questione turismo a quattro zampe, una proposta almeno discutibile e controproducente, un pericolo per i cagnolini forestieri al guinzaglio, almeno fintanto che "rocchie" di aggressivi ed affamati cani randagi girano indisturbati per la citta´.
Ma ognuno dovrebbe aver diritto ad una prova di appello. Se il CdL stabiese comprende, che la bonta´ degli amministratori non dipende tanto dalle proprie idee, ma dalla capacita´ di far partecipare la cittadinanza, di recepirne, vagliarne ed accettarne le relative idee e proposte, allora si potrebbero anche dimenticare i passati sdruccioloni. Non abbiamo niente di meglio. O mi sbaglio?
E´ vero che il CdL non e´ un partito politico, ma sempre qualcosa del genere, con inclinazione verso il centro-destra.
Purtroppo i suoi possibili contendenti sono proprio quelli della sua stessa direzione, che farebbero carte false e peggio, pur di non far scendere in lizza un circolo tanto visibile e pericoloso per loro. Ne va della loro sopravvivenza, sia politica che economica. Se il CdL dovesse proporsi come fondatore di una lista civica, che raccoglie intorno a se la parte sana della popolazione stabiese e scende in lizza, gli altri due schieramenti correrrebbero il rischio di essere spazzati via, specialmente se il CdL presentasse prima programmi e poi persone adatte, se fosse disposto a vagliare, discutere e portare avanti anche idee altrue.
Ma qui sorgerebbe un enorme problema: Bisognerebbe far toccare con la mano ai vertici politici nazionali delle varie fazioni di centro-destra al governo presenti anche a Stabia, quanto siano, a dir poco, inadatti, perche´"litigati", i loro rappresentanti locali. Fate fare una scappata a Stabia a Berlusconi ed alleati e fateli incontrare con i loro rappresentanti stabiesi. Si accorgeranno che, contro questi loro politici cosi´ disuniti, come alternativa, il centro-sinistra stabiese governera´ la citta´ fino alla fine dell'eternita´, per quanto possano essere fasulli, chiacchieroni e fannulloni i suoi rappresentanti locali. Il premier capira´ ben presto che, se vuole conquistare con il suo schieramento questa citta´ rossa, che sbiadisce e langue sempre di piu´, una vittoria politica di grande prestigio, deve affidarsi ad una compagine piu´ compatta, in grado di riunire i migliori cervelli stabiesi, indipendentemente dal loro credo politico, ma sani ed integri come persone. Deve immettere, in modo decisivo, anche questa citta´ nel previsto programma di sviluppo del sud.
Ed allora, alle prossime amministrative del 18 Marzo 2010, PdL, AN e tutto il resto NON scendono in lizza a Stabia. Anche chi ha preferenza per il centro-destra, che voti una lista civica, "la", "una" lista civica.
Ancora una volta: Chi organizza e poi conduce questa lista, deve mettere su, prima di tutto, un programma necessario e fattibile, utilizzando per la sua realizzazione mezzi finanziari di diversa provenienza, pubblici e privati, un programma che tenga conto delle necessarie, indispensabili premesse per riattare Stabia, con l'aiuto di cittadini effettivamente disposti ed in grado di farla risorgere, utilizzando OGNI idea e proposta valida che si lasci immettere, come necessario tassello, in un quadro generale di sviluppo. Non e´ l'entita´ dei singoli progetti, grandi o piccoli che essi siano, che ne definisce la validita´, ma il loro vantaggio nell'ambito dei programmi, le risultanti ricadute occupazionali, economiche, ambientali e civili.














































