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SORELLI da chiudere?
Una scelta necessaria»
Una scelta necessaria»
La scuola materna SORELLI, al Carmine, chiude per troppi stranieri. La presenza dei bimbi figli di immigrati ormai supera il 70 per cento in media. Decisamente troppo alta. «Dobbiamo perseguire una politica interculturale, ma non con i numeri rovesciati», dice l’assessore alla Pubblica istruzione in Loggia Carla Bisleri. E subito precisa che l’operazione chiusura si iscrive all’interno di una «programmazione ordinaria che garantisce il servizio, l’offerta di diritto e la programmazione educativa».
NESSUNA DECISONE presa sull’onda dell’emergenza, dunque. La scuola chiuderà nel giro di due anni. Gradualmente le iscrizioni si esauriranno e alla fine quanti resteranno dei circa 70 bambini troveranno spazio nelle materne confinanti, «dove i posti non mancano». D’altra parte, i dati del Comune dicono che sul totale delle materne, la presenza di piccoli immigrati si aggira intorno al 25 per cento. Dunque c’è posto anche dal punto di vista dell’equilibrio, almeno per il momento.
Tuttavia è una presenza destinata ad aumentare già nel breve periodo. Basta considerare che oggi a Brescia un bambino ogni tre nasce da genitori stranieri, e siccome quasi tutti frequentano le materne, il 25 per cento attuale si avvicinerà presto al 30 e passa. Si tratta per lo più di bambini pakistani, albanesi, ex jugoslavi, cinesi, ghanesi, indiani, bengalesi. D’altronde, in città sono presenti ben 74 etnie.
CON PROSPETTIVE SIMILI «abbiamo dovuto prendere la decisione di chiudere questa scuola materna – spiega l’assessore Bisleri – non solo per razionalizzare l’offerta formativa ma anche per favorire un’integrazione distribuita ed equilibrata». E soprattutto, «per non lasciar incancrenire la situazione e per non creare un ghetto», sottolinea.
Due anni, poi, lasciano tutto il tempo utile per raccogliere le iscrizioni e distribuirle nel modo più opportuno tra le scuole vicine. E tutto verrà fatto in maniera graduale e condivisa
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NESSUNA DECISONE presa sull’onda dell’emergenza, dunque. La scuola chiuderà nel giro di due anni. Gradualmente le iscrizioni si esauriranno e alla fine quanti resteranno dei circa 70 bambini troveranno spazio nelle materne confinanti, «dove i posti non mancano». D’altra parte, i dati del Comune dicono che sul totale delle materne, la presenza di piccoli immigrati si aggira intorno al 25 per cento. Dunque c’è posto anche dal punto di vista dell’equilibrio, almeno per il momento.
Tuttavia è una presenza destinata ad aumentare già nel breve periodo. Basta considerare che oggi a Brescia un bambino ogni tre nasce da genitori stranieri, e siccome quasi tutti frequentano le materne, il 25 per cento attuale si avvicinerà presto al 30 e passa. Si tratta per lo più di bambini pakistani, albanesi, ex jugoslavi, cinesi, ghanesi, indiani, bengalesi. D’altronde, in città sono presenti ben 74 etnie.
CON PROSPETTIVE SIMILI «abbiamo dovuto prendere la decisione di chiudere questa scuola materna – spiega l’assessore Bisleri – non solo per razionalizzare l’offerta formativa ma anche per favorire un’integrazione distribuita ed equilibrata». E soprattutto, «per non lasciar incancrenire la situazione e per non creare un ghetto», sottolinea.
Due anni, poi, lasciano tutto il tempo utile per raccogliere le iscrizioni e distribuirle nel modo più opportuno tra le scuole vicine. E tutto verrà fatto in maniera graduale e condivisa
MI.VA

















































